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Gabriele Niola (ScreenWEEK.it)
09.04.2009
Non c’è niente come il thriller politico all’americana per riflettere sullo stato del rapporto tra l’industria dei media e la società

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State of Play è un film grandioso un continuo susseguirsi di emozioni forti; un thiller che non smette mai di stupire si ha la sensazione che tutto può succedere: la sua storia appassionante riesce a coinvolgere da l'inizio alla fine.....
State of Play è un film grandioso un continuo susseguirsi di emozioni forti; un thiller che non smette mai di stupire si ha la sensazione che tutto può succedere: la sua storia appassionante riesce a coinvolgere da l'inizio alla fine e ruota intorno all'uccisione dell'amante di un politico di rilievo (Stephen Collin) membro del congresso che ha forti ambizioni di diventare il candidato alla presidenza per il suo partito. Nell'indagini svolte dalla polizia ci mette lo zampino anche un giornalista amico del politico il vero protagonista Cal McAffrey (Russel Crowe) che riesce a scoprire che .....

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houssy
11.05.2009
Winnie the Pooh direbbe: Ooooh rabbia. Peccato che questo State of play non rimanga fedele a se stesso fino in fondo, svaccando nel thriller più becero negli ultimi 5 minuti.

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Di fronte ad un sicuro successo lavorativo,si e’ disposti a passare sopra ad un’amicizia che dura da anni?A discapito di uno scandalo,si e'disposti a rinnegare una passione per una donna?Amore,successo,amicizia si intrecciano in un’unica miscela,dove il ritmo incalzante del film fa da padrone.
I passi concitati di un uomo nel buio della notte,i fari delle macchine nel traffico della città,il rumore di pioggia e l'asfalto bagnato,si contrappongono ad un luogo isolato,un sospiro di donna che ha paura e poi"Bang Bang":due spari,nessuno intorno,se non la vittima e il suo carnefice.Russel Crowe e' il giornalista Cal,che corre sul luogo dell'omicidio alla ricerca di informazioni su quanto accaduto.In modo scaltro riesce a sapere chi e' stato ucciso:"Ho sentito che hanno ucciso una ragazza"-"Chi gli e l'ha detto?"-"Lei adesso!"Stop.La scena si sposta su Ben Affleck(Mr.Collins),che sta facendo un annuncio importante durante una conferenza stampa:"Sonia Backer,un membro prezioso del mio staff,e'morta stamane."Bang Bang.Il suono degli spari sentiti prima ci riporta alla mente l'omicidio commesso la notte precedente e ci fa capire che e' lei la vittima.Una smaliziata collega di Cal gli serve su un piatto d'argento un'indagine su quanto accaduto:"L'onorevole Collins e' un tuo caro amico,giusto?"E poi le parole del capo di Cal che risuonano come un cinico avvertimento,un monito che fa paura ad una persona che ha un cuore:"I giornalisti bravi non hanno amici,solo fonti."Stop.Un abbraccio caloroso quando i due amici si rivedono.Stop.Le scene si fanno sempre piu' veloci,Collins e la vittima avevano una relazione,forse questo portera' a una crisi del senatore,che si vedrà infangato da queste indagini e distrutto da questa morte cosi'inaspettata.Sarà poi il giornalista a scoprire la verità e a salvare l'amico?!?Andiamo avanti e scopriamolo.Iniziano delle indagini dove il tempo è nemico,8 ore per scoprire ogni segreto su Sonia Backer,sulla sua vita,sulle sue abitudini.Il giornalista non si occupa piu'solo di un semplice articolo di giornale,ma di indagini vere e proprie.Si mischiano quindi loschi affari,miliardi di dollari,forse un altro omicidio.L'amicizia fra l'onorevole e Cal sembra vacillare.Come finirà?Dal 30 Aprile potremo scoprirlo insieme al cinema.

