User icon
Daniele Massironi (blog.screenweek.it)
15.12.2016
Gareth Edwards aveva già dimostrato di avere un talento registico considerevole nel convincente Godzilla (2014), e si conferma un’ottima scelta per realizzare questo primo spin-off con uno stile fresco e inedito. Le scene d’azione sono girate in modo molto diverso rispetto a quanto visto in precedenza negli Episodi, e il film assume molto spesso i toni di una pellicola di guerra vera a propria, con battaglie intense degne della migliore sci-fi (e non solo).

Globe icon
Antonio Salvatore Bosco (nerdplanet.it)
15.12.2016
Abbiamo quindi nelle nostre sale un film che ricrea in maniera notevole l’originale universo di Star Wars arricchendolo e mostrandolo sotto un punto di vista, diverso da quello a cui siamo stati inizialmente abituati. Riusciamo ad emozionarci, sentire la tensione ed essere partecipi allo scontro anche se sappiamo benissimo che i Ribelli riusciranno nella loro ardua missione. Siamo rimasti con gli occhi incollati allo schermo per tutta la durata del film che dall’inizio alla fine coinvolge totalmente, in modo particolare nella sua parte finale che é veramente uno spettacolo per gli occhi (e non solo perché in alcuni momenti i fan salteranno felici dalla poltrona). Se dunque è questa la qualità che ci attende dalla nuova serie di film Star Wars Anthology, non possiamo far altro che attendere il prossimo con ansia e speranza.

Globe icon
Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it)
15.12.2016
Più razionale e bellico che mistico, intriso di immagini che restano scolpite nella memoria, Rogue One è uno Star Wars inedito che strizza l’occhio ai vecchi fan e mostra il lato violento di un’epopea che, forse fino ad oggi, avevamo preso con troppa leggerezza. Blaster in braccio, possiamo finalmente ritornare ad augurarci: “Che la Forza sia con noi”.

Globe icon
Emanuele Manco (www.fantasymagazine.it)
15.12.2016
Gareth Edwards dirige il film con estrema perizia, gestendo una materia non facile con personalità e senso della visione cinematografica non comuni in un film “di genere”. Gestisce benissimo la macchina da presa e i campi lunghi e lunghissimi, nonché i ribaltamenti di prospettiva. Il suo uso degli elementi atmosferici poi riprende quello stesso Akira Kurosawa omaggiato anche dallo stesso Lucas, ma in maniera ancora più compiuta. Anche le scale cromatiche usate, differenti da quelle dell'eptalogia, danno personalità visiva al film, contribuendo alla costruzione di un efficace racconto per immagini. C’è un buon livello suspense e tensione nel film, nonostante il finale sia noto, perché in realtà qualche sorpresa ci aspetta dalla visione di questo nuovo tassello di un universo narrativo che credevamo, almeno per le vicende ambientate in questa epoca, non ci regalasse niente di nuovo.

Globe icon
Valentina Alfonsi (www.loudvision.it)
15.12.2016
Una space opera che è soprattutto un film di guerra e spionaggio, dove le spade laser hanno poche occasioni di svolazzare, e i combattenti non possono contare sulla Forza ma su più prosaiche armi da fuoco. Si potrebbe mettere in discussione l’effettiva necessità di portare al cinema la Star Wars Anthology, ma se accettiamo di sottoporci a questi spin-off (tra due anni ne avremo tutto dedicato al giovane Han Solo), allora “Rogue One” è un buon inizio, non perfetto (la sceneggiatura di Chris Weitz e Tony Gilroy è piuttosto sbilanciata a favore del finale) ma onesto.

