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3 Alice attraverso lo specchio è un sequel divertente...
3 Alice attraverso lo specchio è un sequel divertente, con bei personaggi "nuovi" che si aggiungono a quelli già amati a suo tempo.

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Luisa Pagani (www.cinema4stelle.it)
27.05.2016
Atmosfere ricercate e una struttura della sceneggiatura che si districa bene attraverso i tempi della storia attraversando e manipolando il tempo in tutte le sue forme. I personaggi nuovi rispetto ad Alice in Wonderland si inseriscono nel contesto creato per Alice attraverso lo specchio armoniosamente, dando vita ad un film molto leggero.

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Marcello Paolillo (www.gamesvillage.it)
27.05.2016
Il film di James Bobin è un onesto e divertente lungometraggio di intrattenimento, in cui ogni ambientazione e sequenza è costruita nei minimi dettagli e che finalmente non disdegna un minimo di complessità psicologica dei vari protagonisti.

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Claudia Porta (www.widemovie.it)
27.05.2016
L’adattamento di Alice Through the Looking Glass, non è altro che il deliberato e naturale adeguamento ai bisogni del pubblico, registrati dagli introiti di cassa del film di Tim Burton. La vera ideologia sottostante è l’affare. Il mondo delle meraviglie di Alice è solo un esiguo pretesto che si realizza in una sequenza digitalizzata di azioni prescritte, in cui i personaggi si muovono come automi. Ogni connessione logica che richieda qualche sforzo allo spettatore è scrupolosamente evitata, gli sviluppi della trama devono scaturire necessariamente dalla situazione precedente e non già da qualche idea del tutto.

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Simona Carradori (farefilm.it)
27.05.2016
James Bobin perde l'occasione di dare una svolta alla debole saga iniziata da Tim Burton, puntando più sulla spettacolarità che su quella narrazione solida di cui il film aveva realmente bisogno.

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Augusto D'Amante (www.mondofilm.it)
27.05.2016
Tirando le somme, se il primo film ha avuto l’unico pregio (ma dipende dai punti di vista, ovviamente) di dare il via alla moda delle trasposizioni live-action, Alice attraverso lo specchio non solo aumenta la frustrazione di vedere trattati in questo modo dei personaggi che, sulla carta, sono bellissimi, ma decide di abbandonare del tutto la strada disegnata da Carroll, soprattutto a livello di significato. Ora speriamo solo che le intenzioni espresse da Alice alla fine del film (“Non tornerò più nel Sottomondo“) siano finalmente esaudite.

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Maria Teresa Ruggiero (www.universalmovies.it)
27.05.2016
Sicuramente un risultato migliore rispetto alla realizzazione di Tim Burton del 2010, ma una narrazione sempliciotta in cui sembra di seguire una partita di un videogames alla ricerca di ricompense e di sfide da superare attraverso i viaggi nel tempo, non ci entusiasmiamo più di tanto. La Disney ci mette il suo zampino e cosparge la storia con la sua retorica didattica, che malissimo non fa.

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Luca Marinelli Brambilla (www.staynerd.com)
27.05.2016
Alice attraverso lo specchio è un brutto film sotto diversi punti di vista, anche senza voler continuare a stuzzicare Carroll: dovrebbe esserci azione, ritmo, e praticamente non se ne trova, dovrebbe essere pieno di posti da sogno, ma ce ne sono pochi, dovrebbero esserci dei simpatici buffoni ma ci sono dei complessati. È un peccato, perché gli attori ci sono così come le possibilità tecniche per fare meglio. La sensazione è che si sia voluto pensare troppo e dare forzatamente una spiegazione alle cose, quanto sarebbe bastato dare fondo all’immaginazione e realizzare un viaggio senza senso in un modo da sogno, come faceva la piccola Alice di Carroll.

