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racconta del nuovo tentativo dei Borg di assaltare la Terra e assimilarla alla loro abominevole collettività. E' solo grazie all'intervento del capitano Picard che la minaccia sembra essere rapidamente sventata
E' Jonathan Freaks (William Riker) il regista di questo nuovo film ambientato nel mondo di Star Trek. E' un'altra storia di viaggi nel tempo, di quelle che tanto piacciono al pubblico e che inserisce nel contesto anche i temibilissimi Borg. Grazie all'introduzione di personaggi di grande spessore come lo scienziato Zefram Cochrane e l'improbabile regina dei Borg, il film risulta appassionante, divertente ed emozionante come pochi. Si esplora la personalità nascosta dell'inflessibile Picard e quella del gelido androide Data, veri protagonisti di tutto questo film, commentato da un'ottima colonna sonora scritta da Jerry Goldsmith, che ritorna a scrivere musiche per Star Trek dopo il primo film. Certo è che la troppa azione, i troppi particolari 'trek', la trama poco cerebrale e la recitazione di personaggi certo non famosi non è piaciuta ai critici, che lo hanno stroncato rapidamente. Il pubblico invece ha dimostrato di gradirlo, nonostante i film di Star Trek non ottengano mai un buon successo.

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racconta del nuovo tentativo dei Borg di assaltare la Terra e assimilarla alla loro abominevole collettività. E' solo grazie all'intervento del capitano Picard che la minaccia sembra essere rapidamente sventata
E' Jonathan Freaks (William Riker) il regista di questo nuovo film ambientato nel mondo di Star Trek. E' un'altra storia di viaggi nel tempo, di quelle che tanto piacciono al pubblico e che inserisce nel contesto anche i temibilissimi Borg. Grazie all'introduzione di personaggi di grande spessore come lo scienziato Zefram Cochrane e l'improbabile regina dei Borg, il film risulta appassionante, divertente ed emozionante come pochi. Si esplora la personalità nascosta dell'inflessibile Picard e quella del gelido androide Data, veri protagonisti di tutto questo film, commentato da un'ottima colonna sonora scritta da Jerry Goldsmith, che ritorna a scrivere musiche per Star Trek dopo il primo film. Certo è che la troppa azione, i troppi particolari 'trek', la trama poco cerebrale e la recitazione di personaggi certo non famosi non è piaciuta ai critici, che lo hanno stroncato rapidamente. Il pubblico invece ha dimostrato di gradirlo, nonostante i film di Star Trek non ottengano mai un buon successo.

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Star Trek VIII: Primo Contatto
Primo contatto, uscito nel 1996, è l'ottavo della serie di film sulla saga di Star Trek. La trama ruota attorno a vendetta, scontro, lotta; Il capitano Picard, dopo essere stato quasi ucciso dai Borg, ovvero sono una razza metà umana e metà robotica diretta verso la terra per cambiare il destino del pianeta terra, ed ora è in cerca di vendetta..bhe, se non avete ancora visto questo stupendo film.. mi chiedo cosa state aspettando! A mio parere è molto godibile anche se non sono stati visti i precedenti film della saga, in quanto ha una trama tutta sua. Una piccola ma interessante curiosità è che Brannon Braga e Ronald D. Moore, i due sceneggiatori del film, appaiono come comparse nella scena del ponte ologrammi!

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Dopo la distruzione dell'Enterprise-D, l'equipaggio della vecchia nave si ritrova nuovamente insieme sulla nuova Enterprise-E. Picard è però tormentato da incubi della sua passata esperienza con i Borg, i quali decidono di sferrare un nuovo attacco alla Federazione.
Buon film,ma inferiore comunque a Generazioni.Interessante sopratutto il personaggio di Data, Macchina- uomo, e dicreto anche il persoggio Pickard con i fantasmi del passato che riaffiorano. Da morir dal ridere il personaggio di James Cromwell:indubbiamente divertente.