Globe icon
Enrico Azzano (quinlan.it)
15.12.2016
Il primo episodio della Star Wars Anthology, Rogue One: A Star Wars Story, è una sorta di risarcimento: ai coraggiosi che hanno recuperato i piani della Morte Nera; ai fan disperati che non hanno mai mandato giù Jar Jar Binks e tutto quel che segue; agli spettatori che ne Il risveglio della Forza hanno visto soprattutto un Guerre stellari in tono minore. Decisamente minore. Rogue One trova la sua ragion d’essere nei chiaroscuri, tra le pieghe della storia originale, nei sussurri della Forza, nella difficoltà della battaglia.

Globe icon
Chiara Nicoletti (www.diredonna.it)
15.12.2016
Rogue One è autonomo, dal ritmo giusto e adatto a chi non conosce Guerre Stellari, collocandosi a una giusta distanza dalla saga. È più duro e oscuro, la guerra è spietata, e non lascia superstiti, una delle principali battaglie si svolge nella notte, sotto la pioggia battente e in quella finale invece, la luminosità della spiaggia in cui si sviluppa l’azione, fa da estenuante contrappunto. Questo primo spin-off si conferma il più adulto della saga e non per l’assenza di personaggi buffi e amichevoli come Jar Jar Binks o Chewbecca ma per messaggi come “le ribellioni si fondano sulla speranza”, che seppur contestualizzati, risaltano per gli inevitabili e forse voluti, riferimenti con la nostra realtà.

Globe icon
Pierpaolo Festa (www.film.it)
15.12.2016
I tempi cinematografici di questa storia risalgono a quarant'anni fa. Eppure Rogue One non avrebbe potuto essere più attuale di così. In un'epoca di rabbia, il blockbuster parla di diversità e della forza che si ottiene mettendo insieme più culture. Di guerra e della paura dell'olocausto nucleare con un paio di sequenze in cui assistiamo alla distruzione totale. E' lì che le immagini ci ricordano quello che vediamo tutti i giorni in TV e ci fanno riflettere sulle nostre paure più grandi.  

Globe icon
Chiara Guida (www.cinefilos.it)
15.12.2016
La vera arma vincente di Rogue One è l’autonomia. Il film si struttura alla perfezione senza necessità di appoggiarsi agli altri capitoli, ci sono rimandi e citazioni, persino personaggi, ma sono piccoli regali concessi ai fan a fronte di una storia fatta di uomini e donne in guerra per ciò in cui credono. La stessa colonna sonora, per la prima volta non di John Williams ma di Michael Giacchino, si appoggia all’originale e salpa verso nuovi orizzonti musicali. Poi c’è Gareth Edwards, che, come dimostrato con Godzilla, pur essendo perfetto mezzo da studio non rinuncia a piazzare quelle inquadrature personali, quel tocco che abbiamo ammirato in Monster, che dà dignità allo spettacolo e ai volti degli eroi. Belli, giovani, sporchi e coraggiosi, gli eroi di Rogue One sono la vera Speranza in un mondo in guerra, dove la guerra stessa è riportata in primo piano, probabilmente per la prima volta, sul suolo, via aria, una guerra che fa vittime, che porta dolore ma che riesce a cavare anche il meglio da chi ha qualcosa da dare.

Globe icon
Marcello Paolillo (www.gamesvillage.it)
15.12.2016
Una pellicola, quella di Gareth Edwards, che nonostante manchi della “magia” classica della serie si dimostra una produzione bellica tutto sommato coraggiosa e accurata che, nonostante escluda dall’equazione spade laser e Jedi, riesce ad incarnare appieno lo spirito di Guerre Stellari. E questa, forse, era davvero la missione più difficile da portare a termine per la Ribellione.

Globe icon
Costanza Mauro (www.pianetadonna.it)
15.12.2016
Rogue One convince e commuove per la bellezza dell'avventura che racconta e per l'onestà con cui lo fa. I personaggi, nonostante non abbiano chissà quale spessore, sono ben disegnati e servono alla perfezione il disegno del regista.

