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Roberto Recchioni
17.10.2017
IT è il Goonies 2 che non avremo mai, o il Super 8 che sarebbe dovuto essere. Anzi, al netto del fattore nostalgico che la pellicola di quel genio di Richard Donner si porta dietro, mi sento di dire che IT è meglio di Goonies perché qui i “piccoli brividi” che lo pervadono hanno denti veri e affilati che mordono davvero.

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4 IT è il quasi perfetto adattamento cinematografico ...
4 IT è il quasi perfetto adattamento cinematografico di uno dei tanti romanzi che non potranno mai essere portati sul grande schermo senza perdere qualcosa per strada, ma che nel diventare film posso avere la fortuna di essere arricchiti da interpretazioni e messa in scena in una sintesi degna dell'opera d'origine. La più grande qualità del film è la modernità, la capacità di riempire i cinema, una cosa che solo i film che sono in grande risonanza col pubblico sono in grado di fare e le sale piene, quando riempite per un film del genere, sono il miglior giudizio critico che possa esistere. Certo anche a me manca qualcosa che avrei preferito trovarci, ma non è mai possibile accontentare tutti. Volendogli trovare un difetto è che ad un certo punto si allunga e il gioco diventa ripetitivo, ma sono piccole cose se paragonate all'intrattenimento offerto.

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Emanuele Di Porto (www.sentieriselvaggi.it)
20.10.2017
Il film realizza una sovrapposizione tra due epoche diverse che si sono felicemente stratificate tra di loro. Il tempo in cui l’autore rievoca i propri traumi di bambino si somma a quello dello spettatore che le ha lette. La scena più riuscita di It è quella in cui i giovani protagonisti vanno a nuotare. È uno dei pochi pomeriggi d’estate che passano senza pensare alle visioni e ai lutti che li perseguitano. È allora che Beverly fa il suo primo ingresso nel club dei perdenti nel bel mezzo di una gara di sputi. Andy Muschietti riesce a far convivere il senso di solidarietà infantile con le prime ingenue attrazioni sessuali. Il gioco innocente nell’acqua si confonde inevitabilmente con gli sguardi rubati alle forme accennate della loro nuova amica. È un istante puramente kinghiano che dichiara un’adesione empatica che va oltre la fedeltà o il tradimento della narrazione. La tecnologia ha consentito alla sceneggiatura di Cary Fukunaga e alla sua riscrittura di Gary Daunerman di rispettare la natura mutaforma della creatura malefica che si ciba di Derry. La sua caratteristica di presentarsi come la paura peggiore delle sue giovani vittime autorizza anche una seconda forma di aggiornamento.

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Adriano Ercolani (blog.screenweek.it)
06.09.2017
IT di Andy Muschietti è una trasposizione molto lucida e sentita di un romanzo quasi impossibile da portare al cinema in tutta la sua forza narrativa.

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Gabriella Giliberti (leganerd.com)
20.10.2017
IT incarna il concetto di paura presentandosi, più che spaventoso, disturbante e inquietante. Lasciando un turbamento nello spettatore anche dopo i titoli di coda.Una storia che porta a riflettere sul mondo dell’infanzia, quella rubata e quella oppressa dalle figure genitoriali, quella combattuta a suon di cazzotti o distrutta da una trama fin troppo tranquilla o vivace. Un ventaglio di sfumature molto differenti tra loro che portano, soprattutto nello sguardo degli adulti, a riflettere su tematiche ben diverse da quelle che ci si potrebbe aspettare da un "banale film dell’orrore".

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Marco Paiano (movies.gamesource.it)
20.10.2017
Nel mare di mediocrità che affolla il cinema contemporaneo e in un panorama horror troppo spesso concentrato più sul singolo jumpscare che sulla costruzione di un’adeguata suspense e di una palpabile inquietudine, It si rivela un prodotto ampiamente sopra la media, capace di spaventare ma anche di raccontare con tatto e sensibilità la dolcezza e le avversità del passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Non un capolavoro, ma un adattamento riuscito e fedele, che riesce nella non facile impresa di rendere giustizia al romanzo di King e di trasporre su pellicola almeno parte della magia di uno straordinario racconto di formazione e di crescita, ponendo al tempo stesso le basi per un secondo capitolo più maturo e legato alla contemporaneità.

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Martina Calcabrini (www.taxidrivers.it)
20.10.2017
Il nuovo Pennywise, interpretato da un ipnotico Bill Skarsgard, non è Freddie Krueger: la notte si limita a minacciare i ragazzi ma preferisce attaccarli in pieno giorno, attirandoli verso l’ignoto. Abile intrattenitore e giocoliere, Muschetti plasma la sua creatura come un vero e proprio romanzo di formazione, pieno di effetti speciali, colpi di scena e pugni nello stomaco. Il nuovo IT, quindi, è più di una pellicola dell’orrore, è un vero e proprio inno alla vita e alla lotta per salvaguardare tutto quello che, ancora, c’è di buono nel mondo.

