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08.04.2016
Il cacciatore e la regina di ghiaccio sembra arrancare dietro una narrazione affaticata e prevedibile, quasi un compendio con poco nerbo dei topoi del genere.

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Ilaria Marino (www.isolaillyon.it)
08.04.2016
Nonostante il discreto inizio, il film risulta piuttosto noioso e scontato fin dalla seconda battuta. La storia di Freya, per quanto commovente sia, è soltanto una riproposizione di un qualcosa di visto e rivisto.

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Carolina Tocci (www.movielicious.it)
07.04.2016
Con questi resupposti, il cambio in cabina di regia era inevitabile, ma le conseguenze si sono fatte sentire e sono tutt’altro che inconsistenti. Laddove nella pellicola del 2012 Sanders era riuscito a bilanciare perfettamente gli equilibri – ingredienti puramente fantastici contestualizzati come si deve all’interno di una trama ben congeniata, valorizzata da  elementi tecnici di prim’ordine – ne Il cacciatore e la regina di ghiaccio tutto questo viene meno. Il risultato è un prodotto visivamente accattivante ma scarso sotto ogni altro aspetto.

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Silvia Ricciardi (www.mauxa.com)
07.04.2016
Il cacciatore e la regina di ghiaccio, dunque, è un valido tentativo di ricondurre sul grande schermo la storia antecedente, ed in parte conseguente, a quella narrata nel primo lungometraggio, giocando sul concetto di fantasy, inserendovi sequenze e scene più propriamente legate ad un film d’azione o ad una commedia romantica, per un esempio di commistione di generi da tenere in considerazione.

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Mirko Lomuscio (www.youmovies.it)
07.04.2016
Insomma, non basta mettere insieme Hemsworth, Chastain, Theron, Blunt, e compagnia bella, per poter rendere interessante un film del genere, come non basta creare delle accattivanti interazioni tra questi (storie d’amore, altre di gelosia) se poi lo script non si impegna neanche nei colpi di scena. Il cacciatore e la regina di ghiaccio è cinema gonfiato da estetica ben resa ed effetti speciali spettacolari, buono giusto per palati non facili ma facilissimi, ma vuoto nel suo profondo principio di esistere.

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Marcello Lembo (www.mondofilm.it)
07.04.2016
Difficile quindi farsi coinvolgere in queste condizioni, nonostante il tourbillon di avventura e romance, di sentimenti grandi e non sempre buoni, e nonostante un apparato comico affidato al nome di Nick Frost (che torna a fingersi nano dopo l’exploit del primo film) e al brio della nana Bronwyn, interpretata dalla poco conosciuta Sheridan Smith, che probabilmente contende il ruolo di mattatrice del film a Charlize Theron. Già Charlize Theron, la sua presenza magnetica finisce per mettere in ombra quasi tutti gli altri colleghi, vuoi perché Hemsworth e la Chastain sono troppo impegnati a mettere in scena le schermaglie di un amore sentito e, in tutti i sensi, risentito per prendersi la scena. Vuoi perché la Blunt, che interpreta con la giusta fragilità il ruolo più interessante del film, viene travolta dal carisma della diva e dalle esigenze di una sceneggiatura (firmata da Evan Spiliotopoulos e Craig Mazin) che non passerà certo alla storia per l’originalità e la finezza. Per farsi un’idea basti pensare a come gli autori impieghino ben tre battute e un cameo del principe azzurro Sam Claflin per giustificare la cancellazione del personaggio principale del film precedente. Del Cacciatore e la Regina di Ghiaccio resta dunque ben poco, qualche effetto speciale ben concepito e ben realizzato seppur ridondante, le battute dei nani e uno specchio magico che al momento di indicare la più bella del reame non sembra avere troppi dubbi.

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Giulio Cicala (www.cinetvlandia.it)
07.04.2016
Il film che ha come target un pubblico d'adolescenti o poco più, funziona in maniera più che soddisfacente anche se l'idea di fare un prequel che si trasforma poi in un sequel spiazza e non poco ma si arriva alla fine del viaggio dopo due ore d'immersione in un mondo fantasy colorato e al tempo stesso cupo, visivamente molto piacevole e riuscito.

