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Andrea Suatoni (blog.screenweek.it)
29.12.2017
Quest’anno, il 28 Dicembre segnerà un altro traguardo storico: Coco si profila infatti probabilmente come la punta di diamante della Pixar, un’esplosione di colori, musica ed emozioni che lo spettatore non dimenticherà a lungo.

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5 Ho dato il mio voto a Coco | #Coco : se ancora non ...
5 Ho dato il mio voto a Coco | #Coco : se ancora non l'avete visto, ve lo consiglio vivamente, è davvero emozionante. E portatevi una scorta di fazzoletti perché smuoverà in voi tante ma tante cose!

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Marco Alocci (www.myreviews.it)
08.01.2018
Coco punta alle emozioni. In un mondo come quello dei morti c’è spazio per ogni tipo di sentimento, anche per quelli più negativi, oscuri, abietti. Coco non è utopico, anzi: a tratti è incredibilmente realistico nel mostrarci anche i lati più malvagi dell’essere umano. A volte ci fa sorridere, altre intristire, nella sua dinamicità e nel suo saper affrontare brillantemente i temi più vari. Con Coco Pixar incanala sul grande schermo i valori umani più profondi, dalla devozione all’amicizia, passando per l’affetto, l’amore, la felicità. Largo spazio hanno anche i ricordi e la memoria, unici strumenti capaci di legarci a chi non c’è più. In un mondo in cui vivi e morti sono incredibilmente vicini e legati, Coco racconta quanto è facile perdersi e quanto può essere difficile ritrovarsi, quanto conti il ricordo di una persona e quanto nessuna muoia davvero se il suo ricordo rimane vivo nei nostri cuori. Gli stessi cuori che Coco scioglie con il suo commovente epilogo.

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4 Ho dato il mio voto a Coco | #Coco : Praticamente p...
4 Ho dato il mio voto a Coco | #Coco : Praticamente perfetto: rutilante, originale, con belle musiche, commovente. Coco intrattiene senza far spegnere il cervello allo spettatore: di questi tempi, un mezzo miracolo. Una stella in meno solo per l'atroce corto abbinato al film.

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Irene Rosignoli (imperodisney.com)
08.01.2018
[...] l’attenzione di Unkrich è per le emozioni, per il cuore. L’animazione, la tecnica e lo sfoggio artistico sono quindi totalmente al servizio della storia, la quale propone un interessante twist sul classico tema dell’adolescente che deve conquistare la benedizione dei suoi avi per poter realizzare il suo sogno. Miguel in fondo non vacillerà mai nel suo proposito di infrangere le regole di famiglia e scegliere da solo il suo destino; piuttosto, dovrà prima capire perché desidera davvero diventare un musicista e come le relazioni umane, in questo caso quelle familiari, siano in realtà la linfa che nutre l’arte, qualcosa da cui non si può prescindere.

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Milena Mariani (vigamusmagazine.com)
08.01.2018
Coco è un lungometraggio che presenta il giusto equilibrio tra semplicità e profondità, per quanto riguarda le tematiche trattate. Nonostante in un primo momento farete fatica a rimanere completamente catturati dal film, in seguito vi renderete conto che qualcosa dentro vi lascerà. La resa grafica e le musiche coinvolgenti vi conquisteranno, senza contare che la presenza di colpi di scena cambierà totalmente l’entità del prodotto, i cui contenuti acquisteranno nuovo e inaspettato valore: imparerete a conoscere i personaggi, affezionandovi ad essi e scoprirete anche voi il vero significato degli affetti familiari. Il tutto, grazie ad un parallelismo e una costante connessione tra vivi e morti, tra ciò che c’è e ciò che è andato, che trova il suo collante in un elemento tanto potente quanto comune, come la musica.

