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Gabriele Niola (ScreenWEEK.it)
17.09.2010
Per superare la crisi da vita di città e il blocco sentimentale dato dalle tante delusioni una donna si prende un anno sabbatico e esplora il mondo

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Daniele Bellavia (persinsala.it)
22.09.2010
E' la più classica delle opere buttate al vento, come solo gli americani sanno fare. Una buona idea scarabocchiata su un foglio, pasticciata fino a renderla abbastanza lunga da sembrare un film e poi buttata in mano a persone che l’hanno fatta diventare la solita commedia sentimentale americana.

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Elisa Fontana (icine.it)
21.09.2010
E' un film dove tutto è come te lo aspetti e spesso anche peggio. Ogni elemento è utilizzato in maniera prevedibile per raccontare una storia interiore che in realtà rimane in superficie, fatta di gesti esteriori, di immagini da rivista patinata, prive di anima e di spessore.

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Pietro Signorelli (cine-zone.com)
21.09.2010
Il film è una vera flebo di noia: viviamo l'esperienza senza esserne minimamente arricchiti, manca un vero coinvolgimento emotivo o intellettivo. Un film dalle parole infinite, contenitore luccicante dal contenuto fumoso, che usa furbescamente stereotipi e depreda paesaggi a manetta.

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Rocco Giurato (35mm.it)
21.09.2010
Si tratta di una favola rosa tra spiritualità e stereotipi, una commedia sentimentale in puro stile Hollywood che promette due ore di sano relax visivo e poco più. Un film ben confezionato con curatissime location e ottime scelte musicali, ma con poco cuore.

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Erika Di Giulio (Silenzio-in-Sala.com)
18.09.2010
Curare un saggio antropologico non è tra le intenzioni del regista, ma la frenesia inquinata e variopinta dell’India con la mostra dei volti e delle stoffe preziose che si accumulano nell’inquadratura rendono il viaggio visivamente interessante.

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Marianna Cappi (www.mymovies.it)
17.09.2010
Ci viene fatto credere a lungo che stiamo guardando un film “diverso” ma la verità è che si tratta dell'ennesima commedia sentimentale in cui Julia Roberts prima piange e poi ride e che l'unico incontro che conta è quello con l'uomo dei sogni.

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Emanuele Rauco (www.radiocinema.it)
17.09.2010
Classico film di mezza età sul bisogno di ritrovare se stessa. Ma anche di perdere di vista il mezzo cinematografico. La sceneggiatura di stampo ostinatamente letterario uccide ogni occasionale brio della regia o dei dialoghi, e priva di spessore anche gli attori.

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Mari Accardi (zabriskiepoint.net)
17.09.2010
Nonostante tutto, nonostante sia difficile identificarsi con un personaggio bello, sorridente, solare, di successo, che anche quando è in crisi non dubiti neppure un secondo che si risolleverà, Julia Roberts è magnetica. È come leggere un libro Harmony e sognare senza vergognarsi.

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dr. apocalypse (www.cineblog.it)
17.09.2010
Un concentrato abominevole di luoghi comuni. Finto, falso, eccessivo. Tutto o quasi in Mangia, Prega, Ama puzza di stereotipato. E' un prodotto tipicamente americano. Negativamente parlando, purtroppo.

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Francesca Fiorentino (www.movieplayer.it)
17.09.2010
Un film che non armonizza le immagini patinate e il racconto di una crisi profonda, che non riesce a stare dietro alle riflessioni della scrittrice; alla fine l'ingrediente in più è Julia Roberts che riesce ad illuminare una storia difficilmente digeribile proprio per l'eccessiva frammentarietà.

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