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Annarita Vitrugno (TheDirector’sCup)
30.04.2009
L’inedita coppia Crowe - Affleck funziona benissimo, così come l’intero film, che per due ore riesce a tenere alta l’attenzione e a portare lo spettatore sempre più all’interno di una trama che intreccia Politicavai alla pagina di e giornalismo

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Sintetica presentazione, in stile telegramma, del trailer
Buio e pioggia, un respiro, due spari, stop Entro in scena, poliziotto conferma omicidio, stop E' morta Sonia, sono vicino all'onorevole, stop Inizio le indagini su di lei, mi aiuta la collega. stop Par indagare divento come un poliziotto, stop Videocamere, indizi, telefonini, scena del crimine, stop E' certo che si tratta di un professionista, stop Collins indaga su una società, questa la pista, stop E' un complotto, cerco di mettere in guardia l'amico, stop In ballo un sacco di soldi, mi sparano anche, stop Non ho più protezione, seguo tutte le piste, stop Il mio articolo sarà una bomba, stop Un grosso articolo, pieno di pezzi grossi, stop Purtroppo c'è sempre un prezzo da pagare, chiudo

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Pietro Ferraro (ilcinemaniaco)
30.04.2009
Infatti il film convince, certo soffre di qualche fisiologica incertezza che ritroviamo in quasi tutti i più recenti thriller, incertezze che comunque non inficiano l’ottimo risultato finale.

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Una notte piovosa, un omicidio, un giornalista che vuole arrivare alla verità ad ogni costo... Un appesantito Russel Crowe è un giornalista d'assalto che si interessa del caso dell'omicidio di una collaboratrice di un politico suo amico (interpretato da Ben Affleck).
Una notte piovosa, un omicidio, un giornalista che vuole arrivare alla verità ad ogni costo... Un appesantito Russel Crowe è un giornalista d'assalto che si interessa del caso dell'omicidio di una collaboratrice di un politico suo amico (interpretato da Ben Affleck). Quello che sembra un banale omicidio con l'andare delle indagini del giornalista sembra prendere sempre più i risvolti del giallo...cosa si nasconde sotto? Quale ruolo sembra avere il rampante Ben Affleck in questa vicenda? Vittima o carnefice? In un moltiplicarsi di emozioni, depistamenti e colpi di scena, nel torbido mondo della politica americana (è proprio vero, tutto mondo è paese!!) la verità, forse inaspettata, si farà largo oltre la nebbia. State of Play promette di tenere gli spettatori incollati alla poltrona grazie ad azione e colpi di scena, nel più classico dei clichè dei film d'azione a stelle e strisce, complice un Russel Crowe in gran spolvero, ben affiancato da un ambiguo e inaspettato Ben Affleck.

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Black Mamba (filmzone)
30.04.2009
quello che colpisce di State of Play è la matassa che si srotola lentamente, i tentativi e i fallimenti che lasciano i segni sulle mani, la fatica nella ricerca della verità, che non è mai semplice da scoprire e che ha un prezzo alto per essere raccontata.

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Stephen Collins, membro del congresso statunitense, vede compromessa la sua carriera politica a causa dell'omicidio della sua amante. Un gruppo di giornalisti decide di avviare un'inchiesta sul triste avvenimento e tra loro figura anche Cal McCaffrey, un ex collaboratore di Collins.
State of Play è un thriller politico diretto da Kevin McDonald (L’ultimo re di Scozia), che conta tra gli altri interpreti Rachel McAdams nella parte di una giovane giornalista di Internet che pensa che la sola cosa che conta sia arrivare per primi, e Helen Mirren in quella di direttore costretto a trovare l’equilibrio tra l’obbligo di raccontare la verità e il dover soddisfare le pressioni del management che chiede più copie. Insomma, una riflessione non solo sul potere ma sulla funzione e il ruolo della carta stampata in un momento di grande crisi. Crowe è Cal McAffrey, un cronista investigativo vecchia maniera, di quelli che non demordono, che mettono assieme i pezzi di un’inchiesta come se si trattasse di un’indagine poliziesca e il cui istinto professionale ha la meglio su amicizie e lealtà. Uno che gli assomiglia: disordinato, sempre un po’ arruffato, in sovrappeso. E che conduce lo spettatore non solo in un thriller politico ma in una esplorazione di un certo tipo di giornalismo che adesso si trova sotto attacco e sulla difensiva. LOS ANGELES Quando la Bbc mandò in onda State of Play, nel 2003, fu un immediato successo. La serie, che esplorava il rapporto tra politica e giornalismo e che toccava sentimenti come potere, amore, lealtà, ambizione, tradimento e compromesso, aveva un punto di vista e un ritmo senza precedenti. Era materiale da film. Un film che ha traslocato dall’altro lato dell’Atlantico, da Londra a Washington. Dove Russell Crowe, nella parte di un cronista veterano assegnato a indagare su un assassino, scopre una rete di intrighi che lo conducono alla porta di un deputato con ambizioni presidenziali, suo vecchio amico degli anni del college, interpretato da Ben Affleck.