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Benedetta Bragadini (www.rollingstone.it)
20.10.2017
La vera forza del film sono i ragazzini: dal balbuziente Bill all’esperto di storia sovrappeso Ben, passando per Beverly, indipendente e insieme fragile (bravissima Sophia Lillis) a causa degli abusi subiti dal padre.Perché It è un horror, certo, ma è anche e soprattutto un racconto di formazione divertente e toccante (un po’ alla Stand By Me), dove i protagonisti non hanno bisogno di un clown a terrorizzarli: ne hanno già abbastanza dei genitori e dei bulli della scuola.

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Michele R. Serra (www.smemoranda.it)
20.10.2017
Rimane la certezza che la parte più riuscita del racconto sia quella che parla di adolescenti in una piccola città degli Stati Uniti negli anni Ottanta, di primi amori, di amicizia romantica e piccole enormi violenza. I ragazzi possono essere persino più mostruosi del clown. E forse è esattamente questo, il punto. Ok, alcuni ragazzi sono mostruosi, altri invece perfetti. Soprattutto, perfettamente assortiti: il casting che ha scelto i protagonisti è calibrato al millimetro.

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Alessandra Levantesi Kezich (www.lastampa.it)
20.10.2017
Trasportando l’ambientazione dagli originari Anni 50 agli Anni 80, semplificando (magari un po’ troppo) e facendo buon uso di un convincente cast di giovanissimi, l’argentino Andrés Muschietti si mostra abile a disseminare l’assolata quotidianità di un’estate diversa dalle altre di un susseguirsi di episodi di terrore che sembrano attingere alla sfera del sogno o della fantasia.

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20.10.2017
IT è una sfida (vinta): il terrore si dipinge sugli occhi dello spettatore seduto in sala, tuttavia (voyeuristicamente) ne vuole ancora, nonostante si copra gli occhi con le mani. Un meccanismo perfetto che permette al film di Muschietti di farsi largo tra le produzioni horror moderne e ritagliarsi un piccolo posto tra i cuori degli spettatori che sono in grado di andare oltre la superficialità dell’immagine e riconoscere il reale obiettivo del romanzo di King: raccontare l’estate di transizione di un gruppo di giovani ragazzi in procinto di crescere e che per questo motivo devono lasciarsi le proprie paure alle spalle. Affrontando IT e le sue trasformazioni.

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Mario A. Rumor (ilmucchio.it)
20.10.2017
It, così come è strutturato, cioè come un tradizionale horror anni 80 che prevede conflitto finale, e nonostante le solenni promesse dei perdenti, è opera perfettamente autonoma e autogestita. Questo perché il prodigio vero – chissà quanto dovuto a perorazione cultuale e nostalgica di classici come I Goonies e soprattutto Stand by Me – sta nella parte buona di Derry: i ragazzini che vivono un romanzo di formazione macabro e crudele, senza più confini netti tra incubo e realtà, rischiando la pelle per diventare gli adulti che ancora non abbiamo conosciuto, ma di cui sappiamo tutto. Muschietti non si permette restrizioni, prende il pacchetto completo: dal donchisciottesco correre in aiuto della fanciulla al baciare la fanciulla. Con in mezzo sfumature di grigio per colorare le insicurezze, la necessità di defilarsi, l’immaturità dei giovani protagonisti.

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20.10.2017
Tante volte gli adattamenti cinematografici delle opere di Stephen King sono difficili da gestire e vengono realizzati nel peggiore dei modi. In generale adattare un qualsiasi romanzo non è semplice, per la differenza dei canali di comunicazione così diversi che i due media propongono. Tuttavia ci troviamo di fronte ad un caso eccezionale: la pellicola ha la responsabilità importante di gettare basi solide per quello che sarà il proprio seguito risultando ben curato e soddisfacente per ogni tipo di spettatore. Da chi è facilmente impressionabile e vuole guardare un horror leggero, più simile ad una favola nera in diversi momenti, fino ai puristi del genere, passando per coloro che, come il sottoscritto, hanno letto il romanzo e si aspettano di ritrovare le avventure dei Perdenti in quel di Derry, è quasi impossibile non rimanere soddisfatti durante i titoli di coda.

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Edoardo Montanari (www.cinemamente.com)
18.10.2017
Andrés Muschietti è al secondo lungometraggio, e già vorremmo abbracciarlo. Non per amore, ma per la sua regia morbida, lineare e descrittiva contornata di inquadrature metanarrative. Semplice ed affabulatoria, la scelta che Muschietti ha fatto di ogni quadro asseconda perfettamente gli stati d’animo dei protagonisti sia gli effetti speciali; e per questo gli vanno i nostri ulteriori complimenti. Sia nel dimensionale che nel materiale la presenza di Pennywise è sempre spaventosa. Merito di una regia sapiente e misurata, non c’è che dire.

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Francesca Ferrandi (www.amando.it)
18.10.2017
Ce ne ce sarà un secondo? Lo speriamo. Perché quel che il regista Andy Muschietti ha saputo creare è un prodotto eccellente, che pur non calcando fedelmente la trama del romanzo, ne conserva l'atmosfera, i toni cupi, la suspense. Anzi, ha fatto ancor di più: ha preso la materia horror nata dal genio dello scrittore statunitense e l'ha trasformata in qualcosa di più... umano.