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08.01.2018
Coco travolge con una musica che ricrea perfettamente le atmosfere sudamericane, sebbene la Disney, per scelta aziendale, traduca tutto, canzoni comprese, che però così facendo perdono la loro caratteristica linguistica, in questo caso preponderante. Una musica che è qui funzionale alla narrazione, e non mero musical. Ma in Coco trovano spazio anche le emozioni, non più stratificate, a mio avviso. Il messaggio del film è universale, comprensibile e interpretabile allo stesso modo da grandi e piccini: inseguire i nostri sogni è quasi un dovere verso chi non ha la libertà di farlo, ma non rinnegare le nostre radici lo è altrettanto. La risposta non è la fuga dai legami, tanto meno la negazione dei propri talenti, ma il restare e lottare per farsi comprendere, per far cogliere tutta la passione che si ha dentro. Inseguire effimeri successi porta solo a un isolamento che non può essere fonte di vera felicità, che «è tale solo se condivisa».

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Luca Zanovello (www.masedomani.com)
08.01.2018
Nell’usuale parata di personaggi da amare e comprare in forma peluchosa, il bastardino randagio Dante e una Frida Khalo pelle e ossa (esilarante la parodia delle performance artistiche), mentre il mascalzone Hector, voce e fattezze alla Gael Garcìa Bernal, ruba cuori e diventa il fulcro della storia; che, con un paio di colpi di scena ben assestati in momenti cruciali, fa correre Coco liscio e rapidissimo verso l’inevitabile groppo in gola. Tutto torna, al punto che anche le musiche – a cui spesso sono allergico – fanno centro: Un Poco Loco si farà cantare per settimane, alla faccia dei talent che pure compaiono in chiave ironica negli angoli del film. Luci fosforescenti illuminano mirabilmente il nero dell’oltretomba, la sceneggiatura fa lo stesso con uscite memorabili (“Non sono mica morto ieri!”, dice Hector a chi vuole fregarlo). Coco è la soluzione, divertente, commovente ed educativa, per passare le feste indenni e al cinema. Con o senza marmocchi.

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Francesco Giuffrida (www.intrattenimento.eu)
08.01.2018
Emozionante e poetico, la Disney Pixar con Coco fa di nuovo centro grazie alla commistione tra nuove idee e storie e lo stile magico che l’ha contraddistinta negli anni.

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Serena Concato (www.cinefilos.it)
08.01.2018
Con questo film animato, senza dubbio uno dei migliori degli ultimi anni, la Disney Pixar riuscirà ad arrivare dritta al cuore di tantissime persone, sia grandi che piccine, raccontando una storia che celebra la famiglia, ma in particolare l’importanza del ricordo e di cosa lasciamo alle generazioni dopo di noi.

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Matteo Gatta (www.geekarea.it)
08.01.2018
Il film è una gioia per gli occhi, un incanto di animazione, coloratissimo e musicalmente fine. Vi sono trovate ed espedienti efficaci come il racconto iniziale dei primi componenti della famiglia di Miguel, il protagonista della storia. Un racconto ben ritmato e scandito dallo scorrere di vignette animate: un tocco dal gusto fumettoso che si fa apprezzare. Il finale è un crescendo di rivelazioni ed emozioni, fino alla prevedibile ma attesissima canzone risolutrice di tutto. Che è soprattutto un invito. Un invito ad uscire dalla sala e ricordarsi quelle ore appena passate. Un invito a ricordare quella storia e quelle emozioni. Un invito a ricordare le proprie radici e la propria famiglia. Quindi, se la prima cosa che penserete quando sarete fuori dal cinema saranno i vostri genitori, i vostri zii o nonni o chiunque abbia avuto la fortuna di crescervi, non esitate. Prendete il telefono e chiamateli.

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Giandrewe (www.jamovie.it)
08.01.2018
Un meraviglioso racconto di formazione sulla famiglia. Divertente, avventuroso, commovente, visionario. Pietra miliare dell'Universo Disney Pixar all'istante.

