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Si racconta infatti della pace definitiva tra la Federazione e l'Impero Klingon, da sempre in ostilità sia nella serie TV che nei film. L'inizio delle trattative avviene dopo l'esplosione di Praxis, una delle lune di Qo'Nos, capitale dei Klingon.
Un costo moderato e l'utilizzo di un equipaggio troppo vecchio per convincere il pubblico furono forse gli unici difetti che portarono questo film a incassare la cifra non eclatante ma nemmeno disprezzabile di 80 milioni di dollari. La trama, scritta tra l'altro da Leonard Nimoy, è tra le migliori dei film di Star Trek. Una trama efficace, straordinaria, ricca di suspense e originale, tra le migliori mai scritte, assieme al fatto di essere il film che dà l'addio allo storico equipaggio della Serie Classica, rende questa una delle pellicole preferite dai fan. In questo epico finale l'azione e i dialoghi si mescolano in un connubio piacevole, che termina letteralmente con i fuochi d'artificio e con la mitica frase conclusiva del capitano Kirk: "… per arrivare là dove nessun uomo… dove nessuno è mai giunto prima." Una correzione che mette definitivamente la parola fine all'epoca di ostilità e razzismo tra umani e klingon e l'inizio dell'esplorazione della Undiscovered Country, 'il territorio inesplorato' del titolo originale.

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Star Trek VI: rotta verso l'ignoto - 1991
Rotta verso l'ignoto, è questo il titolo del sesto capitolo della saga cinematografica di Star Trek, prodotto nel 1991, il regista è lo stesso del quinto capitolo ovvero Nicholas Meyer, ed il cast è sempre uguale; il mitico equipaggio del capitano Kirk! La trama di questo capitolo dopo la pace tra l'impero di Kinglon e la FUP (Federazione Unita dei Pianeti) a questo punto il capitano Kirk con il suo equipaggio devono scortare Gorkon, o meglio cancelliere Kinglon. Ma non c'è aria di pace tra le 2 federazioni, infatti si riporterà guerra tra Kinglon e Federazione. Curiosità di questo capitolo è che i protagonisti, per la prima volta, hanno i capelli bianchi, si ebbene, anche loro sono "umani"!. Questo capitolo non può mancare vicino al televisore!

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Durante un periodo di tregua tra la razza umana e i Klingon viene ucciso l'ambasciatore Klingoniano Gorkov. Kirk e McCoy vengono accusati di questo omicidio.
Si tratta del sesto film della serie di Star Trek, l'ultimo in cui compare il cast originale al completo, infatti nel film successivo "Generazioni" lascia il testimone al cast della serie Star Trek: The Next Generation. Il regista è Nicholas Meyer che torna a dirigere un'avventura di Star Trek, dopo l'episodio nr. 2 In questo film la fanno da padrone, non gli effetti speciali, ma le idee, ed il rispetto delle differenze che ci sono fra i popoli. Nella trama del film si trovano tante citazione tratte dalle opere di W. Shakespeare, a partire dal sottotitolo. Riporto una battuta che resterà nella memoria. Spock al Capitano Kirk: "... è possibile che siamo diventati talmente vecchi e intransigenti da essere sopravvissuti alla nostra stessa utilità?". Un film da rivedere per far riaccendere la nostalgia.

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Dopo una gigantesca esplosione nucleare, è concordata la pace tra la razza umana e i Klingon, ma a tre mesi dal disarmo è ucciso l'ambasciatore klingoniano e il capitano e il medico dell'Enterprise sono accusati dell'omicidio.
L'ultimo film ambientato nella Serie Classica, The Undiscovered Country, fu quindi girato in quell'anno e dedicato al deceduto padre di Star Trek Gene Roddenberry. La trama, scritta tra l'altro da Leonard Nimoy, è tra le migliori dei film di Star Trek. Si racconta infatti della pace definitiva tra la Federazione e l'Impero Klingon, da sempre in ostilità sia nella serie TV che nei film. Una trama efficace, straordinaria, ricca di suspense e originale, tra le migliori mai scritte, assieme al fatto di essere il film che dà l'addio allo storico equipaggio della Serie Classica. In questo epico finale l'azione e i dialoghi si mescolano in un connubio piacevole, che termina letteralmente con i fuochi d'artificio e con la mitica frase conclusiva del capitano Kirk: "… per arrivare là dove nessun uomo… dove nessuno è mai giunto prima."