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Simone Stefanini (www.dailybest.it)
18.10.2017
IT di Muschietti è una dichiarazione d’amore all’adolescenza, è il nuovo Goonies, è un film di formazione e d’avventura travestito da horror. Guardatelo, anche se in cuor vostro avete paura, alla fine ne uscirete commossi.

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Nico Parente (nosun.org)
18.10.2017
In IT di Muschietti è possibile approfondire la complessità del mostro, la sua debolezza e la sua introspettiva ferocia attraverso una messa in scena spettacolare e al contempo, a tratti, grandguignolesca che rende onore al personaggio circense. La paura non manca, seppur il film si presenta più indicato ai teenager che agli adulti, ma nel complesso Muschietti confeziona un lavoro della durata di 135 minuti che, a dispetto dei tanti prevenuti accorsi in sala, regge il ritmo indiavolato e non scivola in prevedibili cliché.

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Giorgia Lo Iacono (www.wilditaly.net)
18.10.2017
L’aspetto davvero vincente del film di Muschietti risiede infatti nel gruppo dei suoi giovani protagonisti. In questo suo proporsi come pellicola di formazione e amicizia – pur senza quei rituali fondamentali nel libro – It cattura, diverte, ricorda com’è essere un ragazzino, con tutte le sue difficoltà e turbamenti. Ridi con Richie (Finn Wolfhard), ti identifichi con Bill o Ben (Jaeden Lieberher e Jeremy Ray), provi timori insieme a Eddie, Stan o Mike (Jack Dylan Grazer, Wyatt Oleff, Chosen Jacobs), ti innamori di Beverly (Sophia Lillis). Diventi un membro del club dei perdenti anche tu. Sembra più di trovarsi dalle parti di Stand by Me che di It.

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Stefano Dell'Unto (www.mangaforever.net)
18.10.2017
Accadono troppe cose troppo in fretta. Ne giova il ritmo, la pellicola non annoia, ma non c’è tempo per per assimilare i fatti, soprattutto nella seconda parte. L’epica battaglia coi sassi contro il bullo Henry Bowers e i suoi compagni è uno dei momenti culminanti del romanzo. Qui viene inserita dopo appena un’ora e non ha l’afflato necessario. Il rapporto di Henry e Beverly con i rispettivi padri viene risolto in due scene. L’edizione estesa non migliorerà la situazione, anzi, aggiungerà ulteriore carne al fuoco.

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Mirko Lomuscio (www.youmovies.it)
17.10.2017
Muschietti non gioca affatto con nessuna ricostruzione naturale e non intende rendere Pennywise un clown ambiguo, lui la butta subito sull’orrore vero, puro, mostrando all’istante un incipit estremo (la scena della barchetta con il piccolo e sventurato Georgie) e poi sfruttando un diabolico Skarsgard nei momenti in cui c’è da sobbalzare dalla poltrona (in certi casi memore del Freddy Krueger della serie Nightmare).

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Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it)
17.10.2017
Muschietti trascende il genere per creare qualcosa di diverso, difficilmente catalogabile; uno di quei film che affiancano soluzioni facili ad altrettante coraggiose, eppure tutto si amalgama perfettamente, rendendo IT un vero e proprio successo sia commerciale che di critica.

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Emanuela Giuliani (www.cinemachepassione.it)
16.10.2017
La costruzione ben fatta e definita dei personaggi permette di far emergere ed intensificare chiaramente il punto debole appartenente ad ognuno di loro. Splendida ed ipnotica l'interpretazione di Bill Skarsgard, il quale, incarnando egregiamente i panni di un Penniwise/It dall'immagine fascinosamente diabolico ed intrigante e totalmente rinnovata, riesce a trasmettere e a far percepire l'animo malvagio del clown. It è ammaliante, coinvolgente ed emozionante.

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Davide Colli (darumaview.it)
16.10.2017
Bill Skarsgard regala al pubblico una rilettura del personaggio di Pennywise mostruosa per quanto sia riuscita in modo sublime, ma non da meno sono i ragazzini protagonisti, la cui alchimia nei continui scambi di battute è probabilmente il punto forte dell’intero film. [...] IT è senza alcun dubbio un film imperfetto, ma la scelta di conferirgli un piglio da storia di crescita giovanile anni 80, senza scendere nello smaccato copia e incolla di tali atmosfere e quasi trascurando l’anima horror del prodotto, ne fanno un film irresistibile e un evento cinematografico imperdibile di questo 2017.

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Manuel Enrico (www.justnerd.it)
16.10.2017
Muschietti sembra aver concepito il suo film per i coetanei dei Perdenti, più suggestionabili a certe sollecitazioni, grazie ad una maggior immedesimazione con i protagonisti. Così, vedendolo con occhio meno critico e prevenuto, It diventa un film tutto sommato gradevole, non il capolavoro osannato da molti, ma un divertimento semplice e con qualche interessante spunto di riflessione, un film da vedere seduti tranquillamente sul divano senza troppo impegno e attenzione.

