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Luca Ciccioni (www.anonimacinefili.it)
13.12.2018
Macchine Mortali è una rumorosa sarabanda senz’anima in cui uno script indecoroso propone personaggi la cui natura è lapalissiana sin dai primissimi minuti della pellicola e che non vedranno nessun arco evolutivo nel corso della storia (ad eccezione di un solo character, che in compenso è interamente realizzato con una CGI che sembra uscita dai primi anni 2000). Gli eventi si susseguono senza nessun nesso logico e le motivazioni dei personaggi sono mosse dalla volontà arbitraria degli autori come da un deus ex machina.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
13.12.2018
A Macchine Mortali manca proprio il respiro dell’opera che aspira ad essere, che doveva assolutamente essere, pena il non essere affatto. Carica com’è, necessitava un lavoro di cosmesi ben diverso, la sua stravaganza da filtrare. Ecco perché, quando assistiamo a certi sviluppi, classici nell’accezione deteriore del termine, le perplessità sono due volte più significative. Scadere infatti nella parodia involontaria, sia essa una linea di dialogo («fu allora che decisi che non avrei avuto più padroni», per dirne appena una, che chiaramente andrebbe contestualizzata), oppure un passo in avanti rispetto a come evolvono le circostanze, ebbene, siamo sempre lì, tutto è così monotono, sorprendentemente privo di spessore.

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Massimo Lastrucci (www.ciakmagazine.it)
13.12.2018
Sono le scenografie da pura atmosfera steampunk, gli ambienti desolati trovati in Nuova Zelanda e soprattutto gli effetti speciali, visuali e oltre, a creare stupore e meraviglia, tenendo agganciata l’attenzione dello spettatore (senza fargli domandare, ad esempio, come facciano le megalopoli a muoversi su terreni accidentati su cingoli senza frantumarsi) e cercando di non suscitare il sospetto che tutto quel vorticare di battaglie, di inseguimenti, di luci, esplosioni deriva tutto ed esclusivamente da Star Wars ed epigoni successivi.

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Valentina Albori (gogomagazine.it)
13.12.2018
"Macchine Mortali" è una boccata d'aria fresca in un panorama cinematografico commerciale popolato da sequel, prequel e re-boot, portando sul grande schermo una storia mai proiettata prima e riuscendo ad adattare un romanzo in modo coinvolgente e accattivante. Con una regia suggestiva, forte di effetti visivi da mozzare il fiato fornisce una soluzione ideale per passare un paio d'ore piacevoli in sala, in un quadro a cui qualche soluzione spiegata con superficialità e alcuni cliché al livello narrativo si possono sicuramente perdonare.

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Valeria Brunori (www.ecodelcinema.com)
13.12.2018
Se ci si siede desiderosi di farsi coinvolgere, di scoprire un nuovo mondo, di vivere una bella avventura fantasy sul grande schermo (che non abbondano, bisogna dirlo), se, insomma, ci si pone con positività, e non sempre pronti alla critica e a vedere il plagio in ogni inquadratura, allora le due ore di "Macchine Mortali" volano, ti catturano e ti trasportano lontano dai problemi di tutti i giorni.

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Daniele Ferriero (www.esquire.com)
13.12.2018
Un vero peccato che gli autori non scelgano di puntare sull’effetto bigger than life e, complice una sceneggiatura e dei dialoghi a tratti deficitari, finiscano per sgonfiarne le grandi potenzialità in una storia già vista e rivista. Macchine mortali finisce così purtroppo per diventare un grosso giocattolone, a tratti visivamente piacevole, ma contenutisticamente deludente.

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Gabriele Niola (www.wired.it)
13.12.2018
Macchine mortali ha il pregio di correre molto, mettere i protagonisti sempre in fuga fino ad un finale in cui avviene il grande scontro e il film getta la maschera decidendo di copiare per bene Guerre stellari – Episodio IV. Non è fastidioso ma quasi affettuoso, in fondo tutta la dinamica di lotta in uno scontro aereo contro una grandissima città-arma pronta a colpire (e ci sono molte altre aderenze che non spoileriamo) funziona. E non c’è motivo di non riproporla a una generazione che non necessariamente conosce a memoria il film del 1977.

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Emanuele Manco (www.fantasymagazine.it)
13.12.2018
Macchine Mortali è un'occasione persa, viste le potenzialità del materiale originale, per creare un nuovo punto di riferimento nel genere. Si deve accontentare di inserirsi nella media, con uno spettacolo a tratti piacevole ma, purtroppo, dimenticabile.

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Claudio Biazzetti (www.rollingstone.it)
13.12.2018
Vale la pena andare a vedere una specie di versione steampunk di Star Wars in cui al posto della Morte Nera c'è la città di Londra che si muove su immensi cingoli fagocitando città più piccole? Diamine, sì.

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Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it)
13.12.2018
L’idea del racconto è valida e la resa visiva restituisce inequivocabilmente uno spettacolo inedito, presentando un mix di idee mai viste al cinema che, ben innestate nel tessuto narrativo, possono facilmente catturare l’attenzione del pubblico; per farvi un’idea dell’effetto potete pensate ai primi capitoli di Hunger Games o Maze Runner, belli, freschi e ben concepiti. Tutto si perde in un bicchier d’acqua, però, in particolare quando il fin troppo classico approccio di questo tipo di film inizia a gonfiarsi di cliché ormai insopportabili, capaci solo di coccolare il pubblico più giovane lasciando interdetti tutti gli altri, ché da un film di fantascienza post apocalittica, specie con questa intrigante venatura steampunk, si aspetterebbero un prodotto con ben altri valori narrativi.

