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Filippo Magnifico
21.05.2015
La prossima settimana San Andreas, lo spettacolare disaster movie ad alto contenuto di terremoti con protagonista Dwayne Johnson, arriverà nelle sale italiane. Ecco la nostra recensione...

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Francesca Caruso (www.cinemalia.it)
29.05.2015
Sono delle sequenze che tengono incollato lo spettatore fino all’ultimo istante, perché il dubbio che non ce la facciano è sempre lì in un cantuccio – anche se piccolo – della nostra mente. Gli elementi messi in campo sono resi al meglio. È un film che piacerà agli amanti del genere, ma non solo: è confezionato in maniera tale da piacere a diverse tipologie di pubblico.

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Marco Alocci (www.myreviews.it)
29.05.2015
L’obiettivo è fin da subito quello di puntare su una ben riuscita spettacolarità raggiunta grazie all’ottimo connubio fra effetti speciali notevoli e visivamente spettacolari ed un comparto sonoro di alto livello che proietta lo spettatore con efficacia tra i crolli, le macerie ed i rottami di una città americana squassata dal sisma.

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Roberto Giacomelli (www.darksidecinema.it)
28.05.2015
Nella più classica delle tradizioni hollywoodiane, Brad Peyton, che aveva già diretto Johnson nell’avventura in 3D Viaggio sull’isola misteriosa, confeziona un disaster movie che possiede tutti i crismi del genere, nel bene e nel male. All’intrattenimento assicurato e alla messa in scena di un marasma di distruzione che giunge a vette di spettacolarità sorprendenti, si uniscono una prevedibilità assoluta degli eventi portati in scena e una caratterizzazione dei personaggi che più minimal non si sarebbe potuto fare.

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Davide Salvadori (www.staynerd.com)
28.05.2015
Dialoghi e narrazione sono quasi a misura di teen movie: non esiste drammaticità, non esiste spessore nei personaggi, non esiste pathos ne alcun espediente che crei la MINIMA tensione. Tutto è terra-terra, edulcorato da un costante occhio puntato su “roba che crolla” e sulla superficialità con la quale viene affrontata la situazione.

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Luca Marra (it.ibtimes.com)
28.05.2015
Un film che si merita l'etichetta popular di "pop corn movie" a pieno titolo da vedere per puro intrattenimento e nient'altro, anzi altro c'è: ammirare la splendida Alexandra Daddario.

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Simone Bracci (www.filmforlife.org)
28.05.2015
Al di là delle scene adrenaliniche, c’è molto poco da commentare, questi film sono il cliche che determina la definizione dispregiativa “americanata”, ovvero lavori “pompati” in post, che raggiungono il loro apice di demenzialità con la classica folata di vento sulla bandiera a stelle e strisce a conclusione di una lotta selvaggia (e impari) uomo contro natura.

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Gabriele Niola (www.mymovies.it)
28.05.2015
La dinamica esasperata del salvataggio all'ultimo secondo è utilizzata di continuo per ogni situazione e del resto ogni distruzione lascia i protagonisti illesi o al massimo graffiati, tranne quando ha delle conseguenze mortali, le quali tuttavia vengono iperbolicamente risolte. Morte e vita perdono in breve di ogni valore, quella tensione alla sopravvivenza, quel sottile senso di precarietà di fronte ad una tragedia di molto superiore all'umano che anima il genere catastrofico si perde quasi subito.

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Francesco Alò (www.badtaste.it)
28.05.2015
È un film che potrebbe dividere molto: chi forse avrebbe voluto The Rock più forte e chi amerà The Rock così fragile. A noi San Andreas convince per la sua messa in scena piena di energia e per una famiglia middle class (Ray + Emma + Blake) piena di problemi naturali

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Domenico Misciagna (www.comingsoon.it)
27.05.2015
Se gli effetti speciali sul set e visivi in postproduzione funzionano così bene nel creare lo straordinario e il plausibile, bisognerà ammettere che la prevedibilità e le forzature della sceneggiatura diventano tuttavia una forza opposta e contraria alle migliori carte che il film ha da giocare. In una scena siamo spiazzati dalla violenza di una scossa o da uno scorcio urbano impressionante, nella successiva attendiamo disperatamente di essere spiazzati da un'interazione improbabile tra personaggi tagliati con l'accetta.

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Michelangelo Iuliano (www.cinematografo.it)
27.05.2015
Sorvolando sull’assurdità narrativa di molte situazioni, la rasentata stupidità di diversi dialoghi e la mancanza assoluta di qualsiasi spunto di originalità in ogni aspetto della trama, bisogna ammettere che dà sempre una certa soddisfazione ammirare sul grande schermo la distruzione totale di un grande agglomerato urbano a causa di un cataclisma di proporzioni bibliche. E almeno questo, a San Andreas e ai suoi effetti speciali di alto livello, glielo concediamo.

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Emiliano Cecere (www.cinematographe.it)
27.05.2015
il film viaggia a un ritmo quasi estenuante: non c’è un minuto per respirare, il moto è frenetico e incessante e questo crea una narrazione incalzante, accrescendo la palpitazione nel pubblico in sala. Straordinari gli effetti speciali, accresciuti e potenziati da un 3D mai stato così utile alla causa scenica.

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Andrea Facchin (www.bestmovie.it)
27.05.2015
San Andreas fallisce in ciò che Fast & Furious ha trasformato nella sua fortuna, ovvero la furbizia di giocare con i topoi del contesto di riferimento, senza prendersi troppo sul serio. Il linguaggio del film è povero, ma potrebbe funzionare all’interno di un target adolescenziale.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
27.05.2015
Guardando San Andreas pare proprio che non vi sia via d’uscita e che determinate produzioni debbano dunque per forza di cose essere assurde, inconsistenti, oltre che poco oneste. Viene da credere a quella proporzione per cui più alto è il budget più demenziale e vuoto è il film.

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