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Violando un ordine federale, Picard sconfigge i Borg in rotta verso la Terra, ma poi deve tornare indietro nel tempo nel 2063, alla vigilia della partenza dello storico volo che porterà al primo contatto tra umani ed extraterrestri, per sfidare la Regina Borg che intende assimilare il pianeta.
Decisamente il più amato fra i film di Star Trek, apprezzato anche all’esterno della cerchia dei fans più accaniti grazie all’atmosfera cupa, al gradevole mix di tensione ed umorismo, alla superba interpretazione di Patrick Stewart ed alla presenza di nemici scenici quali i Borg. Il film si presenta ricco di effetti speciali, a partire dallo spettacolare pull-back dal primo piano dell’occhio di Picard fino all’esterno della struttura del collettivo Borg. Nuova è anche l’astronave, l’Enterprise E, classe Sovereign, sesto vascello a portare gloriosamente questo nome. Se il protagonista del film è indubbiamente un megalitico Stewart (impegnato contemporaneamente a teatro nel ruolo del Capitano Achab in Moby Dick, parte del cui monologo verrà riproposto nel film in una celebre scena di furore emotivo), attorno alla sua figura orbitano svariati personaggi di grande spessore scenico, primo fra tutti Zefram Cochrane, interpretato da James Cromwell. Sebbene inizialmente il ruolo dovesse essere affidato a Tom Hanks, Cromwell regala una visione personale dello scienziato, cercando di non stereotiparlo ed anzi raffigurandolo come donnaiolo e facile alla sbronza, creando così uno splendido contraltare umoristico alle tante scene cupe e claustrofobiche della pellicola. Gli stessi Borg, con gli attori inglobati nei pesanti costumi di scena che fecero loro perdere in media sette chili, si muovono nell’ambiente riservando vere e proprie chicche agli appassionati, come ad esempio il fatto che i flash oculari dei loro impianti nominino, in codice Morse, i produttori del film. Unica pecca, a detta di molti fans, la Regina Borg, considerata sconnessa dall’idea di una razza esclusivamente collettiva: tale personaggio venne però inserito per esigenze di copione, essendosi gli sceneggiatori trovati in grande difficoltà nello scrivere i dialoghi di quello che inizialmente sarebbe dovuto essere il computer centrale dei Borg.

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Dal creativo regista newyorkese J.J. Abrams arriva l'undicesimo capitolo della saga cinematografica di Star Trek: l'equipaggio è sempre lo stesso ma, ci troveremo di fronte all'avventura spaziale più grande di tutti i tempi.
Dal creativo regista newyorkese J.J. Abrams arriva l'undicesimo capitolo della saga cinematografica di Star Trek: l'equipaggio è sempre lo stesso ma, ci troveremo di fronte all'avventura spaziale più grande di tutti i tempi. Nel film emerge un ottimismo di fondo nonostante i conflitti e e battaglie. È il senso della famiglia che rendere la saga davvero speciale.

