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Ilaria Falcone (www.nonsolocinema.com)
04.02.2016
PPZ - Pride + Prejudice + Zombies è un film moderatamente divertente dove la regia si diletta, come un mattatore, a enfatizzare questo mash-up. Cinematograficamente ben riuscito nella sua capacità di catturare lo spirito del romanzo originale inserendo battaglie zombie, PPZ - Pride + Prejudice + Zombies è una commedia horror con alcune battute ad effetto. Il risultato è The Walking Dead che incontra Game of Thrones che incontra Downton Abbey.

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Francesco Bruni (seesound.it)
04.02.2016
A chi chiedeva più splatter sentimentale, la rivisitazione in salsa zombie di Burr Steers risponde con autoironia e un overdose di massiccia follia. Mettendo in scena l'immortale storia d’amore che sfodera le armi dell'action fantastico, "PPZ – Pride and Prejudice and Zombies" colma le 'gravose mancanze' e si veste con gli abiti di un'irresistibile buffonata. Di quelle piacevoli, indotte dall'assurdo funzionale.

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Emanuele Bianchi (www.wilditaly.net)
04.02.2016
Sorretto da una discreta sceneggiatura e da un buon cast – su tutti la letale e bella Lilly Collins/Elizabeth Bennet, un superbo e spietato Sam Riley/Mr. Darcy e un divertente Matt Smith/Reverendo Collins – Pride and Prejudice and Zombies riesce a divertire ed intrattenere lo spettatore, anche grazie all’onnipresente pericolo e ad un mistero da risolvere che pervade l’intera pellicola che mantiene alta l’attenzione.

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Marina Pierri (www.wired.it)
04.02.2016
Jane Austen, nel frattempo, non si rivolta nella tomba. Ppz, infatti, rende giustizia indiretta al volume eternamente contemporaneo della scrittrice che si prova ancora una volta modulare, modificabile, personalizzabile e dinamico al punto da sopportare – senza disintegrarsi – anche il peso di un intervento ingente come l’introduzione di una piaga nazionale sovrannaturale o l’insieme degli stilemi propri dei film a tema arti marziali.

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Ludovico Lamarra (www.nerdface.it)
04.02.2016
PPZ: Pride + Prejudice + Zombies funziona dannatamente bene finché rimane nel solco di questo geniale non-sense, unito a una realizzazione visiva degli zombie veramente notevole. Purtroppo questa nota si perde mano a mano che il film snoda la sua vicenda, quando inizia a essere chiaro come dietro l'apocalisse di non morti ci sia una mente intelligente. Quando la pellicola inizia a prendersi troppo sul serio o in quei momenti nei quali si torna in modo più fedele al romanzo di Jane Austen, dunque, arrivano i primi passaggi a vuoto, note stonate e sorprendentemente fuori contesto: è veramente un peccato. In ogni caso questo, però, dimostra come certe addizioni solo in apparenza assurde possano essere vincenti: non resta che attendere altre formule, magari un nostrano PSD: Promessi + Sposi + Dinosauri.

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Danila Giancipoli (www.vertigo24.net)
04.02.2016
Senza deturpare il romanzo originale, Burr Steer ci propone la sua idea di amore ai tempi di un’epoca vittoriana in lotta con gli zombie, piacevolmente romantico e letale.

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Giulio Cicala (cinetvlandia.it)
04.02.2016
Orgoglio e pregiudizio e zombie è nel suo complesso una grande occasione mancata che non riesce a dare quell'ironia e gusto per il grottesco sanguinolento che si sperava di vedere e invece il risultato finale è una pellicola insipida e incolore, priva di tinte di rosso.

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Costanza Mauro (www.pianetadonna.it)
04.02.2016
Le parti più riuscite della pellicola sono proprio queste, quelle in cui i brani più tradizionali del libro della Austen sono ricollocati in una ambientazione horror suscitando un contrasto che non può non divertire. Sarà forse anche per questo che i pezzi più divertenti sono quelli di cui è protagonista il signor Collins, l'imbranato e cafonissimo cugino,, già abbastanza buffo e grottesco di suo, qui trasformato in vera spalla comica, sgradevole e incapace nel mondo horror tanto quanto lo era nell'universo della scrittrice inglese.

