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Tania Marrazzo (Silenzio-in-Sala.com)
24.10.2010
Se il film riesce nell’intento di non essere didascalico, risulta però estremamente formale e a tratti troppo accademico, per poter rendere il contatto così stretto con la natura e il talento folle del personaggio.

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Mauruzio Encari (www.everyeye.it)
22.10.2010
Non basta l'ottima prova di Yolande Moreau a reggere una pellicola che osserva con sguardo sin troppo distaccato la storia e i suoi protagonisti, facendo rimpiangere l'occasione mancata di mostrare il ritratto di un'artista cresciuta "dalla polvere".

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Federico Pontiggia (www.cinematografo.it)
22.10.2010
La regia di Martin Provost è sobria, rigorosa e leggermente trattenuta, con l’utilizzo di pochi movimenti di macchina perché alla ricerca della perfetta sintonia tra i quadri realizzati dalla pittrice e i tableau vivant che tutte le inquadrature del film creano.

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Emanuele Rauco (www.radiocinema.it)
22.10.2010
Yolande Moreau recita coi gesti, la mimica corporea e i movimenti che creano l’espressione laddove il personaggio non ne ha, facendo la differenza tra questo film e un biopic qualunque.

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Giacomo D'Alelio (zabriskiepoint.net)
22.10.2010
Asciutto ed evocativo ascende davvero in cielo Séraphine grazie ai violini che arrivano all'anima e la cui presenza è ben dosata. Il film non vuole giudicare ma si mantiene rispettoso testimone degli eventi che ricostruisce e a cui ridona vita.

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Marco Minniti (www.movieplayer.it)
21.10.2010
Il film di Provost non cede alle tentazioni di uno sguardo pietistico, ma segue da vicino la vita e il lavoro di Séraphine, ne indaga il quotidiano secondo la sua ottica, svela la semplicità e complessità insieme del suo approccio all'arte.

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Marco Lucchino (35mm.it)
20.10.2010
Il film del regista Martin Provost, vincitore non a caso di 7 premi César, merita di essere elogiato per la bellezza, naturalezza e aplomb con cui racconta una storia particolare e avvincente allo stesso tempo.

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16.10.2010
Il racconto della vita di Séraphine de Senlis messo in scena da Martin Provost è leggero e aggraziato, con un occhio attentissimo alle scenografie (straordinarie) e soprattutto all'interiorità della protagonista, interpretata in maniera sbalorditiva dalla 57enne belga Yolande Moreau.

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