Globe icon
Paolo Paglianti (youtech.it)
15.12.2016
Rogue One è una storia originale, che si libera agilmente dai cliché classici di Star Wars. Non c’è il giovane Jedi ignaro dei suoi poteri, non c’è il maestro di vita che ti spiega la Forza e i rischi del Lato Oscuro, non c’è quel personaggio che ricorda tanto Han Solo dal sorriso furbetto e beffardo. Anzi, è il primo film di Star Wars che non si svolge di nuovo su Tatooine o sulla luna boscosa di Endor, e dove non continuano a saltare fuori parenti fino al settimo grado della famiglia Skywalker. I personaggi magari sono un po’ stereotipati secondo i canoni odierni di Hollywood, ma grazie alla eccellente capacità recitativa del cast non sembra di vedere il musical ispirato a Star Wars della scuola media di vostro figlio, ma un film che ha una sua storia da raccontare. I personaggi sembrano appartenere allo stesso universo di Star Wars, senza però essere le macchiette sbiadite di Han Solo, Obi Wan e Luke Skywalker.

Globe icon
Karin Ebnet (www.movieforkids.it)
15.12.2016
Tra dramma di Shakespeare e film di guerra degli anni '60, Rogue One è il perfetto tassello che mancava alla saga di Star Wars. Con un cast da applaudire.

Globe icon
Cecilia Strazza (www.vertigo24.net)
15.12.2016
Nato per esistere e consumarsi nei 143 minuti di durata, Rogue One è tra i capitoli più scuri e adulti della saga; la motivazione politica alla base, il nero come colore predominante (delle guardie imperiali, dei droidi da combattimento), l’immagine costante e ripetuta della morte come elemento necessario al sacrificio, e quindi alla riuscita dell’impresa, sembrano affrontati con una consapevolezza diversa, non nuova né particolarmente sorprendente, ma comunque ammirevole. Forse è proprio nella sentenza definitiva e auto-conclusiva che il film trova la sua cifra speciale: una fiamma che arde e brucia finché è accesa e che, una volta spenta, lascerà un buon ricordo.

Globe icon
Gabriele Niola (www.badtaste.it)
15.12.2016
Lungo tutta la storia otteniamo tantissime risposte e precisazioni,  ci vengono forniti dettagli anche su elementi lasciati in sospeso nel 1977, ma non vengono poste altre domande, non c’è nessuna zona d’ombra a stimolare un po’ di appetito. Se Episodio VII come è giusto che sia tiene avvinti rilasciando solo informazioni parziali (che storia ha Rey? Che farà Kylo Ren? Perché Luke Skywalker era scappato?), Rogue One invece colma tutte le lacune. Se ne esce quindi soddisfatti, per aver visto un gran film di guerra tradizionale e moderno al tempo stesso ma anche per aver sanato il desiderio di sapere, però non con gli occhi pieni di sogni.

Globe icon
Federico Gironi (www.comingsoon.it)
15.12.2016
"Si! Può! Fare!", come gridava Gene Wilder in Frankenstein Junior. Si può fare un film di Star Wars e non farne la vetrina di modernariato hipster di J.J. Abrams; si può fare di dare vita, personalità e "nuova carne" - per dirla con Cronenberg - a quelli che parevano essere destinati a rimanere inerti action figures nelle mani di questo o quel burattinaio. Action figures, o come si chiamavano una volta "pupazzetti": come quello di uno storm trooper che, guarda un po', Gareth Edwards piazza furbetto in una delle scene iniziali di Rogue One; forse proprio apposta, forse per dire "hei, guardate, quelli sono giocattoli, i miei invece sono personaggi veri." Se sono veri, i personaggi di Rogue One, se il film è il più divertente e coinvolgente della saga da quando nel 1983 Il ritorno dello Jedi sembrava aver messo la parola FINE definitiva alle storie create da George Lucas, è perché quello di Edwards è un Guerre Stellari apocrifo, meticcio, perfino un po' eretico: e per questo rivoluzionario, proprio come il film di Mel Brooks. E, come tale, dotato di una carica eversiva stimolante e irrequieta; capace di indicare le forme nuove e futuribili di ciò che è stato. Poi, intendiamoci: non è che Rogue One suoni come una bestemmia per gli oltranzisti del Culto di Star Wars, anzi. Alla fine le icone ci sono pure: ma vengono rispettate con più leggerezza, e considerate da angolazioni nuove e più ampie, anziché venir venerate con una devozione tanto cieca da diventare oscurantista.

