Qualcuno da amare
Qualcuno da amare
Data Uscita: 24 Aprile 2013
(Francia, Giappone • 2013) Like Someone in Love
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Tom Dawson (www.totalfilm.com)
01.07.2013
The filmic equivalent of a beguiling novella, Abbas Kiarostami’s film is a tale of mistaken identities revolving around three characters: sociology student and part-time escort Akiko; her jealous garage mechanic boyfriend Noriaki ; and and a client of Akiko’s,elderly widowed academic Takashi

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Michele Stanca (intothemovie.com)
25.04.2013
Qualcuno da amare è prima di tutto un film che può far emergere, dalla vita di coppia, problematiche esistenziali. Il consiglio è di non parlarne al proprio partner quando si fa rientro a casa.

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Gianluca Arnone (Cinematografo)
24.04.2013
Un film che scivola via con stile cristallino, come un incidente sentimentale alla moviola. Morbido, frontale. Spinto da un’inerzia poetica non sempre modulata sul ritmo del cuore. Come se al timone non ci fosse il maestro, ma il suo pilota automatico.

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Elena Pedoto (Everyeye)
24.04.2013
L’opera, esteticamente molto curata, sembra mancare di fluidità e soprattutto (come accadeva anche in Copia Conforme) di una partecipazione emotiva capace di marcare con più incisività il senso ultimo del film.

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Francesco Fiero (SpazioFilm)
24.04.2013
Non ci si domanda quale sia il messaggio del racconto perché il racconto non sa offrire quel coinvolgimento che pellicole come Il sapore della ciliegia e Close-up avevano saputo regalare. E' proprio la semplicità a mancare all'opera, che vive di per sé e sembra non avere bisogno di spettatori.

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Mattia Pasquini (FilmIT)
23.04.2013
Fa pensare a Woody Allen il Kiarostami ammiccante, sfiduciato che ritroviamo in Giappone a raccontare di amori e certezze messe in discussione. Un film triste e divertente insieme. Forse un film furbo, ma anche ricco di spazi vuoti nei quali far scivolare la propria sensibilità.

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Luca Liguori (Movieplayer)
23.04.2013
Un'opera talmente compiaciuta da sembra un mero esercizio di stile, o forse una vera e proprio beffa verso lo spettatore che aveva individuato, e piacevolmente accolto, nella precedente opera un avvicinamento verso un tipo di cinema meno astruso ed ermetico.

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