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Davide Sica (www.cinemamente.com)
07.04.2016
Purtroppo il risultato complessivo accusa inevitabilmente il colpo, con lo spettatore che dalla sala è destinato a uscire spaesato: dalla bellezza – che non si finisce mai di sottolineare – di Charlize Theron e dal minestrone senz’amore, senza Biancaneve e senz’anima del regno di ghiaccio. C’era una volta una storia a cui Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio liberamente e malamente s’ispirava.

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Martina Calcabrini (www.taxidrivers.it)
06.04.2016
Eccezion fatta per i vorticosi effetti scenici e per le polisemantiche scenografie illusionistiche, però, la pellicola non riesce davvero a vivere di vita propria, rivelandosi soltanto la copia deforme di un colossal di successo.

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06.04.2016
Fare dello specchio di Biancaneve una sorta di anello di Frodo, aggiungere al cammino degli eroi quattro nani da battaglia e colpire l'immaginario dello spettatore con tracce sparse, legate agli ultimi successi del genere, del resto, non basta a rimettere in piedi un franchise zoppicante in partenza e in cui, sinceramente, somiglia a un impresa trovare collocazione e cenni di intraprendenza. Poteva essere un tentativo quello di concedere maggior autonomia allo scontro femminile tra sorelle, portare all'estremo la figura della strega (in questo caso raddoppiata) su cui molto si crede e si continua a spingere, ma sarà la volontà di attenersi a determinate regole, sarà il tentativo di fornire un prodotto abbastanza conforme alle aspettative, che alla fine, tirando le somme, di questo "Il Cacciatore E La Regina Di Ghiaccio" restano solo un buon primo colpo di scena e qualche risatina sparpagliata in lungo e in largo durante il cammino.

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Giorgia Tropiano (www.movietele.it)
06.04.2016
Dopo aver assistito alla proiezione di questa pellicola viene subito da chiedersi: ma c'era veramente bisogno di realizzarla? Ovviamente la risposta è no per tanti motivi. Innanzitutto si sa che gli spin-off, sequel o prequel e chi più ne ha più ne metta, sono quasi sempre una perdita di tempo, è veramente rarissimo che risultino efficaci e soprattutto indispensabili, se poi ci mettiamo il fatto che già il suo precedessore non fosse chissà quale grande film, allora la mal riuscita è quasi assicurata. Inoltre, in questo caso, il problema non sta manco troppo nella storia che di base può risultare anche gradevole da seguire, ma sta soprattutto nella sceneggiatura e nei dialoghi, così banali in alcuni punti da risultare quasi spiazzanti. 

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Tiziana De Amicis (www.vertigo24.net)
06.04.2016
Una forma ben confezionata e piena di bellezza, ma che manca quasi totalmente di contenuto.

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Andrea Spina (www.havocpoint.it)
06.04.2016
Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio è un film consigliabile esclusivamente a quelle persone che adorano spudoratamente un qualsiasi attore presente nel cast. Se invece volete tenere a mente la bellezza della ormai anziana Biancaneve e vi aspettate un film all’altezza, vi conviene saltare il film a piè pari.

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Francesco Vannutelli (www.flaneri.com)
06.04.2016
Il cacciatore e la regina di ghiaccio si sforza di creare un universo cinematografico per la favola di Biancaneve. Che non ce ne fosse bisogno si sapeva già.

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Verdiana Paolucci (www.filmforlife.org)
06.04.2016
Il Cacciatore e la regina di ghiaccio è un fantasy che funziona a metà, dove un cast stellare non sempre funziona se la trama è debole.

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Letizia Rogolino (www.newscinema.it)
06.04.2016
Perfetto per un pubblico Disney over 15, ma il resto degli spettatori potrebbe trovarlo un fac simile dei numerosi altri film ispirati al mondo delle favole che ultimamente stanno invadendo il grande schermo.

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Alessia Arnold (seesound.it)
06.04.2016
Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio è un miscuglio di materiali che non riesce a dar vita a un prodotto finito. Il film risulta poco scorrevole e per niente coinvolgente.

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Andrea Ussia (www.persinsala.it)
06.04.2016
Deludente film che si colloca prima della storia di Biancaneve e immediatamente dopo, Il Cacciatore e la Regina di ghiaccio è una favola priva di senso, che esibisce innumerevoli difetti e si dimostra un “contenitore” per attori celebri, che non paiono in grado di infondere ai propri personaggi una convincente caratterizzazione.

