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Lorenzo Pedrazzi (blog.screenweek.it)
28.07.2016
Per quanto sicuramente dettato (anche) da esigenze commerciali, Alla ricerca Dory non si limita a svolgere il compito di un semplice sequel (ovvero, espandere l’universo del film originale secondo la logica del bigger and better), ma ne arricchisce la sostanza narrativa, imponendosi come un prodotto più sfaccettato e complesso rispetto al primo capitolo.

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4 Si può dire "Non per tutti" associato ad un film d'...
4 Si può dire "Non per tutti" associato ad un film d'animazione? Forse no, anche perché la maggior parte hanno diversi livelli di lettura, adatti ad ogni età. Eppure Alla Ricerca di Dory mi sta piacendo proprio perché sembra quello che non è, e per tutta una serie di cose che sono proprio le più criticate: l'ambientazione meno colorata e più cupa/realistica, una comicità molto più misurata e meno immediata, la sensazione di "groppo in gola" costante dall'inizio alla fine. Io credo che Pixar abbia compiuto delle scelte molto coraggiose con questo sequel (lo fece già con Monsters University, sottovalutatissimo). Lascia agli altri studios il "ti piace vincere facile", e porta sul grande schermo un sequel semplice e spiazzante. Ad una seconda visione mi ha lasciato moltissimo, e poi concludere con QUEI 30 secondi finali e poi "Unforgettable " di Sia, va contro qualsiasi logica del film d'animazione studiato a tavolino. A mio avviso, da vedere e rivedere. Completamente diverso da Alla Ricerca di Nemo. #AllaRicercaDiDory #TrovaDory

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Roberto Semprebene (www.silenzio-in-sala.com)
13.09.2016
Alla ricerca di Dory riesce comunque a colpire gli spettatori con una storia semplice ma concreta e delle gag piuttosto ispirate: se la dolcezza della Dory “bambina” intenerisce e fa riflettere sui problemi di quella che di fatto è una disabilità – seguendo il filone aperto dalla pinnetta atrofica di Nemo – la simpatia della protagonista adulta è contagiosa e ispira una serie di personaggi a dare il loro meglio, dall’apprensivo Marlin al mimetico Hank fino a balene e beluga. È una storia di crescita e autodeterminazione quella di Dory, ma anche quella dei personaggi che le gravitano attorno. Su questo tema portante si innestano poi le classiche situazioni comiche che rendono leggero e divertente un film Pixar: alcune sequenze e personaggi secondari sono spassosi, da Rebecca, l’uccello marino dagli occhi rossi alle amorevoli lontre, per arrivare nuovamente al polpo Hank, vero co-protagonista di questo film.

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Martina Calcabrini (www.taxidrivers.it)
13.09.2016
Con una CGI di ultima generazione, musiche enfatiche composte da Thomas Newman (già compositore di Malala) e caleidoscopi di peripezie appassionate, Alla ricerca di Dory si delinea sia come un intenso e struggente romanzo di formazione che come una favola destinata a sensibilizzare il pubblico verso i diversamente abili.

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Serena Betti (www.vertigo24.net)
13.09.2016
Dai fondali più oscuri, agli spettacolari tramonti in superficie, alla vivacità dei colori che caratterizzano i ricordi ed i momenti felici: la qualità dell’animazione Pixar non si smentisce neanche questa volta, riflettendo sull’ambiente l’altalenante condizione di Dory e dando il meglio di sé nell’impeccabile realizzazione del polpo Hank. L’introduzione di quest’ultimo, tenta di dare un elemento di novità alla pellicola che è preceduta, come da tradizione Pixar, da un incantevole corto. Nonostante un finale caotico, più vicino ad un Madagascar della DreamWorks che un classico Pixar, Alla Ricerca di Dory si dimostra un intelligente prodotto sì commerciale, ma con un cuore.

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Andrea Paone (www.cinemamente.com)
13.09.2016
La pellicola di Andrew Stanton entra di diritto nei sequel più riusciti Pixar insieme a cartoni leggendari come Toy Story, Monsters University e Cars 2. Non tanto per l’emotività, visto che comunque non c’è una complessità emozionale, bensì per il livello altissimo di linearità e d’animazione digitale. Certo non manca la solita morale Disney su come trovare la fiducia in sé e come riuscire a superare le proprie paure o avversità. Però nel film la nostra eroina riesce a stupirci quando decide di voltare le spalle alla bellissima e sicura barriera corallina per andare verso l’infinito e misterioso blu oceano…

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Carlo Andriani (www.newscinema.it)
13.09.2016
Oltre a divertire ed emozionare, Alla ricerca di Dory invita grandi e piccoli a riflettere sull’importanza della tematica ambientale. Andrew Stanton sottolinea l’ingiustizia di rinchiudere in parchi acquatici creature che dovrebbero vivere nelle profondità dell’Oceano; un tema forte, analizzato con cura ma mai esasperato nel dramma facile, che arricchisce l’opera di quell’importanza sociale che tutti i cartoni dovrebbero avere.