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Carlo Andriani (www.newscinema.it)
16.10.2017
Dagli impacciati adolescenti di Stand by Me ai guizzi horror di Nightmare e l’ironia di Beetlejuice, It funziona dal primo all’ultimo dei centotrentacinque minuti di proiezione. Una perla che, esaltata da sequenze destinate a entrare nell’immaginario horror (in primis quando Pennywise emerge in tutta la sua follia distruttiva dalle diapositive del club dei perdenti) e da effetti speciali straordinari, eleva il cinema di genere. L’unico dubbio è la parziale difficoltà dei Babau degli anni Ottanta di terrorizzare lo spettatore contemporaneo, inclusi i vari Freddy Krueger, Michael Myers, Jason Voorhees e Pennywise. Una piccola involuzione che Muschietti supera a pieni voti confezionando un horror tanto spaventoso ed emozionante quanto nostalgico e meraviglioso.

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Giada Farrace (www.fuoritraccia.eu)
16.10.2017
Muschietti dirige un film godibile, ben fatto e completo sotto svariati punti di vista, quali storia, profilo dei ragazzi e sense of humour. Si tratta infatti di un lavoro accattivante, che ha la capacità di combinare brevi momenti di tensione a sequenze più divertenti e leggere, molto vicine a drammi d’avventura come Stand By me . Un esperimento che si lascia guardare senza alcuna difficoltà, risultando piacevole e stimolante, ma che cela delle debolezze evidenti.

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16.10.2017
IT è tornato in grande stile ed è un grande successo. Tante aspettative a questo punto per il prossimo capitolo (questo è solo Chapter One) perché il primo ha tutta l’aria di essere solamente il preludio a qualcosa di molto più terrificante e sanguinoso. Il vero horror deve ancora venire.

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Gabriele Niola (www.wired.it)
16.10.2017
Questo regista che viene dall’horror puro (il suo film d’esordio, La madre, era stato fatto sull’onda di un suo cortometraggio molto breve e molto spaventoso, messo su YouTube e balzato agli occhi dei produttori) sorprende tutti dimostrandosi bravissimo far lavorare un cast eccellente. Sebbene ci sia molto poco da stupirsi del fatto che il film è scritto bene (sarebbe più giusto dire “adattato bene dalla scrittura di King”), sorprende moltissimo la maniera in cui i 7 protagonisti recitino e interagiscano sopra ogni media conosciuta, anche per il cinema americano.

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Alberto Muraro (www.gingergeneration.it)
16.10.2017
Raramente capita di trovare un horror così ben fatto, e guai a chi si permetta di dire il contrario: IT – Il Film è un vero e proprio gioiellino, sotto ogni punto di vista, per cui vi invito a farvi coraggio e ad andare al cinema, perché ne varrà assolutamente la pena (fosse anche soltanto per le emozioni della battaglia finale).

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Emanuele Manco (www.fantasymagazine.it)
16.10.2017
La credibilità dell'operazione non si posa solo su una regia misurata e precisa, ma anche dalla ottima alchimia del cast di piccoli attori. Nessuno demerita ma nel gruppo spiccano il già veterano Finn Wolfhard (premiato per Stranger Things, altro omaggio a King e agli anni '80), Sophia Lillis, quasi una novella Molly Ringwald, e il misuratissimo Jeremy Ray.

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16.10.2017
Il nuovo Pennywise spaventa: è il risultato di un accumulo maniacale di particolari: i dentoni da coniglio, un trucco e un costume davvero dark. Ma c’è un momento in cui il personaggio diventa il film stesso: proprio durante la sua prima apparizione all’interno della fessura di scolo per l’acqua piovana quando, durante il suo dialogo con George, l’occhio sinistro del clown danzante inizia a pendere da un lato, come attirato da un’innaturale forza di gravità. Uno strabismo macabro che sta lì a dimostrare che la forma umanoide dell’entità è qualcosa di instabile pronta a collassare da un momento all’altro.

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Maria Teresa Ruggiero (www.universalmovies.it)
16.10.2017
Non é facile portare sullo schermo la stratificazione emotiva che trasmettono le pagine di King, ma gli sceneggiatori (Chase Palmer, Cary Fukunaga e Gary Dauberman) sono riusciti, seppur elaborando dei sapienti tagli, a dar vita a quelle sensazioni di terrore appena lo sguardo dello spettatore incrocia quello del trasformista assassino.

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Mauro Gervasini (filmtv.press)
16.10.2017
Da un punto di vista produttivo l’intento di trasformare Pennywise nel nuovo Freddy Krueger pare riuscito, dato il botto d’incassi in patria. Proprio la produzione è però il tallone d’Achille di It, studiato a tavolino per coinvolgere un pubblico ben più ampio di quello appassionato del genere. Tutto è ben fatto ma alle sorprese si preferiscono i cliché, i luoghi consueti (case abbandonate, sottoscala sotterranei, pozzi), gli schemi narrativi consolidati. Cose anche del libro, direte, però sottolineate e "frequentate" in maniera un po’ scolastica.