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I Borg viaggiano indietro nel tempo per eliminare la Flotta Stellare prima che si formi, ma l'Enterprise è sulle sue tracce.
L'ottavo capitolo mette molta carne al fuoco. Anzitutto abbiamo lo scontro con uno degli avversari più pericolosi della Federazione, i Borg, organismi bio-cibernetici responsabili della distruzione di intere culture ora assimilate all'interno della collettività, che sintetizzata all'osso possiamo definire un'unica mente formata da miliardi di droni (chi ha visto TNG e Voyager li conosce bene). Ma una collettività a proposito della quale faremo un'importante scoperta grazie all'introduzione di un nuovo elemento. Facciamo poi la conoscenza di Zefram Cochrane, il primo uomo a viaggiare a velocità di curvatura (quindi una velocità maggiore di quella della luce), e di conseguenza il responsabile del primo contatto della Terra con una cultura aliena. Uno Zefram Cochrane che si rivelerà essere un po' diverso da come lo descrivono i libri di storia del XXIV secolo, e che non è (forse lo sarà?) il personaggio incontrato da Kirk & Co. nella Serie Classica. Buono l'amalgama tra i due filoni della trama che viaggiano in parallelo. Se da una parte abbiamo avventura, azione, ossessione e claustrofobia condite da qualche spacconata, dall'altra abbiamo uno svolgimento più tranquillo e leggero con una buona spruzzata di ironia, ottimo per spezzare e non rendere le cose troppo pesanti. Da questo punto di vista è decisamente positivo l'esordio cinematografico alla regia di Jonathan Frakes (ma non parliamo certo di un novellino visto che si era già fatto le ossa su episodi di TNG, Deep Space 9 e Voyager), che lavora con eccellenti risultati sia dietro che davanti alla macchina da presa sfornando quello che, a parere della maggior parte dei fan, è ad oggi la migliore incarnazione di Star Trek per il grande schermo.

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Il peggior incubo del Capitano Picard (Patrick Stewart) diventa realtà. I Borg decidono di invadere la Federazione e puntano direttamente sulla Terra per assimilarla. Picard porta l'Enterprise nel mezzo dello scontro per salvare la terra. Ci riuscirà?
E' in Primo Contatto del 1996, con l'attore Jonathan Frakes alla regia, che la saga vede portato sullo schermo il suo più bel capitolo, complice la minacciosa presenza dei Borg. Primo Contatto è teso, cupo, angosciante ma anche ironico, su tutto la scena sul ponte ologrammi, e funziona come un perfetto meccanismo ad orologeria. Nelle prime scene un cubo dei Borg diretto verso la Terra si scontra con una flotta della Federazione composta da astronavi di molti tipi diversi. Il veicolo dei Borg, che avevano già rapito Picard in un episodio della serie televisiva trasformandolo in Locutus ed acquisendone quindi le conoscenze tattiche e strategiche, viene distrutto ma riesce lo stesso a sganciare una sfera che si trasferisce nel passato della Terra per assimilare la razza umana inerme e priva di difese, pure l'Enterprise E viaggia attraverso il tempo inseguendo i Borg per evitare che la linea temporale venga modificata con conseguenze catastrofiche per la Federazione. Non potendo costruire un numero elevato di miniature, la ILM ha generato una flotta di navi stellari virtuali eccezion fatta per la nuova U.S.S. Enterprise E, un modello sempre impiegato per le riprese in motion control mentre per supplire alla carenza di dettagli delle altre navi, per le repliche virtuali non sono mai state previste delle inquadrature troppo ravvicinate. Le particelle cronometriche emesse dalla sfera Borg, renderizzate con gli stessi effetti particellari di Twister, così come il vortice spazio-temporale, i siluri quantici lanciati dalla Enterprise e l'astronave vulcaniana del finale sono un mix riuscito di effetti 2D e 3D. Un particolare curioso, i LED facenti parte del make-up facciale dei Borg, opera del grande truccatore Michael Westmore, emettono tutti dei segnali in alfabeto Morse comunicanti i nomi di attori e tecnici di Primo Contatto. Le musiche sono di Jerry Goldsmith e James Cromwell interpreta Zefram Cochrane, il primo uomo a volare nello spazio a velocità curvatura.

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L'equipaggio dell'Enterprise combatte contro i Borg, sorta di zombie cibernetici.La notizia più bella che ci arriva dal XXIV secolo è che il denaro non esiste più.
Ecco l'ottavo capitolo destinato al grande schermo del serial televisivo che nel 1998 ha festeggiato il suo trentennale. Solo per appassionati.

