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Roberto Recchioni
11.01.2019
Glass è il brutto disegno di un supereroe con sotto scritto “SUPEREROE”.

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Aida Picone (gamesurf.tiscali.it)
11.01.2019
Quella che si delinea in scena è una lotta, in cui bene e male non sono realmente tracciati, in cui l’equilibrio dell’ordinario cerca di annichilire lo straordinario cavalcando quel dubbio che da sempre ha permeato l’atmosfera dei capitoli precedenti: “Sono loro affetti da un qualche delirio di onnipotenza o sono straordinari davvero?” Non resta far altro che andare in sala per poterlo scoprire!

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Lorenzo Pedrazzi
11.01.2019
Con Glass, M. Night Shyamalan riannoda le trame di Unbreakable e Split in un film dove non mancano le contraddizioni, ma capace di offrire una riflessione compiuta sul mito dei supereroi ai giorni nostri.

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Nicolò Seregni (www.drcommodore.it)
11.01.2019
Glass è un ottimo film dal punto di vista registico, ma a tratti risulta leggermente noioso e frustrante a causa di una trama con qualche buco, di personaggi con reazioni umane sbagliate, di pessime coreografie di combattimento e della filosofia e psicologia dei 3 protagonisti non sufficientemente sviluppate rispetto ai 2 film precedenti.

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Redazione (www.staynerd.com)
11.01.2019
Glass è in fondo la cronaca di un fallimento annunciato, impossibilitato a sfruttare quegli elementi che avevano sorpreso il pubblico nei primi due film di questa che è, a tutti gli effetti, una trilogia. Le buone premesse, suggeriteci ingannevolmente dai primi minuti, lasciano il posto a pedanti dialoghi e un ritmo lento che affossa i protagonisti e la stessa idea intorno a cui ruota tutto, e che resta in ogni caso geniale. Guardare un film di Night Shyamalan è sempre un’esperienza particolare, che se non altro ci fa apprezzare il suo stile registico e la sua audacia, ma quando fallisce la scrittura crolla inevitabilmente il castello di vetro su cui tutto si posa, restituendoci solo qualche emozionante flashback, in mezzo ad un puzzle di schegge impazzite.

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Tiziano Sbrozzi (www.gamelegends.it)
11.01.2019
Glass è un film che dimenticherete poco dopo averlo visto, privo di trama e datato come gli attori che lo popolano, per questo motivo vi troverete ad affrontare un ora buona di girato nella più totale noia fino a collimare in un plot twist svelato da solo a pochi minuti dall'inizio della pellicola. Banale. Senza nulla da dire.

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Lorenzo Pedrazzi (blog.screenweek.it)
11.01.2019
Glass è una celebrazione del mastermind, demiurgo dall’intelletto geniale che incarna uno dei modelli più antichi di supervillain, sempre un passo davanti a tutti; e se una mente di tal genere comincia a leggere la realtà attraverso la lente dei fumetti, il risultato non può che essere un cambiamento epocale. Un film a tratti un po’ involuto, ma capace di accettare dei rischi e imboccare strade inattese, senza mai abbandonarsi al cinismo.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
11.01.2019
Ancora una volta M. Night Shyamalan dice più di quanto non riesca a far arrivare allo spettatore, per questo Glass si rivela essere un ingranaggio non perfettamente oliato, ma non per questo privo di fascino.

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Andrea Peroni (www.uagna.it)
11.01.2019
Non il film che ci aspettavamo, ma neanche quello che speravamo. Glass è un gran miscuglio di generi come solo Shyamalan sa fare. Forse però, in questo caso, ha voluto esagerare.

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Concetta Suriana (www.cinematown.it)
11.01.2019
Glass non ha bisogno di particolari giri di parole. Il film si presenta esattamente così com’è: come la rivincita dei cattivi emarginati anche dal loro mondo di supereroi. Troppo “normali” per essere dei veri e propri personaggi dei fumetti, troppo strani per essere delle persone comuni. Forse è vero, i supereroi non esistono, ma ci sono persone che riescono a fare grandi cose pur essendo normali, ed i protagonisti di Glass ci ricordano proprio questo: ognuno può essere ciò che vuole, basta crederci fino in fondo.

