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Filippo Magnifico
15.05.2015
Mad Max: Fury Road è la dimostrazione tangibile che si può sul serio “azzerare” una saga, ricominciare di nuovo per abbracciare una nuova generazione di spettatori senza per forza perdere i vecchi fan o dover scendere a compromessi per tenerli buoni...

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5 Geniale: da ammirare sotto ogni punto di vista. Ho ...
5 Geniale: da ammirare sotto ogni punto di vista. Ho dato il mio voto a Mad Max: Fury Road | #MadMaxIT :

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Adi Robertson (www.theverge.com)
18.05.2015
Fury Road is still part of an old world — a continuation of a decades-old franchise, not a revolutionary development. But it’s also proof that we can keep the wild, over-the-top fun of aging pop culture without recreating its social roles. In fact, abandoning them might be the best thing we could possibly do.

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Leotruman (Screenweek)
14.05.2015
Una vera e propria opera cinematografica, che non deve essere compresa ma solo vissuta sul grande schermo. George Miller con Mad Max: Fury Road riporta in vita la saga da lui creata in modo innovativo e coinvolgente, adatto anche al pubblico più esigente, e…

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Paolo Mereghetti (video.corriere.it)
18.05.2015
Film pieno di esplosioni e scene spettacolari, ma la storia non esiste.

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18.05.2015
Un film semplice, divertente ed efficace che non trascura la dinamica ed essenziale caratterizzazione di ogni singolo personaggio, a vantaggio di una ritmica d'azione spinta ai limiti del reale in pieno entertainment.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
15.05.2015
Mad Max: Fury Road è un'esperienza che, come tale, va vissuta. In sala, mi raccomando, perché non c'è liturgia degna di questo nome senza un tempio che le renda giustizia. Scoprirete che l'ultima fatica di Miller è un viaggio trascinante, adrenalinico, ineccepibile dal primo all'ultimo fotogramma.

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Roberto Vicario (gamesurf.tiscali.it)
15.05.2015
George Miller, senza aggiungere troppo ad un film che di parole ne ha davvero pochissimo bisogno, ci regala un film incredibile, una vera e propria ubriacatura cinematografica che ci fa uscire tramortiti ma con il sorriso stampato sulla faccia dalla sala…e desiderosi di tornarci dentro subito una seconda volta.

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Gianmaria Tammaro (www.gqitalia.it)
15.05.2015
Mad Max: Fury Road è un film che viaggia a velocità raddoppiata (si ha questa impressione per buona parte del film: che il video sia mandato a 1.2 sullo schermo). Che sbanda e che sbava, che spezza e che rompe, e che – semplicemente – funziona. Olio di gomito e oltre 100 giorni di riprese in Australia. George Miller fa centro. Il montaggio, la regia, la storia: abbiamo l’acquolina in bocca durante l’inizio e la prima metà del film; poi, quando finisce, vogliamo subito il bis, assuefatti.

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Antonella Molinaro (cinemio.it)
15.05.2015
Dieci anni di lavoro per un film, Mad Max: Fury Road, che tiene incollati allo schermo ad un ritmo iperadrenalitico per ben 120 minuti. Un’incredibile e turbolenta guerra da strada senza precedenti, sovrastata, accompagnata e pompata a pieno ritmo da Doof Warrior che raduna gli squadroni della morte urlando al microfono rock n’roll hardcore, diffuso a tutto volume.

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Pierpaolo Festa (www.film.it)
15.05.2015
Siamo davanti a un grande spettacolo cinematografico, quello che da tempo si aspettava da un blockbuster, non collocabile all'interno della cerchia dei soliti franchise hollywoodiani che ormai invadono gli schermi, tanto è affilato, interessante e imprevedibile.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
14.05.2015
In contemporanea con la presentazione al Festival di Cannes, arriva in sala, a distanza di trent'anni, il quarto capitolo di una saga di culto aggiornato ai blockbuster contemporanei. Il risultato è un film entusiasmante e spettacolare oltre ogni aspettativa, che però rinuncia ad espandere un universo affascinante e ricco.

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Filippo Brunamonti (www.wired.it)
14.05.2015
Trent’anni dopo Interceptor (1979), Interceptor – Il guerriero della strada (1981) e Mad Max oltre la sfera del tuono (1985), tutti e tre con l’impavido Mel Gibson protagonista, George Miller torna nella sabbiosa, incolta wasteland in Mad Max: Fury Road, un B-movie ferocissimo, che fa quasi impallidire gli inseguimenti a bordo pista di Fast & Furious, a cominciare dalla fotografia di John Seale e dal montaggio chapliniano – da catena di montaggio impazzita – di Margaret Sixel.

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Serena Catalano (cinema.everyeye.it)
14.05.2015
La grande attesa è stata ripagata: Mad Max: Fury Road regala tutto quello che aveva promesso e rende giustizia al filone narrativo forse più di quanto abbiano fatto altri film della stessa serie, riuscendo a reinventarsi e a modernizzarsi senza tuttavia perdere il suo spirito. L’operazione di Miller risulta vincente, e restituisce un film interessante fatto di adrenalina pura e coreografie spettacolari che chiedono imperativamente la visione in sala. Da non perdere.