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Martina Barone (www.cinecaverna.it)
16.10.2017
Andy Muschietti con il suo It riesce nell’impresa di onorare un libro tanto amato offrendone una trasposizione più che convincente e che si completerà con l’arrivo del seguente e ultimo – nonché già bramato – capitolo. Un horror che sfrutta ogni mezzo a disposizione per impressionare lo spettatore sotto più angolazioni, dall’utilizzo di un montaggio sonoro egregiamente trattato al racconto lineare del film che in questo modo offre la possibilità di mandare avanti la storia in un continuo crescendo di temuta adrenalina. Palloncini colorati che aspettano solo di venir scoppiati, un pagliaccio che verrà ad abitare nei peggiori incubi, soprattutto quelli ad occhi aperti.

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13.10.2017
Oltre a saltare dalla poltrona e a restarci seduti mai rilassati, ci si commuove e ci si diverte infatti in "It", e ciò succede praticamente ogni volta che viene inserito un tassello determinante alla composizione e all'unione (poi cementata col sangue) di quel club dei perdenti che lentamente entra nei nostri cuori fino quasi a inglobarci al suo interno, rendendoci acuti partecipi di ogni vittoria come anche di ogni sconfitta (e a proposito di questo vale la pena ricordare quanto la presentazione di Ben resti uno dei momenti migliori di tutto il film).

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Giorgio Viaro (www.bestmovie.it)
13.10.2017
La domanda diventa allora: che servizio fa Muschietti a questa allegoria? E la risposta è: molto buono. C’è più amore nella costruzione dei personaggi che degli spaventi, ed è uno scambio che accettiamo volentieri. Ovvero: sono molto più spaventati i personaggi di quanto lo siamo noi come pubblico, perché l’atmosfera funziona più dei singoli accadimenti, cioè l’indizio è più interessante della prova. Il cast è perfetto: ogni personaggio è uno stereotipo sbozzato con amore, una caricatura in cui riconosciamo una verità (nonostante il terribile doppiaggio italiano). Bill, Ben e Beverly (Jaeden Lieberher, Jeremy Ray Taylor e Sophia Lillis, che avrà una carriera pazzesca), in particolare, sono il centro di un triangolo emotivo che è il sostegno su cui tutto il film si appoggia – e si sa che se funziona quell’alchimia lì, in un coming of age, il film l’hai portato a casa.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
13.10.2017
Il primo capitolo del nuovo IT è per fortuna un racconto di formazione prima che uno dell’orrore e come tale trionfa, giocando tra la presenza sovrannaturale e quella molto naturale dell’ordinaria cattiveria umana. A conquistare qui è il rapporto tra l’unica ragazza del club dei perdenti e gli altri, la paura che traspare dalla bocca larga di Richie, l’ipocondria di Eddie e tutti i rapporti che i ragazzi maturano. Sono le loro piccolezze e le debolezze, ma soprattutto come vengono accettate dagli altri, a costituire l’unica salvezza. Talmente tanto che IT è il genere di film in cui si desidererebbe passare quanto più tempo è possibile con i protagonisti, in cui si vorrebbe vivere con loro anche se la loro è una vita terribile, in cui se non si è picchiati o tagliati dai bulli si è uccisi da un mostro.

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Stefano Terracina (www.moviestruckers.com)
13.10.2017
IT è un adattamento più che riuscito del famosissimo romanzo, in grado di far rivivere a chi è cresciuto attraverso le pagine di Stephen King le forti emozioni provate da bambino. Tutti gli altri godranno di un ottimo film horror che mescola al suo interno i temi dell’amicizia, dell’amore e della fiducia in se stessi. Un’avventura spaventosa ed emotiva degna di essere vissuta.

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Giulio Cicala (www.cinetvlandia.it)
13.10.2017
IT non solo ha il merito di riportarci indietro nel tempo ad un cinema che non si fa più (purtroppo), ma riesce al contempo a omaggiare i due cult movie del 1990 e trasformare l'adattamento in un opera propria, soprattutto con delle trovate registiche spaventose e funzionali al racconto, tra momenti onirici e incubi ad occhi aperti. [...] Ciò che ne viene fuori, in quella che è la prima parte ambientata negli anni'80, è un film assolutamente riuscito e di paura, inquietante al punto giusto e con quel amore cinefilo per il cinema di genere. Aspettiamo con trepidazione il nuovo capitolo, in uscita nel 2019, intanto applaudiamo questo primo IT.

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13.10.2017
Con una solida sceneggiatura, IT ci conduce nel bel mezzo della lotta quotidiana intrapresa da una comitiva di ragazzi all’alba dell’adolescenza, contro una triste realtà e un terrore irreale. L’inquietudine serpeggiante mescolata alle rocambolesche vicende dei giovani abitanti di Derry, rende incalzante il racconto e la narrazione procede spedita senza cali di tensione: le due ore si sorseggiano amabilmente senza nessun intoppo. IT, come il suo personaggio muta forma, ha una duplice capacità: quella di soddisfare il palato degli appassionati e di rendersi godibile agli occhi dello spettatore medio.

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Claudio Futmani (www.mondofox.it)
13.10.2017
Nella sintesi cinematografica di Andy Muschietti, il legame potente tra i ragazzini della Banda passa attraverso gli sguardi, gli abbracci e gli scherzi.E quell’estate struggente, sospesa tra sogno e incubo, prende forma. Diversa, ma non meno intensa di quella dipinta da Stephen King.

