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5 Tenere separata l'opinione sul film di Steve Jobs d...
5 Tenere separata l'opinione sul film di Steve Jobs dal proprio pensiero o pregiudizio su Steve Jobs è un'impresa quasi impossibile e forse il fatto che tratti di un personaggio oggi più controverso di ieri non fa un gran servizio ad un film che ho trovato veramente bello, per come è scritto, diretto, e interpretato, non solo da Fassbender ma da tutto il cast. Probabilmente Steve era umanamente ancora più arido di quanto sia dipinto nel film, che riesce anche a commuovere, ma credo che il ritratto che viene fuori da questo film sia un ottimo pezzo del puzzle che lo racconta e aiuta comprendere la personalità del più grande "inventore" dei tempi moderni. Perché rispetto a Jobs e anche nel confronto Woz, non me ne vogliano quelli che raccontano tutte le volte la storia dello Xerox Park, è il concetto stesso di inventore ed invenzione a meritare un upgrade. #SteveJobsIlFilm
bello - commuovente - vero - geniale

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Carlo Andriani (www.newscinema.it)
18.01.2016
L’eleganza visiva di Boyle e la geniale scrittura di Sorkin vengono qui arricchiti da un cast guidato dall’impeccabile Michael Fassbender e dominato dall’eccezionale Kate Winslet che, nei panni della segretaria Joanna Hoffman, regala un’altra spettacolare performance della sua carriera. Il risultato è un biopic inedito, originale e potente che rappresenta con intelligenza e sincerità una delle figure più importanti nella storia della tecnologia.

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Margherita Corsi (www.vanityfair.it)
18.01.2016
Steve Jobs è il racconto ottimista di un antieroe. I difetti non mancano: i dialoghi tendono a cedere al manierismo e seguirli diventa impegnativo. Ma vale la pena guardarlo. Il trittico è circolare e, come da regola, Aaron Sorkin dà una chiusura tutto sommato positiva alla figura ruvida e complessa di Jobs. Che, però, rimane ambivalente. E proprio per questo funziona.

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Vanessa Trimani (www.supergacinema.it)
18.01.2016
Con una brillante sceneggiatura del premio Oscar Aaron Sorkin (The Social Network) e le memorabili interpretazioni di Michael Fassbender e Kate Winslet (che probabilmente non passeranno inosservate all'Academy), è impossibile non rimanere sbalorditi per l'impianto narrativo, il ritmo e la musicalità (citando una scena del film, in cui Jobs definisce se stesso un direttore d'orchestra) di Steve Jobs, che ha tutti i pregi al punto giusto per essere considerato un capolavoro cinematografico.

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Federica Roberti (seesound.it)
18.01.2016
Steve Jobs è una pellicola dinamica che non ha la presunzione di essere una biografia definitiva e proprio per questo ha saputo fare giustizia alla vita di un uomo straordinario senza cadere nel banale.

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Maria Teresa Ruggiero (www.frenckcinema.altervista.org)
18.01.2016
Danny Boyle non ci mostra un eroe, non ci addolcisce la pillola, ma attraverso la serratissima sceneggiatura di Sorkin e la magistrale interpretazione di Michael Fassbender ci presenta una raffigurazione verosimile di quell'uomo che non ha mai avuto il controllo della sua vita ma pretendeva di averne sui suoi ingegneri e su quella figlia che ha voluto inizialmente riconoscere.

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Cecilia Strazza (www.vertigo24.net)
18.01.2016
Inutile dire che Steve Jobs è, prima che degli interpreti e del regista, opera dello sceneggiatore. Aaron Sorkin è straordinario, usa la parola come mezzo di comunicazione di mille concetti e suggestioni; per questo il film risulta verboso e così fastidiosamente intelligente (troppo per un pubblico che non ama ascoltare), scritto come fosse un’intensa progressione circolare per tornare al punto di inizio. Invece che esaltare la grandezza, la pellicola celebra l’intimità di un rapporto universale, che sia tra padre e figlia o tra l’uomo e la sua ambizione, è sempre trattata come un conflitto.

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18.01.2016
Danny Boyle ci ha preso su tutti i fronti, tirandone fuori un film praticamente perfetto.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
18.01.2016
Steve Jobs, scevro di “servo encomio e di codardo oltraggio”, si presenta nella sua maestosa capacità di intrattenere ma anche in quella di raccontare, dietro al marchio e al mito, l’uomo che ha contribuito a trasformare il mondo sotto i nostri occhi.