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Simone Bracci (EcoDelCinema)
30.04.2009
MacDonald e Gilroy arrivano proprio a far riflettere su questo, gettando un pizzico di brio e humour sulla pellicola, godibile anche se troppo distante dal veleno sputato in diretta tv in “Quinto Potere”.

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Stephen Collins, membro del congresso statunitense, vede compromessa la sua carriera politica a causa dell'omicidio della sua amante. Un gruppo di giornalisti decide di avviare un'inchiesta sul triste avvenimento e tra loro figura anche Cal McCaffrey, un ex collaboratore di Collins.
Un reporter del D.C. (District of Columbia) Cal McCaffrey, grazie alla sua scaltrezza, si ritrova a risolvere un mistero di delitti e collusione nel quale sono coinvolti alcuni dei politici e degli uomini d'affari più promettenti del paese. Il membro del congresso degli Stati Uniti Stephen Collins (Ben Affleck), bello e imperturbabile, è il futuro del suo partito politico: onorevole eletto, è il presidente di un comitato che supervisiona la spesa della difesa. Tutti gli occhi sono puntati su questo astro nascente che dovrebbe rappresentare il suo partito nella prossima corsa alla Casa Bianca. Tutto questo finché la sua assistente/addetta alle ricerche ed amante viene brutalmente assassinata e segreti seppelliti da tempo cominciano a tornare alla luce. McCaffrey vanta due dubbie fortune: un'amicizia di vecchia data con Collins e un redattore capo senza scrupoli, Cameron (interpretato dall'attrice vincitrice dell'Oscar Helen Mirren), che lo incarica di investigare al riguardo. Mentre lui e la sua partner Della (Rachel McAdams) cercano di scoprire l'identità dell'assassino, McCaffrey si imbatte in una serie di verità opportunamente insabbiate che rischiano di mandare in crisi le strutture del potere del paese. E in una città di spin-doctors e di ricchi politicanti, scoprirà una verità: quando la posta in gioco è di miliardi di dollari, l'integrità, l'amore o la vita di chiunque sono sempre in pericolo. Di sicuro sarà un film molto coinvolgente che lascierà il telespettatore a bocca aperta fino alla fine con colpi di scena mai visti. Attori di grande talento che cercheranno nuovamente di attrarre l'attenzione di tutto il pubblico mondiale e offrire qulacosa di eccezionale. Dal 30 aprile in tutte le sale dei cinema

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Francesco Lomuscio (FilmUp)
30.04.2009
Un intrigo capace di coinvolgere in maniera progressiva lo spettatore, immerso tra affioranti segreti a lungo occultati, mentre ai funzionali dialoghi, opportunamente forniti di un pizzico d’ironia, vengono alternati in maniera sapiente i serrati momenti di tensione

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Stephen Collins, membro del congresso statunitense, vede compromessa la sua carriera politica a causa dell'omicidio della sua amante. Così un gruppo di giornalisti decide di avviare un'inchiesta sull'avvenimento e tra loro figura anche Cal McCaffrey, un ex collaboratore di Stephen.
Il trailer di State of Play, il nuovo thriller scritto da Tony Gilroy e diretto da Kevin MacDonald, regista de L'ultimo re di Scozia, ci affascina portandoci dietro le quinte di un'agenzia giornalistica di successo che indaga sull'assassinio della segretaria di un membro del congresso USA Sephen Collins, poi svelatosi amante della suddetta. Tra colpi di pistola, sirene di polizia e rocambolesche corse in auto stile Fast & Furious, State of Play si rivela un ottimo trailer pieno di colpi di scena che merita di essere visto magari in lingua originale a Londra in un'anteprima organizzata dalla Universal xD. Il film, che ha suscitato un sacco di interesse, è da vedere, non solo per l'eccezionale cast di tutto rispetto vincitore di non so quanti Oscar, ma per l'intreccio, per la storia e per il finale da rompicapo. Concludendo cito l'emblematico tag del film; Nulla può essere nascosto alla verità... Avvincente.

