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13.06.2014
Il finale dà un suggerimento. Un altro possiamo darlo noi, quello di andare a vedere il film per capire quanto il cinema può essere stupefacente, pure quando si autoanalizza. Quanto la settima arte può aprire nuovi mondi nel cuore e nella mente.

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Gabriele Niola (MyMovies)
12.06.2014
Non tutto si comprende al volo in The congress e molti sono gli azzardi di senso, ma non è importante. Con un impianto visivo così forte e potente Ari Folman riesce spesso a superare la comprensione razionale da parte del pubblico per puntare direttamente alle emozioni.

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Pedoto (Everyeye)
12.06.2014
Situato in un limbo all’interno di due mondi (reale e futuristico) il film di Folman conferma senz’altro le straordinarie capacità immaginative/rievocative del regista israeliano, pur mancando di convincere appieno per via di una narrazione che tende a perdere di ritmo.

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Gianfrancesco Iacono (Cinematografo)
12.06.2014
A metà fra Lem e Philip Dick, tra riflessione sul senso dell’esistenza umana e percezione della realtà, tra metacinema e fantasmagoria animata, Ari Folman imbastisce una partitura complessa. L’attacco al sistema hollywoodiano con tutte le sue violenze e aberrazioni è netto.

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