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Ilaria Scognamiglio (www.cinemamente.com)
04.02.2016
PPZ- Pride and prejudice and zombies è ben recitato nel complesso, bello visivamente per i costumi e le scenografie ma per nulla divertente ed entusiasmante. Un’occasione persa.

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Valeria Brunori (www.ecodelcinema.com)
04.02.2016
Tra trucco e costumi eccellenti, dialoghi interessanti e coreografie non esagerate, “PPZ – Pride and Prejudice and Zombies” si rivela un film bello visivamente e solido di struttura, offrendo sia il piacere che lo spessore cinematografico allo spettatore.

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Silvia Cotta Ramusino (www.blogdicultura.it)
04.02.2016
Il film di Burr Steer delude di gran lunga le già magre aspettative: è un film presuntuoso, una pseudo-commedia romantica che vorrebbe vestirsi di pulp ma non ci riesce.

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Davide Pulici (www.nocturno.it)
04.02.2016
Lo sbalestramento che certo tutti muoveranno a colpa del film, per chi scrive è il suo pregio e ciò che lo avvicina a una maniera di fare cinema lontana nel tempo. Ci si lascia trascinare dal moto, si gode delle coreografie degli scontri e anche dell’ingenuità di certi passaggi patetici che sembrerebbero roba da paese dei campanelli e invece funzionano.

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Marcello Lembo (www.mondofilm.it)
04.02.2016
Se lo Steers sceneggiatore alla fine funziona, lo Steers regista funziona molto meno. Perché alcune trovate sono pure efficaci (l’antefatto montato su una curiosa sequenza di immagini da storyboard, i titoli interrotti da un divertente controfinale) ma per il resto si sente la forte mancanza di uno stile personale, di una regia rigorosa e al contempo sopra le righe che avrebbe trasformato un’idea stramba in un gioiellino cult ma che probabilmente non potevamo aspettarci da un cineasta che ha nel curriculum due film con Zac Efron. Invece PPZ va avanti senza sapere bene quale sia il pubblico di riferimento, e nel dubbio meglio insistere per un attimo su qualche scollatura o sulle giarrettiere delle avvenenti protagoniste, ricordando allo spettatore che oltre a essere un divertissement meta-letterario è anche una bieca trovata commerciale.

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Angela Parolin (www.filmforlife.org)
04.02.2016
Pride + Prejudice + Zombies resta a cavallo tra i generi mancando così di sensazionalismo. Se solo si avesse osato calcare di più la mano sull’azione, vedere un’Elizabeth, da sempre l’icona della donna romantica intelligente e indipendente, uscire da uno scontro con degli zombies alla Kill Bill, o alla Resident Evil, sarebbe stato epico.

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Alessia Starace (movieplayer.it)
04.02.2016
La forza e l'originalità principale di questa pellicola, per certi versi anche reminescente dei numerosi adattamenti televisivi e cinematografici del classico di Jane Austen, è proprio nell'immersione degli elementi narrativi e di alcuni memorabili dialoghi in un contesto parossisticamente horror, con tanto di neonati zombi, capitali date alle fiamme e cavalieri dell'Apocalisse. L'effetto è piacevole sin dalle prime battute, quando il lettore austeniano (quello non integralista naturalmente, gli altri ci hanno abbandonato) pensa con una certa soddisfazione a tutti i riferimenti che si godrà e che gli altri non possono cogliere, per poi rendersi conto che il film funziona anche per chi non conosce il romanzo, proprio perché riesce a suggerirne lo spirito, la disciplina e lo humour, punteggiandolo di esplosioni di gore e di improbabili duelli che moltiplicano il divertimento per contrasto.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
04.02.2016
Horror sin troppo misurato, PPZ - Pride and Prejudice and Zombies sembra quasi rifiutarsi di far fondo sul serio alla mole di sano grottesco che reca in fronte. Eludendo trash e citazioni varie, il film di Steers propende verso un sicuro ancorché mortificante anonimato.