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Glauco Almonte (CinemaDelSilenzio)
30.04.2009
“State of Play” è un film ascrivibile ad una categoria piena di film tutti uguali tra loro, e riesce a differenziarsene non solo per il ritmo, ma anche per trovate meno banali degli altri e per una variatio nelle dinamiche dei personaggi (interne ed esterne) quantomeno interessante.

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Triller intricato e complesso, con protagonisti Ben Affleck nel ruolo di un politico di spicco e Russell Crowe in quello di un reporter che incaricato di indagare su un omicidio "importante". Molti colpi di scena fanno tenere il fiato sospeso al pubblico fino alla fine, ma non è tutto..
E' notte, dei passi solitari in un vicolo buio; 2 spari. La scena si riapre l'indomani mattina: il rumore delle sirene delle palizia in lontananza: è la scena di un omicidio. Un reporter, interpretato magistralmente dal gladiatorio Russell Crowe, è già sulle tracce dello scoop: la vittima è una donna, collaboratrice "particolare" di un membro di spicco del congresso americano, inpersonato dal redivivo Ben Affleck. Le premesse sono quelle del classico thriller all'americana, ma via via il film assume spunti interessanti per riflettere. Ed ecco che i rapporti che legano i protagonisti iniziano a complicare la storia: la vittima, oltre che esserene la collaboratrice, è anche l'amante dell'onorevole, il quale, a sua volta è amico di vecchia data del reporter incaricato di indagare sul caso. L'affascinante e scrupoloso reporter si trova a dover combattere con il suo senso di onestà e l'amore per la verità, alla base della sua professione da un lato, e il legame di forte amicizia che lo lega al deputato Stephen Collins dall'altro. Il politico, dal suo canto, si scontra con la necessità di mantenere segreti i legami e gli sporchi intrighi con i gruppi di potere che lo sostengono e il senso di colpa che lo vede dover nascondere importanti rivelazioni sull'omicidio "sospetto" della della sua amante. Ma la verità è troppo scottante per rimanere nascosta; grazie alla caparbia del reporter che rischierà la vita e il suo lavoro, i sordidi legami tra polica, multinazionali e lobby di potere verranno a galla, scoperchiando il marcio del sistema politico-economico americano. Resta il quesito se basteranno queste rivelazioni a far cambiar rotta al sistema oppure, come sempre accade, tutto tornerà come era prima che la storia iniziasse. Per scoprirlo forse non basterà andare a vedere questo film, ma sicuramente ne sarà valsa la pena per tutto quello che accade nel mezzo

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Marianna Cappi (MyMovies)
30.04.2009
Un'appassionante partita a guardie e ladri tra politica e giornalismo

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Stephens Collins è l'astro nascente del Congresso USA, almeno fino all'assassinio della sua assistente. La risoluzione del caso si fa dannatamente complicata fra tensioni e coinvolgimenti di uomini potenti. Un reporter dalle spiccate capacità investigative risolverà il torbido mistero.
"E' un grosso articolo pieno di pezzi grossi". State of play dissemina dubbi, insinua sospetti, in un labirinto di pensieri e supposizioni che attanagliano lo spettatore fino al The End che non ti aspetti. E’ allora che la (rin)corsa alla verità si cela in tutta la sua cruda realtà. Denaro, sesso e politica, un “trix” micidiale di elementi che può seriamente compromettere la scalata al potere di Stephen Collins, l’astro nascente del congresso USA, con mire presidenziali: l’omicidio in circostanze alquanto misteriose della sua assistente rappresenta un ostacolo tale da rendere gli scalini della White House fin troppo irti. E se i “contenders” del Congresso cavalcano l’onda dello scandalo, l’FBI indaga sul misterioso assassinio con il freno tirato e il collo della camicia strattonato da più fronti alla luce del ruolo delicatissimo ricoperto dallo stesso Collins, “tesoriere” di segreti militari ed economici. A far luce sul caso ci pensa allora un pool di giornalisti dalle spiccate capacità investigative, capitanato da un segugio d’eccezione: quel sempre più gladiatorio Russel Crowe che interpreta magistralmente il ruolo del reporter d’assalto (Cal McCaffrey), dalla “penna” particolarmente ferma e calda, seppur legato da un’amicizia quasi fraterna con Collins. L’inchiesta si fa pertanto a tinte fosche tanto che sulla scena del crimine aleggiano le ombre invisibili di uomini potenti fra banchieri, generali e politici, pronti a tutto pur di celare un segreto davvero grande e unico. Persino gli affetti più cari di Collins ne sono coinvolti e la saga biblica di Caino versus Abele è la storia che si ripete in tutta la sua drammaticità. L’imperativo categorico per McCaffrey è non fidarsi di nessuno, nemmeno del proprio direttore di giornale, soprattutto quando il caso è finalmente risolto e l’articolo che si andrebbe a stampare l’indomani, è pieno di pezzi grossi a cui il naso – e non solo quello – pruderebbe.

