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Monica Cabras (filmup.leonardo.it)
09.09.2010
Frutto del felice connubio tra un pittore-regista di origini ebraiche e di una scrittrice palestinese, "Miral", è un piccolo capolavoro, un film commovente, coadiuvato da un’interpretazione dei protagonisti, asciutta, pulita, mai sopra le righe.

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Massimiliano Schiavoni (www.radiocinema.it)
07.09.2010
Il film risulta un tonfo clamoroso che svela tutta la limitatezza di una retorica espressiva superficiale e priva di profonda motivazione; una cronaca priva di cuore, sia pure corredata da una florida girandola di furberie visive.

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Pietro Signorelli (cine-zone.com)
06.09.2010
Un film bello, intenso e perfettamente calato nella situazione sociale che racconta, personaggi veri ed intensi si muovono con dolore e sofferenza sullo schermo cercando di donare allo spettatore tutta la necessità di trovare un dialogo.

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redazione (Il Riformista)
03.09.2010
Una storia molto confusa sul piano politico, capace di fare zoommate sulla Guerra dei sei giorni senza mai dare un quadro completo, dando per scontato troppe cose, sul piano narrativo, e indulgendo su alcuni particolari che sbilanciano l'intento dichiarato.

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Giancarlo Zappoli (www.mymovies.it)
03.09.2010
La vicenda narrata nel libro si impone alla densa visionarietà di Schnabel quasi forzandolo a un didascalismo che può risultare efficace per un pubblico giovane (che poco o nulla sa delle vicende mediorientali) ma che fa rimpiangere la complessità stilistica de Lo scafandro e la farfalla.

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Federico Pontiggia (www.cinematografo.it)
03.09.2010
Il nuovo film di Schnabel nasce dal cuore, ma la settima arte c'entra poco. E' il miraggio di un film che non c'è: indugia nel lacrimevole e nello stucchevole, riduce l'arabo a "Salam aleikum" e cede il passo all'inglese posticcio. Semplicemente, non va.

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Ludovica Sanfelice (www.film.it)
03.09.2010
Il film di Julian Schnabel delude un po le attese della vigilia ma rinnova l interesse verso un regista che si assume sempre il rischio della sfida.

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Gabriele C. (www.cineblog.it)
03.09.2010
L’impegno politico del film, schierato apertamente, è a suo modo lodevole e ben visibile ma è anche vero che il film soffre di un certo didascalismo di fondo che tende ad annacquare l’aspetto emotivo del film: che è freddo e poco coinvolgente, nonostante la materia sia davvero calda.

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Luciana Morelli (www.movieplayer.it)
03.09.2010
Il film risulta fazioso, pieno di troppe cose, nessuna delle quali sviscerata a dovere e piuttosto superficiale negli snodi narrativi affidati ad immagini di repertorio e a salti nel tempo un tantino troppo lunghi. Troppo soggettivo e personale per riuscire a convincere appieno.

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Mattia Pasquini (35mm.it)
03.09.2010
Il merito principale del film è quello di portarci in un mondo 'così vicino, così lontano'...Purtroppo si percepisce poco del dolore, la fatica, l'ingiustizia, il sopruso, e quant'altro. Fortunatamente - in compenso - questo porta anche ad evitare eccessi retorici, di ambo i segni.

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ColinMckenzie (www.badtaste.it)
02.09.2010
Visto che stiamo parlando di un conflitto enorme, del quale ci vengono mostrate tante tragedie, sentimenti fortissimi e situazioni estreme, una simile freddezza è difficile da accettare. Insomma, uno sguardo intellettuale piuttosto che sensibile.

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31.08.2010
Il film sembra avvincente, con scene di grande potenza emotiva e altre altamente spettacolari. Le premesse perché piaccia al grande pubblico ci sono tutte. Ma a renderlo molto interessante c’è il fatto che questa storia con punto di vista palestinese è una produzione trasversale, multietnica.

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