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Sofia Bonicalzi (SpazioFilm)
07.12.2012
Mentre il romanzo di Dickens pare sopravvivere quasi indenne al trascorrere del tempo, il film è un carrozzone opaco con due protagonisti sbiaditi, appena illuminato da brillanti caratterizzazioni e da inquadrature suggestive.

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Fabiola Fortuna (FilmUp)
07.12.2012
Il film si apre con una serie di punti oscuri, con dei segreti e delle questioni celate che scopriamo a mano mano che la storia si sviluppa; un meccanismo che tiene il livello della nostra attenzione sempre molto alto, segno di un’ottima qualità della scrittura e della struttura del racconto.

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Ferruccio Gattuso (Yahoo! Cinema)
06.12.2012
Scelta estetica di fedeltà ai chiaroscuri dickensiani, non vi è dubbio. Forse, però, con un po' più di coraggio in più si sarebbe potuto puntare a una reinterpretazione in chiave più attuale.

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Gabriele Niola (BadTaste)
06.12.2012
Anche un Grandi speranze come questo, privo di guizzi, trovate o particolare abilità, riesce a trovare la propria aderenza al tempo presente guardando la storia con gli occhi del bromance.

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Antonio Maria Abate (Cineblog)
06.12.2012
Grandi Speranze non è un film malvagio, sia chiaro. Tuttavia non lo si può nemmeno considerare del tutto riuscito. Mike Newell fatica ad imporre un taglio che sembri appropriato al contesto. La sua è una regia decisamente ordinata, forse pure troppo, ma che manca di estro, profondità.

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Roberto Castrogiovanni (Movieplayer)
04.12.2012
Sprovvisto di una chiave di lettura inedita e di soluzioni registiche creative, il Grandi Speranze di Newell finisce per assomigliare a una decalcomania un po' scolorita. Un'impostazione registica di stampo piuttosto tradizionale finisce per valorizzare soprattutto le interpretazioni.

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M. Chersicla (Cinema4stelle)
04.12.2012
Se il regista britannico si fosse coraggiosamente spinto oltre i 120 minuti di norma, probabilmente il film avrebbe avuto più potenzialità, la storia sarebbe stata, forse, sviluppata meglio e meno frettolosamente.

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Giulia Surace (Eco del Cinema)
04.12.2012
Il parere che si ha di questo film è quello di possedere del potenziale superficialmente sviluppato. A David Nicholls, lo sceneggiatore forse va la responsabilità di un lavoro che non sembra funzionare molto.

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Sofia Cappelloni (Film4Life)
04.12.2012
Il film regge, grazie alla storia che rimane sempre scritta da uno dei migliori scrittori dell'epoca, e se si riesce a chiudere un occhio sui tanti difetti ci si può anche lasciare emozionare dalla struggente storia d'amore e dai pochi guizzi creativi del film.

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Gabriele Niola (MyMovies)
04.12.2012
Senza prevedere scene madri di sicuro impatto, il regista punta su paesaggi e personaggi, cioè su fotografia e recitazione, concentrandosi sugli attori e i luoghi in cui essi sono inseriti per dare un nuovo senso ad un vecchio racconto.

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