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Dopo anni di battaglie, la Federazione e l'Impero Klingon sono decisi a mettere fine alle ostilità. Ma qualcuno, da entrambe leparti, trama nell'ombra e fa in modo che Kirk e Mc Coy vengano accusati dell'omicidio del Cancelliere Gorkon e poi rinchiusi nella prigione di Rura Pente.
Questo sesto film si distingue in meglio rispetto al suo predecessore. Una trama più sensata e un susseguirsi degli eventi più logico portano ad una migliore fruibilità della pellicola. Il tema centrale è più che interessante e in un certo senso può essere ben rapportato a tutto ciò che accade anche al giorno d'oggi. Alcuni aspetti però dovevano essere approfonditi meglio. Il finale di questa pellicola conclude degnamente un ciclo iniziato molti anni prima con gli episodi della serie. Un equipaggio memorabile che ha lasciato il segno nella storia della fantascienza!

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L'impero Klingon è condannato e solo un alleanza con la Federazione può salvarlo, ma sarà Kirk che dovrà perfezionarla rinunciando alla sua vendetta.
Dicevo prima che questo è l'ultimo viaggio dell'Enterprise, di questa Enterprise. L'equipaggio infatti, con la sola eccezione di Sulu, ora promosso capitano della Excelsior e che naturalmente avremo modo di incontrare durante il film, è a soli tre mesi dal meritato congedo. Ma visto che quando c'è di mezzo l'Enterprise le cose non possono mai essere semplici, e vista anche la delicatezza dell'incarico, raggiungere quel congedo non sarà certo semplice. In questo film ritroveremo praticamente tutti quegli elementi caratteristici di questo equipaggio e del suo capitano, non ultimi una libera interpretazione dei regolamenti, qualche scazzottata e una bella aliena da rimorchiare. Troveremo attori che incrociano o incrocieranno le loro strade con Star Trek, anche se vestendo panni differenti, tra cui proprio il Klingon dell'Enterprise-D, Micheal Dorn, che anche non interpretando lo stesso Worf ci si avvicina molto. E troveremo a condire molti eventi della trama uno "sceneggiatore" d'eccezione quale Shakespeare, visto che frasi celebri tratte dalle sue opere e che si riveleranno sempre abbastanza calzanti agli eventi, verranno citate da entrambe le fazioni. I membri di questa Enterprise (quasi tutti... ok, quasi nessuno!) e questa Enterprise stessa si congedano dalla saga con un film che tutto sommato si dimostra all'altezza di Star Trek. Anche se, c'è da scommetterci, di andare in pensione non hanno nessuna intenzione!