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Roberto Vicario (gamesurf.tiscali.it)
18.01.2016
Aaron Sorkin, Michael Fassbender e Danny Boyle ci raccontano la storia di Jobs in una maniera sicuramante romanzata ma allo stesso tempo credible. Un viaggio magnetico, che non ci darà nemmeno il tempo di respirare per tutta le sue due ore di durata, grazie a dei dialoghi fittisismi ma estremamente significativi. Un film che punta semplicemente a raccontare e non a giudicare, un pregio che pochissime pellicole di questo genere possono vantare. Andate a vederlo.

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Giorgia Tropiano (www.movietele.it)
18.01.2016
Steve Jobs è un film in pieno stile Sorkin, fatto prevalentemente di dialoghi brillanti, di monologhi accattivanti e di tanta recitazione di qualità. Che lo si ami oppure no il suo modo di scrivere è così, è veloce, è tagliente, spesso tende a strabordare ma senza mai eccedere o cadere nella trappola della verbosità

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Marco Albanese (stanzedicinema.com)
18.01.2016
Il film che Aaron Sorkin ha scritto, partendo dalla biografia di Walter Isaacson, è un capolavoro da studiare e vedere e rivedere in ogni scuola di sceneggiatura.

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Stefano Gelibter (www.vgnetwork.it)
18.01.2016
Danny Boyle ci consegna quindi un film con un forte impatto, capace di entrare dentro il mito, di fagocitarlo e di risputarlo allo spettatore privo di qualsiasi fronzolo. Steve Jobs non è una biografia sul fondatore della Apple, è un film che strato dopo strato arriva al nocciolo di un uomo senza tregua, che ha plasmato il nostro mondo, cambiandolo per sempre. Un film su un genio, ma non su un eroe: Jobs non è il beato che il marketing Apple ha provato a far credere; questo nulla toglie alla sua visionaria creatività, ma basta a tradirne il mito e Fassbender è un traditore sublime. Boyle è, inoltre, abilissimo a non lasciarsi stritolare dalla morsa di uno script molto denso e con fin troppa personalità, che poca libertà lascerebbe ad un qualsiasi regista. Ma Boyle non è un regista qualsiasi e la sua mano dietro la macchina da presa si avverte salda. A lui il merito – volendo usare un parallelismo col protagonista della pellicola – di aver diretto egregiamente l’orchestra.

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Federica Fausto (www.ecodelcinema.com)
18.01.2016
Grazie all’interpretazione di Fassbender, Steve Jobs acquisisce grande fascino e si presenta come un dittatore accattivante, impossibile da ignorare. La qualità e l’alto livello della recitazione degli attori che compongono il cast è indiscutibile, i dialoghi sono costruiti magistralmente, ricchi di rabbia e passione. Le parole di Sorkin, lo stile di Boyle e il talento di Fassbender, hanno reso “Steve Jobs” un film pulito e definito sia narrativamente che visivamente, una sintesi perfetta di scrittura, recitazione e regia.

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Simone Martinelli (www.overnewsmagazine.com)
18.01.2016
Un film totale, potente e descritto in maniera sublime.

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Costanza Mauro (www.pianetadonna.it)
18.01.2016
Boyle punta tutto (e fa benissimo) sui dialoghi serratissimi, brillanti e a volte crudeli scritti da Aaron Sorkin, ai quali crea una cornice perfetta in questo complicato behind the courtain. A Boyle va il merito di non aver trasformato Jobs in un santino, di aver saputo scegliere su quali eventi focalizzarsi ripulendo la storia da dettagli gossip e concentrandosi invece sul quadro generale, disegnando davvero un personaggio credibile, sfaccettato, complesso.

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Alessio Altieri (filmup.leonardo.it)
18.01.2016
I dialoghi, appunto, sono la vera forza di questo film. Perché in un mare di eccellenza e minuziosità, dalle interpretazioni alla fotografia passando per la regia, la sceneggiatura di Aaron Sorkin (già premio Oscar con The Social Network - e fortemente indiziato con questa a fare il bis -) è un’opera di memorabile bellezza che spicca oltre ogni cosa. I ritmi sono serrati, la forza con la quale emergono i tratti umani dei personaggi è prorompente, ma soprattutto i dialoghi sono di una qualità e di una sottigliezza da grande cinema, un capolavoro assoluto, senza se e senza ma.