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Marco Pratellesi (mediablog.corriere.it)
30.04.2009
La lezione? Il giornalismo sopravviverà se anche i new media adotteranno le pratiche migliori dei vecchi media: onestà, accuratezza, passione per la verità ad ogni costo.

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Un film per gli appassionati del genere thriller, in cui si nascondono azione, complotti e suspence.
Mccafferry, reporter senza scrupoli, si trova a dover scrivere un articolo per il giornale per cui lavora riguardo all'omicidio di una donna, ma man mano che raccoglie informazioni per l'articolo scopre che questo non è un omicidio come molti altri, infatti, la donna trovata morta è l'assistente di Stephen Collins , un deputato del congresso degli Stati uniti . Dietro questo omicidio Mccafferry scopre un vero e proprio complotto , e combattendo contro tutti e tutto vuole andare fino in fondo a questa storia.

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Smeerch (Smeerch.it)
30.04.2009
Russell Crowe ne esce a testa alta. Questi ruoli da ‘eroe imperfetto’ gli riescono molto bene. Lo vediamo grasso, trasandato, pasticcione, ma molto professionale

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"State of Play" racconta la storia di un membro di congresso messo in crisi dopo la morte della sua amante. La polizia indaga e non solo: ci mette lo zampino anche un giornalista, che però è anche un amico del politico e mai si aspetterebbe una verità come quella che sta per saltare fuori
I tempi in cui era un ragazzino impertinente,sono finiti: Ben Affleck è ormai un uomo, marito, padre e attore maturo.Importante figura nel ruolo di un politico che dovrà recitare accanto al premio oscar Russell Crowe,quest'ultimo nel ruolo di reporter.Un film duro,adrenalitico,che ripercorrerà il succedersi di omicidi apparentemente sconnessi,ai quali Crowe riuscirà a dare voce.Non vi stanchereta mai della pellicola e vi lascerà incollati alla poltrona e col fiato sospeso!Un film grandioso..che meriterebbe di essere visto in..Premier!

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Elvezio Sciallis (solocine)
30.04.2009
Persa la profondità della serie televisiva da cui il film trae spunto, vengono anche banalizzati certi temi, ma la pellicola scorre alla perfezione verso dei toccanti titoli di coda, sorretta da alcune interpretazioni che rasentano la perfezione.

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Tutti gli occhi sono puntati su questa stella nascente del congresso che potrebbe diventare il candidato del suo partito alle prossime elezioni presidenziali. Almeno fino a quando la sua assistente e compagna viene assassinata e alcuni segreti da tempo sepolti iniziano a tornare alla luce.
Un reporter del D.C. (District of Columbia) Cal McCaffrey, grazie alla sua scaltrezza, si ritrova a risolvere un mistero di delitti e collusione nel quale sono coinvolti alcuni dei politici e degli uomini d'affari più promettenti del paese. Il membro del congresso degli Stati Uniti Stephen Collins (Ben Affleck), bello e imperturbabile, è il futuro del suo partito politico: onorevole eletto, è il presidente di un comitato che supervisiona la spesa della difesa. Tutti gli occhi sono puntati su questo astro nascente che dovrebbe rappresentare il suo partito nella prossima corsa alla Casa Bianca. Tutto questo finché la sua assistente/addetta alle ricerche ed amante viene brutalmente assassinata e segreti seppelliti da tempo cominciano a tornare alla luce. McCaffrey vanta due dubbie fortune: un'amicizia di vecchia data con Collins e un redattore capo senza scrupoli, Cameron (interpretato dall'attrice vincitrice dell'Oscar Helen Mirren), che lo incarica di investigare al riguardo. Mentre lui e la sua partner Della (Rachel McAdams) cercano di scoprire l'identità dell'assassino, McCaffrey si imbatte in una serie di verità opportunamente insabbiate che rischiano di mandare in crisi le strutture del potere del paese. E in una città di spin-doctors e di ricchi politicanti, scoprirà una verità: quando la posta in gioco è di miliardi di dollari, l'integrità, l'amore o la vita di chiunque sono sempre in pericolo. dal trailer il film si mostra interessante e coinvoge in pieno la persona che si mette davanti allo schermo a guardare,sembra quansi che lo spettatore sia trasportato non volendo nella trama del film e sia lui a dovere svolgere il mistero!