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Praxis esplode. Tale esplosione ha portato alla contaminazione dell'ozono del pianeta K'onos. A causa delle ingenti spese militari i klingon non sono preparati a far fronte a tale emergenza. Kirk devono scortare il cancelliere sulla Terra.
Nicholas Meyer ha ripreso ancora le redini della serie per il felice Rotta verso l'ignoto del 1991 (Star Trek VI: The Undiscovered Country) che trattava un argomento molto serio quale il disarmo e la pace universale. Il film si apre con l'apocalittica esplosione della luna di Praxis (una Chernobyl del futuro) la cui onda d'urto investe e per poco non distrugge la U.S.S. Excelsior comandata da Sulu, l'effetto è opera ancora della Industrial Light & Magic che svolge anche del lavoro di routine costruendo la miniatura di un nuovo shuttle di Starfleet e filmando un combattimento tra la U.S.S. Enterprise, la U.S.S. Excelsior ed il Bird of Prey del generale Chang (Christopher Plummer). Le trasformazioni della camaleontide Martia (la modella di colore Iman, moglie del cantante David Bowie) avvengono con un morphing in movimento perfezionato dalla IL&M. Dato che all'Impero Klingon non rimangono che cinquant'anni di vita, a causa dell'avvelenamento del suo ozono causato dal disastro su Praxis, viene deciso di cessare le ostilità con loro e di ospitare gli ex-nemici nello spazio della Federazione. Ma molti "falchi" tramano nell'ombra e Kirk si ritrova suo malgrado accusato dell'omicidio del cancelliere Gorkon (David Warner), in missione diplomatica. Tutto sembra precipitare verso un inevitabile conflitto quando Spock farà luce sul complotto smascherando i veri colpevoli tanto che esiste una scena estesa nel DVD di Star Trek VI in cui si scopre che sotto la maschera del sicario Klingon in realtà si cela uno degli ufficiali della Flotta Stellare. La pellicola si conclude con un'idea simpatica e originale, mentre l'Enterprise si allontana verso una stella compaiono sovrapposte all'immagine, una dopo l'altra, le firme degli attori William Shatner, Leonard Nimoy, DeForest Kelley, James Doohan, George Takei, Walter Koenig e Nichelle Nichols. Il compositore Cliff Eidelman opera una scelta controcorrente e innovativa, i fatti gli danno ragione.

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Ultima avventura per l'anziano equipaggio che ci lascia con un ultima avventura
Decisamente meglio del precedente (ci voleva poco, comunque). Bello il parallelo con la situazione politica reale del periodo, col crollo del blocco sovietico in parallelo con la crisi sul pianeta centrale Klingon. Mi piace l'impostazione "poliziesca" della trama, con Spock che può dar sfoggio del suo acume durante le indagini. Buona la Valeris doppiogiochista (chi avrebbe pensato di ritrovare, anni dopo, l'attrice che la interpreta in un baraccone come Sex And The City!), ottimo Chang, finalmente un cattivone Klingon interessante e che cita Shakespeare! Ecco, poco credibile forse il Kirk sciupafemmine (anche se era tutto preparato), forse un po' artificiosa l'ambientazione di Ruhra Penthe... ma tutto sommato promosso, un ottimo congedo per l'equipaggio classico. non mi fa impazzire su certe cose comunque il voto è lo stesso alto... per via del fatto che è l'ultimo

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Il sesto film dedicato a Star Trek vede l'addio del cast storico della prima serie
E’ il film che segna l’addio definitivo dagli schermi del vecchio cast di Star Trek. Per l’evento, nel 1991, alla regia torna Nicholas Meyer, autore del famoso film tv del 1983, The Day after, e del secondo lungometraggio della serie trekkiana. La trama raccoglie e chiude gli spunti tracciati nei capitoli precedenti e apparentemente abbandonati nel film del 1989. La Flotta Stellare e l’Impero Klingon vanno verso uno storico accordo di pace. Ma c’è chi non è d’accordo. Praxis, luna vitale per Klingon, esplode a causa di un incidente. Senza questa luna, i giorni dell’Impero sono contati, a meno di un intervento umanitario ad opera della Federazione. Per trattare segretamente viene attivato Spock che organizza un incontro con il cancelliere Gorkon. I Klingon sono divisi: c’è chi vuole accettare gli aiuti e chi preferirebbe morire combattendo. All’incontro ci va Kirk, contrario tra l’altro ad un’alleanza coi Klingon che gli hanno ucciso il giovane figlio. Ma il cancelliere viene assassinato e accusati del fatto sono il capitano dell’Enterprise e il dotto McCoy. L'alta corte Klingon li condanna all'ergastolo, che i due iniziano a scontare nella colonia Rura Penthe, terribile pianeta ricoperto da ghiacci eterni. Ma l'equipaggio dell'Enterprise indaga per trovare il vero traditore a bordo della nave e scagionare così il capitano e il dottore. I fan amano questo film, non solo perché è l’ultimo di un’era, ma perché racchiude in pieno lo spirito che anima da sempre Star Trek.

