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Roberto Recchioni (blog.screenweek.it)
15.11.2017
La combinazione degli aspetti migliori di Snyder (l’estetica) con gli aspetti migliori di Whedon (il lavoro dei personaggi e ritmo) ha generato il migliore dei film DC realizzati fino a questo momento (escludendo la trilogia di Nolan che è una roba a parte) e un ottimo film di supereroi in generale (migliore, per me, delle due pellicola dedicate agli Avengers, per dire). Insomma, consigliato (se vi piacciono ancora i film di gente che si veste in maniera buffa e si mena, sia chiaro).

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Cecilia Strazza (www.vertigo24.net)
17.11.2017
Uomini di carne, uomini di latta, con un cuore che ha smesso di battere in questo mondo infame. Su di loro Zack Snyder punta tutto, e poco importa se la trama esile si distende e si straccia lungo il percorso, andandosi a infrangere nel più sciocco dei finali, poco importa la mancanza del rigore, della compostezza, del perfetto cambio di registro ormai caratteristici delle produzioni Marvel; il film è innocente, nell’accezione più positiva del termine, ha una bontà contagiosa e un entusiasmo quasi infantile, puro. È impossibile da odiare Justice League, figlio di genitori diversi (Snyder, che ha abbandonato in corso per una tragedia familiare, e Joss Whedon, che ha corretto le ultime scene), essere smarrito in un mare di responsabilità, eppure capace di imbastire il divertimento disincantato di cui avevamo bisogno. I difetti sono bellezza e la perfezione è soltanto il miraggio di chi non sa osare.

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Alessandro Faralla (www.fattodiritto.it)
17.11.2017
Con Justice League l’Universo Cinematografico DC non ha trovato la propria sintesi e un’identità spiccata ma è un film che ha un cuore, emoziona, nell’insieme è bello da vedere ed intrattiene piacevolmente, che è già un buon risultato quando si devono far combaciare più personaggi.

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Federico Ferrantini (www.mauxa.com)
17.11.2017
Le tematiche sviluppate e sottese alla trama sono invece estremamente interessanti nella loro semplicità. Rimandano ad aspetti ambientalisti laddove la tetra minaccia aliena viene spazzata via da un’armonia conciliante. La stessa armonia che i personaggi del film trovano nella scoperta del lavoro di squadra e nella capacità di aprirsi al mondo esterno, un invito alle generazioni di non rimanere eccessivamente focalizzate su proprio ed esclusivo mondo. Accanto a tali aspetti troviamo il concetto di paura inteso come limite e minaccia della collettiva. Una paura che alberga nell’attuale società afflitta dalla minaccia del terrorismo e che corrode l’animo dell’uomo ed aliena l’individuo.

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Gabriele Lingiardi (www.cineavatar.it)
17.11.2017
L'ultima installazione nel mondo DC resta uno dei film più gradevoli del nuovo corso. Nonostante i difetti e al netto dei problemi produttivi, riesce infatti a scorrere veloce, a finire al momento giusto e a regalare un discreto intrattenimento. Justice League è un punto di partenza stabile per le prossime avventure della squadra. Con il pregio, raro al giorno d’oggi, di essere coerente anche nei suoi difetti, dall’inizio alla fine.

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Francesca Ferrandi (www.amando.it)
17.11.2017
Se da Justice League vi aspettate un film innovativo, ambizioso e originale, rimarrete probabilmente delusi. Se, invece, siete dei semplici fan delle pellicole sui supereroi, correte al cinema perché – nonostante si muova su una strada battuta e collaudata – quello di Joss Whedon è un prodotto cinematografico di qualità, che vale il prezzo del biglietto.