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Federico Gironi (www.cineforum.it)
08.01.2018
Non è certo la quantità di lacrime versate (sicuramente soggettiva…) il metro per valutare un film: ma serve a sottolineare la straordinaria capacità di Coco di trascinare nel racconto, di coinvolgere l'emotività, non solo per il gusto di poter commuovere, ma per meglio innestare della testa e nel cuore di chi guarda quello che più gli interessa. Il fatto è che Coco parla di cose di cui oggi si parla pochissimo, o troppo e con abuso di retorica spesso e volentieri ideologica, perdendo di vista il lato umano delle cose e il buon senso che dovrebbe essere alla base di ogni comportamento e considerazione. Coco parla della vita di fronte alla morte, dell'importanza della memoria, del ricordo, delle radici, dell'appartenenza a qualcosa che non è solo sangue, ma storia condivisa.

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Elisa Giudici (www.mondofox.it)
08.01.2018
Da cinefili e adulti con buona memoria della tradizione Pixar si rischia però di rimaner delusi, così come accaduto di recente per performance non esaltanti come quelle di Arlo e dell'intero franchise di Cars. Il difetto che difficilmente si perdona a Coco è di sfruttare un impiantito più che canonico (la ribellione giovanile, la trasgressione di un divieto, l'animaletto amico e mascotte) in maniera meccanica, con poca personalità e ancor meno incisività. Senza qualcosa di davvero forte o nuovo da dire, Coco sembra la riproposizione di un film che abbiamo già visto molte volte, che sfrutta il Messico e la sua secolare culturale quasi che fosse un paravento esotico alle sue mancanze.

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Beatrice Pagan (www.lettera43.it)
08.01.2018
Il livello tecnico raggiunto dai progetti della Pixar continua ad avere davvero pochi rivali e ogni personaggio è "portato in vita" in modo incredibilmente dettagliato, potendo inoltre sbizzarrirsi con i movimenti degli scheletri, creature fantastiche e con ambientazioni di grande impatto visivo. Difficile non commuoversi durante l'epilogo del film, tuttavia Coco regala anche tante risate e molte scene d'azione che non permettono mai di annoiarsi. La Pixar regala così una nuova storia che si addentra nelle emozioni di chi non si sente accettato e capito, creando un mondo iper-colorato e metaforico che commuove e diverte in egual misura. Andiamo alla scoperta di dieci curiosità sul progetto che potrebbe far conquistare allo studio una nuova nomination agli Oscar tra qualche settimana.

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Antonella Murolo (cinema.everyeye.it)
08.01.2018
Coco cattura alla perfezione lo spirito dell’onorare i propri antenati in modo spensierato, senza troppi moralismi: se qualcuno è un rompiscatole da vivo, lo sarà anche da morto, no? Ed è questo a creare delle dinamiche tra i personaggi che sono perfettamente in equilibro tra i diversi generi dell’emotività disneyana, in grado di divertire facendoti provare allo stesso tempo delle emozioni forti e profonde. La straordinaria struttura cromatica e il complesso disegno luci del film, si fondono con facilità al tessuto musicale, fondamentale per la valenza narrativa della storia di Miguel. In Coco, la musica contribuisce a dare la forma al film: alcuni personaggi sono musicisti, mentre altri non vogliono avere nulla a che fare con la musica. Ma tutti loro, vivi o morti, riescono a risultare estremamente simpatici e facilmente relazionabili, rendendo il film un intreccio infinito di elementi ben dosati tra loro, tutti indispensabili e ugualmente fondamentali per la buona riuscita narrativa ed emotiva del progetto. E se ancora vi stesse chiedendo perché il film si chiami Coco... beh questa è una storia che non possiamo raccontare senza distruggere la magia che il film si è imposto di creare scena dopo scena, tutte meritevolissime di essere viste e vissute.

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Marco Moggio (it.ign.com)
08.01.2018
Come livello emotivo, siamo dalle parti di Up, oppure della “sparizione totale” di Inside Out: il messaggio sembra proprio essere che c’è qualcosa di peggio della morte, e non siamo sicuri che i bimbi più piccoli potranno capirlo perfettamente. D’altra parte, proprio come nei due film di Disney e Pixar appena citati, il finale è una esplosione di gioia, il classico “tutti felici e contenti” – ma portatevi comunque una confezione formato famiglia di fazzoletti di carta perché serviranno, magari non solo ai più piccoli.