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Chiaretta Migliani Cavina (www.ecodelcinema.com)
11.01.2019
[...] un thriller psicologico che, improvvisamente, indossa la maschera e cede il passo ad un fumetto superomistico antropizzato e mette la parola fine, forse, alla triade iniziata con "Unbreakable" (2000) e "Split" (2017). Strizzando l'occhio ad Hannibal Lecter ne "Il silenzio degli innocenti" e la mano alla passione per i vecchi e cari fumetti dei supereroi, il film riprende le orme della saga iniziata anni prima e le porta avanti con la tecnica della decostruzione, del capovolgimento.

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Marta Zoe Poretti (www.lascimmiapensa.com)
11.01.2019
Glass non è un film perfetto: saranno molti gli spettatori a soffrire la mancanza di azione, che esplode solo a ridosso della fine. Disagio è la parola chiave di questo thriller psicologico: girato quasi interamente in interni, fondato essenzialmente sul dialogo, e sulle incredibili performance di James McAvoy, Sarah Paulson, Bruce Willis e Samuel L. Jackson. Al pari dei protagonisti, Shyamalan costringe gli spettatori a uno stato di cattività, alla prospettiva di una Bestia chiusa in gabbia. Eppure, chi sceglierà di accettare questo punto di vista, troverà in Glass tutta l’angoscia necessaria, insieme all’anomala apoteosi di 3 super-eroi, ormai impossibili da dimenticare.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
11.01.2019
[...] un film che alla fine, se non altro e al netto dei suoi molti difetti, rimane il più originale del suo sottogenere e il più significativo.

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Giuliana Molteni (www.eurogamer.it)
11.01.2019
Glass (belli i titoli di testa, che mostrano la nostra realtà "incrinata") è un film con diversi limiti, uno importante è che va visto avendo bene in mente i due cui è collegato, altrimenti si perdono molti significati, citazioni e rimandi vari. E la tira troppo lunga (quasi ogni film che supera le due ore potrebbe essere alleggerito) e fuorvia lo spettatore rischiando di irritarlo o lasciarlo perplesso, anche a causa dei troppo insistiti rimandi al mondo dei fumetti e ai personaggi più celebrati, come si volesse essere certi che tutti abbiano ben capito. Glass è comunque un film da vedere, mettendo da parte qualche perplessità nel corso della narrazione, in attesa del "messaggio" finale. È un film che non è un thriller né un horror, e che è forse più politico, idealista, quasi anche romantico. We can be heroes just for one day. Tutti.

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Andrea Fornasiero (www.mymovies.it)
11.01.2019
L'ambizioso progetto di Shyamalan si chiude nel peggior modo possibile: una vera débâcle, una delusione cocente.

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Valerio Sammarco (www.cinematografo.it)
11.01.2019
Dopo Unbreakable e Split, l’incredibile showdown di Shyamalan. Dichiarazione d’amore tra le più profonde e complesse che il cinema abbia mai saputo regalare a supereroi e fumetti: magnifico