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Valerio Sammarco (www.cinematografo.it)
14.05.2015
Senza troppi giri di parole, Fury Road è un irresistibile, adrenalinico, trascinante ed immersivo capolavoro. 30 anni dopo Oltre la sfera del tuono (e deviazioni impensabili come Babe o Happy Feet), il settantenne Miller si rimette al timone del suo indimenticato bolide, trasformando quel che restava del filone post-apocalittico in un enorme “baraccone” ipercinetico, nichilista e ipnotico.

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Emanuele Sacchi (www.mymovies.it)
14.05.2015
Il regista sopperisce alle inevitabili mancanze di adeguamento tecnologico, dovute all'appartenenza alla old school del cinema action, con la pregnanza di significato che difetta nei troppi shooter di oggidì. E su tutto regna la consapevolezza che la più intrinsecamente cinematografica e cinefila tra le saghe action abbia diritto di cittadinanza nel terzo millennio, se non addirittura uno ius primae noctis su temi e intuizioni che troppi hanno cercato di inflazionare.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
14.05.2015
Miller è ancora fieramente punk, il suo film un’opera rock che porta all’estremo il tribalismo degli esordi e ci innesta sopra l’estetica malata del Dune di Lynch, rivista e corretta, che travolge come un ciclone. Le due ore di Fury Road sono una corsa frenetica ed esplosiva che lascia senza respiro, che assalta i sensi e regala uno stupore come da tempo il cinema d’azione non faceva.

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Giorgio Viaro (www.bestmovie.it)
14.05.2015
Ci sono film che, una volta ogni tanto, spuntano fuori e ridefiscono lo status quo. Dopo che sono passati di solito cambia tutto, ma potrebbe anche non cambiare niente, e forse sarebbe pure meglio, perché ogni moda normalizza, cioè crea una norma che rende tutto simile e un po’ pedestre. Il bello di questi film è però che non nascono solo dal talento e dall’immaginazione (doti che in George Miller, in pratica il fondatore del post-apocalittico come lo pensiamo oggi – tutto polvere e benzina – comunque abbondano), ma anche da un uso illuminato, e direi “cinefilo”, degli strumenti tecnici. È come cioè se prendessero tutto l’esistente, se lo mettessero in spalla, e poi deviassero, trovando luoghi nuovi, finendo in territori in cui il cinema non era ancora stato.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
14.05.2015
In questo film dalla tecnica sopraffina il cui scopo è principalmente allargare le pupille degli spettatori attraverso l’uso pittorico del colore (c’è un bellissimo effetto notte con impossibili lampi di colori caldi) e un semplice, ma magistrale montaggio delle scene affiancato ad un inverosimile lavoro di montaggio interno (ovvero di movimento di persone e oggetti all’interno delle inquadrature), ci sono i migliori film d’avventura degli anni ’80 (quello standard altissimo di tecnica e narrazione fluida impostato da Spielberg) uniti alle migliori tendenze dei blockbuster moderni.

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Richard Lawson (www.vanityfair.com)
11.05.2015
Fury Road is the rare mega-budget movie that has both heft and playfulness; it’s dark but fun, a churning orgy of sand and fire that pirouettes with balletic grace.

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David Ehrlich (www.timeout.com)
11.05.2015
Marrying the biting frenzy of Terry Gilliam’s film universe with the explosive grandeur of James Cameron, Miller cooks up some exhilaratingly sustained action. But the key to this symphony of twisted metal is how the film never forgets that violence is a sort of madness. Miller’s world is a raw portrait of man at his most primitive, and the oppression of women has long been a recurring motif. With Theron’s Furiosa behind the wheel, though, ‘Fury Road’ steers this macho franchise in a brilliant new direction, forging a mythical portrait about the need for female rule in a world where men need to be saved from themselves.

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Justin Chang (variety.com)
11.05.2015
Thirty years have passed since our last visit to George Miller’s sun-scorched post-apocalyptic wasteland, and yet “worth the wait” still seems a puny response to the two hours of ferocious, unfettered B-movie bliss offered by “Mad Max: Fury Road.”

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Alonso Duralde (www.thewrap.com)
11.05.2015
Yes, it’s been 30 years, and yes, Mel Gibson is no longer playing the titular road warrior, but Miller’s skill at this sort of grand adventure has only grown in the meantime; “Fury Road” is a breathlessly intense opera of violence and vehicular mayhem that demands both awe and multiple viewings to absorb everything that’s happening in his packed, but never overcrowded, widescreen vistas.

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11.05.2015
This madly entertaining new action extravaganza energetically kicks more ass, as well as all other parts of the anatomy, than any film ever made by a 70-year-old — and does so far more skillfully than those turned out by most young turks half his age.

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