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Raffaele Giasi (www.staynerd.com)
17.11.2017
Nel suo dualismo improbabile e forzato, Justice League in sintesi funziona, ben inteso che soffre di ogni cambio di rotta, inquadratura, stile e toni, secondo quelli che sono gli stilemi e i gusti dei due registi che lo hanno creato. Il cruccio più grande è quindi il modo diseguale con cui le due ore di film vengono offerte al pubblico, tra un prologo fighissimo, uno svolgimento raffazzonato e un finale semplicemente dimenticabile. In questo film assistiamo ad un Batman a cui non manca il coraggio di crederci fino alla fine. Un Batman che nonostante tutto ci prova con tutte le sue forze e che è pronto, in ultima istanza, a morire per amore del proprio ideale. Ecco, DC dovrebbe imparare dal suo stesso personaggio, che da solo ha molte più palle di quante non dovrebbero avere gli autori che devono venderlo.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
17.11.2017
Justice League rappresenta un insieme di ingredienti che non legano mai del tutto, ma nemmeno brillano particolarmente se presi a sé stante. La sua è una storia che persegue a priori ambizioni che non può permettersi, con quel suo strutturale anelito ad un’epica sin troppo spiccia ed annacquata. Allora lo sforzo diviene insufficiente anche e soprattutto in ragione di questi vizi di forma, ai quali si deve porre rimedio quanto prima, magari ripensando da zero il progetto e facendolo perciò ripartire. Chiedersi se il film sia divertente o meno, per quanto tale quesito appaia affine alla natura del prodotto, resta fuorviante in virtù di un lavoro concepito per funzionare anche su altri livelli, pena venir fuori monco. E la Warner con i film DC sembra stia lavorando un po’ come Frankenstein, aggiungendo parti ad un corpo a cui semplicemente manca la vita poiché privo di anima.

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Marco Moggio (it.ign.com)
17.11.2017
Non è perfetto, ma è parecchio divertente: mi sono avvicinato alla sala dell’anteprima di Justice League con un misto di preoccupazione e entusiasmo, proprio perché Batman V Superman mi aveva lasciato un saporaccio amaro di trama inconsistente, mentre Wonder Woman aveva dimostrato che con la giusta lettura i super eroi DC Comics hanno qualcosa da dire nonostante la temibile concorrenza Marvel. Sono uscito dal cinema due ore e rotte dopo con un bel sorriso stampato in faccia.

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Maria Laura Ramello (www.wired.it)
17.11.2017
Quel che dispiace di Justice League è che – anche volendo soprassedere sulla poca convinzione dei protagonisti (Ben Affleck sembra sempre sul punto di mettersi a piange e scappare lontanissimo), sulla CGI che sembra aver fatto un passo indietro di almeno dieci anni, sulla mancanza di backstories articolate e comprensibili dei nuovi personaggi – non possiamo perdonargli di essere il tentativo mal riuscito di scimmiottare un film Marvel. È come se il vostro cugino nerd e secchione si presentasse conciato da rappresentate d’istituto blaterando affermazioni che non pensa, con l’unico risultato di apparire molto più ridicolo e imbranato di quanto sia in realtà.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
17.11.2017
[la vicenda raccontata] resta confusa, affrettata nella sua evoluzione e troppo legata all'imprescindibile schema di presentazione dei nuovi personaggi. Un dazio che sembra ormai diventato più un escamotage narrativo da giocarsi per supplire ad altre carenze. Che affossano la sceneggiatura, costellata di 'buchi', a partire dalla premessa iniziale sulle conseguenze della scomparsa dell'Uomo d'Acciaio fino alle dinamiche che riguardano Steppenwolf e i suoi Parademoni. Qualcosa di più che semplici dettagli, ahinoi, che nemmeno il migliore degli universi a venire potrà sanare.

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Mattia Russo (www.orgoglionerd.it)
15.11.2017
Justice League è la metafora cinematografica della ricerca della speranza. Una speranza cercata a fondo e con disperazione, nel film e fuori, e alla fine trovata. Una speranza che arriva dolce dal cielo e allunga la mano a ricordare che l’alba viene anche dopo la notte più buia. Una muscolosa speranza su cui gettare le basi per i nuovi film e per il bistrattato universo DC. È la speranza di ripartire, di gettare delle basi solide per un nuovo universo. È la speranza di convincere. È la speranza persa che fin dall’inizio del film sembra scomparsa. Significativa per farci capire l’atmosfera è la sequenza d’apertura, dove Snyder mette tutto se stesso in spezzoni che per forza ti si stampano in testa (da brividi, e da ascoltare, è la canzone “Everybody Knows”, versione Sigrid).

