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Filippo Magnifico (ScreenWEEK.it)
19.02.2011
A differenza di quello che ci si potrebbe aspettare conoscendo o semplicemente leggendo la storia cui questo titolo si ispira, 127 Ore non si risolve in un semplice “one man show”, quantomeno non allo stesso modo di altri titoli simili come il recente Buried...

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3 Arrivano i 3 più minuti più crudi di Hollywood nelle "127 ore" di DANNY BOYLE VERAMENTE DURO !! PER LA PRIMA VOLTA NON POTRETE FARE A MENO DI CHIUDERE GLI OCCHI PER 3 MINUTI. UNA SCENA COSI' FORTE NON SI VEDEVA SUL GRANDE SCHERMO DA ALMENO DIECI ANNI.
3 IL PARERE... Danny Boyle riesce a realizzare un film d'azione il cui protagonista non può quasi muoversi. L'idea è simile a quella di Buried ma il film (questo girato alla luce del sole) è completamente diverso La pellicola si basa tutta sulla recitazione di James Franco qui molto credibile. Danny Boyle con lo split screen continuo cerca di ripercorrere il passato e il possibile futuro nella testa dell'escursionista. 127 ore evoca la grande tradizione dei film in cui la natura spinge l’uomo fino al limite, da “Il richiamo della foresta” (Call Of The Wild) a “La morte sospesa” (Touching The Void), ma 127 ore rompe con la tradizione perché celebra la vita anziché il trionfo dell’individuo. Mettete in conto che uscirete sorpresi e sconvolti....ma un film di Danny Boyle è sempre un vero appuntamento al cinema....ma preparatevi a scene molto forti.....

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Kevin Harley (www.totalfilm.com)
16.06.2011
Leave sick bags, bring hankies. Without softening the gruelling content, Boyle draws a¬ffecting and affirmative power from Ralston’s story.

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Gabriele Niola (Screenweek.it)
18.01.2011
Un uomo, la natura immensa, la solitudine e il confronto con la propria storia. Torna Danny Boyle e stavolta è lui stesso il protagonista

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ColinMckenzie (www.badtaste.it)
25.02.2011
Danny Boyle porta in scena una storia in maniera efficace e originale. Si parte con un inizio ultracool ma poi l'evoluzione della vicenda non annoia e l'interpretazione di James Franco, che non è straordinaria come si vociferava, ha un pregio immenso: l'originalità.

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Francesca Fiorentino (www.movieplayer.it)
25.02.2011
In 127 Hours ritroviamo il Danny Boyle di sempre, quello che non ha paura a mescolare linguaggi diversi e un James Franco convincente e misurato. Se ad un film chiediamo pathos e coinvolgimento, allora non si può rimanere insensibili davanti all'opera di Boyle.

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Filippo Magnifico
19.02.2011
Non si tratta di un film girato solo ed esclusivamente all’interno di uno spazio delimitato, questo perché ogni espediente narrativo, che si parli di sogni, semplici pensieri o deliri, viene utilizzato per oltrepassare quegli stretti confini...

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Simone Bracci (www.filmforlife.org)
27.01.2011
C’è qualcosa di irrimediabilmente contorto nella mente di Danny Boyle, se, dopo svariati anni di carriera, ancora si fatica ad identificarlo in un genere di riferimento. Geniale, ipnotico, sensazionale, umanistico

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21.01.2011
Danny Boyle riprende la vicenda di Ralston imprimendogli la sua solita marca stilistica, quella regia da videoclip, ritmica anche laddove la norma, come nel caso dei paesaggi naturali, predilige la lentezza, mai statica nemmeno quando deve muoversi all’interno di un’insenatura di pochi metri.

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Francesco Lomuscio (www.everyeye.it)
19.01.2011
Senza rinunciare ad accenni d’ironia, il film fa ampio ricorso ad un look che sembra porsi a metà strada tra il videoclip e lo spot pubblicitario. Il tutto, al solo fine di coinvolgere lo spettatore distraendolo in parte dal tono generale di dramma, per poi scaraventarlo nel crudo finale.

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Marianna Cappi (www.mymovies.it)
19.01.2011
Boyle ri-immagina l’esperienza estrema di Ralston con i ralenti e le accelerazioni ma anche con un pudore e una pulizia che non eravamo pronti ad attribuirgli. James Franco, senza cadere nella recitazione del dolore, dà una bella prova del proprio talento.

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Pietro Ferraro (ilcinemaniaco.com)
19.01.2011
Un piccolo film tratto da una storia vera, supportato da un James Franco da Oscar e da un mestiere che traspare da ogni singola inquadratura e racconta di una capacità tecnica davvero impressionante.

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Massimo Balducci (cinemio.it)
13.01.2011
Tutto si può dire di Danny Boyle, tranne che gli piaccia fare sempre lo stesso film. Nella sua carriera è stato capace di girare un capolavoro assoluto come Trainspotting, un film da premio Oscar come The Millionaire a fianco di pellicole decisamente orride.

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