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Nuova avventura contro i Borg temibili nemici
Il miglior film , ma secondo me con un'atmosfera troppo "dark" che non si attaglia bene a questi personaggi e a questa serie. Molte scene d'azione, grandi effetti speciali, i Borg cattivi come non mai... però la trovata della Regina, necessaria per fornire il film di un "villain" principale, mi pare in contrasto con quel che sapevamo dei Borg; il viaggio nel 2063 fa crollare l'unico presupposto drammatico di questi espedienti narrativi: il contrasto con la nostra società attuale. Qui infatti abbiamo gente del futuro che viaggia nel tempo, ma sempre nel futuro... non c'è contrasto, non c'è conflitto con "noi" e quindi da questo punto di vista il viaggio temporale è un'occasione del tutto sprecata. Grandi personaggi, soprattutto Picard (un po' troppo Achab?), Worf (grande!), Cochrane (che esula dallo stereotipo dello scenziato), Lili (aggressiva, ma potevano scegliere un'attrice un po' più carina, perdonatemi!). Delusione per Data, che con il chip emozionale ormai del tutto funzionante, è diventato forse più "freddo" di prima, più "macchina" (la possibilità di "attivare e disattivare le emozioni"... brrr!). In definitiva, se il IV film era una commedia fantascientifica, il VIII è la versione "trek" di "Aliens - scontro finale"... eccellente.

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Nell'ottavo lungometraggio dedicato alla saga trekkiana, tornano finalmente i nemici "più amati" dai fan. I Borg e la loro Regina stavolta fanno sul serio
Due anni dopo il primo film, tornano i protagonisti di Star Trek Next Generation, questa volta diretti da Jonathan Frakes alias William Riker, il numero uno di Picard. La pellicola è forse una delle migliori di sempre, come soggetto, effetti speciali e trama. Distrutta l’Enterprise D nello scorso lungometraggio, l’equipaggio guida la nuovissima Enterprise E. Il film vede lo scontro con gli alieni più terribili e famosi dell’intera saga trekkiana, i Borg. Ancora una volta attaccano la terra, ma la Flotta allontana Picard e i suoi per i precedenti del capitano: anni prima fu infatti assimilato dagli alieni. Picard non può starsene con le mani in mano e disubbidisce, tornando a difesa della Terra. Così sotto il suo comando il cubo Borg viene distrutto, ma non prima di lanciare una sfera verso la Terra. Questa attiva un tunnel temporale nel quale si infila anche l’Enterprise. Da lì tutti vedono la Terra diventare un pianeta Borg. Cosa è successo? La sfera ha viaggiato indietro nel tempo, sino al 2063, attaccando il nostro pianeta senza trovare resistenza. Picard allora decide di seguire la sfera nel tunnel e riesce a distruggerla. Ma la regina aliena, con alcuni Borg, riescono a salire sull’Enterprise. Qua assistiamo a una lunga battaglia, mentre sulla terra alcuni membri dell’equipaggio prestano soccorso ad una città colpita nell’attacco. Qui ha sede l’astronave Phoenix, importantissima nella storia di Star Trek; è infatti grazie al lancio di essa che Zefram Cochrane scoprirà la velocità curvatura, portando gli umani al primo contatto coi vulcaniani. Il lancio riesce. A bordo della nave invece la situazione è critica: Picard ordina l’autodistruzione e resta solo. C’è anche Data, ma è prigioniero della Regina Borg che lo vuole tra i suoi. L’androide, al grido tanto caro ai Borg: “la resistenza è inutile”, si ribella e uccide la nemica. Mentre i vulcaniani arrivano sulla Terra, l’Enterprise torna nel XXIV secolo.