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Un incidente distrugge Praxis, ed i Klingon negoziano con la Federazione per ottenere aiuti e pace. La nave Klingon viene però silurata ed il Cancelliere ucciso. Colpevole pare l’Enterprise, con Kirk e McCoy processati e rinchiusi in colonia penale; evasi, scopriranno vasti intrighi politici.
Meyer sceglie un duplice stile di regia, tra cospirazioni e dipinti, risvolti politici ed oggetti d’arte, intrighi e servizi da tè in porcellana. Il film, dedicato a Gene Roddenberry, padre di Star Trek, morto quello stesso anno, è permeato da una nebbiolina nostalgica, che ammanta l’ultima avventura del cast della serie originale al completo; il clima da groppo in gola sfocia poi in un piccolo dramma emozionale nel momento in cui, prima dei titoli di coda, tutti i protagonisti si accomiatano definitivamente dai fans apponendo autografi nel cielo stellato. Il film presenta numerose citazioni artistiche, fra cui la battuta “seconda stella a destra, e poi dritto fino al mattino”, nata dalla penna di J.M.Barrie (Peter Pan), e la visione nell’alloggio di Spock del quadro La Cacciata dal Paradiso, conservato per ricordarsi che tutto prima o poi finisce (anche Star Trek). Anche la politica si fa sentire, nella scena il cui Chang richiede che il capitano Kirk risponda al processo senza attendere la traduzione: riprende infatti una citazione rivolta dall’ambasciatore americano Stevenson al collega sovietico Zorin durante la crisi missilistica con Cuba nel 1962. Numerose anche le imprecisioni del film, fra cui spicca la manovra che Valeris fa effettuare all’Enterprise, portandola all’esterno del bacino spaziale in circa tre secondi, mentre in Star Trek III la stessa manovra richiede oltre due minuti! Nel corso dell’assalto, poi, Uhura stessa suggerisce di utilizzare“the equipment we’re carrying to chart gaseous planetary anomalies” al fine di modificare un siluro da lanciare contro il vascello Klingon. Peccato che proprio all’inizio del film venga affermato che sia la Excelsior e non la Enterprise ad essere equipaggiata con quel dispositivo. Lo stesso Meyer riconobbe l’errore ma, avendolo notato solo poco prima dell’uscita della pellicola, affermò con amabile innocenza che a correggere il copione “ci avrebbero pensato i fans”.

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lo scopo della enterprice è la pace e la convivenza serena tra i mondi.sta per essere firmato un importante trattato di pace..ma qualcosa lo mette in pericolo.ovviamente i nostri eroi non staranno fermi senza fare niente
questo sesto film sarà l'ultimo per molti attori del vecchio cast originale.ci saranno solo in seguito dei "camei" ma nonostante questo..star trek non è MAI una minestra riscaldata.questa recensione sembra forse più una lettera d'amore..ma forse è perchè trovo che sia fra i più avvincenti dei sei.gli attori sono maturi..sono cresciuti in questi ruoli e sicuramente ormai si rispecchiano un po' in loro.questa atmosfera si avverte, si respira e rende questo sesto film potente a livello emotivo. è un po' come se questo film fosse una rivelazione di ciò che ancora non era stato spiegato.ma per fortuna lascia spazio al futuro.non è la fine. è l'inizio.

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lA FINE DI UN CICLO
L'impero Klingon è condannato e solo un alleanza con la Federazione può salvarlo, ma sarà Kirk che dovrà perfezionarla rinunciando alla sua vendetta. A causa dell'eccessivo sfruttamento minerario delle proprie colonie e l'utilizzo di tutte le risorse per costruire armamenti bellici, alla stirpe dei Klingon non rimangono che 50 anni di vita. Il cancelliere Gorkon chiede aiuto alla Ffederazione, ma non tutti sono d'accordo nello stipulare una pace e fra questi il capitano Kirk che, suo malgrado, viene scelto per comandare la prima missione diplomatica. Le cose non vanno pero' per il verso giusto: una serie di missili che sembrano provenire dall'Enterprise colpiscono la nave Klingon ed uccidono Gorkon... Qui si conclude il ciclo dedicato al mitico equipaggio guidato dall’ammiraglio Kirk. Questa volta gli effetti speciali ed il trucco sono stati ben curati permettendo di far emergere meglio il

