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3 Grazie a iTunes ho finalmente recuperato Assassin's Creed e non è così male come lo avevano dipinto in molti quando è uscito. Aveva ragione su tutto Lorenzo Fantoni. #fedeleallanime
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Carlo Andriani (www.newscinema.it)
02.01.2017
Dalle sequenze di combattimento alla caratterizzazione della storia, Assassin’s Creed si segue con eccessivo distacco. Lo spirito artistico di Kurzel è lo stesso di Macbeth: una freddezza narrativa che lascia nello spettatore più di qualche dubbio. Lento nella prima parte, dinamico nella seconda, Assassin’s Creed apre le porte di un universo cinematografico che, pur avendo il potenziale del videogame, risulta acerbo e indefinito. La soluzione è puntare su un entertainment meno classico e più videoludico perché annoiarsi con Assassin’s Creed è un salto della fede senza un mucchio di paglia che addolcisce la caduta.

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Roberto Buffa (gametimers.it)
02.01.2017
Missione compiuta? Direi proprio di sì! Lasciati sulla poltrona tutti i dubbi e i preconcetti che ci portavamo appresso, siamo infatti usciti dalla sala appagati e soprattutto sorpresi. Perché il film di Assassin’s Creed non è solo un ottimo tributo al franchise, ma è prima di tutto un buon film! Il che è molto più di quanto si possa dire della gran parte dei tie-in video ludici visti sino ad oggi… Sono quasi due ore piene, che però volano via spedite senza mai annoiare, grazie a una trama coinvolgente, a una regia spettacolare e a dosi massicce d’azione. Fino a un finale emozionante che lascia aperto più che uno spiraglio verso futuri sequel, tra l’altro già suggeriti da uno dei produttori. Senza escludere possibili derive video ludiche… Perché il film di Assassin’s Creed non ci ha fatto solo sognare mirabolanti avventure e scontri tra Assassini e Templari attraverso la storia, ma ci ha lasciato anche con la voglia di tornare a giocarci. E se questo era il vero obiettivo di Ubisoft, allora sappiate che è stato centrato in pieno!

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Emanuele Bianchi (leganerd.com)
02.01.2017
Un noioso susseguirsi di fiumi di parole stantie e prevedibili e che in ogni caso non spiegano come dovrebbero ciò che succede, lasciando sempre con l’impressione che manchi qualcosa che coloro i quali hanno giocato ai vari capitoli di Assassin’s Creed riusciranno a colmare ma che sarà un buco nero per tutti gli altri. Ed è un vero peccato perché gli effetti speciali sono convincenti, il cast non delude, i combattimenti sono molto scenografici, quasi dei balletti, ma la storia proprio non riesce a coinvolgere lo spettatore.

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Laura Laportella (velvetcinema.it)
02.01.2017
Quello che possiamo dire è che in questo film si è cercato molto di fare un progetto che cercasse di conciliare sia chi conosce bene le atmosfere e le avventure del mondo Assassin, ma anche per appassionare spettatori che ancora non conoscono l’universo del game. Forse proprio modo di raccontare avrebbe potuto osare un po’ di più a livello di sceneggiatura, anche in onore alle epiche gesta del protagonista. Gli effetti speciali non risultano mai troppo “finti” e si vede l’accuratezza nel voler ricreare delle scene di qualità in vecchio stile, che però aumentano la drammaticità delle scene. Ottime scelte sono state fatte in ambito fotografico e scenografico con paesaggi e ambientazioni che contribuiscono a creare l’effetto stupore nello spettatore.

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Francesco Lomuscio (filmup.leonardo.it)
02.01.2017
Tanto più che, al di là dei non eccelsi ma non disprezzabili scontri corpo a corpo, le vertiginose corse eseguite tra tetti e vecchi edifici concretizzate a suon di effettistica digitale e green screen appaiono sempre meno veritiere e coinvolgenti rispetto a quelle di passati action-movie meno tempestati di CGI. Magari, con un joypad da controllare tra le mani l’esperienza è divertente e interessante, ma non può fare a meno di risultare lenta e noiosa quando si è relegati esclusivamente ad assistervi.

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Federico Cecere (www.cinematographe.it)
02.01.2017
Una nota di merito va anche alla scenografia e alla fotografia, entrambe curate in ogni minimo particolare ma non solo; quasi tutta la pellicola viene curata in ogni minimo particolare, persino nella scena in cui Aguilar compie il “Salto della Fede”, realizzata senza l’ausilio di effetti speciali, in quanto il regista voleva renderla il più reale possibile. Non sarà sicuramente perfetto in tutto e per tutto Assassin’s Creed è un film assolutamente da non perdere, soprattutto per i fan più accaniti della saga videoludica. Per apprezzarlo non sarà necessario conoscere nel dettaglio tutti gli aspetti del gioco perché ricordate: “Nulla è reale, tutto è lecito”.

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Andrea Facchin (www.bestmovie.it)
02.01.2017
Visivamente spettacolare e ricco d’azione, fra passato e presente: il blockbuster tratto dal celebre videogioco Ubisoft convince.