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Serena Baldoni (www.esauriente.it)
15.11.2017
Per l’intera durata del film di Justice League non si assiste a nessuna manipolazione dei sentimenti, tralasciando parti poco originali definite maldestre e grossolane, saltando dai momenti drammatici ai sentimenti, dall’ironia all’azione, alla tensione, per ritornare alle imprese epiche ed eroiche, sulla scia dello stesso Avengers già visto.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
15.11.2017
La sensazione di divertimento collettivo, palpabile nelle sequenze d’azione, si trasmette allo spettatore, trascinato e attratto anche dall’aspetto di questi eroi. Per quanto ritoccati e camuffati, inguainati in tute, costumi e armature, i protagonisti di Justice League sono un vero inno alla perfezione del corpo umano.Nella sua complessiva gradevolezza, Justice League rinuncia a un pezzetto della sua personalità in favore di una confezione più sicura; si rivela un ottimo prodotto di intrattenimento, ma si sforza di piacere a troppi e che, per non correre rischi, si adagia su gusti ed esigenze canonizzate.

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Carlo Andriani (www.newscinema.it)
15.11.2017
Introdotto da un prologo esteticamente imperdibile (impossibile non pensare all’iconica sigla iniziale di Watchmen) e accompagnato dalle intramontabili musiche di Danny Elfman (che ri-arrangia il theme principale dei Batman di Tim Burton), Justice League è un trionfo di super-eroica virilità. Un cinecomics che, dimenticati i precedenti film della saga de L’uomo d’acciaio, pecca dell’emozionalità dei cinecomics del passato e di un villain degno dell’imbattibile Justice League.

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Cristina Resa (www.loudvision.it)
15.11.2017
Justice League è un prodotto più o meno scorrevole, che porta a casa il risultato senza brillare particolarmente, con una trama e un supecattivo standard. La scrittura più sobria ed essenziale rispetto ai precedenti e la durata ridotta a 121 minuti aiutano molto ad alleggerire il risultato, scongiurando la noia che ha contraddistinto non solo film come Batman V Superman, ma anche, almeno per quanto mi riguarda, il tediosissimo Wonder Woman di Patty Jenkins. Quello che non riesce a fare Justice League, cosa che sembra venire naturale ai film della Marvel, è generare affezione nei confronti dei propri personaggi, finendo per scivolare via, senza che lo spettatore possa soffrire, sperare, tifare i per i propri eroi.

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Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it)
15.11.2017
Si mastica inevitabilmente quel retrogusto à la Avengers, ma fortunatamente, grazie agli elementi succitati, l’alchimia risulta vincente e Justice League vive di un’anima propria. Un’attenzione particolare va anche prestata alla colonna sonora di Danny Elfman, che rimaneggia il celeberrimo theme di Batman (’89) con la giusta dose di malinconia e adrenalina.

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Gian Luca Pisacane (www.cinematografo.it)
15.11.2017
Justice League cerca di mettere in scacco lo strapotere della Marvel, ma sull’intera storia aleggia l’ombra degli Avengers che, con animo meno dark e più leggero, hanno già conquistato i cuori di milioni di fan.Justice League richiama quei rallenty enfatici e la voglia di stupire con la potenza degli effetti speciali, ma non riesce a trovare una propria originalità.