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Emanuela Cerri (www.pianetadonna.it)
27.05.2016
Alice che, ancora una volta, si troverà davanti alle invettive dell'iraconda Regina Rossa (magnifica, meravigliosa Helena Bonham Carter) e alle mossette svenevoli della "buonissima" Regina Bianca (un Anne Hathaway che non ha questo ruolo nelle sue corde, va detto), Alice che non ha paura nè degli uomini nè delle cose e che per questo si merita l'appellativo di eroina positiva per tutti i bambini, e bambine soprattutto. Perchè "Alice attraverso lo specchio" come il primo "Alice" del resto, non è un film per bambini, attenzione, come non lo sono mai stati i libri di Carroll, difficilissimi e incubo di ogni traduttore, ma sono film che i bambini possono vedere e amare perchè raccontano l'unica cosa che vale la pena di raccontare: l'impossibile che diventa possibile.

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Alessandro De Simone (www.giornalettismo.com)
27.05.2016
Alice attraverso lo specchio non ha il peso cinematografico dimostrato dagli altri live action del nuovo corso Disney, Il libro della giungla su tutti, quello veramente magnifico, e ha l’ulteriore problema di non raggiungere un target preciso, troppo adulto per i più piccoli e non abbastanza strutturato per un pubblico cresciuto che da una storia del genere cerca ben altri sottotesti e suggestioni.

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Emanuele Zambon (www.mondofox.it)
27.05.2016
Alice attraverso lo specchio è un moto perpetuo dai toni fiabeschi, una parabola esistenzialista sull'hic et nunc che fa appello alle coscienze di grandi e piccoli. Sì, perché dietro l'adrenalinica Odissea temporale di Alice, dietro l'esplosione psichedelica di colori e personaggi del Sottomondo, si nascondono (nemmeno troppo) lezioni morali rivolte a protagonisti e pubblico: l'invito è quello a non sprecare il proprio tempo e a trovare sempre il modo di perdonare, mettendo da parte i rancori.

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Walter Ferri (www.isolaillyon.it)
27.05.2016
"Alice attraverso lo specchio" ha ben chiare le sue priorità: vendere accessori puntando in particolar modo su un pubblico femminile accecato da facili stimoli. I viaggi nel tempo, per quanto potenzialmente intriganti, sono qui frutto di quell'esaurirsi di idee che gli anglofoni fanno combaciare con il cosiddetto “saltare lo squalo”, lasciando un vuoto che risucchia e distrugge i pochi stralci positivi che erano sopravvissuti al primo abominio.

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Emiliano Cecere (www.cinematographe.it)
27.05.2016
Con questi due ardui ostacoli e con una sceneggiatura debole, priva di twist degni di nota e senza un mordente ben noto, siamo di fronte ad un completo disastro, dove nemmeno l’apparato tecnico (ormai non ci sorprende davvero più niente) e una buona CGI salvano la baracca. Alice Attraverso Lo Specchio è l’inspiegabile (si spera!) conclusione di un lavoro magicamente iniziato da Burton e tristemente guastato dalla pesantezza dell’eredità filmica lasciata a James Bobin, il quale ha cercato di rimediare ma senza successo, cercando di creare qualcosa di diverso.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
27.05.2016
Come nel precedente, le vicende originarie non sono che un vago riferimento con cui giocare, cui ammiccare (per esempio nell'incontro con gli scacchi), creando contesti e situazioni nelle quali inserire imprescindibili personaggi alle prese con tutt'altre avventure. Ma sarebbe una scelta apprezzabile, quella di non adagiarsi su una mera trasposizione, se solo si riuscire a offrire qualcosa di più strutturato. E non un mero patchwork di brandelli diversi, emblematicamente anticipato dalle immagini - anche iniziali - dell'abito orientaleggiante della Alice emancipata (e non più immemore, come nel primo film) di Mia Wasikowska.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
27.05.2016
La magia visionaria di Carroll, che ha cresciuto intere generazioni e dato vita ad un lungometraggio animato che ha fatto epoca, prende qui la strada dell'effetto speciale tanto accecante quanto artificioso, e a lungo andare immancabilmente monotono. Anche recitativamente parlando, tra eccessi mimici e CG facciale, siamo al bis non richiesto, al 'tutto già visto' e abbondantemente archiviato, con Rhys Ifans sprecata new entry nelle vesti di Zanik Hightopp, padre del Cappellaio Matto, e tutti gli altri, partendo da quel Depp sempre più alla deriva per arrivare all'Hathaway meno impegnata di sempre, in fila con il ricco assegno tra i denti all'ufficio pagamenti Disney. Il rischio, vista l'apparente indifferenza che circonda la pellicola, è che lo scotto al box office possa essere doloroso, anche se i nuovi e fruttuosi mercati esteri sembrerebbero far dormire sonni tranquilli alla casa di Topolino, poche settimane fa sorprendente con lo splendido Libro della Giungla ed ora nuovamente inciampata nell'inganno Alice. Perché di inganno, e da tempo smascherato, bisogna parlare.