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Simone Emiliani (www.sentieriselvaggi.it)
13.09.2016
Alla ricerca di Dory non tradisce le attese. Forse Nemo ci rende più esigenti, perchè siamo sempre segnati da quell’esperienza. Ma all’inizio, prima dei titoli di testa già si traballa. Il dialogo tra Dory e i suoi genitori (“E se mi dimenticassi di voi?” “Vi scordereste mai di me?) diventano quelle frasi d’amore familiare cinematografico che già toccano nel cuore. Ed è proprio nei flashback del passato, nella ricerca della purezza di quell’infanzia perduta, nel desiderio dove il passato si confonde con l’allucinazione e la visione che Alla ricerca di Dory si pone quasi sulle tracce di un melodramma vecchio stampo alla Clarence Brown contaminato con le accensioni, emotive/cromatiche di Vincente Minnelli. [...] Alla ricerca di Dory diventa un altra magica fantasticheria, brillante e oscura, fiammante e acquosa, divertente ed emozionante, velocissima e lentissima. Che si esalta nel rapporto dentro/fuori, aria/acqua nell’inseguimento del camion, dove anche le traiettorie (quella contromano) seguono quelle linee spezzate e impazzite di quelle nell’Oceano. Dove Gioia Paura Tristezza ritornano come un boomerang da Inside Out. Unforgettable.

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13.09.2016
Rispetto a “Alla Ricerca Di Nemo”, qui, il credere in sé stessi ha un ruolo principe, determinante, al punto da somigliare quasi ad un grido liberatorio. Quel non arrendersi mai, il concedersi alla follia, cercare costantemente un altro modo per aggirare l’ostacolo (perché c’è sempre un altro modo): prendendo coscienza dei propri limiti, ma allo stesso tempo sfruttandoli a proprio vantaggio per spingersi in avanti e lasciarli alle spalle. Come fai perciò a non incensare chi ti permette di toccare queste corde? Come fai a non commuoverti di fronte alla dolcezza, la determinazione, l’instancabile ironia disseminati dalla pellicola? Di fronte alla lotta che Dory compie contro sé stessa solo ed esclusivamente per far del bene a sé stessa, provando ai suoi limiti, al mondo e a chiunque l’abbia messa in discussione che nulla conta di più di ciò che proviamo interiormente, che nulla può fermarci finché non siamo noi a deciderlo, ma soprattutto che nulla è impossibile se accanto hai una famiglia (allargata) disposta a mettere a soqquadro un’autostrada pur di aiutarti a star bene e a raggiungere il tuo obiettivo. Di fronte a ciò, l’unica cosa che puoi fare è metterti comodo, rilassarti e lasciare che le lacrime ti invadino gli occhi, le risate la bocca ed i brividi il resto del corpo.

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Mirko Lomuscio (www.youmovies.it)
13.09.2016
Sequel chiamato a più voci per la gloria del capostipite, Alla ricerca di Dory è un lungometraggio animato che rimarca con dovizia le leggi di casa Pixar; una trama ben delineata che possa tirar fuori il giusto messaggio, il tutto condito da personaggi simpatici quanto approfonditi, in modo da portare il calore giusto ai suoi spettatori. Stanton si appoggia sulla riuscita dei suoi protagonisti e li mette alle prese del mondo acquatico di un parco a tema, inscenando una lunga ricerca tra piscine e creature ittiche varie, la cui gran parte sono new entry ben accette della serie (su tutti il polipo Hank). Fatto che sta che Alla ricerca di Dory è alla fine un riuscito prodotto Pixar, non tra i capolavori della nota casa ma degno di esistere e godere di un notevole successo; d’altronde sia grandi che piccini saranno soddisfatti delle peripezie di Nemo e co., traendo un classico messaggio basato sull’unione familiare e fraterno.

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Karin Ebnet (www.movieforkids.it)
13.09.2016
Tra messaggi che parlano di diversità, di comprensione, di amicizia e di lotta per realizzare i propri desideri, Alla ricerca di Dory avvolge gli spettatori in un turbolento vortice di risate e lacrime che travolge emotivamente. Non lasciate a casa i fazzoletti. Vi serviranno.