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30.04.2009
il film è sensato, attualissimo e divertente, la regia di Macdonald è capace, robusta e pragmatica, il cast è fascinoso e terribilmente azzeccato - persino Ben Affleck

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Tra le foto che scorrono su internet, mi ha colpito molto un'immagine dove Russel Crowe indossa un braccialetto rosa, in onore della madre del personaggio, che morì giovane di un cancro al seno, un elemento particolare che non è mai citato nel film.
"State of Play": un requiem per la libertà. Che il film offra un cast d'eccezione per bravura e fuori discussione, ma non trascuriamo il fatto che anche l'occhio femminile voglia la sua parte, quindi per la nostra delizia, non solo bravi, ma anche belli! Posso dirvi che ci sono nel trailer frasi importanti che mi hanno colpito e che ritrovo nelle notizie di tutti i giorni: " I giornalisti bravi non hanno amici, ma solo fonti" e "i giornali possono travisare tutto e trasformarlo in quello che vogliono". Scrivere una recensione implica il fatto di aver visto il film e mi piacerebbe farlo, magari dopo averlo visto la première a Londra....;) Tra le foto che scorrono su internet, mi ha colpito molto un'immagine dove Russel Crowe indossa un braccialetto rosa, in onore della madre del personaggio, che morì giovane di un cancro al seno, un elemento particolare che non è mai citato nel film. Credo che non riuscirò mai a scrivere abbastanza per convincervi a quanto ci tengo ad assistere a questa anteprima....oggi è Pasqua e questo sarebbe un bellissimo regalo da trovare dentro l'uovo di Screenweek! Auguri a tutti! Dimenticavo: S e (il) T riller A limenta (le) T ue E mozioni O rganizzati F orse (alla) P remière (di) L ondra A ssisterai! Y uh uh!;)

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Simona (Cineblog)
30.04.2009
La trama scorre via veloce, senza tempi morti, senza risvolti troppo scontati e con una buona dose di suspence, fino ad arrivare al colpo di scena finale che, per una volta, non risulta telefonato.

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Stephen Collins è un uomo brillante e apparentemente incorrutibile, la cui carriera verrà ben presto sconvolta da un omicidio. Un gruppo di reporter deciderà di avviare un'inchiesta sul caso al fine di comprendere cosa sia realmente accaduto.
State of play è un film pieno di spunti e intenti. Lo scopo che si propone potrebbe rivelarsi addirittura pericoloso. Il tema centrale è effettivamente molto delicato; pertanto va affrontato in modo soddisfacente e adeguato. Uno dei motivi di fondo è rappresentato dalla corruzione; la corruzione di un mondo che fa ancora fatica a rialzarsi. La storia, infatti, ci offre diversi suggerimenti per affrontare la questione al meglio. Prendiamo in esame la vera natura del film ad esempio. L'intenzione è in realtà pura e semplice. Ciò che si vuole è rivelare il carattere di persone e azioni velate sotto false apparenze. Consideriamo il caso di Stephen Collins, interpretato dal grande Ben Affleck. Collins vede improvvisamente compromessa la sua carriera e la sua vita in seguito all'omicidio della sua amante. Ma cosa è accaduto realmente? Sappiamo che l'amante fosse a conoscenza di una grande verità; una verità stretta, che probabilmente sarebbe stata rivelata al più presto. Ma siamo davvero certi che dietro tutto questo non vi sia dell'altro? Il ruolo ricoperto dall'attore premio oscar Russel Crowe è dunque molto importante; spetta a lui infatti, il compito di svelare gli inganni e i misteri che si celano dietro tutta l'intera vicenda e per farlo dovrà servirsi dell'aiuto dell'avvincente Rachel McAdams che nel film interpreta la giovane e ambiziosa Della Frye e di Cameron Lynne, interpretata dalla straordinaria Helen Mirren, la quale cercherà di proteggerlo dai meccanismi di un sistema assai corrotto e discutibile. Un film carico di emozioni dunque, che si prospetta essere molto interessante.