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i borg mettono in pericolo il mondo..il nuovo equipaggio saprà tener testa alla minaccia?i nuovi personaggi sono già pronti ed entrare nella storia..
questo film è leggermente diverso dagli altri. pur seguendo il filone principale e pur restando sempre un gran bel film c'è stata una evoluzione tecnologica reale molto forte che induce a estremizzare certi aspetti del film per essere al passo con i tempi.nonostante questo le atmosfere non risultano mai grottesche.l'argomento tempo viene affrontato in modo interessante e intelligente. gli effetti speciali poi ora non hanno veramente niente da invidiare a star wars e simili.. è veramente un primo contatto verso il futuro della saga

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Film di fantascienza del 1996 diretto da Jonathan Frakes.
I Borg viaggiano indietro nel tempo per eliminare la Flotta Stellare prima che si formi, ma l'Enterprise è sulle sue tracce. I Borg dopo la sconfitta in un battaglia fondamentale, tentano di contrastare la Federazione viaggiando indietro nel tempo ed impedendo il Primo Contatto con i Vulcaniani. L'Enterprise ed il suo equipaggio viaggiano indietro nel tempo per scongiurare il disastro, ma i Borg hanno preso il controllo della nave di Picard a sua insaputa. Primo contatto (distribuito in home video con il titolo Star Trek: Primo contatto) è un film di fantascienza del 1996 diretto da Jonathan Frakes. È l'ottavo della serie di film sulla saga di Star Trek. I nuovi nemici dei nostri eroi sono i Borg una razza mai incontrata prima, una fusione di artificiale e naturale. Il film è dinamico e scorre non privo di emozioni ed azione. Il cast è all'altezza del film. Una menzione speciale merita il trucco specie dei Borg.Molto bella la scena finale del film.

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Nuove avventure per l'equipaggio di Star Trek. Si fanno chiamare Borg e vogliono conquistare le altre razze e sono diretti verso la Terra con il diabolico piano di alterare il corso della storia. Picard ha voglia di vendetta. Ma fino a che punto è disposto a spingersi per ottenerla?
Ecco un buon capitolo della saga, alla regia troviamo l'attore Jonathan Frakes (il famoso William Ryker del telefilm). In scena una nuova astronave e solo l'equipaggio di "next generation", i nuovi nemici giurati sono gli originali alieni "Borg", il capitano Picard deve viaggiare indietro nel tempo per salvare il pianeta terra e permettere il primo contatto fra i terresti ed i vulcaniani (quelli con le orecchie a punta). Ben girato e divertente, unico difetto : troppo collegato alla continuità televisiva per essere completamente comprensibile da uno spettatore qualsiasi. In Italia esce con il titolo anonimo "Primo contatto". In realtà è il primo di una nuova trilogia interna alla serie. Mentre in America prosegue la serie "Deep Space Nine" nasce un nuovo telefilm parallelo initolato "Star Trek: Voyager" con l'attrice Kate Mulgrew che riveste il ruolo del primo capitano donna di una serie di "Star Trek" (anche la sua avventura , come "DS9"dura 7 anni e compare per due minuti nel decimo film della serie).

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Immaginate un nemico inarrestabile, spietato e assolutamente privo di sentimenti ed eccovi i Borg.
Immaginate un nemico inarrestabile, spietato e assolutamente privo di sentimenti ed eccovi i Borg. Automi in parte umani e in parte macchine “assimilati” fino a formare una collettività che risponde ad un unico imperativo, crescere e distruggere tutto quello che non fa parte dei Borg. Alla guida di una nuova Enterprise, Picard si trova a dover difendere la terra proprio dall'invasione di questi invincibili nemici. Pur riuscendo in un incredibile battaglia a distruggere la nave Borg, una sfera fugge creando una breccia spazio temporale. L'Enterprise parte all'inseguimento e si ritrova catapultata nel passato e precisamente poco prima del volo di prova della prima nave a curvatura e del conseguente primo contatto con la civiltà aliena dei vulcaniani. Compreso l'intento dei Borg di sabotare il volo Picard e Co si ritroveranno a fare i conti il nemico più oscuro mai combattuto, la regine Borg. Stupende le musiche di questa pellicola che in un crescendo sempre costante riescono a trasportare lo spettatore nel centro dell'azione. Magistrale l'interpretazione dello spesso sottovalutato Brent Spiner (un più “umano” che mai Data). Pur ricco di azione il film riesce comunque a confezionare parecchie scene ironiche (il finale in cui Cochrane mostra con alcolici e musica cosa vuol dire essere un abitante della Terra)e nello stesso tempo ad alternare momenti di vera epica. Senza dubbio, uno dei film meglio riusciti della serie.