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Giacinta Carnevale (www.correttainformazione.it)
27.05.2016
Tecnicamente anche questo film è ben riuscito grazie soprattutto ad un cast davvero eccezionale i cui attori interpretano in maniera magistrale i diversi personaggi del Sottomondo. Tra questi spiccano sicuramente Johnny Depp e Helena Bonham Carter ma chi sorprende è l’ultimo arrivato in casa Disney ossia Sacha Baron Cohen. La pellicola forse difetta un po’ nella sceneggiatura che risulta essere troppo semplice e non riprende fedelmente né la trama e né il messaggio che lo scrittore Carroll vuole trasmettere attraverso il suo romanzo ossia quello che la mente umana si può comprendere solo nei sogni e nell’immaginazione. Tuttavia se avete voglia di fare un bel tuffo nell’infanzia e tornare per quasi due ore ad essere bambini, non potete non andare a vedere “Alice Attraverso lo specchio” che, grazie ad effetti visivi straordinari, riesce a portare davvero lo spettatore nel fantasioso universo del Sottomondo.

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Tim Grierson (www.screendaily.com)
27.05.2016
Una parata di pacchiano CGI e forzata bizarria, Alice attraverso lo specchio si dimostra ancora più frenetico ed irritante del suo predecessore.

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Alonso Duralde (www.thewrap.com)
27.05.2016
Quello che Alice attraverso lo specchio sottolinea con costanza è che anche il migliore artificio cinematografico ha ben poca utilità se non è supportato da storie e personaggi. Le immagini possono essere belle (o spaventose o maestose), ma alla fine non hanno alcun significato.

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27.05.2016
Depp riesce ad apparire vulnerabile e triste in maniera convincente, pur conservando l'irreale eccentricità del Cappellaio, e Wasikowska ha la determinazione necessaria. Ma la missione di Alice sembra tanto artificiale quanto i marchingegni della sua storia, e Bobin stenta ad infondere la finzione di emozione.

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Andrew Barker (variety.com)
27.05.2016
Il problema di Alice attraverso lo specchio è che manca di immaginazione narrativa.

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Peter Travers (www.rollingstone.com)
27.05.2016
La sceneggiatura di Linda Woolverton rimane superficialmente fedele ai personaggi creati da Lewis Carroll, ma il film ha perso la sua anima.

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27.05.2016
Il tentativo di Bobin di prendere il posto di Tim Burton dà vita ad un sequel vivace ma emulativo, che funziona soltanto quando Baron Cohen e Bonham Carter entrano in scena.

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Andrew Lowry (www.empireonline.com)
27.05.2016
Wasikowska fa del suo meglio, e Cohen è brillante, ma per quanto si tratti di un film migliore del precedente, lo standard di partenza era piuttosto basso.

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27.05.2016
Questa volta il film appaga la vista ma non il cervello.

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Davide Belardo (darumaview.it)
26.05.2016
Un film assolutamente godibile, lontano dal romanzo, confezionato ancora una volta con un aspetto visivo incantevole. Pensare ad una possibile riuscita della pellicola dopo il fallimentare primo capitolo, sembrava impossibile. Ovviamente non ci troviamo al cospetto di un capolavoro, tuttavia Disney ha reso possibile l’irrealizzabile utilizzando l’espediente dei viaggi del tempo e apprezzabili interpretazioni. Assolutamente da non perdere la performance di un perfetto Sacha Baron Cohen, nei panni del signore del Tempo.