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Luca Marchetti (www.sentieriselvaggi.it)
08.01.2018
Andando però oltre la semplicità di una buona favola commerciale, Coco, però riserva, una profondità concettuale che, al di là dei risvolti materiali, sembra essere il tassello fondamentale di un percorso ideologico-pedagogico ben preciso. Dopo aver toccato temi vertiginosi come l’accettazione della tristezza o il decadimento fisico, la Pixar arriva a presentare al suo pubblico più giovane la Morte nel modo più delicato possibile, trasformandola nella più dolce delle avventure. Con un lucidissimo e laico approccio, gli autori riescono a veicolare messaggi di rara potenza, deviando il focus dalla peggiore delle paure ad una morale, forse banale ma dall’impatto deciso: il Ricordo sconfigge la Morte.

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Benedetta Bragadini (www.rollingstone.it)
08.01.2018
Coco riflette sul significato della memoria e sul perché la vera arte abbia a che fare con l’amore e non con la fama. Lo fa con una tale devastante delicatezza, che, anche se siete dei duri (o li fate), vi ritroverete con gli occhi lucidi. Perché è una meraviglia per gli occhi. E anche per il cuore.

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Antonio Dini (www.fumettologica.it)
08.01.2018
Coco infatti è un film adulto ma per bambini, e i bambini ci troveranno desideri di crescita e sete di giustizia. Ci troveranno anche sete di un desiderio particolare: quello di essere se stessi anche senza essere riusciti a capire chi si è realmente. E gli adulti? Loro ci troveranno le loro paure, quelle che congelano i cuori e li fanno parlare come i padri e i nonni.Il tutto condito, anzi innaffiato, persino sommerso da un lirismo visivo che sconfina nel sogno e passa per archetipi delle nostre vite precedenti. La notte dei morti, la festa messicana costruita sopra le tradizioni indigene a tratti visibili, a tratti carsiche, in cui le anime senza più corpi dei defunti vengono a visitare i parenti ancora in vita, ammesso che questi ancora si ricordino di loro. Che sogno. Che festa. Che paura.

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Ivan Barbieri (www.ondacinema.it)
08.01.2018
Visivamente si toccano le vette più alte dai tempi di "Wall-E", mostrando i muscoli alle rivali DreamWorks e Blue Sky ma anche alla gemella Disney. Il coloratissimo hereafter dei messicani è un mondo vasto e ricco di immaginazione, fotografato simulando con maestria movimenti di macchina sempre coerenti con l'emozione che la scena vuole trasmettere. Il risultato ci fa sentire minuscoli dinnanzi a un universo che si snoda in ogni direzione e che contempla lo spettro emotivo con sfumatura e tatto. Lungo il film incontriamo band metal, artisti di ogni genere e persino un malinconico cowboy al tramonto della propria esisetnza. Le gag fisiche che coinvolgono teschi e scheletri ricordano, senza mai aderire ad un'estetica horror, le migliori trovate di Sam Raimi o Tim Burton.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
08.01.2018
[...] una storia ovviamente avventurosa fatta di regni lontani, parenti remoti (e morti) da trovare in tempo, di amici scheletri e soprattutto di rivelazioni a mezzo video. Come già scritto infatti, anche qui l’unica maniera per scoprire realmente le proprie origini o per svelare un inganno, la vera natura di un personaggio o ancora un piano segreto è vederlo tramite il video.

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Raffaele Cianni (zon.it)
08.01.2018
Una intensa pellicola che si classifica tra le migliori dello studio nei suoi circa 20 anni di produzione. Un film che merita tanto e che merita di essere non solo visto, ma compreso nella sua pienezza.