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Gabriele Capolino (www.cineblog.it)
18.01.2016
Più un film di Aaron Sorkin che di Danny Boyle, Steve Jobs ha l'aria del grande film mancato: forse lo sceneggiatore ha cominciato a rifare sé stesso. Non per questo è meno lucido e complesso del solito. E non mancano momenti fulminanti, anche grazie a un Michael Fassbender e un cast in forma.

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Liliana Pistorio (www.cinema4stelle.it)
18.01.2016
Un film perfettamente confezionato: cast, regia, sceneggiatura e colonna sonora s'integrano e completano a vicenda, dando vita non alla solita "sviolinata" nei confronti di un personaggio ormai iconico, ma mettendo in luce i punti di forza e di debolezza del "direttore d'orchestra" della Apple, appellativo con cui Jobs amava definirsi.

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Giulio Cicala (cinetvlandia.it)
18.01.2016
Il regista Danny Boyle dirige il tutto con grande eleganza, senza alcun orpello di stile cinematografico e rimanendo sempre focalizzato sui personaggi interpretati da un cast semplicemente meraviglioso. Il vero punto di forza del film, però, risiede nella sceneggiatura di Aaron Sorkin, non a caso vincitore all'ultima edizione dei Golden Globes 2016. Uno script di assoluto valore che da forza ai personaggi e alle contrapposizioni senza mai essere fuori luogo o ridondante. Un film corale scritto alla grande e diretto in maniera esemplare, con un cast in un assoluto stato di grazia e il ricordo di Jobs è vivo, sentito e sincero.

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Vani Pappolla (www.cinematographe.it)
18.01.2016
Steve Jobs è un testamento perfetto alla figura del brillante rivoluzionario, evitando l’uso di facili retoriche e di cadere in (anche più facili) postume e fantasiose idealizzazioni, ma producendo un affresco multi sfaccettato e completo per una personalità così ampia e diversificata che sembra impossibile poter riuscire a metterla su carta (o, se per questo, racchiuderla in centoventi minuti). Ma se c’è una cosa che il fondatore della Apple ci ha insegnato è proprio questa. Think different. In fondo solo un altro modo per dire: niente è impossibile.

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18.01.2016
Un film freudiano, che cerca di gettare luce sul perché dell’intrattabilità di Jobs – celebre il premio satirico annuale istituito tra i dipendenti per chi riusciva a sopportarlo – ed enfatizza anche la sua umanità: l’amore controverso per la figlia, la necessità del sostegno della sua assistente, l’istinto di protezione verso il suo ex socio, Steve Wozniack. Un cast strepitoso: a pari merito per la mirabile performance Michael Fassbender, talento istrionico, capace di immedesimarsi profondamente nella personalità di Jobs, tanto da imitarne le idiosincrasie e la bravissima Kate Winslet, nei panni di Joanna Hoffmann, la cosiddetta “lady di ferro”, l’unica capace di tenergli testa.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
18.01.2016
La mano di Danny Boyle si apprezza, soprattutto nelle inquadrature e nel montaggio, anche se tende a scivolare in certi giochi 'pittorici' a lui tanto cari, soprattutto in alcune transizioni. Per il resto è molto interessante il cambio di gestione dell'immagine e dello spazio occupato dal protagonista via via che la sua storia viene raccontata: completamente padrone della scena all'inizio, costretto a condividerla - e al confronto, con diversi 'sparring partner' - poi. E questo anche visivamente, con l'aumento graduale delle porzioni di schermo riservate agli altri attori nelle scene finali e con una gestione degli scontri che passa dal forsennato alternare primi (o strettissimi) piani con una ripresa più ampia che includa anche la controparte dialettica.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
18.01.2016
Seguendo le regole del caratteristico walk-an-talk sorkiniano, il film di Danny Boyle ci immerge nel cuore di questi confronti, rivelatori del carattere, delle ossessioni, delle idee dell'uomo e dell'imprenditore; e, con il passare del tempo, atto dopo atto, ci mostra un cammino, un'evoluzione, un cambiamento.  