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L'equipaggio della nuova Enterprise deve contrastare al tecnologia dei Borg che minaccia la Terra presente e passata...
Film che si rifà evidentemente per le atmosfere cupe e quasi minacciose a film fantascientifici come Alien e Blade Runner di Ridley Scott e che si avvale di tecniche di trucco strabilianti e di effetti speciali che potevano e dovevano però dare di più e pure la trama che inizia a farsi un po' rivisitata e in certi momenti scontata.

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Sensualità, attacchi...indiemnticabile Picard.
La minaccia dei Borg, appena accennata nel film precedente, si fa improvvisamente assai concreta e centrale in questo capitolo. Meno dispersivo del precedente, si avventura nelle sabbie mobili del viaggio nel tempo, senza chiarire ancora una volta se la tecnologia che lo consente sia del tutto acquisita o soltanto episodica. Anche se non privo di qualche momento di debolezza, il film si rivela spettacolare e coinvolgente specie per i fans, che vi ritrovano i tormenti di Picard, mai dimentico della sua passata assimilazione, ed una regina Borg che svela insospettate arti di seduzione capaci di far vacillare anche un androide come Data. Forse l’episodio più sensuale, se vogliamo azzardare, di tutta la saga. Gli effetti speciali sono sempre stellari, visti e rivisti, ma del resto non si può pretendere che ci si inventi in ogni episodio armi e poteri diversi. Bei colori e scenografie molto dettagliate valorizzano la trama.

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La navigazione del secondo equipaggio dell'Enterprise prosegue richiamando in servizio il più arido e pericoloso dei nemici: i Borg. Frakes si ispirò alla giovialità di “Rotta Verso la Terra” senza dimenticare l'azione confezionando, meritatamente, uno dei film preferiti dai fan.
La regia di Jonathan Frakes, il William T. Riker numero uno di Picard, si mette all'opera per questo dramma spaziale sostituendo il meditabondo Patrick Stewart del precedente “Generazioni” con una versione battagliera che arde di vendetta per la profanazione subìta sul suo corpo e la sua mente durante l'assimilazione borg, quando si chiamava Locuutus e distruggeva gli avamposti terrestri per conto della Regina. Un capitano Achab spaziale in cerca della sua Moby Dick, che farebbe di tutto per distruggerla, persino tuffarsi in un tunnel temporale per contrastare il piano Borg di conquistare la Terra attaccandola nel passato, poco prima che Zefram Cochrane compia il suo primo viaggio a curvatura dando inizio al futuro. I borg attaccano la flotta, si catapultano nel passato annullando il futuro e in un salto che fa il paio con quello di Kirk e Spock nello schermo del Guardiano nell'episodio “Uccidere per amore” la nuova Enterprise-E si getta a capofitto nella trama del Tempo per rimettere le cose a posto. Un rocambolesco arrivo nel passato diventa occasione per conoscere una leggenda e scoprirla...un tantino diversa, violando la Prima Direttiva quel tanto che basta per chiudere lo squarcio: ma sarà stata davvero una violazione? Completa il tutto una panoramica sul XXI secolo immaginato da Roddenberry, con l'Umanità reduce dalla terza guerra mondiale annunciata già nella fase televisiva e ridotta a larve simili agli scenari di Mad Max. E' in questo brodo primordiale che Picard e i suoi affronteranno sui due fronti i Borg nel film che vede il primo bacio tra due razze aliene nella storia del cinema, dove sia Picard che Data verranno messi di fronte alle proprie aspirazioni, di distruzione per l'uno e di crescita per l'altro, interrogandosi nel primo vero dramma spaziale del cinema.