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Andrea Rurali (www.cineavatar.it)
06.04.2016
Il Cacciatore e La Regina di Ghiaccio opta per il classico schema fabula-intreccio e punta a coinvolgere direttamente il pubblico, rendendolo partecipe e protagonista attivo di un racconto popolare che a priori conosce già. Il mito di Biancaneve è, infatti, il vero emblema d’inspirazione del film, confezionato brillantemente per mostrare allo spettatore quello che si aspetta di vedere, ovvero un divertissement d’avventura ricco di azione e sequenze spettacolari dove prende forma una precisa parabola sentimentale.

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Margherita Bordino (www.cinematografo.it)
06.04.2016
Un mix bellissimo a livello visivo, sconcertante per la sceneggiatura. E delle volte non basta un cast importante a fare un buon film.

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Lorenzo Colapietro (www.cinematographe.it)
06.04.2016
Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio è una pellicola banale e poco interessante che ha dalla sua un cast di attori di prim’ordine e dei buon effetti visivi, il problema rimane però la sceneggiatura inconcludente e una regia malferma che fanno del già poco atteso sequel di Biancaneve e il Cacciatore un film decisamente da evitare.

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Lilly Leone (www.cubemagazine.it)
06.04.2016
La pellicola è un misto tra un prequel e uno spin-off del film di Rupert Sanders, Biancaneve e il Cacciatore (con protagonista Kristen Stewart), ma Biancaneve non fa parte del cast perchè la vicenda è precedente alla sua storia. Cedric Nicolas-Troyan ha attinto idee da diverse fonti e modelli tratti dal cinema contemporaneo in misura maggiore rispetto ai personaggi delle fiabe. Per la verità il fatto che la regina di ghiaccio si isoli in un palazzo del freddo è molto simile alla storia del personaggio di Elsa in Frozen. Ma non è la sola “copiatura”. Analogie si riscontrano con la compagnia dei quattro nani, l’incontro con i goblin, l’anello di Tolkien ecc… Anche il contesto della relazione tra Eric e Sara ha delle affinità con la saga di The Hunger Games.

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Antonella Murolo (cinema.everyeye.it)
06.04.2016
Se dovessimo azzardare un paragone tra Biancaneve e il Cacciatore e questo Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio, potremmo tranquillamente affermare che, con la dipartita della Biancaneve di Kristen Stewart dalla storia, il film ha acquisito nuovo fascino e spessore. I personaggi sono tutti piuttosto credibili e la decisione di raccontare una storia nuova, seppur con palesi richiami ai classici, permette allo spettatore di interfacciarsi alla pellicola senza troppi pregiudizi. Apprezzabile l’impegno di cercare di dare un passato ai personaggi, in modo da caratterizzarli e giustificarli nelle loro azioni tormentate e decisioni affrettate, e di affiancarli con l’ironia dei nani... ma nonostante ciò nessuno di loro riesce a sovrastare la potenza di Ravenna, vero successo del franchise. Perfetta l’interpretazione di Charlize Theron che, come sotto effetto di un incantesimo, cattura lo spettatore nella sua rete di sinuosa perfidia, un tripudio di sfumature dorate e vocalizzi che rendono Ravenna la più potente del reame (checché ne dica lo Specchio magico).

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Giuseppe Grossi (movieplayer.it)
06.04.2016
Dopo Biancaneve e il cacciatore, il celebre racconto dei fratelli Grimm viene ancora una volta rivisitato ponendo l'attenzione sull'origine di vecchi e nuovi personaggi, protagonisti di una pellicola a cui manca potenza evocativa e originalità.

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Antonio Bracco (www.comingsoon.it)
06.04.2016
Entrare in un ambiente familiare e trovarlo esattamente come ci si aspetta. L’effetto che produce Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio è quello del confortante territorio fantasy esplorato tanto dal primo capitolo Biancaneve e il Cacciatore quanto dalla modernizzazione cinematografica di fiabe operata da altri precedentemente. Non c’è una particolare innovazione visiva messa in scena dal regista esordiente Cedric Nicolas-Troyan, francese che si è fatto le ossa nel settore degli effetti speciali. Fotografia, scenografia, costumi e musica rispettano l’alto standard della produzione hollywoodiana senza stupire e senza deludere.

