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Luca Marchetti (ilfoglietto.it)
06.10.2016
Il regista non si tira indietro dal ricordare dati ed esporre dettagli ma Deepwater non è mai un thriller tecnicista. Il cuore dell’opera non è la ricerca dei colpevoli o la denuncia moralista (anche se, con un modo semplice quanto diretto, capiamo bene di chi siano le responsabilità della catastrofe) ma l’epica lotta di uomini comuni, chiamati all’impossibile per limitare i danni e salvarsi la vita. Appoggiandosi totalmente sul cast, la lotta ideologica è ridotta all’osso, tra capitalisti avidi (l’emblematico volto disturbante di John Malkovich) e coraggiosi dipendenti (la rassicurante forza di Kurt Russell), Berg costruisce una confezione di ottima azione solo per regalare ai suoi eroi proletari la loro sacrosanta epica.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
06.10.2016
Lo sforzo sta tutto nel ricreare le condizioni estreme di quel giorno lì, in quel punto dell’oceano poco distante dalla Louisiana. In quest’ottica Deepwater riesce a restituirci la drammaticità di quei momenti terribili e concitati, lavorando dignitosamente sul fronte dell’immersione. Si può anche storcere il naso, da un punto di vista squisitamente cinematografico, riguardo all’ineludibile finale, che però è iscritto a priori nel DNA di un progetto del genere, perciò è comprensibile. Senza arrogarsi perciò il diritto di condannare o promuovere oltre i confini del buon senso, Deepwater - Inferno sull’Oceano riesce a cogliere lo spunto fornito da una simile catastrofe servendosene per dell’onesto intrattenimento, niente di più niente di meno.

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Maria Teresa Ruggiero (www.universalmovies.it)
05.10.2016
Deepwater é un film drammatico ma allo stesso tempo puro e sincero, in cui la tensione é alle stesse e si stenta a respirare durante le scene che descrivono quell’atroce notte. L’abilità di Peter Berg é proprio qui, nel riuscire a raccontare un incidente con una lucidità e una ricostruzione dei fatti quanto più fedele alla realtà vissuta, mantenendo un distacco che non sottolinea il rispetto verso quegli uomini che hanno perso la vita quella notte.

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Gian Luca Pisacane (www.cinematografo.it)
05.10.2016
Questo nuovo film di Peter Berg è una girandola di esplosioni che non rende onore ai caduti. Può vantare pirotecnici giochi visivi, ma si perde nella retorica più spicciola. La tragedia potrebbe parlare da sola, non ha bisogno di orpelli e clamorose giravolte della cinepresa. Ma ormai, quando l’aquila americana vola alta in cielo, la morte va in scena come il più fragoroso degli spettacoli.

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Marianna Cappi (www.mymovies.it)
05.10.2016
Deepwater non racconta, perciò, la vicenda di un uomo ordinario - Mike Williams, capo tecnico elettronico della Transocean - alle prese con una situazione straordinaria, o lo fa solo in apparenza, mentre racconta in realtà di un uomo e di un gruppo di persone dal coraggio quotidianamente straordinario, tali da meritare che le loro gesta riempiano un film e che tale film non sia frutto di un romanzo di fantasia sfrenata e catastrofica ma di una serie di dettagliate interviste ai protagonisti e contenga perciò una dimensione di realismo che si fa apprezzare. Un buon disaster movie, dunque, che poggia su basi tragicamente reali, che non sbandiera istanze generiche né gronda retorica.

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Serena Concato (www.cinefilos.it)
05.10.2016
Peter Berg ci racconta una storia quasi inedita, diversa da quella riportata dai media più concentrati, anche giustamente, sul disastro ambientale: un vero e proprio tributo agli eroi che sono sopravvissuti quella notte o che non ce l’hanno fatta, ma che meritano tutto il nostro rispetto e ammirazione.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
05.10.2016
Se produttivamente il film è impeccabile (vere fiamme, veri stunt, vere piattaforme e un senso di concretezza del dolore perfetto) è narrativamente che non stupisce mai. Ricostruisce e mette in fila fatti ed emozioni senza nessuna possibilità di leggere nell’accaduto qualcosa di più della retorica, senza nessun piacere per l’azione (che anzi pare una sofferenza) e un vago senso di colpa nel fare spettacolo. Non che Deepwater – Inferno sull’Oceano non abbia nulla da dire, con il suo rigore ermetico e la sua etica da cinema vero, duro, gretto e fatto d’acciaio, è che quel che ha da dire è davvero poco e superficiale.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
05.10.2016
Quello che è accaduto, le esplosioni, l'incendio, le morti (e il petrolio), in Deepwater sono raccontati in non più di una mezz'ora spettacolare e concitata, non solo coinvolgente ma in grado di rappresentare un metro dell'abilità con cui si è costruita la narrazione precedente, tecnica e precisa ma mai noiosa, capace si sfruttare la spada di Damocle della catastrofe incombente per tenere alti ritmo e tensione.

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Massimo Lastrucci (www.ciakmagazine.it)
04.10.2016
Il film riesce a convincere e anche a esaltarsi con la deflagrazione delle scene di distruzione, una apocalisse incontrollata che avvolge i malcapitati, tanto più di impatto in quanto strategicamente preceduta nel racconto dalla “lentezza” della quotidianità, mentre sul fondo marino minacciosamente si moltiplicano i segnali che qualcosa di terribile è in procinto di accadere. Dal punti di vista dell'adrenalina, un prodotto impeccabile.

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Alessia Laudati (www.film.it)
04.10.2016
Deepwater è quindi un buon film perché è una riuscita sintesi tra il disaster movie è il film più biografico. Certo alla fine nel tentativo di non strafare e di rimanere fedeli alla storia di uomini ‘normali’ che si trovano in situazioni ‘eccezionali’, qualcosa si perde a livello di mal di pancia e di senso di partecipazione. Ma forse questo è un cinema che non vuole giustamente calcare l’onda emotiva della tragedia ma farsi piuttosto intrattenimento diverso che documenta e appassiona senza strafare e mantenendo un profondo rispetto per le storie vere dei suoi protagonisti. 

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Francesco Martino (www.abovetheline.it)
04.10.2016
Deepwater – Inferno sull’Oceano è un tipo di intrattenimento intelligente, fatto di grandi esplosioni ma anche di grandi cuori.

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