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Ecco l'ottavo capitolo destinato al grande schermo del serial televisivo che nel 1998 ha festeggiato il suo trentennale. Solo per appassionati.
La notizia più bella che ci arriva dal XXIV secolo è che il denaro non esiste più. Troppo occupati ad esplorare nuove frontiere dello spazio e dello spirito saranno, infatti, uomini e donne sotto la spinta del capitano Picard e della pattuglia dell'Enterprise. Non prima, tuttavia, di aver scongiurato l'ennesima minaccia apocalittica, questa volta rappresentata dai Borg: zombie bionici che assimilano dati alla velocità della luce e che sognano una "globalizzazione interplanetaria". Secondo film che vede impegnato l'equipaggio di The Next Generation, questa volta impegnati a combattere i Borg, nemici creati nella serie televisiva. Anche qui c'è l'idea del viaggio nel tempo (dunque non mancano piccoli risvolti ironici), ma l'ambientazione claustrofobica della nave invasa regna su tutto il film. L'idea che la nave, da sempre vista come guscio di sicurezza dall'esterno, mezzo che può essere chiamato casa da alcuni, si trasforma in un luogo di morte, dove ogni porta, ogni angolo, può celare un nemico implacabile che assimila le informazioni uccidendo e le usa contro l'equipaggio. L'impostazione è da film classico di fantascienza, il che non guasta assolutamente, anzi, contribuisce a rendere "Primo contatto" uno dei film più amati dagli appassionati di Star Trek.

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I cyborg Borg retrocedono fino al 2063 per mandare a monte il primo contatto tra gli umani e altri popoli della galassia, ma l'Enterprise che li seguiva se la vede brutta quando i Borg tentano di assumerne il controllo
Il lato più interessante di questo capitolo sono i Borg, i nuovi cattivi della saga che riescono a catturare lo spettatore. Apprezzabili gli effetti speciali, e un ottima grafica da contorno. .Sempre ottimo il livello di trucco per i protagonisti che si celano dietro le incredibili maschere aliene. Da tenere sott'occhio le sexy esibizioni della regina che rimangono impresse anche dopo la fine del film. Da segnalare la prima regia di 1° Frakes che se la cava in modo sufficente

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Siamo ancora qui!!
Eccoci nel XXIV secolo e dopo la distruzione dell'Enterprise-D l'equipaggio viaggia sull'Enterprise-E con il comandante Jean-Luc Picard. I Borg, stanno cospirando un nuovo attacco alla Federazione e Picard, immaginando la Terra in grave difficoltà, decide di contraddire gli ordini ricevuti e di intervenire. Scova la nave Borg e la distrugge. Ma gli alieni hanno intanto inviato una sonda nel passato. Picard la seguirà in un viaggio nel tempo per evitare che la storia della razza umana sia inesorabilmente cambiata.

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Difesa dall'atacco dei Borg
E'Jonathan Freaks(William Riker)il regista di questo nuovo film ambientato nel mondo di Star Trek.E fin da subito si vede come la storia sia tra le più intriganti e metta per la prima volta in primo piano i Borg,come si meritano da tanto tempo.Sono loro,i'cattivi'per eccellenza,il motore di questo entusiasmante film ricco di trovate geniali,con una storia appassionante e molta azione.Racconta del nuovo tentativo dei Borg di assaltare la Terra e assimilarla alla loro abominevole collettività.E' solo grazie all'intervento del capitano Picard che la minaccia sembra essere rapidamente sventata,ma dalla grande astronave cubica borg distrutta fuoriesce una sfera che crea un campo temporale e giunge indietro nel tempo,allo scopo di cambiare la storia della Terra e assimilarla prima della nascita della Federazione.L'equipaggio dell'Enterprise giungerà anch'esso indietro nel tempo per sventare la minaccia e far sì che il Primo Contatto con la razza vulcaniana,avvenuto nel 2068 grazie all'azione di Zefram Cochrane,non fallisca.E'un'altra storia di viaggi nel tempo,di quelle che tanto piacciono al pubblico e che inserisce nel contesto anche i temibilissimi Borg.Grazie all'introduzione di personaggi di grande spessore come lo scienziato Zefram Cochrane e l'improbabile regina dei Borg,il film risulta appassionante,divertente ed emozionante come pochi.Si esplora la personalità nascosta dell'inflessibile Picard e quella del gelido androide Data,veri protagonisti di tutto questo film,commentato da un'ottima colonna sonora scritta da Jerry Goldsmith,che ritorna a scrivere musiche per Star Trek dopo il primo film.Lo consiglio vivamente.

