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Alessandro Aniballi (quinlan.it)
23.02.2017
Tutto, si diceva, è perfettamente funzionale: The Great Wall è, in tal senso, un prodotto commercialmente inattaccabile, sensato e ragionato in ogni suo minimo dettaglio.

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Michele Parrinello (www.persinsala.it)
23.02.2017
Tanto fumo negli occhi da questa produzione congiunta statunitense e cinese che vede Zhang Yimou dietro la macchina da presa. Tanti (forse troppi) effetti speciali, qualche bella trovata, poca epica e sceneggiatura non pervenuta.

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Giulio Cicala (www.cinetvlandia.it)
23.02.2017
The Great Wall tenta, anche, in maniera semplice e superficiale di sviluppare e portare avanti tematiche significative come quelle della Fiducia verso il prossimo e del senso del sacrificio per una causa superiore, ma come per tutto il resto del film lo fa in modo alquanto scontato e non riesce a colpire il cuore e la mente di chi guarda. È un gran girare a vuoto alla ricerca della spettacolarizzazione e della polvere nera, il segreto della forza della Grande Muraglia cinese e del suo leggendario esercito. L'unico elemento interessante e degno di nota sono le mostruose creature che minacciano la grande muraglia cinese, una sorta di quadrupede violentissimo e cattivissimo, le cui fattezze ricordano quelle degli alien del primo Ridley Scott. Lontani sono, insomma, i tempi cinematografici dei leggendari Hero e la foresta dei pugnali volanti, quello sì che era cinema cappa e spada, fatto da un vero autore. Colossale delusione.

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Elisa Giudici (www.mondofox.it)
23.02.2017
A differenza di tanti altri cugini americani, affetti dai medesimi difetti, The Great Wall non ha pretese di profondità narrativa o filosofica, per cui s'impegna a tentare di divertire il pubblico tipo di questo genere di film, riuscendoci spesso. L'estetica e il design di chiarissima scuola cinese sono un'altra ventata d'aria fresca in una serie pressoché infinita di blockbuster americani afflitti dalla cronica mancanza di personalità, costruiti con le stesse idee, le stesse palette cromatiche, gli stessi visual. Anche solo per questo motivo, The Great Wall è quantomeno rinfrescante, anche se si dimentica poco dopo. 

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Ireneo Alessi (www.cinespresso.com)
23.02.2017
Non esalta il mix di sci-fantasy in salsa storica che in questi giorni sta martellando con le sue inserzioni tutto l’etere conosciuto. Il cast favella e sa intrattenere suo malgrado, ma la sostanza del film, troppo disciplinata e misurata, non raggiunge mai l’acme nemmeno durante la battaglia. Un titolo visivamente ben curato come ci si aspetterebbe del resto dall’operato di Zhang Yimou per una grande operazione cinematografica che rimane tale solo sulla carta.

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Massimo Lastrucci (www.ciakmagazine.it)
23.02.2017
La differenza è che qui, almeno come cura professionale e ricerca di effetti speciali si fa sul serio. Cioè, trama a parte volutamente elementare e arbitraria come un blockbuster che ha bandito la fantasia (gli esempi al riguardo sono tanti, troppi), la realizzazione (aggiungiamoci in sovrammercato anche il 3D) è di quelle che non lasciano niente al caso o alla improvvisazione, dalla magnificenza delle cerimonie collettive, alle scene di battaglia con “numeri da circo” particolari, tipo le guerriere appositamente addestrate che si lanciano in jumping dalla muraglia per colpire con le lance le brutte bestiacce o la miriade di palle di fuoco di cui accompagnano la traiettoria.

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Gabriele Lingiardi (www.cineavatar.it)
23.02.2017
The Great Wall sfoga tutta la sua energia nello spettacolo pirotecnico, risultando un film d’assedio come non se ne vedeva da tempo o come, in funzione della sua natura ibrida, non se ne vede quasi mai.