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WOUQ* (WOUQ)
30.04.2009
Il film riesce ad non essere didascalico nè manicheo nonostante i temi, padroneggia i riferimenti del classico cinema di genere, e trova un buon bilanciamento fra esigenze narrative e complessità dell’intreccio, con un risultato godibile e non scontato che vale la visione.

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Nell'ambito di una corsa alle presidenziali la carriera di un rampante onorevoleamericano,viene messa a repentaglio in seguito all'omicidio della sua assistente personale ,tutti i riflettori vengono puntati sulla relazione che intercorreva tra di loro...omicidio passionale o c'è dell'altro?
Un triller a tinte forti che mette in evidenza le ingerenze tra la politica e le lobby,e tra i mass media della carta stampata e la legge; di una societa' americana che spesso si appella a una "giustizia" fai da te pur di tutelare i propri interessi. Partendo dall'omicidio della giovane Sonia assistente dell' onorevole Collins,con cui aveva anche una relazione personale,emergono diversi parallelismi tra chi indaga per senso di giustizia(la legge) e chi indaga e abusa di privilegi per scoop mozzafiato(una redazione giornalistica)e di chi pur di arrivare a posti di potere non esita a scendere a patti con le industrie che detengono il potere economico,mettendo a repentaglio la vita personale.

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Wonderpaolastra (Wonderpaolastra)
30.04.2009
La pellicola è molto ben ingegnata, recitata, montata e diretta. I personaggi hanno spessore e profondità che viene restituita da piccoli gesti, abitudini e dai dialoghi strutturati alla perfezione.

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E' la storia di Stephen Collins, membro del congresso statunitense, il quale dopo l'omicidio della sua amante/assistente viene preso di mira da un gruppo di giornalisti capeggiati da un suo ex collaboratore:Cal McCaffrey.
Dopo una produzione travagliatissima (Brad Pitt che viene sostituito da Crowe e Norton sostituito da Ben Affleck) ecco che finalmente arriva sugli schermi uno dei film più attesi dell'anno! Nonostante abbia seguito e apprezzato la miniserie britannica andata in onda sulla BBC sono altamente fiducioso in questo "remake",visto che il concept originale è made in UK; questo soprattutto per il cast da OSCAR,che comprende il grande Russel Crowe affiancato dal "mediocre" Ben ma soprattutto da una delle "giovani"stelle nascenti del panorama Hollywoodiano: Rachel McAdams. Già vista in altre pellicole al fianco di grandi star come Diane Keaton, sicuramente farà il suo grande figurone al fianco di Russell e Ben. Per quanto riguarda la trama del film, spero non si limitino ad approfondire solamente i lati "esteriori" di questa storia, ma che scavino a fondo nella psicologia dei personaggi, a mio avviso alquanto complessa e resa in modo magistrale dai dialoghi della miniserie britannica; il trailer non fa altro che aumentare le aspettative per questo thriller,essendo ben montato e con quel tocco di "suspance politica" che solo gli americani sanno dare, ma ovviamente è solamente un trailer quindi non si può giudicare basandosi su un paio di scene montate a caso per farti venire voglia di vedere suddetta pellicola. Ricapitolando,le aspettative ci sono, i punti a favore molti..non ci resta che aspettare il 30 Aprile per scoprire se gli USA hanno avuto la meglio sulla loro vecchia madrepatria !

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Vito Sugameli (everyeye/movieye)
20.04.2009
Thriller giornalistico, dall'impostazione classica e verbosa con un cast di attori noti, ma non del tutto convincenti. Questo è, in sintesi, l'ultimo film di Kevin Macdonald

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