Globe icon
Serena Catalano (cinema.everyeye.it)
15.12.2016
Rogue One è il film di Star Wars di cui avevamo bisogno: omaggia senza strafare, racconta senza declinare, emoziona senza ricattare lo spettatore. Un viaggio agghiacciante e oscuro che nella sua ora più buia riesce a creare fede e speranza, attraverso un racconto che riesce nell'impresa di non essere banale pur rientrando già nell'immaginario collettivo di noi viaggiatori galattici. Un'ode spassionata agli eroi delle retrovie, che vincono anche senza vincere e mandano avanti con Forza una nuova speranza, il vero motore dell'universo.

Globe icon
Thomas Cardinali (talkymovie.it)
15.12.2016
Il viaggio in Star Wars dunque ricomincia con una storia unica, segreta, quasi mistica che finalmente ha avuto giustizia. In Rogue One c’è la vera essenza di Star Wars. Magari sarà meno emozionante sotto certi aspetti rispetto a Il Risveglio della Forza, ma qui ci troviamo davanti ad un film tecnicamente di un altro livello che vi farà venire la voglia di riagganciarvi immediatamente alla trilogia originale e a rivedere Episodio IV dato che speranza è una parola sempre presente e che si lega con un filo invisibile al capolavoro creato da George Lucas nel 1977 ma ancora oggi in grado di sorprendere cambiando così tanto e senza cambiare molto allo stesso tempo.

Globe icon
Luca Liguori (movieplayer.it)
15.12.2016
Libero dai vincoli strutturali che affliggevano J.J. Abrams e il suo Il risveglio della Forza, Gareth Edwards firma un film che si apre senza dichiararsi troppo legato all'universo di Star Wars, cui rivela gradualmente la sua appartenenza, in un crescendo di ritmo, di divertimento, e di soddisfazione anche per i fan più esigenti.

Globe icon
Andrea Giovalè (www.staynerd.com)
15.12.2016
Rogue One: A Star Wars Story convince. Non è perfetto, e forse mostra ingenuamente il fianco a critiche tecniche meritate. Ma queste non prevalgono mai sulla capacità del film di appassionarci a una vicenda complessa in maniera spettacolare, con una fotografia e un aspetto di prim’ordine. Di sentimentalismi forzati, ce ne sono solo un paio. Di emozioni non forzate ed efficaci, in abbondanza. Superate facilmente le pecche veniali di ritmo e montaggio, specie nella parte centrale, e appurato che il film probabilmente rende maggiormente in lingua originale, ecco che avete come risultante una pellicola familiare e diversa, entrambe le cose in senso molto buono. E poi c’è quel paio di sequenze, che da sole…

Globe icon
14.12.2016
Rogue One non è una storia tetra - è pieno di azione avvincente ed è anche molto divertente. Sorprende che l'umorismo si concentri così tanto sul personaggio di Donnie Yen, un uomo così devoto alla Forza che sembra non capire di non essere un Jedi. C'è anche il droide K-230 (il magnifico Alan Tudyk), uno stratega Imperiale K-230 riprogrammato dalla Ribellione per servirla, ma pieno di umorismo pungente e senza nessun tipo di filtro ai suoi pensieri. L'azione è sì intensa, ma è anche ripresa in modo molto coerente e con un eccellente senso di geografia spaziale. E quando vediamo scatenarsi il vero potere della Morte Nera, è terrificante. Quando si perdono vite in Rogue One, si sentono; non è solo puro spettacolo. Gli effetti speciali sono splendidi, ma uno in particolare, riguardo un determinato personaggio, è a dir poco straordinario. [...] Fotogramma dopo fotogramma, Rogue One mi ha riportato nell'universo di Star Wars, più di quanto Il Risveglio della Forza abbia fatto, e mi ha fatto sentire come se non lo avessi mai lasciato. Rogue One non è solo un ottimo capitolo della saga - è un film eccellente, punto, e non vedo l'ora di riguardarlo più e più volte. Questo è il mio film preferito dell'anno.