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Andrea Chirichelli (www.playersmagazine.it)
15.11.2017
Justice League, per quanto pop e disimpegnato è capace comunque di lanciare piccoli ma importanti segnali al pubblico meno distratto e più cinefilo. Esaltante, ad esempio, il momento in cui l’apparizione di Batman viene accompagnata musicalmente dal tema storico che Danny Elfman (qui autore della OST) scrisse per la mitica bilogia di Tim Burton. Queste chicche, unite ad una forma quasi sempre impeccabile, all’assenza di tempi morti, all’ottima gestione di un particolare evento che avrebbe potuto scadere nel grottesco (come sempre non spoileriamo, ma chi ha capito, ha capito) e alla creazione di un cattivo bidimensionale ma tutto sommato accettabile, rendono Justice League il miglior DC movie di sempre ed un bello stimolo per Marvel a fare altrettanto bene con l’imminente The Avengers -Infinity War. Insomma, le squadre sono sul campo, la partita è iniziata: vinca il migliore, cioè il pubblico.

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Mirko Lomuscio (www.youmovies.it)
15.11.2017
Il film di Snyder (e Whedon) è una piacevole baraonda fatta di effetti speciali (ovvio) e siparietti vari, che gioca la sua modesta riuscita sulla caratterizzazione dei suoi protagonisti; Affleck leader, Cavill icona eroica risorta, Gadot mente (e corpo) femminile, un Momoa tamarro quanto basta, Miller veloce eroe dalla parlata lesta e Fisher racchiuso in un costume robotico da far invidia a Terminator (o al protagonista di Eliminators, se siete cultori degli anni ’80 più B-Movie).

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Simone Fabriziani (www.awardstoday.it)
15.11.2017
Non peggiore di titoli del DCEU come il fallimentare Suicide Squad ma lontano dal tematicamente potente Batman V Superman, Justice League si attesta come una scommessa vinta a metà, in equilibrio precario tra ironia passata sottobanco dagli influssi Marvel imposti dall'entrata di Whedon, il desiderio di compattezza narrativa e il fallimento di un progetto cinematografico di universo condiviso che, ad oggi, non ha ne beccata neanche una giusta. Compromissorio.

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Gabriele Landrini (www.moviestruckers.com)
15.11.2017
Grande difetto della pellicola è infatti la storia raccontata, innegabilmente troppo lunga e variegata per essere compressa in meno di due ore. Nonostante i personaggi siano caratterizzati egregiamente, la narrazione è infatti frettolosa e i vari eventi sembrano legati con poca continuità. In tal senso, numerosi iati temporali disturbano spesso la visione, restituendo un senso di instabilità che persiste per tutto il film. Non particolarmente coivincente è inoltre lo scontro con il cattivo della situazione, ovvero Steppenwolf. Semplicemente abbozzato e nemmeno così temibile, il villain non rappresenta una vera e propria minaccia, tanto da essere ridotto a mero motore secondario delle vicende.

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Andrea Prosperi (www.nerdplanet.it)
15.11.2017
Justice League è un film meritevole, in grado di mostrare al grande pubblico la vera forza del DC Extended Universe. Non esalta, ma convince, donando due ore di puro intrattenimento cinematografico. Nonostante in Warner abbiano puntato sulla velocità, presentando direttamente molti personaggi in questa pellicola corale, il risultato è stato soddisfacente. Il nuovo corso è finalmente iniziato per i Warner Studios?

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Thomas Cardinali (movie.talkymedia.it)
15.11.2017
Una delle note più dolenti di Justice League è il montaggio unito ad un’accozzaglia di CGI fastidiosa e con delle scene action più simili ad un game play che ad un’opera cinematografica. L’esigenza di dover spettacolarizzare al massimo per vendere è sicuramente evidente in questa scelta di Justice League, compresa la regia che nonostante le quattro mani di Joss Whedon e Zack Snyder resta anonima.

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Emanuele Manco (www.fantasymagazine.it)
15.11.2017
Il risultato finale convince perché arriva dritto allo scopo senza deviazioni, senza sottolineature eccessive. I dialoghi mescolano enfasi drammatica e battute ironiche senza eccedere. Se alcuni film recenti hanno affrontato il tema in modo parodistico e altri in modo troppo serioso, Justice League riesce a porsi in una misurata via di mezzo, condita da parecchi fan service.