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Antonella Murolo (cinema.everyeye.it)
04.02.2016
Il vero punto di forza di PPZ - Pride + Prejudice + Zombies è sicuramente rappresentato dal cast, all'interno del quale spicca in modo indiscusso Matt Smith. La sua interpretazione del Pastore Collins è geniale, esasperata, costantemente sopra le righe: egli stesso è il punto di rottura, la rappresentazione dell'assurdo funzionale, della calcata ironia moderna, del divertimento perspicacemente indotto calcando la mano sull'assurdità dei comportamenti più semplici. È attorno a lui che le reazioni di tutti gli altri attori si completano, rendendo unici e comprensibili tutti i personaggi, estrapolandoli dalla loro origine impostata per una resa finale più umana ed empatica. Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito a diverse riletture e interpretazioni di Orgoglio e Pregiudizio, senza pensare che forse gli zombie potessero essere proprio quello che serviva a questa storia per renderla nuovamente appetibile per il grande pubblico. Perché non tutti hanno ancora voglia di andare a vedere l'ennesimo adattamento di Jane Austen che dura tre ore, ma se ci sono gli zombie un'occhiata, anche solo per curiosità, la si dà, portando al cinema anche un tipo di spettatore che, normalmente, non si sarebbe mai interessato alle vicende della signorina Bennet. E alla fine di tutto, la verità è che PPZ - Pride + Prejudice + Zombies sarà anche un film un po' assurdo e un po' cafone, ma diverte e intrattiene, si prende in giro quando serve pur rimanendo fedele all'originale negli intenti, lasciando lo spettatore con l'idea che, tutto sommato, anche un sequel non sarebbe una cattiva idea.

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03.02.2016
PPZ: Pride + Prejudice + Zombies è un film a cui si perdona tutto: fa nulla che alcune scene sembrino pescate dal romanzo della Austen e disposte a casaccio; fa nulla che alcune storyline restino lì appese e non portino da nessuna parte. Quel che conta è che il signor Collins di Matt Smith sia uno dei migliori mai visti, che Tywin e Cersei Lannister siano di nuovo insieme sullo schermo (seppur non imparentati tra loro) e che Lily James, tutto sommato, non fa rimpiangere Keira Knightley. PPZ è un film surreale, che i puristi di Jane Austen potrebbero non apprezzare, ma che compensa i buchi della sceneggiatura con un ottimo cast e con la giusta dose di autoironia. Ve lo consigliamo? Sì se siete in vena di botte Regency.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
03.02.2016
Unendo queste premesse all’impianto generale del romanzo di Jane Austen, Steers crea una storia d’amore contrastato contaminata d’azione, sufficientemente classica per far sospirare, sufficientemente moderna per giustificare diverse esplosioni. Unendo la tendenza contemporanea del cinema hollywoodiano verso le eroine femminili, a topoi eterni quali il salvataggio all’ultimo momento o i grandi scontri finali, e condendo tutto con un gusto espressionista per il character design (ogni personaggio ha sue, armi, vestiti e caratteristiche, come la benda sull’occhio di Lena Headey) il film trova un suo equilibrio peculiare.

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Silvia Ricciardi (www.mauxa.com)
03.02.2016
La solennità di una storia fondata sulla parola e sul dialogo, capace di comunicare sentimenti e conflitti interiori, è costretta a ripiegare su se stessa per permettere l’avanzata dell’action-movie, che convoglia su scontri corpo a corpo ed ondate di esseri pronti ad assalire tutto il suo sfarzo, dimenticando l’eleganza del romanzo originale. Tuttavia una vicenda dal carattere irriverente prende vita, conducendo il noto idillio amoroso ad assumere così una forma nuova ed accattivante.

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