Globe icon
Peter Bradshaw (www.theguardian.com)
14.12.2016
Parte del fascino di Rogue One risiede nella sua inquietante, quasi onirica, continua produzione di elementi familiari, rimescolati e riconfigurati, un rispolvero del passato ed un accenno ad un futuro prestabilito. Ci sono alcuni cameo davvero spettacolari da parte di personaggi molto amati, che coinvolgono effetti speciali di livello superiore - quasi spaventosamente perfetti, così tanto che guardarli sembra come tornare indietro negli anni 70 e 80 con una macchina del tempo.

Globe icon
Pete Hammond (deadline.com)
14.12.2016
Il cast non potrebbe essere migliore, con una perfetta Felicity Jones nei panni di un'audace eroina, Luna in quelli del suo affascinante partner, e Tudyk in quelli della nuova invenzione robotica. Mendelsohn è un personaggio scrupolosamente complesso, mentre Ahmed e Yen regalano alcuni fantastici momenti. È anche bello vedere, o almeno sentire, James Earl Jones in piena modalità Vader. Il team degli effetti speciali ha superato sé stesso, e l'eccellente colonna sonora di Michael Giacchino è in debito di alcune note con l'iconico classico di John Williams, ma si ritaglia il suo posto in questo particolare universo.

Globe icon
Brian Truitt (www.usatoday.com)
14.12.2016
Un'importante caratterizzazione si perde tra gli sforzi compiuti pur di compiacere i fan, un uso eccessivo persino per gli appassionati. L'impegno nell'escogitare easter eggs, ammiccamenti e cenni al passato avrebbe potuto essere usato per sviluppare il cast. I dialoghi freddi non aiutano - mentre tutte le battute migliori vanno all'irriverente droide K-2SO (Alan Tudyk), il quale ruba le scena, anche Darth Vader (che torna con i toni borbottanti di James Earl Jones) non si salva da un goffo gioco di parole. Ciononostante, Edwards mostra grande maestria nel gestire lo spettacolo visivo che caratterizza Star Wars. Riesce a creare una delle migliori scene di battaglia spaziale della saga in un superbo terzo atto che salva il film e trasporta l'azione in una realistica situazione di guerriglia. Per fortuna, un deludente Star Wars rimane sempre uno Star Wars niente male, ma Rogue One perde l'occasione di trasformare il familiare in qualcosa di straordinario.

Globe icon
Scott Mendelson (www.forbes.com)
14.12.2016
Rogue One viene intralciato dal passato, ma non distrutto, e Gareth Edwards ancora una volta dimostra di essere un maestro dell'immagine su larga portata, con enfasi sulla "portata". Mendelsohn riesce quasi da solo a trattenere i film con i piedi per terra e allo tempo stesso a regalare uno spietato cattivo sorprendentemente compassionevole. [...] Rogue One rappresenta un passo nella giusta direzione, e finisce con una nota incredibilmente alta. Cosa ancora più importante, regala speranza in un franchise di Star Wars meno vincolato dalla nostalgia e dal far felici i fan, e più disposto ad abbracciare il suo unico destino, sia cinematograficamente che in narrativamente.