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Claudio Trionfera (www.panorama.it)
13.10.2017
Personaggi a tutto tondo seguiti nelle loro vite e nei loro rapporti familiari, naturalmente nelle loro paure. Nelle attente diramazioni narrative di un film rotondo, spettacolare e robusto che segue le tracce dell’avventura, del fantasy e dell’horror in un accordo armonico di generi che non tradisce, comunque, le sostanze kinghiane del romanzo o i suoi temi finemente psicologici senza peraltro venir meno a certe specificità del cinema horror medesimo. Siamo più vicini ad uno Steven Spielberg che a un Wes Craven, per dirne una e restare nei paraggi delle categorie di riferimento.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
13.10.2017
IT è un perfetto esempio di cinema che sfrutta le doti, già comprovate con La Madre, di Andy Muschietti, che realizza davvero un film che può considerarsi un erede del film d’avventura (declinata secondo il genere horror) per ragazzi degli anni ’80.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
13.10.2017
C'è la paura, sì, abbastanza, mica poca: perché alcune situazioni - mescolate a tanti inevitabili jump scares - sono abbastanza inquietanti, non solo nell'immediato, e comunque sempre ben congegnate. Perché non si tratta mai di solo orrore. C'è sempre quel qualcosa di più, legato all'essere un ragazzino, all'essere solo o parte di un gruppo, alla costruzione di una nostalgia che - grazie al cielo, e a Muschietti - non è mai vintage o modernariato, ma è fatta di sputi, parolacce, insulti, abbracci, risate, confessioni, occhi che si guardano, mani che si stringono. Col sangue, o senza.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
13.10.2017
Se è vero che Bill Skarsgård è eccellente nel rendere l'ambiguità di Pennywise, un pagliaccio un po' bambino e un (bel) po' mostro, le vere star del film di Muschietti sono proprio loro, i ragazzi: la Beverly Marsh di Sophia Lillis in particolare è uno splendore, un personaggio bellissimo trasposto in modo eccellente e con una interprete dalla bellezza e dal carisma fuori dall'ordinario; il Richie Tozier di Finn Wolfhard (già amatissimo in Stranger Things) è divertente esattamente come il ruolo (e il soprannome Boccaccia) richiede ed è l'amico che vorremmo sempre al nostro fianco; al Ben Hanscom di Jeremy Ray Taylor tocca un ruolo ancora più importante che nel libro, visto che sembra ereditare il ruolo di storico di Derry, ma al tempo stesso impersona perfettamente la dolcezza e la risolutezza che il personaggio impone.

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Edoardo Resta (www.edoluz.it)
13.10.2017
I miei complimenti agli autori e sceneggiatori che sono stati in grado di arricchire la storia, pressoché la medesima, con dettagli e particolari in grado di aggiungere e non togliere. E soprattutto di dare l’impressione di vedere un film nuovo. Fresco. E spaventoso…

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Emiliano Cecere (www.cinematographe.it)
12.10.2017
Il Pennywise di Skarsgaard è pittoresco, poco istrionico e non fa paura, o meglio, è abilmente incastonato in una serie di jump scare che alla lunga annoiano diventando prevedibili. Il suo è il personaggio forse meno riuscito dell’intero film. Tim Curry era riuscito dal canto suo a creare un essere mostruoso, punk e aggressivo, un personaggio che terrorizzava più quando sorrideva che quando aggrediva.

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Rudy Salvagnini (www.mymovies.it)
12.10.2017
Le apparizioni mostruose che prendono sempre più di mira i ragazzini sono gestite con buona misura e hanno discreto valore visuale, pur se, con il passare degli anni e dei film, la figura del clown come icona del male è diventata un po' abusata. La suspense è comunque costruita in modo efficace con ampio utilizzo di effetti speciali, prevalentemente digitali, di buona fattura. Innegabile la spettacolarità del redde rationem che, sotto questo profilo, non delude.

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Michelangelo Bedetti (www.awardstoday.it)
12.10.2017
Molti lettori citano volentieri una frase di King: “I mostri sono reali e anche i fantasmi sono reali. Vivono dentro di noi e, a volte, vincono” ma dimenticano la seconda parte di questa citazione: “Ma è anche vero che i nostri migliori angeli a volte riescono a vincere contro ogni aspettativa” E allora per comprendere se veramente Andy sia riuscito a catturare l’autentica essenza di King non ci resta che aspettare che ci metta davvero a rischio nel secondo capitolo della sua duologia, dopo averci rassicurato con il finale di It: Capitolo Uno.

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Guglielmo De Gregori (www.gamesvillage.it)
12.10.2017
Il nuovo adattamento di It è un film pensato in maniera molto intelligente per il pubblico di oggi. Un'interpretazione moderna, ma allo stesso tempo fedele, dell'immensa opera originale, che basa la sua forza sull'approfondimento psicologico dei personaggi, ancora prima che sull'efficacia del terrore. Una grande prova da parte di Muschietti, che ha saputo prima di tutto cogliere lo spirito di King, e reinventarlo per il grande schermo.