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Dopo una gigantesca esplosione nucleare, è concordata la pace tra la razza umana e i Klingon, ma a tre mesi dal disarmo è ucciso l'ambasciatore klingoniano e il capitano e il medico dell'Enterprise sono accusati dell'omicidio.
Torna il regista del secondo capitolo, gli attori ormai sono proprio vecchietti ma il nostro affetto li rende ancora credibili. Probabiilmente è il film più politico della serie. L'impero dei klingon è destinato alla distruzione a causa di un disastro naturale, ormai i più acerrimi nemici dei terrestri devono accogliere la pace per poter salvare la loro razza e quello che resta della loro nazione, insomma la versione fantascientifica del crollo del comunismo sovietico. Una versione aliena di Gorbaciov si presenta al capitano Kirk come ramoscello d'ulivo ma viene ucciso da misteriosi sicari ed il capitano viene considerato responsabile del delitto, la missione di pace diventa la scintilla per una guerra stellare ma i nostri sapranno salvare la situazione. L'ultimo film dell'equipaggio classico, non li vedremo mai più tutti insieme ... SIGH ! In Italia il film esce con il titolo anonimo "Rotta verso l'ignoto" e come per il quarto capitolo la gente lo scopre solo dopo l'uscita in Home Video.

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L'atmosfera del pianeta narale dei Klingon è stata compromessa: alla stirpe dei Klingon rimangono 50 anni di vita. Il cancelliere Gorkon chiede,dopo 25 anni di scontri, collaborazione alla federazione.
Kirk(anche se decisamente contrario al trattato), viene incaricato di scortarlo sulla Terra. Ma in seguito all’incontro, la nave dei Klingon viene colpita da alcuni missili che sembrano provenire dall'Enterprise e il il cancelliere viene assassinato. Kirk e il dottor McCoy, saliti a bordo della nave nemica per prestare aiuto, vengono accusati del crimine e condannati all'ergastolo nella colonia penale Rura Penthe. Ma grazie a Martia,un essere mutamorfe,i due riescono a fuggire, scoprendo che il complotto per l’eliminazione dei Klingon era stato organizzato da impensati membri della federazione decisi ad impedire l’entrata dei Klingon nella federazione dei pianeti. Venendo a conoscenza del piano dei cospiratori di assassinare il presidente della federazione per togliere ogni barlume di speranza per la pace,Kirk lo salva facendo arrestare i congiurati. Film fantastico con risvolti giallo-politici. Questo episodio è avvincente e per nulla banale. Dati gli scarsi risultati del precedente,infatti,questo sesto episodio della saga è stato affidato alla direzione di un esperto:Nicholas Meyer. Effetti speciali,colpi di scena e misteri infittiscono la trama di quest’ultima avventura della serie in cui troviamo il cast originale al completo. A lasciare tutti i fan tristi e commossi oltre al finale sono nostri eroi che ,prima dei titoli finali, si congedano aggiungendo i loro autografi tra le stelle .

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Da vedere, tutto sommato, il finale giustamente sentimentale e degno dell'addio ad un equipaggio che ci ha condotto con se in tante avventure indimenticabili.
Anche una astronave come l'Enterprise a bisogno di carburante per muoversi. Carburante che purtroppo, film dopo film, ha evidentemente esaurito. Ancora una volta ritroviamo l'equipaggio della mitica nave spaziale alle prese con l'impero Klingon. Kirk suo malgrado viene spedito a fare da mediatore tra gli umani e i Klingon , in serie difficoltà a causa della distruzione di un pianeta fondamentale per la loro sopravvivenza. Naturalmente Kirk si ritrova nei guai, e con lui il povero McCoy, condannato dall'alta corte Klingon all'ergastolo e ai lavori forzati in una colonia penale tra i ghiacci. Anche se l'idea di esplorare meglio un nuovo mondo (quello dei Klingon) può apparire ad un primo sguardo buona, perde presto di credibilità sommersa com'è dai pochi colpi di scena e dall' ancor meno phatos. Troppo rapida, senza un climax degno di tale nome, la risoluzione del mistero dell'attentatore- traditore e del destino di Kirk. Tutto si risolve nel giro di 20 minuti davvero troppo condensati per risultare efficaci. Nota di merito all'interpretazione del grande Christopher Plummer e alle sue citazioni shakespeariane che fanno del generale Chag uno dei personaggi più riusciti. Da vedere, tutto sommato, il finale giustamente sentimentale e degno dell'addio ad un equipaggio che ci ha condotto con se in tante avventure indimenticabili. Avrei forse, esagerando sicuramente, preferito un po' più di grandiosità, ma non si può avere tutto da Star Trek!