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Jimi Famurewa (www.empireonline.com)
06.04.2016
Originalità visiva ed un cast spettacolare non riescono a salvare un epico racconto fantasy disordinato che, se fosse uno specchio magico, sarebbe tenuto insieme da nastro isolante.

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Peter Bradshaw (www.theguardian.com)
06.04.2016
È davvero una guerra nucleare fatta di tedio.

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Oliver Lyttelton (blogs.indiewire.com)
06.04.2016
È il perfetto esempio di tutto ciò che c'è di sbagliato con i film da grande studio dei nostri tempi: dedicarsi ad un franchise a danno di qualsiasi altra cosa, sprecare dei buoni attori con del materiale indegno, fare affidamento sul CGI piuttosto che sulla storia, fare cinema guidati da una commissione piuttosto che da un'idea. In quanto tale, nonostante dei momenti accattivanti ed una certa maestria, è impossibile tifare per un film del genere.

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Leslie Felperin (www.hollywoodreporter.com)
04.04.2016
C'è sicuramente qualcosa che non funziona in un film se il pubblico prova più interesse per i costumi che per i personaggi che li indossano.

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Emanuele Manco (www.fantasymagazine.it)
04.04.2016
Più che fiaba con una morale da ricavare, una chiave di lettura che dipende anche dal contesto generale, dall'epoca in cui la storia è raccontata, Il cacciatore e la strega di ghiaccio è puro intrattenimento. Una mescolanza di fiaba, heroic fantasy, erotismo, violenza ruvida e accenni di ironia (e veramente poca autoironia) confezionato per fare passare i 114' in modo scorrevole.

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Marianna Cappi (www.mymovies.it)
04.04.2016
Anche Cedric Nicolas-Troyan opta per una varietà di fonti e modelli presi dal cinema contemporaneo ben più che dal repertorio fiabesco: la compagnia dei quattro nani, l'incontro con i goblin, la quest dello specchio, da tener coperto per non indurre in basse e omicide tentazioni, guardano senza mezza termini al viaggio con e per l'anello di Tolkien e Jackson, mentre il contesto della relazione tra Eric e Sara, bambini-soldato, può ricordare alcuni momenti della saga di Hunger Games. Se si aggiunge il già citato rimando al prologo di Frozen, non tarda ad affacciarsi il dubbio che tanta varietà di modelli nasconda in realtà una scarsa materia originale e una traballante necessità di esistere del film stesso al di là della mera funzione di contenitore di star.

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Giulia Anastasi (www.cinefilos.it)
04.04.2016
Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio forse non brillerà per epicità, ma rientra di tutto diritto nel filone del cinema fantasy. E la leggerezza al film non va a suo detrimento anzi lo trasforma in una favola meno cupa e forse più consapevole di essere, in fondo, solo finzione.

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Matteo Scannavini (www.vgnetwork.it)
04.04.2016
Quello che tuttavia ancora non convince è l'intreccio, fin troppo prevedibile e ancorato ai luoghi comuni del genere, tanto che un vecchio lupo di mare come il sottoscritto (e immagino molti di voi quando lo vedrete) riesce senza particolari problemi a prevedere lo svolgimento degli eventi in anticipo. I colpi di scena ci sono, ma non lasciano il segno come dovrebbero, prima dell'inevitabile lieto fine(e qui non ci si poteva proprio fare niente, devo dire, ndr). Oltretutto, Il Cacciatore e la Regina di Ghiacciosi prende molto sul serio in certi frangenti, non lesinando temi duri come lo sfruttamento minorile; tuttavia condisce il tutto con una serie di battute di inefficace umorismo spesso messe sulla bocca di un poco credibile Hemsworth o dei nani.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
04.04.2016
Prosegue la saga della Biancaneve della Universal, ma l'assenza sua e di credibilità fiaccano lo spinoff.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
04.04.2016
Purtroppo il vero problema è che in tutto il copione di Il Cacciatore e La Regina di Ghiaccio non è stato scritto nulla di realmente valido, niente di sorprendente o anche solo efficace, è pura pigrizia che si rispecchia anche in un film che procede di clichè visivo in clichè visivo, computer grafica inclusa.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
04.04.2016
Troyan adotta tutt'altro registro rispetto al prequel, riportando Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio sui livelli di un ordinario blockbuster dai limiti autoimposti, in cui humor forzato e vena romantica non si fondono a dovere, soverchiando tutto il resto.

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