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Tiziano Costantini (www.staynerd.com)
12.10.2017
Per rappresentare le nostre paure e quelle dei protagonisti, il cineasta non si serve solamente di IT in “carne ed ossa”, bensì di un contesto orrifico che in più passaggi riesce davvero bene. Dalle sfumature splatter e da un nauseabondo tripudio sanguigno, si passa rapidamente all’orrore più intimo e psicologico, fino a quello violento ed improvviso che fa – seppur raramente – sobbalzare dalla poltrona. Sotto questo aspetto la paura è amministrata bene, a maggior ragione del fatto che IT, nella sua visione a tutto tondo dell’opera, non è solamente un horror e soprattutto non è un horror tradizionale e in qualche modo sterile.

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Fabrizia Malgieri (www.gamereactor.it)
12.10.2017
A distanza di 27 anni, Andy Muschietti riesce a compiere un'impresa che sembrava quasi impossibile: restituire all'opera di Stephen King la rispettabilità perduta, [...]. Strizzando l'occhio all'effetto nostalgia, che rappresenta uno degli ingredienti basilari di questa intrigante e (nella maggior parte dei casi) fedele reinterpretazione dell'amato romanzo di metà anni Ottanta, il regista di La Madre, qui alla sua opera seconda, offre una pellicola che non ambisce a velleità horror senza spessore, ma che mira ad inquietare e a scuoterci da dentro, portandoci a riflettere su ciò che, in realtà, ci terrorizzava più di qualsiasi altro cosa quando eravamo bambini: restare da soli e diventare adulti. Confezionando una pellicola che non vuole allinearsi al cinema di genere, quanto piuttosto preferisce amalgamare tra loro i diversi registri che hanno reso potente il romanzo di Stephen King all'epoca, riuscendoci alla perfezione, IT è un film a suo modo coraggioso, che non potete in alcun modo lasciarvi scappare al cinema.

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Raffaele Meale (quinlan.it)
12.10.2017
It ha la capacità di spaventare, spinge a portarsi le mani davanti agli occhi, per cercare quel momento sublime in cui, decisi a non vedere e bramosi di vedere, si allargano una dopo l’altra le dita lacerando e suddividendo di fatto lo schermo.

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Yuri Polverino (www.spaziogames.it)
12.10.2017
Andare al cinema a vedere IT di Andy Muschietti è un'esperienza consigliata sia ai fan di vecchia data ma anche ai neofiti. Un'avventura infarcita di argomentazioni valide e momenti terrificanti ma mai privi d'anima. Certo, l'eccellenza è un'altra cosa, ma il lavoro del regista merita applausi per via di una capacità notevole di estrapolare dal romanzo ciò che al cinema avrebbe potuto funzionare. Infatti IT funziona, alla grande, e ci lascia molta attesa per il sequel.

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12.10.2017
Può un ragazzo di soli 27 anni dare forma alle paure più profonde? Sì, se a farlo è il talentuoso Bill Skarsgård. Il giovane attore è sorprendente. È lui la chiave del film: se la sua interpretazione non fosse stata più che convincente, tutto il lavoro della produzione sarebbe crollato come un castello di carte. Ma così non è stato: Bill dà vita ad un Pennywise che supera ogni aspettativa e terrorizza. E come se terrorizza.

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12.10.2017
Non è facile (anzi è praticamente impossibile) riuscire a catturare e riproporre sul grande schermo le emozioni di un capolavoro letterario così ricco e corposo come It di Stephen King. La missione impossibile del regista Andy Muschietti però è riuscita quasi del tutto. IT è un film che rende finalmente giustizia al capolavoro letterario del re dell'horror.

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Alessia Pizzi (www.culturamente.it)
12.10.2017
IT, prima di essere una favola dell’orrore, prima di essere un film che fa paura, è un’esperienza emozionante.Rivederlo ha fatto vibrare nuovamente corde conosciute. Corde di dolore, in ogni scena di Bill che pensa al piccolo Georgie mentre rincorre la barchetta e svanisce sotto al temporale, ma soprattutto corde di amicizia, quella vera. Quella che non conosce timori, se non quelli umani, ma che di fronte al pericolo diventa straordinaria, come le persone che hanno la fortuna di viverla appieno.Questi sono solo alcuni dei motivi per cui dovreste andare a vedere IT al cinema, ma ce ne sono molti altri. Le parole sembrano non essere mai abbastanza per descrivere questo film.

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Luca Ceccotti (cinema.everyeye.it)
12.10.2017
Ci sono momenti paurosi, ma sono frutto di ricercati jump scare coadiuvati dall'occhio del regista e dalle musiche, tutti comunque con il Clown interpretato divinamente da Bill Skargard al centro della scena. Era impossibile riproporre su schermo la terrificante esperienza del romanzo per come la conoscevamo, quindi, fermo restando le riserve su alcune scelte contenutistiche e determinate libertà, IT è il miglior adattamento possibile e forse immaginabile di uno romanzo tanto complesso quanto ben radicato nella cultura popolare. E questo è forse il successo più grande del 2017, con pregi e difetti annessi a ricordarci che non c'è bisogno di essere perfetti a tutti i costi per riuscire e fare bene, proprio come i Perdenti.

