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Filippo Magnifico (http://www.screenweek.it/)
13.05.2010
Nel grigio di un quotidiano svuotato di ogni certezza si alternano momenti di tensione, commozione e addirittura speranza.

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gabriele farina
14.06.2010
Senza speranza? Non proprio...

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Paola Orsini (cinemio.it)
08.06.2010
Il film non è bello è bellissimo, emozionante, toccante, profondo; la cosa interessante è che in tutti quei 111 minuti di durata vediamo quasi esclusivamente i due protagonisti padre, figlio interpretati rispettivamente da un bravissimo Viggo Mortensen e da uno spettacolare Kodi Smit-McPhee

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Valentina D'Amico (Movieplayer)
28.05.2010
Di fronte alla compattezza narrativa e stilistica di McCarthy, John Hillcoat sceglie la via più semplice, ma anche più rigorosa. La sua regia si mette al servizio di storia e personaggi abbandonando guizzi autoriali o concessioni al pathos per assumere una funzione essenzialmente descrittiva.

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Piero Cinelli (Primissima)
28.05.2010
Per assurdo la cosa che danneggia maggiormente The Road è il romanzo vincitore del Pulitzer da cui è tratto. Ma i capolavori non si riproducono. Ciò premesso il film è emozionante e agghiacciante. Secondo Esquire è il film più importante dell'anno.

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gianluca arnone (Cinematografo)
27.05.2010
Onesto ma convenzionale adattamento del libro capolavoro di Cormac McCarthy. Ottimi gli interpreti.

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Marzia Gandolfi (MyMovies)
27.05.2010
Bastano pochi minuti e una manciata di inquadrature a consegnare allo spettatore il senso di un'opera che si incammina su una strada chiusa dentro l'ossessione di un padre concentrato e accanito nella cura genitoriale.

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Colin McKenzie (Badtaste)
26.05.2010
Sarebbe eufemistico dire che The Road è un film difficile, perché qui andiamo ben oltre la tradizionale categoria dei film difficili. Ma con tutti i problemi riscontrabili, The Road rimane uno dei titoli più forti e coraggiosi visti ultimamente...

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Gabriele C. (Cineblog)
26.05.2010
A metà strada tra la pedissequa trasposizione fedele e l’interpretazione del testo. Hillcoat ne dà una lettura che è sì fedelissima negli avvenimenti, non censurandosi anche sugli episodi più agghiaccianti, ma anche personale e a suo modo malinconica e romantica.

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Emidio De Berardinis (Silenzio-in-Sala.com)
22.05.2010
Può esserci amore senza bellezza? Dal romanzo di Cormac McCarthy, una pellicola intensa, malinconica e crudele.

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Filippo Magnifico
13.05.2010
Il regista è riuscito a rendere perfettamente omaggio al libro da cui è tratto il film, esponendo gli avvenimenti come se fosse uno spettatore a sua volta. Non si tratta solo del non voler fornire spiegazioni a ciò che viene mostrato, ma di una vera e propria presa di posizione...

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