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Andrea D'Addio
20.05.2015
Non solo il cast internazionale, dopo il flop di This Must be the place, è utilizzato in maniera misurata e consona alla loro capacità di non dovere andare sopra le righe per dire qualcosa di più ma anche scrittura e regia appaiono più mature, in grado di divertire e commuovere allo stesso tempo senza ricorrere ad eccessi di nessun tipo, neanche visivi.

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Alessia Starace (Movieplayer)
22.05.2013
E' un film disorganico, opulento, frammentario e sfacciato, ma anche bello da ridurti in lacrime, questo omaggio alla Capitale firmato da Paolo Sorrentino.

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Dario Zonta (MyMovies)
22.05.2013
La grande bellezza di Sorrentino è abissale, freddissima, distanziata, un ologramma sullo sfondo. A favorire questo distanziamento c'è anche l'approccio volutamente anti-narrativo, già sperimentato in This Must Be the Place, ma qui ancora più evidente.

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Valerio Sammarco (Cinematografo)
22.05.2013
Complessa e stratificata, l’opera del regista napoletano insegue lo stupore e il terreno, l’ascesa e la caduta. Un film che gli occhi e le orecchie dimenticheranno difficilmente. Di grande, grande bellezza.

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21.05.2013
Ansia, paura, inconsistenza e ancora latente solitudine ed irrequietezza tormentano una pellicola che parla di tante cose, frullata in un melting pot di religione astratta e di intellettualismo elevato che passa per la tangente del surrealismo metaforico.

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