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L'esplosione di una Luna mette in ginocchio l'impero dei klingon che necessitò imminenti soccorsi da parte della federazione dei pianeti uniti.perchè si possa raggiungere un accordo la Federazione invia l'Enterprise e soprattutto un contrarriato Kirk ..
nell'ultimo episodio in cui è presente l'equipaggio classico,l'intero cast dà il meglio di sè a partire da William Shatner,reduce da due Razzie Awards,a Christopher Plummer passando per Leonard Nimoy.Bel film soprattutto per la sua vena thriller e si distingue dagli altri poichè rispecchia decenni della nostra storia che ricordiamo come Guerra Fredda dato che i Klingon rimandano all'URSS

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Nell'ultimo capitolo della parte interamente dedicato alle missioni dell'equipaggio di Kirk, “Rotta Verso l'ignoto” pone le basi per la storia del XXIV secolo come descritta da Star Trek: The Next Generation, in cui i Klingon diventano alleati della federazione.
Star Trek VI: Rotta Verso L'ignoto chiude il ciclo Kirkiano della saga, in cui Kirk è al comando dell'Enterprise per l'ultima volta. La missione, scomoda e dai risvolti complottistici, lo vede coadiuvare Spock nel suo sogno di terminare le annose ostilità coi Klingon rendendoli alleati della Flotta Stellare. L'occasione è fornita su un vassoio d'argento dalla distruzione della luna Praxi, fondamentale miniera di risorse materiali per il popolo guerriero. La spaccatura colpisce umani e Klingon separandoli in due fazioni e mettendo alla luce un cancro che sta crescendo proprio all'interno della Federazione Unita dei Pianeti. Un tema che verrà poi ripreso e sviluppato dalla serie Star Trek: Deep Space Nine. In questo film il cattivo è di stampo scespiriano e interpretato da un contenuto Christopher Plummer il “Mr Edelweiss” di “Tutti insieme Appassionatamente”. Data l'esigenza di copione, i linguisti trek hanno dovuto trovare un modo per tradurre il monologo di Amleto in lingua Klingon, proprio là dove per comodità non esisteva il verbo to be, essere. Compare anche la futura Samantha di “Sex And The City”, una robusta Kim Cattrall nel ruolo della asettica vulcaniana Valeris, la prima vulcaniana ad avere un nome che non iniziasse con la lettera 'T' e orgoglio di Spock (nonostante non possa provare emozioni). La colonna sonora è di nuovo una cavalcata musicale ma che percorre le oscurità dell'ignoto, svelando il marcio di due mondi solo apparentemente diversi. Una trama realistica perfettamente inserita nell'infrastruttura trek, che dà respiro e un ruolo definitivo al popolo klingon finora apparso più per caso che per dovere e ci accompagna verso il commovente saluto finale del primo equipaggio cinematografico dell'Enterprise, che andò "Là dove nessun uomo... nessuno.. è mai giunto prima"

