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Valerio Sammarco (Cinematografo)
19.04.2012
Gianni Amelio entra nel romanzo postumo di Albert Camus sovrapponendo all'infanzia dell'autore le numerose coincidenze del proprio passato, regalando un'altra grande pagina di cinema: il respiro che arriva dallo schermo è quello di un film tanto sofferto quanto misurato.

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Giorgio Viaro (BestMovie)
18.04.2012
Il primo uomo ha un carattere francese abbastanza marcato, con il valore aggiunto della regia controllatissima di Amelio che compone sempre le inquadrature con un rigore geometrico a cui corrisponde una compostezza quasi trattenuta degli slanci di passione.

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Francesca Fiorentino (Movieplayer)
17.04.2012
La struttura del romanzo di Camus si fonde con i dialoghi creati ex novo da Amelio attingendo al proprio vissuto; ne scaturisce un movimento in cui una storia rispecchia fedelmente l'altra, senza però la pesantezza di una mimesi forzata.

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Adriano Ercolani (MyMovies)
17.04.2012
Senza mezzi termini il miglior film di Gianni Amelio almeno dai tempi de Il ladro di bambini. Lo supporta alla perfezione la fotografia accurata ma mai espressionista di Luca Bigazzi, tornato con questo lungometraggio ai livelli altissimi che gli competono.

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Cinefilos (Cinefilos.it)
17.04.2012
Gianni Amelio torna, dopo un’assenza di sei anni dal cinema, con un film che gode del benestare internazionale, avendo già vinto il Premio della Critica Internazionale al Festival di Toronto, ma che si rivela ben presto un lavoro davvero particolare.

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