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Tu(e)tto(e) al vento...
E dopo i cinepanettoni,cinepasqualoni ecco i cinecocomeri ... Ormai ogni occasione è buona per sfornare "" commedie"" di bassa lega,da propinare a un pubblico di ampia fascia.Il nomignolo di Cinecocomero dice già molto,se non tutto,perchè miei cari spettatori quello che vedrete maggiormente passare sotto i vostri occhi durante la durata del "film" saranno perfetti paia di tette(cocomeri) e sederi al vento,allora perchè andare al cinema quando in spiaggia o per strada potete rifarvi gli occhi in tal senso senza spendere i soldi del biglietto?!!

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Pietro Signorelli (cine-zone.com)
21.09.2010
Le sbiadite trame si agitano sullo sfondo di paesaggi incantevoli, conditi da qualche bel corpo in vista femminile; le battute sono banali e i contrasti insipidi, per un pubblico che cerca semplici panacee di serenità.

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Fabio Romano è un ottimo venditore di polizze assicurative ma rischia, a causa della crisi economica, di essere licenziato dal nuovo datore di lavoro, giocandosi il posto con un suo collega. Con un imponente mutuo
he dire,,io sti film non li sopporto,,,mi risparmio i soldi

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Giulia Lucchini (www.cinematografo.it)
17.09.2010
Il regista cerca di coniugare divertimento e problemi attuali del paese con l'ambizione di fare una sorta di commedia all'italiana, tanto da citare Una vita difficile di Dino Risi, ma si risolve in una commedia leggera che tende a strizzare l'occhio alle nostre cattive abitudini.

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Emanuele Rauco (www.radiocinema.it)
17.09.2010
Se la sceneggiatura piena di buchi e approssimazioni potrebbe anche far parte del gioco, fuori da ogni regola è la goffa regia di Giordani che non azzecca mail ritmo, il découpage e nemmeno le inquadratura adatte a creare una comicità che pare un miraggio nel deserto.

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Marco Scali (zabriskiepoint.net)
17.09.2010
Un film da vedere solo se si vuole l'ennesimo luogo turistico difficilmente raggiungibile dalla maggioranza degl'italiani, ma scontato luogo di vacanza per chi oggi fa cinema e che del vero italiano e dei suoi vizi ormai si è dimenticato.

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Carmela Ferrentino (www.doppioschermo.it)
16.09.2010
Con ironia e semplicità il regista Ugo Fabrizi Giordani, cerca di raccontare un’Italia allo sbando, un pezzo della nostra società, ponendo l’accento sui vizi e le virtù, incappando anche in qualche cliché. Il risultato è un film semplice, poco volgare e a tratti divertente.

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Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)
16.09.2010
Sharm el Sheikh ha una bella fotografia, riprese aeree e subacquee, montaggio da spot e virtuosi movimenti di macchina ma ugualmente non si emancipa dal prototipo “vacanze di Natale”poiché qui ci si limita ad elencare storie e tipi umani senza uno sguardo critico.

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Francesca Fiorentino (www.movieplayer.it)
16.09.2010
La commedia di Giordani giochicchia col fuoco e si ferma molti passi prima della critica feroce, con un pressappochismo degno del cinema più superficiale. Di un film del genere è molto più facile elencare i difetti che i pregi, legati tutti al bel lavoro di squadra del team di attori.

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dr. apocalypse (www.cineblog.it)
15.09.2010
Questo Sharm El Sheikh, senza entusiasmarsi eccessivamente per l’evento, che rientra ovviamente in questa disprezzabile ma remunerativa categoria, prova a cambiare rotta, attraverso uno script quasi garbato, più o meno attuale e a tratti addirittura divertente.

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dr. apocalypse (Cineblog)
15.09.2010
Il film di Ugo Fabrizio Giordani supera abbondantemente gli ultimi titoli targati Neri Parenti e Vanzina Brothers: mai troppo volgare, con un cast affiatato e in parte soddisfacente, e uno script semplice che prova addirittura a cavalcare la precarietà del momento.

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