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Marcello Paolillo (www.spaziogames.it)
13.12.2018
Nonostante sia a conti fatti una produzione davvero imponente, sia per resa scenica che per contenuti, la sensazione è che Macchine Mortali sia stato messo in piedi senza avere un quadro chiaro delle priorità. Nonostante i tanti richiami letterali e visivi legati alla letteratura, al cinema e ai videogiochi, la sceneggiatura si ingolfa sin da subito, mostrando tutti i limiti del caso. Ed è un vero peccato, al netto della potenza estetica del film diretto da Christian Rivers.

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Mattia Chiappani (on.techprincess.it)
13.12.2018
La cosa più affascinante di Macchine Mortali è senza dubbio il mondo in cui è immerso. Il concetto stesso di Darwinismo urbano, connesso con l’immagine di Londra che quasi letteralmente divora una città minore all’inizio è davvero un’idea creativa. Vedere un mondo così devastato da riportare alla luce reliquie degli Antichi del XXI secolo quasi come se fossero testimonianze di civiltà aliene è impressionante. Sono particolarmente interessanti i brevi riferimenti agli eventi passati.

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Lorenzo Pedrazzi (blog.screenweek.it)
13.12.2018
Macchine mortali si limita a rimasticare l’immaginario fantastico e i suoi codici narrativi (dove Guerre stellari è un riferimento palese), lavorando più sul concept design e sull’ambientazione che sulla trama e i personaggi. L’apparato visivo è però sontuoso, tale da compensare almeno in parte le lacune dell’intreccio: finalmente lo steampunk può giovarsi di una grande produzione cinematografica, tecnicamente curata e di ampio respiro, impreziosita da un’estetica che Hollywood propone molto di rado.

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Elisa Giudici (www.mondofox.it)
13.12.2018
L'unione di un'epica narrativa e di una serietà produttiva da kolossal in un prodotto young adult è lodevole, il risultato visionario e dal ritmo serrante: peccato frani tutto nell'ultima mezz'ora.

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Federica Marcucci (www.gingergeneration.it)
13.12.2018
Macchine Mortali è una gioia per gli occhi di tutti gli amanti della fantascienza, che ritroveranno nel film le stesse atmosfere steampunk del libro. Un mood che si contraddistingue per una sua identità forte, grazie anche ai tanti richiami letterali e visivi legati alla fine dell”800 e al primo ‘900. Basti pensare a tutto l’immaginario di Jules Verne. Un mondo futuribile e distopico che riesce a prendere vita grazie anche al carisma di due giovani e bravissimi attori, vera anima del film. Hera Hilmar è perfetta nei panni dell’eroina misteriosa che non nasconde il suo bisogno di vendetta, mentre Robert Sheehan riesce a calarsi al meglio nella parte di chi si trova nel posto sbagliato al momento giusto.

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Andrea Peduzzi (www.outcast.it)
13.12.2018
È pur vero che la riuscita di una storia del genere, così sospesa tra epica e archetipi narrativi, non si gioca tanto sull’originalità dei motivi che la compongono, ma sulla loro cottura. Ecco, qui, purtroppo, la magia non riesce; il racconto non carbura e finisce per farsi sopraffare dai suoi stessi ingredienti, ingarbugliandosi. Se aggiungiamo pure un paio di scelte di intreccio particolarmente deboli, al di là della grandeur visiva di certe sequenze, quello che rimane è quasi un sottoprodotto. Un Jackson del discount che, per carità, ha pure i suoi momenti, ma nel complesso si butta un po’ via, ecco.

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Ludovica Ottaviani (www.moviestruckers.com)
13.12.2018
Gli effetti speciali eccezionali, maestosi e fin troppo perfetti, sono il polo d’attrazione di una storia tutto sommato convenzionale. Le figure forti intorno alle quali ruota l’azione dinamica, quelle che permettono d’innescare le rivoluzioni auspicate nel film, sono incarnate da donne; donne indipendenti e dall’animo tormentato come la protagonista Hester o la rivoluzionaria Anna Fang (interpretata dalla cantante sud coreana Jihae), perfette eroine figlie dell’era del #TimesUp e del movimento #MeToo. Nonostante questo aspetto inedito, che torna a vedere una donna nei panni della protagonista di una saga, a colpire però per l’intensità drammatica sono soprattutto le interpretazioni maschili di Sheehan e di Hugo Weaving (nei panni dell’ambizioso archeologo Thaddeus Valentine), capaci di rendere credibili dei personaggi altrimenti destinati al cliché dell’oblio cinematografico.

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Alessandro Crea (www.tomshw.it)
13.12.2018
Perfetto per una serata di svago all’insegna dell’avventura, soprattutto se si è amanti del genere, ha il pregio di non essere uno young adult come molti temevano visti i due giovani protagonisti, ma se cercate un film di spessore, che utilizzi un genere cinematografico per riflettere sul presente e sul futuro, dovrete guardare altrove. Macchine Mortali è un buon prodotto d’intrattenimento, superficiale ma ben confezionato, che ha anche il vantaggio di uscire nel momento più propizio della stagione, in cui non ci sono altri blockbuster in campo.

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