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Luca Liguori (movieplayer.it)
18.01.2016
Non solo un grandissimo film che riesce a coniugare straordinarie interpretazioni ad una sceneggiatura eccellente ed una regia brillante, ma anche e soprattutto un'opera moderna che trascende il mezzo cinematografico e si fa davvero completa.

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Marianna Cappi (www.mymovies.it)
18.01.2016
Dotato di un perfetto design strutturale, il film di Danny Boyle racconta, con più sapienza che retorica, un direttore d'orchestra, un artista la cui personalità fa la differenza.

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Stefano Lo Verme (cinema.everyeye.it)
18.01.2016
Senza dubbio il miglior titolo nella carriera di Danny Boyle, Steve Jobs è un film portentoso, ai limiti del capolavoro: l’esempio altissimo di un “cinema di parola” servito da attori eccellenti, che riesce però ad usare il linguaggio cinematografico in maniera sbalorditiva, ricavando il massimo potenziale dalla superba sceneggiatura di Aaron Sorkin per dar vita a un’opera in grado di raccontarci al tempo stesso la parabola di un singolo individuo e il ritratto di un mondo in continua evoluzione.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
18.01.2016
Con un copione così teatrale era chiaro che molto del film avrebbe poggiato sugli attori e se Micheal Fassbender prende gli applausi, è in realtà Kate Winslet che, dalle retrovie, costruisce le fondamenta del film e porta a casa il risultato con pochissimi gesti e un atteggiamento dall’umana remissività che è fatto della materia di cui si compongono i film: credibilità sentimentale. Eppure l’impressione è che al netto di tutto ciò sia nella regia di Danny Boyle, una volta tanto controllatissima, il segreto del film. Boyle non considera nemmeno di passare per la teatralità, non ne vuole sentir parlare, alterna lunghe carrellate in steady cam dietro e davanti al palco in stile Birdman (sia per movimenti, che per ritmo, che per rapporto con la colonna sonora), a lunghi dialoghi ognuno in un ambiente significativo. Se non può agire sul montaggio allora lavorerà di set, con le stanze e i luoghi in cui i suoi personaggi si confrontano, Boyle alle volte esprime più di quel che dicono i dialoghi e alla fine, nel complesso, disegna una parabola lunga 10 anni fatta tutta di posti che da soli raccontano una storia di indecisione, declino e ascesa.

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Giorgio Viaro (www.bestmovie.it)
18.01.2016
Il cinema diventa un teatro, e sul palco c’è prima Sorkin, e poi tutti i suoi attori, e solo dopo, molto dopo – quando la gente sta già applaudendo, perché tutti sono stati bravissimi, e il regista ha fatto il poco indispensabile, cioè la cosa giusta per valorizzarli – solo allora c’è Steve Jobs. Papà restio ma attento. Collega spietato ma lucido. Capo severo ma capace di valorizzare e apprezzare i suoi dipendenti. Era questa cosa qua, lui? Ha importanza? Forse no, perché anche se questo Jobs è solo un personaggio in cerca d’autore – e d’attore – ha trovato professionisti straordinari, e lo show è maestoso.

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Filippo Corti (medium.com)
02.12.2015
Il film, per quelle due ore in cui mi sono trovato chiuso al buio nella sala cinematografica, mi è piaciuto. È suddiviso in tre scene principali, tutte si svolgono poco prima di un keynote: quello del lancio del Macintosh, quello del lancio di NeXT e il keynote del 1998 in cui Steve introduce il primo iMac, trasparente. Al solito con Sorkin, tutto ruota attorno ai dialoghi serranti e scontri incalzanti. Dialoghi e situazioni, però, perlopiù inventate.

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Philip Elmer-DeWitt (fortune.com)
15.10.2015
Lo Steve Jobs di Aaron Sorkin è svelto, brillante e profondo, con lampi di genialità e molte battute nerd che gli affezionati apprezzeranno.

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Leigh Singer (www.ign.com)
15.10.2015
Non un'agiografia e nemmeno una stroncatura, Steve Jobs è un'abbagliante interpretazione artistica di uno dei moderni giganti della tecnologia, ed un formidabile esempio di cinema guidato da Michael Fassbender nel ruolo principale, mai stato migliore di così.