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Andrea Bellusci (nerdmovieproductions.it)
15.11.2017
Justice League fa finalmente risorgere dalle ceneri l’universo cinematografico di Warner e personalmente ha riacceso dentro il mio cuore la fiamma di amore passato. Quell’amore con cui hai condiviso molto e che poi rincontri per caso per strada dopo anni passati lontani senza alcun tipo di dialogo ed improvvisamente tutti i ricordi dei bei tempi andati ti rifanno riprovare le stesse emozioni vere di allora.

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Emanuele D'Ascanio (www.gamesvillage.it)
15.11.2017
Justice League è la consacrazione definitiva del DC Extended Universe. Grazie alla scelta pienamente azzeccata del cast e, da un livello grafico/sonoro di grande qualità, la pellicola risulta essere d'impatto e si impone senza dubbi a essere una delle migliori trasposizioni cinematografiche da una base fumettistica. Il primo ciclo si conclude dunque col botta, ora bisogna solamente comprendere se la DC riuscirà o meno a confermare questo standard nella prossima ondata di film. Consigliata vivamente la visione!

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Stefano Dell'Unto (www.mangaforever.net)
15.11.2017
Cyborg è uno young adult-emo, l’Aquaman tamarro e il Flash burletta con un’armatura insensata per un velocista sono lontanissimi dalle loro controparti fumettistiche, sia nella caratterizzazione estetica che intimista. Entrambi biondi e con gli occhi azzurri nel fumetto, sono qui un indigeno polinesiano e un nerd pallido coi capelli neri. Ma nessuno avrà niente da ridire. Se il cambiamento nel colore della pelle fosse stato più marcato e fossero state apportate modifiche alla loro inclinazione sessuale, apriti cielo, i fan si sarebbero appellati alla "fedeltà al materiale originale".

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William Maga (www.ilcineocchio.it)
15.11.2017
Insieme a L’Uomo d’Acciaio, Justice League si attesta tra i migliori titoli del DCEU (non si possono paragonare perché si tratta davvero di due opere completamente diverse). Non è certo perfetto, ma è riuscito probabilmente a trovare la giusta via da seguire. Con l’aiuto delle storie delle origini che ancora mancano in arrivo entro un paio di anni, i fan di casa DC potranno ora guardare al futuro in maniera un po’ più serena.

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Tiziano Sbrozzi (www.gamelegends.it)
15.11.2017
Justice League è un film perfetto per il suo genere: ritmo, azione e battute compongono un cinecomic davvero ben pensato, senza tralasciare fotografia evocativa e musiche cucite addosso alle scene in maniera sublime. La pellicola incontrerà i gusti dell'appassionato accanito e dello spettatore occasionale, consci entrambi di poter passare due ore di divertimento e gusto.

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Peter Travers (www.rollingstone.it)
15.11.2017
Per tutti quelli che odiano Batman v Superman: Dawn of Justice, e sono un esercito, guardare Justice League sarà la liberazione che stavano aspettando. [...] Le scene dedicate al gruppo, con tutti i loro battibecchi e punzecchiature, regalano al film senso dell’umorismo e sentimenti genuini, e trasformano il pubblico in una curva di tifosi. Se non ci fossero, il film crollerebbe su se stesso.

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Claudio Scaccabarozzi (www.badcomics.it)
15.11.2017
Justice League è proprio come il vostro Lego. Non ci sono proprio tutti tutti i pezzi, ma funziona. Finalmente un film DC ci emoziona, ci diverte e ci manda a casa soddisfatti, senza troppi compromessi e sebbene non manchino alcune possibili critiche a una sceneggiatura molto frettolosa, a una recitazione non sempre all’altezza, a scene d’azione piuttosto confuse di cui ci siamo francamente stancati da tempo. E a uno dei più brutti villain cinematografici dei cinecomic di ogni epoca. [...] Intrattiene senza problemi sin dalle prime battute e, nel solco del film dedicato alla principessa di Themyscira, non si prende terribilmente sul serio, ma rimane leggero e dinamico per tutto il tempo. Accantonate le atmosfere narrative cupe e riflessive, abbandonata la magniloquenza dei temi pseudo-teologici, questo terzo film DC firmato Zack Snyder ha meno peso da reggere sulle spalle e, anche grazie a questo, evita di cascare rovinosamente e infrangersi.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
15.11.2017
Justice League riesce di fatto a dare uno slancio, anche entusiasmante, al proprio franchise, ma al tempo stesso mostra ancora una volta tutti i limiti di un progetto artistico incoerente, frettoloso e privo di una direzione ben precisa.