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Karin Ebnet (www.movieforkids.it)
08.01.2018
Coco è un film meraviglioso. Un capolavoro capace di emozionare e di toccare le corde più profonde di noi stessi. Ma nello stesso tempo è un film difficile per i bambini più piccoli, soprattutto quelli che ancora non sono in grado di codificare sentimenti così importanti. La sceneggiatura non lascia spazio al respiro o alla risata infatti. Coco per due ore tiene inchiodato lo spettatore in un crescendo emozioni che arrivano al massimo grado nel finale, tutto senza sconti di pena. Piangere fiumi di lacrime sarà inevitabile quindi munitevi di una grande quantità di fazzoletti…

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Domenico Misciagna (www.comingsoon.it)
08.01.2018
A un occhio attento, Coco si distingue ugualmente per la sua realizzazione tecnica, per la sua capacità sottile, magistrale, di conciliare la vitalità cartoon e caricaturale dell'ambiente e dei personaggi con uno stile di ripresa e montaggio che guarda al cinema dal vero: una camera mobile e inquieta che insegue i personaggi e respira, e una direzione della fotografia realistica in grado di coinvolgere a livello quasi subliminale. Nella sostanza e nella forma, nel cuore e nella maniacale attenzione al dettaglio, Coco sa perciò ancora stupire nel 2017, quando dalla rivoluzione di Toy Story sono trascorsi 22 anni. Meno male, la Pixar ha battuto un colpo.

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Maria Grazia Bosu (www.ecodelcinema.com)
29.12.2017
L’ultimo film di casa Pixar è un racconto emozionante e coinvolgente che abbraccia un ampio ventaglio di tematiche affettive alle quali è impossibile rimanere indifferenti.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
29.12.2017
Da sempre marchio di fabbrica Pixar, è straordinario il lavoro emotivo compiuto sui personaggi, con la Coco del titolo in grado di travolgere visceralmente lo spettatore, anche se presente per pochi ma indimenticabili minuti. Unkrich e Molina raccontano la storia di una famiglia attraverso i ricordi dei cari defunti, perduti ma mai dimenticati.

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Mattia Ferrari (nerdmovieproductions.it)
29.12.2017
Ci troviamo di fronte ad un film d’animazione maestoso, che, come al solito quando si parla di Pixar, è in grado di emozionare i più piccoli e far riflettere gli adulti, approcciando tematiche attuali in maniera elegante.

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Stefano Dell'Unto (www.mangaforever.net)
29.12.2017
Nonostante un pulsante cuore musicale che funge da motore emotivo, il film ha il merito di non diventare mai uno stucchevole musical. Tuttavia indispettisce il sentimentalismo strappalacrime a buon mercato le cui basi vengono gettate in maniera fin troppo sfacciata dall’inizio del film, dalla malinconica nonna Coco in preda a demenza senile fino al ruffiano epilogo col brano Remember Me. Poteva essere un grande film Pixar, è un buon ibrido con gli stilemi disneyani.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
29.12.2017
Non al livello di precedenti capolavori, la nuova animazione di Natale sa dove colpire per raggiungere il suo scopo.

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Gabriella Giliberti (leganerd.com)
29.12.2017
Un’esperienza visiva che accompagna anche oltre la visione in sala e che punta ad allargare la mente, ampliare gli orizzonti dei suoi spettatori, inserendo tematiche come la diversità, la crescita, ma anche l’omicidio, l’inganno e l’ipocrisia.

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GABRIELE BARDUCCI (www.thegamesmachine.it)
29.12.2017
Contenutisticamente molto vicino ad un altro grande successo della casa d’animazione, Inside Out (che grazie alle emozioni parlava retroattivamente della crescita e degli avvenimenti che segnano il nostro passato, portandoci ad evolvere, cambiare e crescere), Coco pone l’attenzione sul passato così come sul futuro, e sui ricordi dei nostri cari dopo la morte.

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Marianna Cappi (mymovies.it)
29.12.2017
La Pixar s'immerge in un'altra cultura per ribadire il suo nucleo tematico di sempre: per questo Coco è un film diverso eppure di famiglia.

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Valentina Ariete (movieplayer.it)
29.12.2017
Il nuovo film della Pixar è un viaggio colorato e struggente attraverso le nostre radici più profonde, indispensabili per capire chi siamo davvero e inseguire i nostri sogni.

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