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Gabriele Niola (Screenweek.it)
07.02.2011
Torna il personaggio di Gianni De Gregorio, sensibile, timido e incapace di prendere le redini della propria vita, stavolta il regista affronta in maniera più organica il rapporto con le donne ma non è più Pranzo di Ferragosto

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3 Visto "Gianni e le donne" malinconico e carino, non si ride come nel primo ma si può' vedere se vi piace il suo stile...
3 Visto "Gianni e le donne" malinconico e carino anche se diverso dal primo..... diverso e uguale al primo Certo il pranzo di ferragosto vero uovo di colombo di matteo garrone con protagoniste le vecchiette, di cui una vicina di casa dello stesso garrone, era un'altra cosa,aveva un'idea di base vincente e un'immedesimazione percepibile dal pubblico. vero... La finzione poi rincorre anche qui la realtà, genitori che non sanno cosa facciano i loro figli, figli che non sanno cosa fare da grandi pur essendo già grandi, l'uomo che vuole rincorrere la vita che sembra sfuggire o che non e' mai riuscito ad apprezzare con gusto,l'assenza di denaro, la ragazza dell'est che dice di esser diplomata e che cerca d'accasare come badante anche altri parenti... Tutti personaggi raccontati con malinconia e semplicità. La vera forza del film e' Gianni Di Gregorio, lui suscita simpatia, da giostraio fa girare intorno a se' personaggi, facce,luoghi,animali (simpatici i cani), caratteri...in un vortice di sensazioni,luoghi,situazioni che sembrano appartenerci. di gregorio's style Lui ascolta, senza giudicare,con o senza bicchiere (il clint di Trastevere,si fa per scherzare) evidenziando in maniera più' efficace un mondo che cambia e che sentiamo tutti sempre più' distante, gente che non comunica,giovani incapaci a relazionarsi con la gente,incapaci di parlare in italiano e di esprimersi, anziani che vorrebbero riconquistare quello che non hanno mai vissuto o goduto. Il suo aspetto bonario, l'aria spensierata,la forza di continuare sempre facendosi domande rendono Gianni Di Gregorio un'interprete che con estrema semplicità senza cercare la battuta ad ogni costo,ma fotografando visceralmente la vita di tutti i giorni,riesce inevitabilmente a far sorridere.. Certo quel finale...buttato li'...ma se amate il suo stile il film vi piacerà' Voto 6+ se vi piace il suo stile 6 1/2

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Francesca Vennarucci (www.filmforlife.org)
16.02.2011
Osannato da critici e presentato come il capolavoro bis dopo Pranzo di ferragosto, durante la visione di Gianni e le donne si rimane un po’ perplessi.

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Luciana Morelli (www.movieplayer.it)
11.02.2011
Un film autobiografico, più divertente e assai più amaro del primo, con qualche battuta folgorante sparsa qui e là che da sola vale il prezzo del biglietto.

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Pietro Ferraro (ilcinemaniaco.com)
04.02.2011
Di Gregorio conferma la sua capacità di miscelare la magia del cinema alla realtà di tutti i giorni, con un'amara e malinconica ironia tipica del cinema neorealista. Questa volta, però, non tutti i personaggi riescono a spiccare, a causa di un protagonista ben caratterizzato che ruba la scene.

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ColinMckenzie (www.badtaste.it)
04.02.2011
Non è il solito film italiano; Di Gregorio, rispetto ai campioni della comicità garbata che vanno ora, ha una vena surreale più intrigante. Il problema è che il racconto punta più su una serie di bozzetti che a una narrazione complessa e la critica ai costumi non si spinge mai troppo in là.

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dr. apocalypse (www.cineblog.it)
04.02.2011
Gradevole, leggero, scorrevole, garbato, sinceramente piacevole. Di Gregorio, col suo attento sguardo da ‘moderna e amara commedia neoralista’, apparentemente leggero ma in realtà pensato e sensato, torna ad incuriosire e ad affascinare, anche se con qualche riserva.

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