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Roberto Recchioni
26.06.2017
Transformers: L’Ultimo Cavaliere è il capolavoro e l’opera massima di un genio, e la cattedrale costruita da un pazzo. Nessun compromesso. Nessun passo indietro. Nemmeno davanti all’apocalisse. Bayhem per sempre.

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4 Transformers: L'Ultimo Cavaliere è Michael Bay alla...
4 Transformers: L'Ultimo Cavaliere è Michael Bay alla quinta! Solo quello, solo il suo meglio, senza un senso.

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Julian Roman (movieweb.com)
22.06.2017
Transformers: The Last Knight è un imponente trionfo di effetti speciali con una storia che stordisce. I fan del film d'animazione del 1986 saranno pronti per un giro su questa giostra.

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Lorenzo Pedrazzi (Screenweek.it)
21.06.2017
Lo spettacolo di CGI è tecnicamente accurato, e garantisce alcuni momenti suggestivi dove i corpi dei robot si fanno contemporaneamente “materici” e astratti, grazie al contrasto fra l’evanescenza del digitale e la solidità del metallo. Ma il gioco è diventato fin troppo ripetitivo per stupire ancora, e la fragilità del racconto relega in secondo piano qualunque lettura metatestuale.

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4 LO Spettacolo. LA Tecnica. I detrattori aprioristic...
4 LO Spettacolo. LA Tecnica. I detrattori aprioristici di Michael Bay possono attaccarsi a qualunque cosa, ma se non riescono a capire la grandezza della regia si perdono grandi cose, accecati dall'odio. | #Transformers5

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Mark Hughes (www.forbes.com)
22.06.2017
Alla fine della fiera, questo film vuole semplicemente offrirvi un paio d'ore di pura evasione, piene di esaltanti scene d'azione, fantastici effetti visivi ed un mucchio di battute stupide, per lasciarvi con la sensazione di essere appena scesi dalle montagne russe.

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Neil Genzlinger (www.nytimes.com)
22.06.2017
Se per qualche motivo quello che vi è piaciuto dei film precedenti sono le prolungate ed incoerenti scene di battaglia, quella che segna l'apice di questo film appartiene ancora ad entrambe le categorie.

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Ariel Scotti (www.nydailynews.com)
22.06.2017
Uno dei punti di forza di questo franchise è l'abilità di bilanciare l'azione ad alto rischio e le esplosioni con botte di umorismo. La salvezza della Terra e dell'umanità viene accompagnata da battute e sorprese che intrattengono tutto il pubblico.

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Peter Travers (www.rollingstone.com)
22.06.2017
Esatto, zero stelle è il voto che vedete qua sopra. Ogni volta che Michael Bay dirige un altro abominio della serie Transformers (questo è il quinto), il mondo del cinema muore un po'. Questo fa diventare dei capolavori tutti gli altri falliti blockbuster dell'estate.

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James Berardinelli (www.reelviews.net)
22.06.2017
Distillandone l'essenza, The Last Knight è un'orgia di incoerenza, un assalto sensoriale che soffoca lo spettatore in una cavalcata di incontinenza in effetti speciali.

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Simone Martinelli (www.lascimmiapensa.com)
22.06.2017
Un cinema odiato, ma al tempo stesso amato da molti. Questo nuovo capitolo non è esente da questo tipo di caratteristiche e non si discosta per nulla dai precedenti capitoli. Elementi che iniziano ad annoiare un certo tipo di spettatore, che diventano confusionari all’interno di una trama minuscola e dispersiva. Personaggi caratterizzati al minimo, alcuni di loro dimenticati e completamente inutili, ma ad alcuni, purtroppo va bene così.

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Riccardo Rinaldi (www.gamesvillage.it)
22.06.2017
Per quanto riguarda la lunghezza del film la risposta che ci si può dare è sempre la stessa e dipende sempre da lui: è un film di Michael Bay. Le parti morte, quelle inutili e i combattimenti senza senso si sprecano, rendendo il film appena sopportabile e ringraziamo il cielo quando dopo due ore e mezza riusciamo finalmente a leggere il vero titolo del film, ovvero “Directed by Michael Bay“.

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Francesco Lomuscio (filmup.leonardo.it)
22.06.2017
Due ore e mezza che, infarcite di immancabile ironia, Michael Bay - come sempre dietro la macchina da presa - tende a mettere in piedi ricorrendo sì ai suoi consueti ralenti in numerose occasioni, ma anche ad un ritmo generale che non fatica ad apparire in diversi casi martellante.