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Trucco da Oscar!
Primo contatto (distribuito in home video con il titolo Star Trek: Primo contatto) è un film di fantascienza del 1996 diretto da Jonathan Frakes. È l'ottavo della serie di film sulla saga di Star Trek. I nuovi nemici dei nostri eroi sono i Borg una razza mai incontrata prima, una fusione di artificiale e naturale. Il film è pieno di scene emozionanti e di azione. Il cast al completo è degno delle parti interpretate. Degno di merito è il trucco specie dei Borg, eccezionale l’ultima scena del film.

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Apprezzabili con moderazione gli effetti speciali, qualche brivido erotico per le esibizioni della sinistra regina (A. Krige) dei Borg. 1° regia di Frakes.
Sconsigliabile a chi non condivide il culto startrekkiano. Apprezzabili con moderazione gli effetti speciali, qualche brivido erotico per le esibizioni della sinistra regina (A. Krige) dei Borg. 1° regia di Frakes.

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I protagonisti del nono film della serie sono i Borg, i nemici più letali incontrati dagli eroi di Star Trek; sono esseri in parte organici e in parte artificiali, privi di sentimenti, il cui unico scopo è assimilare le altre razze per imparare tutto su di loro.
I protagonisti del nono film della serie sono i Borg, i nemici più letali incontrati dagli eroi di Star Trek; sono esseri in parte organici e in parte artificiali, privi di sentimenti, il cui unico scopo è assimilare le altre razze per imparare tutto su di loro. L'assimilazione, però, è un processo che trasforma l'individuo in un Borg e fa perdere l'identità personale, si diventa un numero all'interno di una collettività che ha molte caratteristiche in comune con un alveare. Il loro piano è creare un vortice temporale per viaggiare nel passato e assimilare la terra allo scopo di impedire il "primo contatto" tra i terrestri e una razza aliena, avvenuto il 4 aprile 2063, dieci anni dopo la terza guerra mondiale (una guerra nucleare). Tale avvenimento è stato il preludio all'era della Federazione, un'era di pace e di benessere per tutta l'umanità. Il Capitano Picard guida il suo equipaggio e l'Enterprise nella lotta contro i Borg. Primo contatto" è il film meno Trekkiano perchè i Borg si differenziano nettamente dalle altre razze aliene viste in Star Trek, alcune delle quali pacifiche, altre meno, comunque tutte dedite alla politica e alla diplomazia, dotate di una morale, razze con cui è possibile comunicare. Con i Borg non è possibile trattare a nessun livello per cui risulta inevitabile l'uso della violenza per difendere se stessi e la Federazione. Invece, secondo la filosofia Trek, inventata da Gene Roddenberry, l'altro deve essere sempre rispettato e tollerato, anche se non si riesce a capirlo fino in fondo. "Primo Contatto" è comunque un bel film di fantascienza, pieno di azione, ma anche di spunti di riflessione, con alcune battute che richiamano l'humor che di solito pervade la serie. Gli effetti speciali sono ben realizzati e il trucco dei Borg è perfetto, tanto da meritare una candidatura al premio oscar. Se poi lo spettatore è un trekker affezionato l'ultima scena è da brivido.

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