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Roberto Vicario (gamesurf.tiscali.it)
13.09.2016
Alla ricerca di Dory è un film che intrattiene per circa un'ora e mezza sia i piccoli che gli adulti. Il personaggio di Dory ci regala delle belissime emozioni e riesce a trasmettere un messaggio che, in pieno stile Pixar, è tutt'altro che banale. Meno innovativo di altri recenti lavori della casa di Emeryville ma comunque estremamente coinvolgente e soprattutto divertente. Insomma: l'ennesimo centro.

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Andrea Maderna (it.ign.com)
13.09.2016
Alla ricerca di Dory è un seguito semplice, tranquillizzante, fedele alla linea e che non inventa nulla di particolare, ma è anche un film molto riuscito, che riesce a trovare una propria identità pur nel suo ricalcare in larga misura il modello originale e funziona benissimo nel suo voler essere intrattenimento prima di ogni altra cosa. Non ha certamente l'ambizione tematica di Inside Out, ma si inserisce comunque nella tradizione delle storie Pixar capaci di raccontare qualcosa a un pubblico di tutte le età.

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Tiziano Costantini (www.staynerd.com)
13.09.2016
L’idea di Stanton & co. di proporci, a distanza di 13 anni, uno spin-off (e non un sequel) del capolavoro quale è Alla ricerca di Nemo, risulta riuscitissima. La storia di Dory ci viene narrata come un viaggio nella sua testa, ancor prima che verso l’agognata meta, ovvero la ricerca dei propri genitori. La pesciolina blu è un simbolo della determinazione, del coraggio di chi è costretto a combattere con le proprie difficoltà ed i propri deficit, estrapolando da questi la forza per andare avanti. Ma il racconto di Stanton è anche e soprattutto un insegnamento a tutti noi, esseri umani alle prese con le nostre paure e le storpiature di un mondo in cui si perdono valori fondamentali come la famiglia, che non è da intendere necessariamente come vincolo di parentela. L’universo Pixar ci fa ancora una volta emozionare e ci impartisce una piccola lezione di vita, attraverso un’opera straordinaria e graficamente eccezionale.

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Matteo Marescalco (www.cinema4stelle.it)
13.09.2016
Alternando tra soluzioni narrative già sperimentate nei precedenti film, Alla ricerca di Dory è un tour sentimentale dentro noi stessi, ancor più di Inside out. Dentro ogni singolo bambino ed adulto trasformato irrimediabilmente dalla Pixar. E, ovviamente, è un gigantesco on the road all'interno del cinema, macchina creatrice di sogni che ci permette di nuotare verso nuovi sguardi e nuove avventure, senza mai dimenticare i nostri cari vecchi compagni di viaggio.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
13.09.2016
Tutti insieme, i personaggi di ieri e oggi, con le nuove traversie e una backstory familiare che da sola conferisce senso all'operazione, più della circolarità generale e dell'atteso lieto fine, pongono sicuramente Alla ricerca di Dory tra i sequel riusciti di casa Pixar. Per quanto lontani dai vari Toy Story, ma ancor più da Monsters University e Cars 2. Alla perdita di complessità emozionale e di evoluzione nelle caratterizzazioni fanno da contraltare una animazione di alto livello e tutto quanto il detto in precedenza.

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Andrea Munaretto (nerdmovieproductions.it)
13.09.2016
Alla ricerca di Dory mantiene tutte le aspettative e i personaggi secondari rafforzano la storia facendo si che potrà piacere sia ai grandi che ai più piccini, strappando in molte occasioni più di un sorriso. Il comprato grafico come al solito ineccepibile, come del resto in tutti i film Pixar, aiuta e non poco il film, che vede nella scelta di alcuni doppiatori il grosso punto debole.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
13.09.2016
Se l'effetto deja-vu è costantemente e pericolosamente dietro l'angolo, una volta abbandonata la tartaruga Scorza il regista si affaccia fortunatamente su altri piani, affidando all'incredibile forza di volontà di questa pesciolina l'arduo compito di riunire famiglie e ampliare amicizie, traendo energia proprio dalle proprie mancanze. Nuotando in un percorso ad ostacoli che sembrerebbe davvero non finire mai, Dory supera prove apparentemente insormontabili sempre solo e soltanto grazie al proprio istinto, a cui aggrapparsi nei momenti di maggiore difficoltà. Visivamente meno accecante e ovviamente originale rispetto al primo capitolo, questo sequel Pixar rimane comunque l'ennesimo successo emotivo dello studios animato, forse più infantile rispetto agli ultimi titoli ma ancora una volta centrato su quel che c'è di più importante al mondo, che tu sia uomo o animale. Gli affetti di chi ti vuole bene. Attraverso un abbraccio tra pinne, due occhioni che raccontano un mondo, una voce rotta dall'emozione o la magia dell'imprinting, Stanton e gli animatori Pixar sono nuovamente riusciti ad umanizzare un pesciolino, a lungo solo al mondo a causa di una malattia da cui comunque provare ad estrarre il meglio. Riuscendoci.