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Il film festeggia i 25 anni dalla nascita della fortunata serie: l'astronave infatti si avvia a cambiare equipaggio. Interessanti gli spunti di attualità che alludono alla fine della guerra fredda...
Il pianeta del popolo dei Klingon (da 25 anni in lotta contro i terrestri) è sull'orlo di una catastrofe ecologica. I suoi abitanti decidono così di deporre le armi e di chiedere aiuto. In loro soccorso accorre l'equipaggio dell'Enterprise. Due sicari uccidono il Gran Cancelliere Gorkon ma del delitto vengono accusati il dottor Spock e il capitano Kirk che, dopo un processo, vengono condannati ai lavori forzati. Salvati dall'equipaggio dell'Enterprise i due scopriranno che a bordo c'è un traditore. Il film festeggia i 25 anni dalla nascita della fortunata serie: l'astronave infatti si avvia a cambiare equipaggio. Uno dei capitoli più "politici" e impegnati della serie. Pur senza sacrificare la componente avventurosa, c'è un sincero messaggio contro la guerra come soluzione dei conflitti culturali. Il cambiamento è visto come unica strada per una coesistenza all'insegna dalla pace e del rispetto reciproco. Una conclusione delle scorribande della "Serie Classica" che non delude.

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Subito dopo la firma di uno storico trattato di pace un gruppo di terroristi intergalattici uccidono Gorkov, facendo cadere la colpa su Kirk e McCoy.
È l'ultima avventura dell'equipaggio della vecchia Enterprise e gli anni si vedono, i protagonisti sono invecchiati molto e stentano a reggere la sceneggiatura del film che a volte si perde tra una trama debole e già vista nei capitoli precedenti Degna di nota solo la sequenza dell'Alaska, che merita di essere gustata. Un capitolo che non deluderà i fan ma per il resto è da evitare.

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Buon 25imo compleanno Star Trek!
Tre mesi dopo la stipula del trattato di pace tra umani e klingoniani, i terroristi uccidono Gorkov, e Kirk e McCoy ne vengono accusati, processati e condannati ai lavori forzati a vita su "Il cimitero degli alieni". Chiaramente il suo fedele equipaggio non si arrende e riuscirà a liberarli. Spock individuerà il traditore e sventerà il suo prossimo attentato! Il VI episodio uscito per festeggiare il 25 anniversario della serie TV, è senza dubbio più avvincente del precedente. Ma è anche l'ultima avventura dell'equipaggio della vecchia Enterprise. Da sottolineare sono i peculiari tratti di indagine poliziesca per i quali Spock, secondo alcuni, anticipa mirabilmente le caratteristiche investigative di Gibbs della serie N.C.I.S.!!

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Il capitolo politico. La pace è nuovamente minacciata.
Questo nuovo capitolo è probabilmente il più politico della saga, in quanto lo si può definire come la versione fantascientifica del crollo del comunismo sovietico. Complotti e tradimenti sono gli ingredienti della nuova trama, con al centro una matassa da sbrogliare per evitare l’annullamento dell’imminente accordo di pace tra la Federazione Unita dei Pianeti e l'impero Klingon. Vengono così rinchiusi nel comodino del regista gli aspetti più “stellari”, fantasiosi e del terzo tipo che hanno contraddistinto i precedenti episodi. Fa capolino una versione aliena di Gorbaciov, il cancelliere Gorkon, (da notare l’assonanza nominale iniziale) che si presenta al capitano Kirk come il ramoscello d'ulivo, ma il destino,o meglio il complotto, vuole che il cancelliere venga ucciso da misteriosi sicari accusando il capitano come responsabile del delitto. La missione di pace così diventa la scintilla per una guerra stellare ma i nostri sapranno salvare la situazione. Questo è l'ultimo film con il classico equipaggio, tanto da noi amato e fino a qui sopravvissuto. Dal prossimo, infatti, nuovi personaggi continueranno le spaziali avventure.

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Siamo giunti al VI!
Con questo film si conclude il ciclo dedicato al mitico equipaggio guidato dall’ammiraglio Kirk. Questa volta gli effetti speciali ed il trucco sono stati ben curati permettendo di far emergere meglio il carattere di ciascuno dei personaggi. La musica è sta scritta e diretta con cura da Cliff Eidelman.

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È l'ultima avventura dell'equipaggio della vecchia Enterprise. Nel successivo Generazioni W. Shatner passerà definitivamente le consegne al cast della nuova serie TV Star Trek-The Next Generation.
È l'ultima avventura dell'equipaggio della vecchia Enterprise. Nel successivo Generazioni W. Shatner passerà definitivamente le consegne al cast della nuova serie TV Star Trek-The Next Generation.