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Marita Toniolo (www.bestmovie.it)
26.05.2016
Una storia ammonitrice, moraleggiante, sulla preziosità del tempo, da non sprecare. Specie quello passato insieme alla famiglia, che è al centro della storia. Il tempo sprecato a litigare e discutere, non perdonare, non ci fa godere del qui e ora con chi ci è caro è la lezione che vuole regalarci il film, discorso a cui avrebbe giovato una trama più strutturata. Dove il film si fa davvero interessante è nel regalarci le origin story dei personaggi: la giovinezza del Cappellaio, il motivo della testa gigante della Regina rossa e dell’odio nei confronti della sorella, ma anche le ragioni del tè con non compleanno del Leprotto Marzolino. Una serie di gustosi retroscena che vivacizzano il film e spezzano il ritmo adrenalinico dell’azione.

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Giuseppe Grossi (movieplayer.it)
26.05.2016
Per una volta il sequel ci appare migliore del primo capitolo, e succede per una semplice questione di aspettative. Perché, al contrario di Alice in Wonderland, Alice attraverso lo specchio non vuole irrompere nei nostri occhi urlandoci contro, non ha intenzione di agitare chissà quali maree, ma navigare in acque calme verso porti sicuri. E in viaggi del genere non vi è né meraviglia, né grande sorpresa, ma soltanto qualche gradevole conferma. Come quando ci guardiamo allo specchio.

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Luca Marra (it.ibtimes.com)
26.05.2016
Sicuramente un film più riuscito del primo anche perchè c’erano autostrade di margini di miglioramento. Di certo però ciò non esaurisce le considerazioni su di un sequel scolpito in un universo letterario e cinematografico molto ricco, linguisticamente complesso e divertente. Quello che funziona in questo film di Alice attraverso lo specchio, dal romanzo omonimo di Carroll, è certamente il design visivo, ispirato dal prequel, e anche il cast: più profondo e meno espressivo Johnny Depp nel suo Cappellaio, ci piace anche il rigore messo da Mia Wasikowska nel personaggio. È sempre un Alice seria pur seguendo il sogno dell’impossibile che diventa possibile (“non è impossibile è solo non possibile” dice lo Stregatto in un’ottima battuta che ricorda la grande abilità linguistica di Carroll). Su tutti svetta però Sacha Baron Cohen.

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Andreina di Sanzo (www.mymovies.it)
26.05.2016
Il viaggio di Alice si fa banalmente momento di crescita in cui ancora una volta trionfano i buoni sentimenti e ci si discosta dall'intenzione carrolliana della comprensione dell'universo mentale attraverso il sogno e l'immaginazione. Nonostante si parli di viaggi nel tempo e cortocircuiti temporali, il tema portante non basta a ricreare l'atmosfera onirica e allucinata.

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Antonella Murolo (cinema.everyeye.it)
26.05.2016
Alice Attraverso lo Specchio si conferma come un film stilisticamente affascinante, una grande avventura composta da favolosi quadri pittorici in movimento, dove ogni ambientazione è costruita seguendo i tratti caratteriali dei personaggi che la governano. E di personaggi forti in questo film ce ne sono tanti, cominciando da Tempo, inesorabile e intransigente, ma allo stesso tempo soggiogato dalla Regina Rossa, altra colonna portante della saga insieme al Cappellaio Matto. La storia cerca di scavare nei protagonisti, cercando così di raccontare un lato diverso di ognuno di loro e dimostrando che nessuno, davvero nessuno, è assolutamente buono o cattivo, completamente nel torto e nella ragione.

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Domenico Misciagna (www.comingsoon.it)
26.05.2016
L'emancipazione femminile, la famiglia, la voglia di combattere e di credere nei sogni, sono capisaldi della fiaba Disney, ma qui si spengono in uno schematismo che fatica a coinvolgere chi non sia un bambino: gli autori non governano i buoni fuochi d'artificio visivi e scenografici che la Disney garantisce, dando sempre l'idea di costringere figure iconiche come la Regina di Cuori o il Cappellaio Matto in ruoli preconfezionati e stracollaudati (ergo, poco "meravigliosi").

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