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Stefano Dell'Unto (www.mangaforever.net)
13.09.2016
Degno successore del capostipite, Alla ricerca di Dory non sarà concettualmente geniale come Inside Out né innovativo come altri film della Pixar e segue con una certa sicurezza le orme del primo episodio ma riesce ad essere di nuovo coinvolgente, trascinante, con un ottimo lavoro di scrittura e un livello d’animazione come al solito sbalorditivo.

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Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)
13.09.2016
Sorgente inesauribile di gag, Dory e la sua amnesia diventano il centro di una favola sulla disabilità e la maniera di convivere coi limiti che impone.

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Domenico Misciagna (www.comingsoon.it)
13.09.2016
Escludendo la saga di Toy Story, questo Alla ricerca di Dory ci risulta finora il recupero Pixar più passionale: non ha probabilmente la compattezza di Monsters University ma sembra più motivato, ed è anni luce lontano dal caleidoscopio fine a se stesso di Cars 2.

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Giulia Anastasi (www.cinefilos.it)
13.09.2016
Se quindi in molte cose Alla ricerca di Dory poco si discosta dal suo predecessore (lo sviluppo della storyline rimane inalterato: trauma iniziale – svolgersi dell’avventura – happy ending finale), stavolta la trattazione di tematiche più adulte sembra prendere il sopravvento. Mettendo da parte le gag dal puro sapore ridanciano, in numero inferiore rispetto al prequel, la storia che si dipana attorno a Dory preferisce concentrarsi maggiormente sul trauma di quest’ultima, rendendola di fatto una sorta di portatrice di handicap. [...] Visivamente ineccepibile, l’animazione virtuale si fa sempre più realistica, arrivando a far intravedere le squame sul dorso dei pesci, e rappresentando le profondità marine tramite eccezionali colori e sfumature.

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13.09.2016
Alla ricerca di Dory potrà essere caotico, ma attraverso le interazioni centrali — tra passato e presente, luce e oscurità, gioia e dolore — riesce a raggiungere una complessità emotiva che eclissa molti film presumibilmente "per adulti".

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Matthew Anderson (www.cine-vue.com)
13.09.2016
Alla ricerca di Dory è piacevole, edificante e agrodolce quanto qualsiasi altra produzione Pixar ad oggi.

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Jimi Famurewa (www.empireonline.com)
13.09.2016
Al diavolo i sequel-fobici Pixar — Alla ricerca di Dory è un ritorno alla forma folgorante e tecnicamente impressionante che raggiunge livelli simili a quelli di Alla ricerca di Nemo senza mai dare l'impressione di averlo riciclato.

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David Ehrlich (www.indiewire.com)
13.09.2016
(Al contrario di altri sequel) Alla ricerca di Dory non è pigro, cinico e non dà l'impressione di essere una rielaborazione dell'originale. Al contrario, fa ciò che un sequel dovrebbe fare — e rappresenta un valido argomento sul motivo per cui girare sequel in primo luogo.

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Drew McWeeny (www.hitfix.com)
13.09.2016
Dite ciò che volete, ma Pixar comprende a livello innato che il più grande trucco del cinema è riuscire a fare in modo che il pubblico percepisca qualcosa nel profondo, e l'obiettivo dei loro tecnici e artisti è sempre far sì che questo avvenga. Alla ricerca di Dory potrà essere un trucco di magia piuttosto familiare, ma si tratta pur sempre di magia.

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Tim Grierson (www.screendaily.com)
13.09.2016
Alla ricerca di Dory è un sequel estremamente incantevole. Per quanto non sfidi gli alti livelli raggiunti dall'originale all'interno del pantheon Pixar, questo secondo capitolo mette in mostra tutto ciò che la venerata azienda di animazione sa fare così bene, fornendo risate in abbondanza, fenomenali sequenze di azione e una profonda fonte emotiva.

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A.O. Scott (www.nytimes.com)
13.09.2016
Quello che a "Dory" manca in termini di folgorante originalità viene compensato dal calore, fascino e buon umore del film.

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Owen Gleiberman (variety.com)
13.09.2016
È un film che straripa di risate (la maggior parte ottime, alcune un po' casuali) e lacrime (tutte meritate), personaggi secondari creati per farci morire dal ridere (e la maggior parte lo fa) grazie alle loro irascibili lingue taglienti, e momenti verticosamente prolungati di comicità fisica.

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