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Simone Milone (www.game-experience.it)
02.01.2017
Assassin’s Creed è la nuova pietra di paragone del videogioco tradotto in film. Finalmente un titolo in grado di rendere omaggio sia al cinema che ai videogame, senza sacrificare per forza la qualità o la fruibilità da parte di un pubblico meno “allenato”. Un cast stellare, un’ambientazione affascinante e un ritmo ottimamente cadenzato rendono Assassin’s Creed il film perfetto per tutti quelli alla ricerca di un action storico estremamente originale. Un regalo a tutti i fan della saga, che non mancheranno di apprezzare.

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Tito Parrello (www.gamesoul.it)
02.01.2017
Il film di Assassin’s Creed costituisce il primo vero passo in una terra di frontiera tra due forme d’arte, senza che l’una calpesti l’altra. Non vi sono intralci o sconfinamenti, neppure la pretesa di (l)imitare l’altrui natura. Se la definizione pare un po’ criptica, l’esito dell’operazione è assai limpido: non siamo di fronte a un film camuffato da videogioco, né a un videogioco riproposto in film. Bensì un prodotto capace di trarre il meglio dal gioco (non il peggio, come si è visto in precedenza) e raggiungere il giusto equilibrio.

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Luca Marinelli Brambilla (www.staynerd.com)
02.01.2017
Assassin’s Creed è un film che ci ha convinto, nonostante qualche scivolata nella costruzione dei personaggi. È divertente, ha un ritmo sostenuto e racconta una storia che piacerà tanto ai fan storici, che ci troveranno un buon numero di riferimenti, quando ai nuovi arrivati, che non si perderanno niente anche senza aver mai preso in mano un pad. La cosa più importante, comunque, è che le scene di combattimento e più in generale quelle d’azione siano state realizzate benissimo e quasi interamente da attori in carne ed ossa che fanno realmente quello che vedete a schermo. Il risultato è un prodotto che, finalmente, non sembra “un film tratto da un videogioco”, ma un film fatto e finito. Speriamo che il progetto di Ubisoft di portare le sue IP al cinema continui, e che la qualità si mantenga questa.

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Aurelio Vindigni Ricca (www.vertigo24.net)
02.01.2017
Azione che, paradossalmente, non brilla di particolare luce su grande schermo: il montaggio frenetico e sconnesso, seppur spettacolare, confonde ancor di più le scene ambientate nella Spagna antica, mostrando più un desiderio di far rumore che di raccontare. Un salto della fede decisamente azzardato, ma ci sarà comunque tempo per continuare la storia, correggere il tiro e i difetti fisiologici da “opera prima”: Assassin’s Creed ha ovviamente un inizio e una fine, ma l’epilogo assomiglia più ad un apostrofo che a un punto secco.

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Ludovica Ottaviani (www.cinefilos.it)
02.01.2017
Nonostante le alte aspettative, Assassin’s Creed non riesce a compiere il prestigio più grande: riconferma quella secolare tendenza degli adattamenti audiovisivi a voler assomigliare, ad ogni costo, alla loro versione videoludica, imitandone effetti, situazioni ed evocando sensazioni nello spettatore attonito: anche qui ci si ritrova coinvolti in prima persona negli inseguimenti di Aguilar sui tetti dell’Andalusia, sembra di respirare a fianco a Fassbender nelle scene di lotta corpo a corpo, perfetta sintesi coreografica, che vengono però sdoppiate tra passato e presente; se la linea narrativa ambientata nel XV secolo conserva quel giusto alone di mistero, esoterismo, esotismo e avventura che cattura l’attenzione media, è l’idea di riportare tutto in un asettico – e forzato – presente spento, grigio e dominato dalle macchine e dalla scienza a disorientare, rovinando il piacere del puro gusto retinico legato all’appagamento attraverso le immagini: le pennellate dark che Kurzel dissemina, qua e là, nel film rallentano il ritmo già vessato da una trama esile, una sceneggiatura priva di approfondimento introspettivo per quanto riguarda i personaggi principali che nemmeno le impeccabili presenze di Fassbender, Irons, Marion Cotillard, Brendan Gleeson e Charlotte Rampling riescono a risollevare.

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Alessia Laudati (www.film.it)
02.01.2017
Però il suo difetto sta proprio nel primo aspetto; cioè è un film che non riesce a costruire una trama credibile e appassionante che possa dialogare liberamente con il mondo più affine al videogioco Creed. È un difetto che il film paga portando avanti sequenze stanche di dialogo tra la Cotillard e Fassbender, che dovrebbero reggersi sulla tensione emotiva e che nonostante la recitazione intensa dei due attori semplicemente non sono convincenti. Altro discorso è invece quello della parte action, sulla quale il regista ha fatto un grande lavoro tecnico e che risulta invece essere avvincente, curata, adrenalinica. Certo i personaggi che la popolano sembrano messi lì per correre e per saltare più che per vivere, perché la debolezza della parte narrativa del primo universo non attribuisce loro abbastanza tridimensionalità, nel senso di profondità dei personaggi, da permettere la connessione emotiva con lo spettatore. 

