Gold - La Grande Truffa
Gold - La Grande Truffa
Wall Street ha trovato il suo prossimo lupo
Data Uscita: 04 Maggio 2017
(USA • 2017) Gold
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Pierre Hombrebueno (www.bestmovie.it)
05.05.2017
Non sempre l’autore ha il totale controllo degli intrecci, ma è servito bene dalla sceneggiatura di Patrick Massett e John Zinman, giacché Gold – La grande truffa è un film in sui succede sempre qualcosa: una scossa, una deviazione, un colpo di scena, un colpo di scena nel colpo di scena. Al regista il merito di aver dosato bene i battiti del racconto per evitare la creazione di tempi morti, immergendo costantemente lo spettatore nelle peripezie di questo personaggio tanto repellente quanto empatico.

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Riccardo Bassetti (www.silenzioinsala.com)
05.05.2017
Il film di Stephen Gaghan non è solo il resoconto dell'ascesa ai vertici della finanza di un cercatore d'oro dal ventre prominente e la testa lucida, bensì un amaro ritratto dell'America moderna, figlia della generazione della corsa all'oro, smarritasi alla ricerca del suo giacimento nel mondo selvaggio oltre i confini nazionali.

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Mirko Lomuscio (www.youmovies.it)
05.05.2017
Qua ci si limita fare il verso al citato The wolf of Wall Street (ma con fare meno compiaciuto, quindi migliore dell’operato di Martin Scorsese, che ne vogliano i fanatici di cinema), mischiandolo all’occhio di un Oliver Stone anni ’80, quello memore del cult Wall Street (non per niente tra le canzoni c’è anche una versione di This must be the place fatta da Kishi Bashi), e poi nulla più. Il resto lo fanno gli interpreti, con in testa un McConaughey sempre ben in parte e al centro della scena, supportato dalla presenza di un’altrettanto brava Howard (anch’ella con qualche chilo in più).

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Tiziano Costantini (www.staynerd.com)
05.05.2017
Gold – La grande truffa ci regala l’ennesima grande perfomance del trasformista McConaughey, mostrandoci la caccia all’oro ma soprattutto ai sogni di un uomo che tiene alle sue passioni più della propria vita. McConaughey si prende tutto lo schermo, lasciando tuttavia lo spazio ad una sceneggiatura niente male, che sa quando e dove colpire per mettere al tappeto lo spettatore.

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Marco Triolo (www.film.it)
05.05.2017
Gaghan sa come far funzionare gli ingranaggi della narrazione classica americana e tiene viva l'attenzione. Ne risulta un film in cui tutti sembrano essere vittime di un enorme raggiro, dal capo di un'azienda in difficoltà ai lupi di Wall StreMcConaughey, da parte sua, ci mette la sua fisicità unica.

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Saverio Felici (darumaview.it)
05.05.2017
E’ una piccola storiella interessante raccontata male e senza verve, con almeno quindici minuti di troppo, una brutta sottotrama matrimoniale ed un’ultima scena consolatoria che ammazza completamente il senso del film. Qualcuno ricominci a scegliere i copioni a McConaughey, e lo tiri fuori dalla sua zona di comfort.

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05.05.2017
Del resto Gaghan è uno sceneggiatore e regista molto ambizioso (Traffic, Regole d’onore, Syriana), che si prende sul serio e non bada tanto alle regole di una scrittura classica, ma sposa da vicino le parabole autoriali e antieroiche neohollywoodiane. E questo Gold, ispirato a fatti realmente accaduti tra la fine degli anni 80 e i primi 90, con i suoi pregi e pochi difetti è una vera e propria riflessione delirante e tragica sull’american dream.

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Gian Luca Pisacane (www.cinematografo.it)
05.05.2017
La discesa all’inferno di Kenny Wells ha la forma patinata di un film che esalta l’estetica e la retorica arrivista, senza trovare una propria identità drammaturgica, anzi perdendo di vista la credibilità. L’unico gigante è il trasformista Matthew McConaughey, che abbandona le armi di Free State of Jones e diventa grasso e calvo per la causa.

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Massimo Lastrucci (www.ciakmagazine.it)
05.05.2017
Apparentemente di supporto, l’Acosta di Edgar Ramirezacquista senso e spessore nel proseguio della trama, Bryce Dallas Howard fa la compagna che tutti noi desidereremmo, innamorata ma anche heavy quando serve. Le location, tra Albuquerque, New York, l’Indonesia e la Thailandia, rendono l’idea comunque di una produzione ambiziosa e ricca; notevole la scelta delle canzoni della colonna sonora, con la lenta ballad dal titolo omonimo, splendidamente impreziosita dal vocione roco e un po’ sepolcreale di Iggy Pop.

