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Pietro Ferraro (ilcinemaniaco.com)
15.06.2011
L’iraniano Rafi Pitts confeziona un racconto asciutto, con dialoghi ridotti all’osso e ci mostra un approccio alla narrazione poco incline alle metafore e più ancorato ad una realtà oggettiva se pur straniante: un film intenso, capace di comunicare molto, ma anche di spiazzare.

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Daria Castelfranchi (cinemalia.it)
15.06.2011
he Hunter è fatto più di silenzi che di suoni: è fatto di immagini che valgono più di tante parole e il finale amaro fa intravedere l’ironia di fondo cui Pitts è ricorso. Intenso e drammaticamente attuale.

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Francesca Fiorentino (www.movieplayer.it)
15.06.2011
Il film parte come un potente affresco dell'attuale società iraniana, per poi affondare nelle sabbie mobili di un confusionario racconto della mediocrità umana. Il film mantiene un andamento "schizofrenico" che alla lunga impoverisce un'opera dallo spessore altrimenti ben più profondo.

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Marco D'Amato (Silenzio-in-Sala.com)
04.06.2011
La Teheran di Pitts è immobile, fredda nella parte più moderna, sommersa dal cemento, addirittura glaciale nella foresta d’inverno, prima di qualsiasi parvenza di vita.

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