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Daria Pomponio (quinlan.it)
22.06.2017
Chiacchiere, fragore e grida, umane e robotiche, caratterizzano dunque Transformers – L’ultimo cavaliere, che riesce a raggiungere un po’ di fascinazione grafica soltanto nel corso dello scontro finale. Peccato che i volti inebetiti dei personaggi umani stiano lì a ricordarci che gli attori, di fatto, hanno recitato da soli, circondati da poco interattivi green screen. La convivenza tra uomini e robot è ancora di là da venire.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
22.06.2017
Il problema, al solito, è nella verbosità del processo, nella prolissità di spiegoni inevitabili per una saga che ogni volta deve sostenere la propria ipertrofia (e renderla comprensibile al pubblico) e di scontri interminabili, nei quali a un netto miglioramento delle coreografie sembra corrispondere una sempre meno convincente distinzione tra le parti in causa.

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Luca Marinelli Brambilla (www.staynerd.com)
22.06.2017
Transformers: L’ultimo Cavaliere purtroppo è un film che non riesce a decollare, e probabilmente non è neanche del tutto colpa sua dopo quattro capitoli troppo simili, tra loro e con quest’ultimo. Il risultato evidenzia la difficoltà di non annoiarsi lungo le due ore e mezzo di durata della pellicola, anche a causa di un ritmo troppo diluito ed un numero insufficiente di scontri tra Transformers. Rimane di primo livello l’impianto estetico e visivo, sia per gli effetti speciali e le scelte stilistiche che per le location. Buono anche il lavoro degli attori ed i nuovi Transformers introdotti in quest’ultimo film.

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Roberto Leofrigio (talkymovie.it)
22.06.2017
La pellicola è nel suo complesso all’altezza dei film del franchise e poco importa se molti, critici compresi, non comprendono determinati passaggi, lo scopo è intrattenere lo spettatore ed è pienamente raggiunto.

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Valentina Zanasi (nerdmovieproductions.it)
22.06.2017
Belle le scene delle battaglie, belli gli accenni di storia, ancora da amalgamare meglio le due componenti, di trama e di effetti speciali. I secondi, infatti, sono ancora i protagonisti indiscussi, a scapito di una successione degli eventi curata.

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Andrea Fornasiero (www.mymovies.it)
22.06.2017
Cinema implacabile che stimola lo spettatore e ne riempie gli occhi con immagini dalla spettacolare maestosità.

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Valerio Sammarco (www.cinematografo.it)
22.06.2017
Due ore e mezza di delirio ipercinetico e visionario, con flashback che si perdono nell’esplosività sanguinolenta di battaglie medievali e che si alternano a improbabili ma quanto mai adrenalinici inseguimenti a 300 km/h per le strade di metropoli trafficate come Londra o nelle polverose lande desertiche di outback ai confini del mondo: Michael Bay non si ferma di fronte a nulla, è un monster truck che schiaccia ogni cosa con la sua mdp stereoscopica che l’IMAX (supponiamo) esalta ogni oltre immaginazione.

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Yuri Polverino (www.spaziogames.it)
22.06.2017
Se volessimo fare le pulci a questo film, ci troviamo nella situazione di dire senza troppi problemi che registicamente è pressoché inattaccabile (contestualizziamolo al genere, vi prego, non è un concetto assoluto): Michael Bay sente la necessità di fare sempre di più dei capitoli precedenti; è come se sentisse dentro di se l'esigenza di pompare esponenzialmente i muscoli dei suoi blockbuster volta dopo volta. Se con il quarto capitolo non ci era riuscito, qui la missione invece è compiuta.

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Domenico Misciagna (www.comingsoon.it)
22.06.2017
Il problema vero è che Bay fa fatica a conciliare il suo taglio usuale con quello che evidentemente la casa madre sta cominciando a impostare: tutto ciò che abbiamo elencato, anche se divertente, viene spento e riacceso come un interruttore, alternato con la solita retorica.

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Lorenzo Colapietro (www.cinematographe.it)
21.06.2017
Con Transformers – L’ultimo Cavaliere, Michael Bay prova a portare avanti un franchise che ormai sembra essersi perso nei meandri di una trama inconcludente ed eccessivamente caotica, se sia l’ultimo atto di una saga ormai ingestibile non lo sappiano, però per non farci mancare nulla non perdetevi la scena post credits che, purtroppo per noi, un Transformers 6 si fa ancora in tempo a inserire.