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Andrea Vantini (www.universalmovies.it)
05.05.2017
A Gaghan, però, va dato il merito di essere riuscito a farci identificare con Wells facendoci vivere le sue disavventure e facendoci sentire colpiti nel cuore nel momento del colpo di scena finale. Quella di Gold – La grande truffa è un’occasione riuscita in parte che, nonostante una regia accorta e moderna che riesce a imprimere un ritmo quasi sempre alto alla narrazione, c’entra solo in parte l’obiettivo, mancando l’impresa (quella si) di trasformare il discorso a livello universale.

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Ludovica Ottaviani (www.cinefilos.it)
05.05.2017
[...] a fare la parte del leone in questa elegia delle luci – ma, soprattutto, delle ombre – del sogno americano e del mito del “self-made man” pronto a costruirsi da solo il proprio destino, troviamo un Matthew McConaughey stempiato, imbolsito, appesantito e con orrende protesi ai denti; sempre più lontano dagli standard patinati hollywoodiani e sempre più vicino al Nirvana dei grandi divi, riempie lo schermo con gesti, movimenti e silenzi, delineando il ritratto di uno dei tanti americani alla ricerca della propria Terra Promessa a qualunque costo.

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Carola Proto (www.comingsoon.it)
05.05.2017
A non essere banale, in due ore comunque avvincenti, è invece la scelta di non mostrare Wells sedotto più di tanto dal denaro e dal bisogno di lusso. Il personaggio, per fortuna, conserva sempre una certa purezza, così come la sua dolce e burrosa compagna, interpretata da una sensuale e stavolta giunonica Bryce Dallas Howard.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
05.05.2017
Tutto fantastico, perché McConaughey è impeccabile, ma anche inevitabilmente tedioso a lungo andare, incline alle grandi sentenze pronunciate a favore di camera, specie quando di questa storia che sorprendente lo è davvero, si desidererebbe approfondire anche altro. Per fortuna un gran finale in cui Gaghan prende le distanze dal maestro che ha imitato fino a quel punto e sceglie di lavorare in maniera classica sul twist inaspettato, lascia un buon sapore in bocca. Se insomma si ha il buon cuore di perdonargli i suoi peccati veniali, Gold sa conquistarsi con i denti storti del suo Kenny Wells una strada tutta sua nella memoria dello spettatore.

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Francesco Ruzzier (www.cineforum.it)
05.05.2017
Purtroppo, però, non è tutto oro ciò che luccica e il film di Stephen Gaghan di valore ne ha davvero poco: troppi i colpi di scena, le frasi ad effetto e le scene madri; fin troppo evidente la struttura del racconto e la scrittura della storia; eccessiva perfino la pancia di Matthew McConaughey.

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Emanuele Bianchi (leganerd.com)
05.05.2017
[...] un ottimo Matthew McConaughey che riesce a restituire al meglio tutte le sfumature di un perdente dalla grande fiducia in se stesso. Una trasformazione anche fisica quella dell’attore Premio Oscar. Testa calva, denti gialli e ben 20 kg in più acquisiti con una dieta a base di birra, cheeseburger e milshake. Una sceneggiatura ben scritta ed accattivante ed una regia dinamica che segue da vicino una febbre dell’oro che coinvolge tutti. Una storia avvincente e visionaria che appassiona e cattura lo spettatore. 121 minuti di grandi interpretazioni, giochi di potere, rincorsa al successo e verità troppo belle per essere tali.

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Giulia Ausani (cinema.everyeye.it)
05.05.2017
McCounaghey offre un'interpretazione strepitosa e appassionata, regalandoci un Kenny Wells carismatico anche nel suo fallimento, pieno di orgoglio eppure travolgente nella sua umanità e fallibilità.

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Eleonora Materazzo (www.filmforlife.org)
05.05.2017
Ad interpretare il protagonista troviamo il camaleontico e ormai perfetto trasformista Matthew McConaughey, in questa pellicola irriconoscibile con denti finti, qualche capello in meno e molti chili in più. Nonostante la bruttezza, McConaughey è l’arma vincente di Gold, regalando un’interpretazione brillante.

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Manuela Santacatterina (movieplayer.it)
05.05.2017
Un confezione impeccabile arricchita da un cast di altrettanta bravura (Corey Stoll, Macon Blair, Bruce Greenwood, Toby Kebbell) che ruota attorno alla prova attoriale di Matthew McConaughey. Dopo averlo visto trasformarsi per i ruoli di Ron Woodroof in Dallas Buyers Club e del Detective Cohle in True Detective qui l'attore modifica nuovamente il suo aspetto fisico per calarsi nei panni di Kenny Wells.

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