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Costanza Mauro (www.pianetadonna.it)
23.02.2017
The Great Wall è un film che punta a stupire: tutto è fatto in grande, anzi in grandissimo, per lasciare lo spettatore senza fiato. Immagini magnificenti, battaglie epiche, combattimenti straordinari; questi ingredienti non mancano nel film di Yimou.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
23.02.2017
Un circo visivamente abbagliante, con complesse scene di massa ben costruite, una terza dimensione tutto centrato sull'effetto 'colpisci lo spettatore', un gioco di colori che nel finale travolge i protagonisti e credibili creature aliene nell'interazione in CG con gli attori, ma dallo sviluppo narrativo a dir poco discutibile. Damon e Pascal, a cui viene affidata un'imbarazzante scena in cui grazie ad un drappo rosso 'mata' l'alieno, gigioneggiano come se stessero prendendo parte ad un qualsiasi buddy movie, con il mercenario Matt, cuore di pietra che mai si era fidato di nessuno, pronto a sciogliersi dinanzi alla bella comandante che farà capire lui l'importanza della fiducia e della comunità.

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Massimiliano Martini (www.martiniagitato.it)
22.02.2017
Quel che ne esce è un film decisamente pop che si apprezza allontanandosi dalla sala, quando la sensazione di aver assistito a uno spettacolo circense si attenua. The Great Wall intrattiene e non delude, ma non fa gridare al miracolo.

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Pierre Hombrebueno (www.bestmovie.it)
22.02.2017
È l’artista di Hero e La foresta dei pugnali volanti che palesa la sua presenza, l’autore più cinese tra i cinesi, che contrariamente al Daniel Lee di Dragon Blade, riesce qui nella difficile impresa di mescolare elementi occidentali e orientali senza farsi fagocitare da nessuna delle due parti, trovando anzi il necessario equilibrio per dosare delle caratteristiche così opposte fra di loro: la frivolezza hollywoodiana s’intreccia con l’austerità orientale, lo spirito pop con la tradizione, le battute idiote di Matt Damon con la temperanza di Andy Lau. Non che The Great Wall sia privo di difetti: li ha e sono anche abbastanza evidenti, purtroppo dovuti a una sceneggiatura non sempre all’altezza e ai sacrifici di Zhang in sala montaggio (diversi personaggi sono sprecati, quello di Willem Dafoe su tutti; alcuni passaggi che avrebbero necessitato di una più dilatata esecuzione vengono condensati frettolosamente), ma lo spettacolo c’è, e porta con sé una bella dose di stupore.

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Marco Marchetti (www.nocturno.it)
22.02.2017
Yimou usa il colore per nascondere la mancanza di idee, intaglia come un falegname per ovviare alla carenza di forma, riempie, satura e farcisce fino allo stramazzo. Se al posto dei rognosi cagnacci di colore verde avesse messo le fatine, i dinosauri o gli scheletri ballerini, nessuno se ne sarebbe accorto. Per lui è tutto un gioco, ben congegnato e senz’altro divertente, ma il suo non è cinema, semmai una specie di brutta copia per televisori di ultima generazione.

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Adriana Rosati (www.linkinmovies.it)
22.02.2017
Zhang Yimou è un regista di enorme calibro, c’è il suo inconfondibile marchio nel bellissimo impatto visivo del film, nell’uso creativo dei colori e nelle battaglie ben orchestrate e suggestive, tuttavia The Great Wall non prende il volo e resta sospeso nel limbo degli onesti ma non memorabili popcorn movie.

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Luca Chiappini (cinema.everyeye.it)
22.02.2017
Per quanto la produzione abbia investito nel film, con coreografie sensazionali, sequenze di combattimento aereo a bordo di mongolfiere colorate e la poesia di un commiato funebre sottolineato dal disperdersi di lanterne cinesi nel cielo, il film è privo di qualsiasi climax drammatico e i personaggi semplicemente non funzionano.

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