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4 Ho dato il mio voto a Fury | #FuryIlFilm : Un film ...
4 Ho dato il mio voto a Fury | #FuryIlFilm : Un film crudo, che mostra la guerra per quello che è. Un incubo dove, volente o nolente, devi andare avanti.

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Alessandro De Simone (www.cinematografo.it)
04.06.2015
Veicolo voluto e confezionato su misura per Brad Pitt, sorta di Achab con il panzer, questo war movie tra Il Grande Uno Rosso e Il mucchio selvaggio soffre proprio dell’invadenza del suo superomistico protagonista, oltre che di una struttura tragica in cinque atti sin troppo classica e prevedibile.

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Maurizio Encari (cinema.everyeye.it)
04.06.2015
Fury emoziona e coinvolge con una forza rara nel cinema odierno, dimostrando tutte le qualità registiche di David Ayer e usufruendo di un cast strepitoso che, grazie anche alla millimetrica sceneggiatura, riesce a cesellare figure realistiche e fin troppo umane, sia nei risvolti eroici che in quelli più crudeli.

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Katya Marletta (www.oggialcinema.net)
04.06.2015
A metà strada tra il dramma e il film d’azione tout court Fury è arricchito dall’alternanza di momenti contrastanti, nei quali le scene cruenti dei combattimenti cedono il passo a quelle che esaltano la fragilità emotiva. Feroce, agghiacciante, doloroso, dal ritmo serrato ma anche emozionante e profondamente umano, l’opera di Ayer racconta la guerra brutale, così com’è.

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Andrea Facchin (www.bestmovie.it)
04.06.2015
È un film di guerra solido quello di Ayer, che forse non avrà lo stesso impatto visivo e narrativo dei capolavori del genere, ma senza dubbio ne condivide il grande senso del realismo, esaltato dalla fotografia di Roman Vasyanov (che con il regista aveva già lavorato a End of Watch – Tolleranza zero), dalla scenografia bellica e dalla fedele riproduzione di scenografie e modelli di carroarmato.

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Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)
04.06.2015
Fury, film bellico di David Ayer, prosegue l'estetica del soldato Ryan e si ritaglia un posto nel genere. Non tanto e non solo perché il suo regista, ex marine, ha esperienza diretta della materia, ma per l'impianto drammaturgico singolare, articolato in un interno (il carro) e in una relazione corpo-macchina.

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Teresa Monaco (www.cinematographe.it)
04.06.2015
Con Fury David Ayer ci fa vivere 24 ore a ferro e fuoco, ci fa capire quanto sia dura la guerra, ci porta fuori dai libri di storia per gettarci in mezzo al fango, tra i soldati morenti. Nessun eroe, nessun superstite e nessuna religione. Lì, sotto il cielo oscurato dai fumi, ogni essere umano è stato a sua volta vittima e carnefice

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