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Filippo Magnifico (ScreenWeek)
18.07.2013
Pain & Gain sembra essere una versione più contenuta del pensiero di questo regista, dove per forza di cose ci si è dovuti limitare, perlomento dal punto di vista della spettacolarità.

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James Mottram (www.totalfilm.com)
14.08.2013
The performances are all suitably jacked-up, with an unhinged Johnson the stand-out. Like all of Bay’s work, it’s over-the-top, brash and exhausting to watch. But like the lifestyle its characters aspire to, there’s an allure too.

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Gabriele Ferrari (BestMovie)
18.07.2013
Stilisticamente siamo in puro territorio Bay, con più di una spruzzata di Tarantino soprattutto nei trucchetti visivi (fermoimmagine seppiati, titoletti ironici in sovraimpressione): è tutto colorato, tutto eccessivo, tutto ridondante. Regia machista per un film machista.

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Valerio Sammarco (Cinematografo)
18.07.2013
Leggermente lungo, indubbiamente grosso, il film non fa sconti a nessuno e non si preoccupa di eccedere nei giudizi di merito. Scorretto e divertente: il miglior Michael Bay di sempre

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Alessandro Antinori (Movieplayer)
18.07.2013
la sconfinata ottusità dei palestrati protagonisti, senza etica né morale, mette a nudo la degenerazione dell'idea del Sogno Americano.

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Gabriele Niola (BadTaste)
18.07.2013
Il primo film in cui il regista non aderisce al punto di vistadei protagonisti, non parteggia per loro e anzi li guarda con atteggiamento critico, un sottoprodotto inevitabile dell'ideologia americana che propugnano.

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Giancarlo Zappoli (MyMovies)
18.07.2013
Michael Bay, lasciatisi i Transformers alle spalle può finalmente realizzare il sogno di una produzione con un budget decisamente meno imponente che gli permetta di portare sullo schermo un dark comedy che affondi però le sue radici nella realtà.

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Pierpaolo Festa (FilmIt)
18.07.2013
Finalmente Michael Bay azzecca un film senza doversi affidare né a esplosioni martellanti né a un'overdose di effetti speciali.

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Lorenzo Pedrazzi (SpazioFilm)
16.07.2013
Oltre agli eccessi stilistici, oltre alla sicura padronanza dei tempi dell'azione, Bay mette in campo soprattutto un divertente humour parossistico e un gusto piacevole per il grottesco, piuttosto inediti nella sua filmografia. Una satira brillante e ben riuscita, da vedere.

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Gabriele Capolino (Cineblog)
16.07.2013
Michael Bay con Pain & Gain sembra voler quasi fare autocritica, puntando direttamente il dito contro il Sogno Americano e il conformismo. Finalmente fa un film con un cervello: ma è un cervellino piccolo come quello dei suoi protagonisti.

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