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Sono andato al cinema con poche aspettative. Sapevo che non sarebbe stato ai livelli dei precedenti Shrek, ma questo quarto film l'ho trovato di una noia mortale. La saga è completamente snaturata. Bocciato in pieno. Fortuna che "DICONO" sia l'ultimo capitolo.
Sono andato al cinema con poche aspettative. Sapevo che non sarebbe stato ai livelli dei precedenti Shrek, ma questo quarto film l'ho trovato di una noia mortale. La saga è completamente snaturata. Bocciato in pieno. Fortuna che "DICONO" sia l'ultimo capitolo.

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Valentina Ariete (www.cinema4stelle.it)
30.08.2010
Non ci sono citazioni cinefile, non ci sono parodie dissacranti, i personaggi sono appena abbozzati e per nulla approfonditi, non c'è praticamente humor. L'happy ending è giusto, come ogni favola che si rispetti, ma perché rendere zuccheroso e banale anche tutto il resto del film?

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Pietro Ferraro (www.ilcinemaniaco.com)
27.08.2010
Shrek e vissero felici e contenti chiude dignitosamente la serie, si ride e si ritrovano tutti i personaggi che in questi anni hanno divertito grandi e piccini, un giusto e riuscito epilogo che conferma oltremodo la distanza dall’irriverente e inarrivabile primo capitolo.

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Pietro Signorelli (www.cine-zone.com)
27.08.2010
Le animazioni sono realizzate con grande precisione e anche la versione 2-D ha le immagini che sembrano uscire dallo schermo tanto la computer grafica è fatta bene. Se fosse l'ultimo capitolo sarebbe la degna conclusione di una saga che per dieci anni ha divertito grandi e piccini.

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Flavio Della Rocca (www.cinecorriere.it)
25.08.2010
La saga animata più irriverente del grande schermo non poteva avere conclusione migliore. Visivamente ancor più ricco grazie alla tecnologia 3D, l’ultimo film della serie si affida ad una narrazione serratissima, piena di trovate irresistibili e di citazioni raffinate.

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Michele Serra (delcinema.it)
25.08.2010
Giudizio finale: luci e ombre, come dicono i commentatori sportivi. Una luce: il 3D, stabile, ben realizzato e a tratti utilmente spettacolare. Un'ombra: l'uso della colonna sonora, ormai arrivata al punto di provocare reazioni di imbarazzo nello spettatore.

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Sonia Arpaia (www.doppioschermo.it)
25.08.2010
Shrek 4 conferma che l’originalità è ormai soltanto un ricordo. Riuscito tecnicamente ma con una una sceneggiatura povera di idee. Le avventure dell’orco e consorte si perdono in una storia debole ed eccessivamente sentimentale, che non annoia ma nemmeno entusiasma.

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Adriano Ercolani (www.film.it)
25.08.2010
Ci troviamo di fronte ad un film d’animazione che possiede momenti divertenti ma di certo non possiede la forza propositiva e la coesione interna di una produzione Pixar. Il risultato comunque rimane decisamente migliore rispetto all’ultimo “Shrek terzo”.

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Mattia Pasquini (film.35.it)
25.08.2010
Gli ingredienti soliti ci sono tutti, e anche gli inserti nuovi di Tremontino o le 'nuove personalità' dei vari Fiona, Chiuchino, gatto con gli stivali più o meno funzionano; ci si diverte a tratti e c'è una vena sentimentale che conquisterà i cuori più sensibili... Eppure la verve latita.

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Piero Cinelli (www.primissima.it)
25.08.2010
La storia 'alternativa' funziona e appassiona, spiazzando non solo Shrek ma anche lo spettatore. I personaggi sono decisamente cambiati, uno su tutti il Gatto con gli stivali in versione XXL. Tecnicamente il film è impeccabile con l'aggiunta del 3D che viene concentrato in scene di grande effetto.

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Marco Minniti (www.movieplayer.it)
25.08.2010
La classica frase posta in calce alle fiabe è qui l'inizio della narrazione, la quale non può che svolgersi in modo non cronologico. La sceneggiatura riflette sul contrasto tra natura e cultura, e sulla nostalgia per un passato che si pone in conflitto con le responsabilità della vita adulta.

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Colinmckenzie (www.badtaste.it)
25.08.2010
Tutto procede senza scossoni, ma soprattutto con un senso di noia. Se c'era un campo dove si poteva sperare in meglio, era a livello di immagini, magari con invenzioni visionarie e folgoranti. Ma né nel settore delle scenografie, né nella regia di Mike Mitchell si possono riscontrare grandi idee.

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Antonella Murolo (www.everyeye.it)
25.08.2010
Il tentativo dell'orco di salvare il suo mondo procede senza sbalzi emozionali, i personaggi perdono spessore e sembrano comandati dai fantasmi del passato. Il Gatto con gli stivali regala momenti narrativi davvero carini, tutto il resto si potrebbe quasi dire che è noia.

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Boris Sollazzo (www.moviesushi.it)
25.08.2010
La forza di questo antie­roe è il dimostrarci che in un mondo edonista come il suo, in cui Biancaneve è una diva capricciosa, uno brutto, (sp)orco ma adora­bile come lui può vincere e che la corpulenta Fiona è molto più sexy di tante principesse sul pisello.

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dr. apocalypse (www.cineblog.it)
25.08.2010
Shrek 4 sfrutta le potenzialità della terza dimensione, cercando di nascondere le falle, figlie di una storia flebile, tutta incentrata sul sentimentalismo e che nulla ha a che vedere con quel gioiello animato che nel 2001 rivoluzionò il ‘modo’ di fare e pensare lungometraggi d’animazione…

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Oscar Cosulich (www.cinematografo.it)
25.08.2010
Shrek si fa ingannare da Tremotino che lo catapulta in una versione alternativa di Molto Molto Lontano dove gli animatori si sbizzarriscono dando vita nuova a ogni personaggio. L’utilizzo del S3D garantisce emozioni agli spettatori, “colpiti” dagli oggetti che balzano fuori dallo schermo.

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Diego Altobelli (filmup.leonardo.it)
25.08.2010
E\’incredibile come la saga di Shrek abbia avuto una involuzione creativa così evidente. Se il primo episodio si proponeva come alternativa adulta ai classici film d\’animazione, con i successivi la saga ha mostrato sempre pi&ugrave un\’anima buonista, tediosa, meno ispirazione..

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Gabriele Niola (MyMovies)
25.08.2010
I personaggi non hanno più una ragione d'essere e la trama è equiparabile a quella di un episodio televisivo di una serie sceneggiata senza idee. Un what if... allungato e dilatato, occasione per infilare battute poco divertenti in un contesto di sicuro successo.

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Riccardo Balzano (trailersland.com)
24.08.2010
E' quanto di più fiacco si potesse realizzare, occultato nell’inosservanza dell’etica del cinema d’animazione (quello disneyano in primis) e irrimediabilmente incastrato nella trappola del moralismo facile che non può non citare ed esibire il classico “e vissero felici e contenti".

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