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Karin Ebnet (www.movieforkids.it)
21.06.2017
I più azzeccati, quelli che conquisteranno il cuore di grandi e piccini, sono il maggiordomo Cogman che ricorda C3-PO di Star Wars (non manca anche il riferimento), Sqweeks, l’unico robot non trasformabile ricavato da una Vespa e i cuccioli di dinosauri meccanici. Ancora più veloce e ancora più spettacolare è anche la trasformazione dei robot alieni in veicoli. Bumblebee che si divide in tanti pezzi per spiazzare i nemici e si ricompone pian piano distruggendo nel frattempo tutto quello che incontra è un vero spettacolo per gli occhi.

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Giulio Cicala (www.cinetvlandia.it)
21.06.2017
Sir Edmound Burton (Anthony Hopkins) è il narratore/traghettatore del film che conosce la storia segreta dei Transformers e il loro legame con i cavalieri della tavola rotonda. Ad aiutarlo c'è la bella di turno, l'intellettuale e raffinata docente di Oxford Vivian Wembley (Laura Haddock), insieme allo schizofrenico e divertente robot Cogman, una spalla comica decisamente riuscita che si fa ricordare in mezzo a tutto il delirio esplosivo e spettacolare. Il resto del cast è noto e funziona bene, a partire da Mark Wahlberg, divertente e decisamente fuori dal convenzionale vedere Stanley Tucci nel ruolo di Merlino alquanto diverso dai clicchè del genere fantasy.

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Davide Stanzione (www.bestmovie.it)
21.06.2017
Transformers – L’ultimo cavaliere, perfetto blockbuster estivo, è il primo film interamente girato in IMAX 3D nativo della storia del cinema (una novità assoluta, che solo un titano come Bay, forse, poteva sostenere), si è avvalso di 14 sceneggiatori non ufficiali chiusi in una stanza e il risultato, che mescola Cuba e Stonehenge, il nazismo e un sottomarino da rimettere in funzione, la Namibia e le Badlands americane, si configura non a caso come l’apice di un’eccitazione condivisa, fin dal processo creativo, che denota un’idea di cinema in cui ogni tecnologia sufficientemente avanzata, parafrasando la frase di Arthur C. Clarke esplicitamente citata, è inscindibile dalla magia.

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Alessio Camperlingo (www.ecodelcinema.com)
21.06.2017
Arrivati a questo punto non si sa se possa essere una buona idea portare avanti fino allo stremo una saga cinematografica che si può dire finita già due film fa. Ormai caduta nell'esagerazione, puntando solamente sugli effetti visivi, che sono sicuramente il tratto distintivo di questo film; i colori e la fotografia sono anche belli da vedere e nonostante il CGI molto realistico, il tutto è assolutamente reso banale e quasi noioso per via dell’eccesso.

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Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it)
21.06.2017
I 60 minuti conclusivi racchiudono l’estrema essenza de L’Ultimo Cavaliere, dove il regista evolve insieme ai robot e propone il suo spettacolo visivo di combattimenti, draghi-robot volanti e astronavi di dimensioni eccessive (l’aggettivo non rende giustizia). Tutto è limpido, coadiuvato da un aspetto visivo che rimanda a scontri di epiche proporzioni, come Davide contro Golia, con umani e robot che combattono fianco a fianco per una causa comune.

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Sandra Martone (cinema.everyeye.it)
21.06.2017
Complice una trama eccessivamente complessa, dilatata, gestita con poca perizia e dei personaggi solo accennati, quello che dovrebbe segnare l'addio al franchise dei robottoni Hasbro del suo regista risulta essere forse il peggiore dei film a loro dedicati. Ed è un peccato perché le basi per un buon blockbuster, dalle idee vincenti al cineasta giusto, c'erano davvero tutte.

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William Maga (www.ilcineocchio.it)
21.06.2017
Se questo è davvero il commiato alla saga tratta dai giocattoli della Hasbro per il regista, non avrebbe potuto esserci uscita di scena più sbagliata: nessuna esagerazione, una narrazione poverissima, mancanza di una qualsiasi novità, sessismo, tracotanza, umorismo da due soldi e ricorso a effetti speciali e CGI per coprire i buchi della trama.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
21.06.2017
Tutto quello che questo film comprensibile anche senza dialoghi ha di interessante da dire e di attraente da proporre, sta infatti nella maniera personalissima in cui agita il minuscolo e il gigante, in cui fonde quella che di fatto è animazione (più di tre quarti film è creato in digitale) con la concretezza della guerra personale del suo autore, quella che combatte contro se stesso per un cinema che sia sempre più immenso, grandioso, spettacolare e incredibile. Sempre di più.

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