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Luca Gambino (gamesurf.tiscali.it)
12.10.2017
Bisogna davvero fare un plauso a tutta la produzione di It, a partire da una sceneggiatura che rimane ben ancorata all’opera originale, pur prendendo le debite e logiche distanze, fino ad arrivare ad un cast davvero ben riuscito , con un Bill Skarsgard nei panni di Pennywise praticamente perfetto. Il budget non certo illimitato ha portato a qualche problema nella realizzazione di alcuni effetti speciali, ma nel complesso ci troviamo di fronte ad una pellicola “densa”, capace di approfondire il tema del disagio adolescenziale oltre al tema “ragazzini vs mostro omicida”. Da vedere.

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Andrea Chirichelli (www.playersmagazine.it)
09.10.2017
Il film è bellissimo. E’ un horror di pregevole fattura, impreziosito da effetti speciali eccezionali, che permettono a Muschietti di “lavorare” il materiale kinghiano, senza diventarne schiavo. Le omissioni e i cambiamenti apportati al testo originale (il ruolo di Patrick Hocksetter, la storia di Mike, il rapimento di Bev, il destino di Henry Bowers e, ovviamente, l’eliminazione della celeberrima scena di sesso che TUTTI i lettori di IT ricordano alla perfezione) sono funzionali ad uno storytelling efficace, fresco e coinvolgente. Lo spirito dell’opera originale c’è tutto.

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Riccardo Galeazzi (starssystem.it)
09.10.2017
Non fatevi ingannare; le cifre del boxoffice sono solo il frutto di un’attenta campagna marketing. Il film, infatti, non è per nulla interessante e non ha niente di meglio di tutti i remake dei classici dell’orrore usciti in sala nell’ultimo decennio. Senza nulla togliere alla bravura dei piccoli attori – tra loro Finn Wolfhard, protagonista di Stranger Things – e di Bill Skarsgard (che interpreta Pennywise, il malefico clown), la storia di IT è anacronistica, fuori dal tempo. Di sangue, arti mozzati, zombie e mostri di vario genere ormai ne abbiamo a sufficienza e non ci spaventano, anzi ci annoiano. Per di più ci sono dei grossissimi buchi di trama. Per esempio: per quale motivo un bambino dovrebbe fidarsi di un inquietante clown – altra figura anacronistica che ormai non appare neanche sui manifesti di un circo – nascosto in un buco sottoterra?

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Sabrina Crivelli (www.ilcineocchio.it)
09.10.2017
La prima parte del nuovo adattamento del classico di Stephen King ci regala un Pennywise ferino e senza tempo, in un film che surclassa nettamente l’omologo per la TV del 1990.

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Gabriele Capolino (www.cineblog.it)
27.09.2017
Sarà anche grazie a un gruppo di attori giovanissimi a cui ci si crede sempre, e anche grazie a una sceneggiatura che – meno male! – non rinuncia a dialoghi brillanti. Non rinuncia manco a un paio di idee piuttosto raggelanti, per chi è davvero in vena di spaventi e visioni da incubo. Ma la cosa migliore forse resta il personaggio di Beverly Marsh, allo stesso tempo centro del desiderio delle prime pulsioni sessuali dei suoi nuovi amici ma soprattutto il personaggio più completo, interessante, e indipendente di tutti.

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06.09.2017
Più efficacie come film di formazione che horror, IT si colloca tra i migliori adattamenti di Stephen King — e non è cosa da poco.

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Matt Goldberg (collider.com)
06.09.2017
Vibrante, sicuro di sé e traboccante di una quantità di emozioni sorprendente, IT è quasi tutto quello che si può desiderare da un moderno film horror.

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Andrew Barker (variety.com)
06.09.2017
Il film riesce a centrare uno degli elementi principali del romanzo, e della scrittura di King in generale, che spesso manca nei film basati sui suoi lavori: il concetto che vede i giovani inconfondibilmente gravati dal dover espiare le ingiustizie del mondo adulto.

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William Bibbiani (www.ign.com)
06.09.2017
C'è qualcosa di innegabilmente accattivante nelle sensibilità tipiche di Stephen King, una qualità visiva che si traduce in modo efficacie sul grande schermo, ed è qualcosa che il regista Andy Muschietti cattura con allarmante abilità in questo suo adattamento di IT.

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06.09.2017
Soddisfacente, ma non altrettanto terrificante, It è un thriller solido che dà il meglio di sé quando si interessa della vita dei suoi eroi adolescenziali al di fuori delle preoccupazioni sul mostro.

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Chris Nashawaty (ew.com)
06.09.2017
It è garanzia di spaventi, nonostante troppe pagliacciate.

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Brian Truitt (www.usatoday.com)
06.09.2017
Il famigerato clown è parecchio inquietante, ma sono i giovani, traboccanti di ormoni e battute, a rendere It uno dei migliori adattamenti di Stephen King.

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Dan Callahan (www.thewrap.com)
06.09.2017
Nel coprire la prima parte del massiccio tomo di Stephen King, questo adattamento si destreggia tra i numerosi personaggi con agghiacciante efficacia.

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