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Emanuele Sacchi (www.mymovies.it)
15.11.2017
Di cinema in senso stretto ce n'è poco in Justice League: trama esile, dialoghi che talora paiono il prodotto di algoritmi, tanto sono prevedibili e impersonali, recitazione che non permette mai di dimenticare la presenza di un green screen dietro il volto, spesso smarrito, di Gal Gadot. Uno script estremamente superficiale, con molti ruoli che avrebbero meritato maggiore approfondimento, ma la chimica e l'entusiasmo del team di superuomini e superdonne a tratti è contagioso.

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Domenico Misciagna (www.comingsoon.it)
15.11.2017
Se qualche mese fa Patty Jenkins non avesse scodellato a sorpresa Wonder Woman, che sopravvalutato o meno è una spanna sopra a questo Justice League, verrebbe pure da rassegnarsi. [...] La crescente consapevolezza è che "cinecomic" nel 2017 non possa essere più un genere autoreferenziale, ma che debba pescare la profondità e l'identità cinematografica in generi preesistenti. Il problema più grande di Justice League è il suo essere appunto... un cinecomic e basta.

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Elisa Giudici (www.mondofox.it)
15.11.2017
Snelli, essenziali, capaci di essere lievi ma senza mai rifugiarsi nel faceto: il restyling degli eroi DC è molto convincente e su grande schermo funziona. Senza strafare e senza meravigliare troppo, Justice League è comunque un film godibile, solido. È il lungometraggio di cui Warner Bros. aveva bisogno dopo lo scintillante successo di Wonder Woman, quello che conferma che non è stato un colpo di fortuna e qualcosa è davvero cambiato.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
15.11.2017
Justice League non riesce mai a manipolare i sentimenti. Centra l’epica quando serve ma non sa mettere in scena i sentimenti elementari, quelli che nel cinema di supereroi sono i blocchi di pietra giganti da scolpire con precisione fino a ricavare piccole figure significative. Invece questo film dall’immaginario e dalle premesse ben più originali, serie e cinematografiche dei corrispettivi Marvel, è così poco raffinato, così grossolano e maldestro da pretendere di trattare le motivazioni individuali come palazzi da abbattere. E così finisce per soffrire ogni cambio di tono, ogni passaggio dall’azione alla risata, dal drammatico al sentimentale, dal romantico al divertente. Esattamente quello che Avengers centrava in pieno.

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Yuri Polverino (www.spaziogames.it)
15.11.2017
Justice League è il vero inizio del DC Extended Universe: a fuoco, entusiasmante, divertente e ricco di spunti interessanti per il futuro, che ora appare certamente più roseo. Il primo film corale della squadra capitanata da Batman ha il grande pregio di non cadere in errori evidenti e scoraggianti, al contrario è una pellicola di grande intrattenimento, al pari di molti altri cinefumetti moderni.

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Luca Ceccotti (cinema.everyeye.it)
15.11.2017
Divertente, spettacolare e con un equilibrio di toni e situazioni inaspettato, questo Justice League è punto di incontro tra comicità e gravità drammatica, tra una necessaria direzione futura e un passato dal quale attingere con coscienza. L'incontro sul grande schermo dei supereroi DC sancisce una profonda alchimia tra i personaggi, punto centrale del film e plus valore della produzione, forte anche di una regia al 100% Snyder coadiuvata dalla scrittura filosoficamente più sobria e attenta alla battuta di Chris Terrio e Joss Whedon, legata sostanzialmente ai massimi canoni odierni di un cinecomic-blockbuster.

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