Globe icon
Chris Nashawaty (www.ew.com)
14.12.2016
Rogue one sarebbe stato un ottimo sci-fi indipendente, se fosse uscito con un titolo diverso. Ma quello che lo rende particolarmente esaltante è vedere come si incastri alla perfezione all'interno della linea temporale di Star Wars, e come colleghi eventi che sappiamo già a memoria con quelli che non abbiamo mai preso in considerazione. Viene da chiedersi quante storie mai raccontate si nascondino negli angoli ombrosi della galassia lontana lontana di Lucas.

Globe icon
Peter Debruge (variety.com)
14.12.2016
Non si può negare che il film appartenga all'universo creativo che Lucas ha definito. Questa è la ribellione vissuta dalle trincee. Il pubblico più giovane sarà confuso, annoiato, o entrambi, ma per quei fan della generazione originale che non erano sicuri sul cosa farsene del primo, secondo e terzo episodio, Rogue One è il prequel che hanno sempre desiderato.

Globe icon
A. O. Scott (www.nytimes.com)
14.12.2016
Un paio di bambini di nove anni, senza televisione per un giorno e durante un pomeriggio piovoso, avrebbero potuto escogitare avventure migliori, e probabilmente anche dialoghi migliori. Le trame principali e secondarie sono gestite mediante goffi espedienti, e ad i temi che potrebbero collegare il film ad un mythos più grande viene negato lo sviluppo. Ti ritrovi a volere sia di più che meno. Ci sono troppi personaggi, troppe spiegazioni tattiche e tecniche, troppo chiacchiericcio pseudo-politico. E allo stesso tempo non c'è abbastanza di quella dinamica filiale tra Galen e Jyn, e non abbastanza peso viene dato ai problemi strategici ed etici della ribellione.

Globe icon
14.12.2016
Questa nuova aggiunta alla serie, che sia o meno a sé stante, si guadagna una solida posizione medio-superiore nell'intero franchise. Se vedremo ancora questi nuovi personaggi resta tuttora un'incognita; alcuni saranno i benvenuti, di altri non se ne sentirà la mancanza. Quello che i fan ottengono con questo film è tantissima azione, grandi effetti, buoni intermezzi comici, location mozzafiato (Islanda, Giordania e Maldive), ed alcune intriganti anteprime dell'Impero Galattico, mentre comincia a flettere il suo potere intergalattico.

Globe icon
Peter Travers (www.rollingstone.com)
14.12.2016
Come al solito, la sopravvivenza dei film della saga di Star Wars si basa su quanto lo spettatore tenga ai personaggi. Per fortuna non ci sono degli stucchevoli Ewoks ad attutire il viaggio di Jyn nel cuore dell'oscurità Imperiale. Non si può negare che alcuni scambi si perdano sotto il peso di dispendiose esplosioni, ma con una favolosa Jones che ci regala una guerriera tra le migliori ed un cast che sa rimanere con i piedi per terra anche in uno sci-fi fantasy, Rogue One dimostra di essere una Star Wars Story degna di essere raccontata.

Globe icon
Bryan Bishop (www.theverge.com)
14.12.2016
Lo strampalato botta e risposta tra personaggi come Han Solo e la Principessa Leia — o tra Rey e Finn, se per questo — sono così essenziali nell'immaginario collettivo di Star Wars che è difficile non pensare che manchi qualcosa quando questo tipo di scambio non riesce mai a materializzarsi, o quando il tono più cupo non dà mai spazio a quello stile d'avventura à la Flash Gordon a cui siamo abituati. Anche la colonna sonora si ritrova vittima di questi paragoni. Il lavoro di Michael Giacchino è eccellente, ma nonostante una raffica di temi e fiorettature stilistiche, il film semplicemente non ha le battute di John Williams, diventate così indissolubilmente legate al franchise. È una tensione che scorre lungo tutto il film: sta cercando di essere Star Wars, ma non lo è. Sta provando a fare qualcosa di originale, ma non troppo.

Lascia anche tu una recensione o un commento su questo film!
31
Recensioni
Totali
0%
Positive
0%
Negative