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L'impero Klingon è condannato e solo un alleanza con la Federazione può salvarlo,ma sarà Kirk che dovrà perfezionarla rinunciando alla sua vendetta
Torna il regista del secondo capitolo,STAR TREK VI-ROTTA VERSO L'IGNOTO è probabiilmente il film più politico della serie.L'impero dei klingon è destinato alla distruzione a causa di un disastro naturale,ormai i più acerrimi nemici dei terrestri devono accogliere la pace per poter salvare la loro razza e quello che resta della loro nazione,insomma la versione fantascientifica del crollo del comunismo sovietico.Una versione aliena di Gorbaciov si presenta al capitano Kirk come ramoscello d'ulivo ma viene ucciso da misteriosi sicari ed il capitano viene considerato responsabile del delitto,la missione di pace diventa la scintilla per una guerra stellare ma i nostri sapranno salvare la situazione.Una trama efficace,straordinaria, ricca di suspense e originale,tra le migliori mai scritte,assieme al fatto di essere il film che dà l'addio allo storico equipaggio della Serie Classica,rende questa una delle pellicole preferite dai fan.In effetti,al di là delle troppe rughe di Spock e alla pancetta di Kirk,le magnifiche trovate di questo film non si contano:l'indagine per scoprire l'identità del traditore sull'Enterprise,il tentativo di fuga di Kirk e McCoy,l'appassionante lotta contro il tempo per sventare l'attentato sul pianeta di Camp Kithomer,l'intrigante personaggio del generale Chang…In questo epico finale l'azione e i dialoghi si mescolano in un connubio piacevole,che termina letteralmente con i fuochi d'artificio e con la mitica frase conclusiva del capitano Kirk:"… per arrivare là dove nessun uomo… dove nessuno è mai giunto prima."Una correzione che mette definitivamente la parola fine all'epoca di ostilità e razzismo tra umani e klingon e l'inizio dell'esplorazione della Undiscovered Country,'il territorio inesplorato'del titolo originale.

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Girato girato nel 1991 da Nicholas Meyer conclude il ciclo delle avventure dell'equipaggio storico dell'Enterprise.
Girato girato nel 1991 da Nicholas Meyer conclude il ciclo delle avventure dell'equipaggio storico dell'Enterprise. La musica è stata composta e diretta magistralmente da Cliff Eidelman. Gli attori hanno interpretatao come non mai i propri personaggi specie.Il personaggio Spock è stato modificato dandogli un'aspetto più saggio e forse anche più umano mentre il personaggio di Kirk ha evidenziato i suoi sentimenti contrastanti di odio(verso i klingon colpevoli di avere ucciso suo figlio)e di senso del dovere(verso la federazione).La trama è finalmente ricca di colpi di scena e a tratti di indagine poliziesca (Spock anticipa l'efficacia investigativa di Gibbs della serie N.C.I.S). Ottimo il trucco, i costumi e gli effetti speciali(decisamete superiori di alcuni episodi precedenti).Il film fu realizzato per il 25° anno dalla nascita della fortunata serie di "Star Trek" . Ben realizzate le scene specialmente quella sull'asteroide penale

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Praxis, luna del pianeta Klingon, esplode proiettando un'onda neutronica che distrugge le riserve d'ozono del pianeta: agli abitanti alieni restano 50 anni di sopravvivenza e Gorkon, Gran Cancelliere dei Klingon, decide di trattare la pace con la Federazione dopo 25 anni di scontri.
Non occorre fare particolari sforzi per seguire la trama, arricchita sapientemente con effetti speciali, che porta ancora una volta lo spettatore dall'iniziale clima oscuro di congiura e sfiducia verso un finale come sempre foriero di ottimismo. L'impegno profuso in questo film pur inserito nel consueto clima tutto hollywoodiano dei "filoni", sa conservare una sua validità non solo sul piano spettacolare, ma anche su quello dei contenuti

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