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Stefano Silvestri (www.eurogamer.it)
02.01.2017
Il film di Assassin's Creed è probabilmente la migliore trasposizione cinematografica di un videogioco. Perché la performance di Fassbender, con quel viso ambiguo nella realtà come nella finzione, supera di una spanna quella dei pur bravi Jake Gyllenhaal, Angelina Jolie e Bob Hoskins che furono. Perché il cast è di un livello tale da far sembrare Warcraft un prodotto amatoriale, con gli effetti speciali che amalgamano molto meglio gli attori in carne e ossa con gli ambienti realizzati in computer grafica.

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Gianluca Loggia (it.ign.com)
02.01.2017
Assassin’s Creed non sarà ricordato come una pietra miliare nella storia del cinema, ma è la trasposizione cinematografica di un videogioco di successo che si lascia guardare tranquillamente. E che i fan non vorranno perdersi.

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Roberto Vicario (gamesurf.tiscali.it)
02.01.2017
Dinamico, divertente e soprattutto fedele al prodotto d'origine. Questo Assassin's Creed è stata decisamente la sorpresa più piacevole di questo fine 2016. Un film pensato e realizzato con estrema intelligenza - pur rimanendo un prodotto di puro intrattenimento -e che soddisfa in egual misura fan e non fan. Una volta nella sale dategli una possibilità, non rimarrete delusi.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
02.01.2017
Tralasciando l'assoluta inconsistenza dei personaggi, la complicata e zoppicante andatura della trama e il tutt'altro che eccezionale utilizzo degli effetti speciali, ciò che stride maggiormente in Assassin's Creed è la sua componente visiva, inspiegabilmente controversa dinanzi ad un regista come Kurzel. Immotivato e discutibile l'abuso di una fotografia abbagliante, che tra fasci di sole e tsunami di luce acceca in lungo e in largo lo spettatore, dando ulteriore senso di finzione all'intera messa in scena. Se la Cotillard appare come un pesce fuor d'acqua, Fassbender si fa in quattro per rendere credibile il suo duplice personaggio, prendendosi però dall'inizio alla fine esageratamente sul serio. L'intera pellicola finisce così per appesantirsi volontariamente, lasciando troppo poco spazio al divertimento duro e puro e soprattutto troppo poco tempo a quelle epoche passate che non a caso hanno contribuito a fare la fortuna del videogioco originale. Solo nel finale, tra parkour, cazzotti e lame assassine, Kurzel scuote lo schermo, dando però continuamente la spiacevole sensazione di aver gettato a mare un progetto dalle enormi potenzialità, tanto produttive quanto recitative (gli inutili Jeremy Irons, Brendan Gleeson e Charlotte Rampling completano un cast da urlo).

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Luca Liguori (movieplayer.it)
02.01.2017
Atteso come il film che potesse dare la svolta alla vicenda tormentata dei videogiochi sul grande schermo, quello di Justin Kurzel si rivela solo come l'ennesimo fallimento. E l'errore principale sta proprio nello spostare gli equilibri narrativi rispetto alla saga videoludica, dando troppo spazio a una cornice di ambientazione moderna che nei videogiochi era marginale ai danni dell'avventura vera e propria.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
02.01.2017
Kurzel desidera essere il Kurosawa di Ran o Kagemusha, creare un mondo inesistente a metà tra la suggestione teatrale e il ricordo, uno in cui muovere figure che sembrano percepirsi come la personalizzazione delle virtù o dei difetti umani (in questo è impeccabile la scelta di Jeremy Irons). L’impressione finale però è che davvero questa serie di scelte mal si adattino alla sceneggiatura, se non proprio a questo tipo di film. Non è scritto da nessuna parte che Assassin’s Creed (il film) debba somigliare ad Assassin’s Creed (la serie di videogiochi), anzi maggiore è la distanza migliore è il risultato solitamente, tuttavia qui le aspirazioni titaniche del regista vogliono mettere in luce se stesso facendo addirittura passare in secondo piano le star, per non dire la storia (confusa, pretestuosa e mal esposta), in un film che è un perla opaca a cui è difficilissimo volere bene.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
02.01.2017
In altre parole: della storia di Assassin's Creed non si capisce un granché: anzi, quasi nulla, soprattutto se non si ha dimestichezza coi videogame. Si intuiscono le linee macroscopiche, e il resto rimane confuso nell'ombra della fotografia scura e austera, ma importa pochissimo: a Kurzel, e probabilmente anche a molti spettatori. Perché quando un pompatissimo e agilissimo Michael Fassbender smette di essere il nevrotico Callum Lynch del presente e dalla mascella sempre tesa, e "viaggia" verso l'Andalusia del 1492 (data non casuale, ma non spoileriamo), infilando il cappuccio e il carisma di Aguilar de Nerha, e andando alla ricerca della Mela dell'Eden che contiene il codice genetico del libero arbitrio umano (sic.), su tante cose ci si smette d'interrogare.

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