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Scott Mendelson (www.forbes.com)
15.10.2015
Il film è un trionfo cinematografico di sceneggiatura, montaggio e recitazione. Sono tutti in perfetta forma, e formidabili sotto ogni punto di vista.

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Alex Billington (www.firstshowing.net)
15.10.2015
Questa non è la storia di Steve Jobs innovatore della tecnologia che già tutti conosciamo. È qualcosa di completamente diverso, una creazione incredibilmente unica e brillante che racchiude decenni di storie vere e le distilla in una magnifica performance suddivisa in tre atti. Un'opera, o un dramma Shakesperiana.

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Brian Truitt (www.usatoday.com)
13.10.2015
Steve Jobs incanta, sia come uomo che come film. [Il film] è un'accattivante meditazione sull'uomo, che spiega chi fosse senza mai giudicare chi sia.

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Rodrigo Perez (blogs.indiewire.com)
13.10.2015
Uno studio del personaggio dissennato, agile e perfettamente in tono, Steve Jobs è un ritratto ambizioso e profondamente accattivante del genio.

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Joe Morgenstern (www.wsj.com)
13.10.2015
In più di un senso, il film rispecchia la genialità del suo protagonista.

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Brian Formo (collider.com)
12.10.2015
Il biopic di Danny Boyle sull'ex CEO della Apple è diretto senza incertezze, magnificamente recitato, e splendidamente montato.

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A. O. Scott (www.nytimes.com)
12.10.2015
Intrattenimento formalmente audace ed intellettualmente stimolante, Steve Jobs è una sfida alle pigre convenzioni della narrazione hollywoodiana ed una gioia per gli intenditori.

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Peter Travers (www.rollingstone.com)
12.10.2015
Scritto, diretto e recitato alla perfezione, Steve Jobs è talmente innovativo e sorprendente sia nella sua ideazione che nella sua esecuzione da lasciare sbalorditi.

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Kenneth Turan (www.latimes.com)
12.10.2015
Steve Jobs è un film intelligente ed incredibilmente interessante che sprizza di energia creativa.

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Andrew O'Hehir (www.salon.com)
12.10.2015
È contemporaneamente la sceneggiatura cinematografica più soddisfacente di Sorkin ed il lavoro da regista più raffinato di Boyle.

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12.10.2015
Il film è carico, dall'inizio alla fine, di battute incredibili, ma il ritmo è talmente sfrenato che credo funzionerà ancora meglio ad una seconda o terza visione — come capita per tutti i grandi film.

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Sasha Stone (www.thewrap.com)
12.10.2015
L'entusiasmo e la gioia di vivere di Boyle, combinati con l'energia e le parole taglienti di Sorkin, fanno di Steve Jobs un film implacabile e mozzafiato allo stesso tempo.

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Gregory Ellwood (www.hitfix.com)
12.10.2015
Oltre che dall'impressionante performance di Fassbender, il film è supportato da un cast eccezionale.

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12.10.2015
La versione del duo Aaron Sorkin/Danny Boyle è un'esperienza elettrizzante.

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12.10.2015
Senza mai rallentare, la regia elettrica di Danny Boyle combacia, per temperamento, con lo studio in tre atti estremamente teatrale di Sorkin. [Steve Jobs] è uno dei titoli più prestigiosi della stagiona invernale, e vederlo sarà una priorità per il pubblico più esigente.

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12.10.2015
È subito chiaro che Steve Jobs è molto di più di un semplice biopic sul guru della Apple, e, per questo stesso motivo, è addirittura migliore di quanto ci si sarebbe potuti aspettare.

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Anne Thompson (blogs.indiewire.com)
12.10.2015
È emozionante. L'abile ensemble riesce a portare sullo schermo quest'uomo complesso, il quale, anche dopo la morte, continua ad affascinare miliardi di persone intorno al mondo.

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David Ehrlich (www.timeout.com)
12.10.2015
Steve Jobs il film è molto simile a Steve Jobs la persona: straordinariamente geniale quando non ti sta spezzando il cuore.

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Justin Chang (variety.com)
12.10.2015
La performance coinvolgente di Michael Fassbender alimenta questa versione geniale, esasperante ed incredibilmente anticonvenzionale della vita di un visionario americano.

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