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Matteo Regoli (www.mangaforever.net)
11.01.2019
Se Glass avesse avuto il coraggio di dubitare di se stesso e di spingere il proprio pubblico a rileggere in retrospettiva l’opera com’era già stato con i due capitoli precedenti sarebbe potuto essere il manifesto di un’intera filmografia, ma evidentemente l’obiettivo del regista era solo quello di chiosare una non-saga nata un po’ per caso e darle una conclusione degna, lasciandosi contemporaneamente tante porte aperte per i prossimi progetti. Resta una regia sublime, che torna alle raffinate rigidità dei primi lungometraggi, mentre le interpretazioni delle tre star conferiscono alla vicenda quel realismo che l’autore cerca ardentemente: il passaggio del tempo è tutto nei volti di Jackson e di Willis – acciaccati, invecchiati, stanchi – mentre il talentuoso eclettismo di McAvoy (qui alla prova migliore della sua carriera) accompagna i diversi ritmi della narrazione.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
11.01.2019
Il problema di un film come Glass, dell'essere cioè un terzo capitolo di una trilogia che in realtà due anni fa non esisteva nemmeno nella mente del regista, è che non è stato realmente pianificato. Ci sono cose che vanno dette e spiegate, che sono necessarie per il prosieguo della trama e che non possono essere date per scontate, va da sé che la narrazione è spesso appesantita e rallentata in modo eccessivo. Non aiuta poi il fatto che il film abbia un inizio davvero travolgente ma che bene presto si perda in una pantano di scene monotone e poco avvincenti. A salvare il salvabile c'è per fortuna James McAvoy col suo talento e la travolgente simpatia di alcuni suoi personaggi, ma per chi cercava un thriller, un film che, come da premessa, lo tenesse incollato alla poltrona, questo Glass potrebbe essere una grande delusione.

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Davide Stanzione (www.bestmovie.it)
11.01.2019
M. Night Shyamalan chiude il cerchio della sua personale trilogia e torna a sedurre e sconvolgere [...] Un puzzle di situazioni aguzzo e spigoloso, perversamente e morbosamente affascinante, proprio perché vederlo è proprio come fare un viaggio sulle montagne russe della psiche rimanendo fermi sulla poltrona, inchiodati a non pochi brividi lungo la schiena che hanno a che fare con la natura subdola e manipolatoria della nozione di alter ego. Specialmente quando piegata a finalità narrative o, come in questo caso, osservata in vitro, torchiata dalla lente deformante e al contempo rivelatrice della psicoanalisi (non a caso, siamo al cospetto di un film non solo di riflessi ma anche di soggettive traballanti, di proiezioni ma anche di frantumazioni).

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Luca Ceccotti (cinema.everyeye.it)
11.01.2019
lass non è la conclusione che ci aspettavamo. Con questo terzo capitolo del suo Universo Narrativo, M. Night Shyamalan si libera definitivamente di tutti i canovacci del genere supereroistico e punta a una rilettura ambiziosa e intrigante del soprannaturale inteso come super potere, muovendosi con alcuni dubbi tra thriller psicologico e maldestro action di serie B. È un film sfaccettato e prepotentemente identitario, che accetta di essere diverso e funzionale alle intenzioni dell'autore, a prescindere che vengano poi lette in modo corretto o sbagliato. Rifiuta il compromesso e, facendolo, riesce sia a sorprendere nella forma - curata da uno Shyamalan in stato di grazia - che a deludere per quanto riguarda parte del contenuto. Un titolo quando vuole formidabile, che sa incatenare alla poltrona e instillare il germe del dubbio nello spettatore, ma che sa anche essere punitivo verso le aspettative dei fan, che si ritroveranno per la maggior parte divisi sulla riuscita di film. Resta folgorante per alcune intuizioni e opinabile in diverse scelte e forse non riesce a chiudere bene la crasi tra Unbreakable e Split, ma Glass è un'opera intrigante e raffinata, assolutamente da vedere.

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Elisa Giudici (www.mondofox.it)
11.01.2019
Shyamalan tenta di riunire tre film e tre personaggi iconici per un gran finale rutilante, ma sembra trascurare quanto avvenuto nel campo dei supereroi negli ultimi 15 anni. Glass è una delusione.

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Gian Luca Pisacane (www.film.it)
11.01.2019
Shyamalan prova a convincerci che non c’è più spazio per la fantasia, che anche la magia del cinema è un’illusione. Prende i suoi tre beniamini e li affianca, li incatena al pavimento, per smontarli pezzo dopo pezzo. Distrugge le loro certezze, li manipola, mette da parte la violenza fisica per flagellarli con la parola. Un processo senza testimoni, un tribunale dove al banco degli imputati ci sono lo spettatore e il sistema. [...] Shyamalan si conferma l’araba fenice del nuovo millennio: risorge dalle sue ceneri, unisce Blumhouse, Universal e Disney, e realizza un film titanico.

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