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Maria Grazia Bosu (www.ecodelcinema.com)
19.10.2016
È un'opera prima ben costruita e ben narrata questa che realizza McGregor, frutto della 'magia' che si è creata sul set afferma l'attore/regista, curata nei dettagli e ben recitata. Il film mette a nudo i protagonisti, mostrandone forza e debolezze, raccontando per quanto possibile in un film quanto grande possa essere il dolore e come siamo facilmente annientabili da chi più amiamo.

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Elisabetta Zamperin (www.cinema4stelle.it)
19.10.2016
American Pastoral si occupa del dramma di una famiglia e di un'intera nazione, anche se non riesce a coinvolgere totalmente lo spettatore, pur tentandoci continuamente. Rimane comunque un buon film, godibile, che racconta il venire meno di ogni certezza in un uomo che di certezze, nella vita, ne aveva sempre avute.

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Costanza Mauro (www.pianetadonna.it)
19.10.2016
Non era facile girare un film come American Pastoral e infatti non tutto è perfetto nella pellicola di Ewan McGregor, ma il risultato non delude. Soprattutto McGregor ha il merito di essere riuscito a realizzare un film che emoziona, riuscendo a mantenere sotto controllo tanto la trama, che è lunga ed elaborata, tanto l'aspetto emotivo e più coinvolgente della storia della famiglia Levov.

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Matteo Vergani (www.cinefilos.it)
19.10.2016
È il “troppo” a rendere American Pastoral un dramma filmico anonimo e parte di una lunga tradizione di cine-romanzi hollywoodiani che di certo non conferiscono né infamia né lode alle opere da cui sono tratti.

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Marianna Cappi (www.mymovies.it)
19.10.2016
Pur citandolo a parole, nella voice over di Zuckerman, "the magic trick that turns past into present", quel modo davvero magico di andare avanti e indietro e mescolare le carte della temporalità, che è del romanzo, il film non arriva mai nemmeno a sfiorarlo. Tra passato e presente, è costretto a scegliere, e opta per la formula della cornice, che è corretta, sicura, ma anche chiusa, museale, come la teca dietro la quale si conservano, irraggiungibili, i trofei sportivi dello Svedese.

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Alessia Laudati (www.film.it)
19.10.2016
Ed è solitamente l'operazione che un adattamento cinematografico sceglie di seguire quando si trova a dover ridurre sullo schermo una storia come questa che ha il respiro del grande ritratto sociale. Però l'importanza del legame famigliare, il rapporto padre-figlia, la lotta di un uomo contro il disgregarsi delle proprie certezze, sono elementi che seppur non esclusivi dell'opera originale, sono qui trattati con completezza e in modo che il film risulti metafora di un periodo storico preciso. Persino sacrificando altri temi cari e importanti contenuti nel romanzo. 

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Elisa Giudici (www.mondofox.it)
19.10.2016
Il problema è che, prevedibilmente, la sfida è davvero troppo grande. Non perché American Pastoral sia così perfetto da essere impossibile da adattare (davvero nessun libro lo è) e neppure perché McGregor sia un incapace. Semplicemente lo spettro del capolavoro aleggia sull'intero film, vittima della consapevolezza del regista e del pubblico che dovrà esserne all'altezza. La regia non è certo trascurata, anzi. Eppure è evidente come la mancanza di esperienza sul campo di McGregor risalti nella carente incisività della macchina da presa, o peggio, nella scimmiottatura di movimenti e scorci di grandi registi del passato e del presente.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
19.10.2016
Un Big Fish al contrario, appunto. Ma non era questa, per nulla, la strada giusta per raccontare la fine di un Sogno Americano; bisogna essere più abili del neo-regista per raccontare la facciata che crolla con la patina formale, e con volti sempre troppo belli per essere credibili.  Non era così che si doveva raccontare di un padre, e di una figlia.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
19.10.2016
Mai particolarmente teso e visivamente parlando poco ispirato, American Pastoral porta in sala l'implosione di un Paese 50 anni fa messo a ferro e fuoco da una guerra andata in scena a quasi 14.000 km di distanza, qui vista attraverso gli occhi di una famiglia borghese solo superficialmente perfetta e inattaccabile, chiamata dal nulla a dover 'espiare' i propri peccati. McGregor, che ha abbondantemente sforbiciato le oltre 400 pagine dell'impetuoso best seller di Roth (a lui sconosciuto prima di leggere lo script) per rimanere sotto le due ore di durata, ha così confermato la scarsa fortuna cinematografica a cui sono andati incontro i romanzi dello scrittore statunitense, più volte finiti sotto il critico occhio della stampa di settore. American Pastoral, ahinoi, non è da meno.

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Andrea Ussia (www.persinsala.it)
19.10.2016
American Pastoral è un prodotto convincente da assaporare in modo coinvolgente perché il racconto di Roth (e la messinscena di McGregor) pulsa di rabbia e nichilismo, di debolezza e desolazione; tutti sentimenti che si annidavano sotto pelle e che erano pronti a esplodere, mentre l’american dream cominciava a sgonfiarsi e ad assumere forme tragicomiche.

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Francesco Alò (www.badtaste.it)
19.10.2016

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