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3 Un po' Castaway, un po' Apollo 13, un po' Gravity ...
3 Un po' Castaway, un po' Apollo 13, un po' Gravity The Martian è un bel film di fantascienza senza le pretese filosofiche che non tutti possono permettersi con un simpatico e bravo Matt Damon. Belle le atmosfere marziane per un bel film, lungo si ma che io non ho trovato lento come molti dicevano #SopravvissutoTheMartian
marte - maziano - atmosfere - bello - damon - spazio - sopravvivenza

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Alessandro Tavola (farefilm.it)
01.10.2015
Mentre nove film su dieci focalizzano il tema della distanza forzata sulla passività dell’attesa e sull’isolamento del viaggiatore, in The Martian tutti partecipano alla soluzione, tutti costruiscono il film in modo additivo e mai sottrattivo, e senza che vi sia una sola figura superflua l’intera vicenda diventa un gioco collettivo in cui veniamo bombardati di nozioni, spiegazioni tecniche mai fini a se stesse o troppo chiuse, battute, humour, joie de vivre, quasi come se si trattasse di una sinfonia, in un moltiplicarsi continuo di accadimenti e di voci senza sosta.

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3 Intrattenimento di buon livello con il nuovo film d...
3 Intrattenimento di buon livello con il nuovo film di Ridely Scott, un moderno Robinson Crusoe dove un astronauta botanico cazzaro interpretato dall'ormai "disperso di Hollywood" Matt Damon cerca di sopravvivere in un ambiente in cui ha tutto contro. Ultimo uomo rimasto su Marte abbandonato dalla sua spedizione. Bel film, a mio parere, qualche punto magari un po' da "WTF" che farà storcere il naso ai più appassionati o esperti di Fisica e scienza ma che tutto sommato non minano il livello complessivo del film. Unica pecca notevole è la lunghezza. Il film, dalla durata di quasi 150 minuti in alcuni punti si trascina annoiando lo spettatore, in particolare con scene di burocrazia sulla terra quando il nostro cuore non vuole altro che sapere che cosa sta facendo e che cosa sta pensando Mark, in completa solitudine in un pianeta ostile. Approfondire di più l'aspetto psicologico non avrebbe guastato.

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Andrea Ussia (www.persinsala.it)
01.10.2015
Avvalendosi della scrittura di Drew Goddard, Ridley Scott torna (finalmente) al buon cinema, un cinema di sopravvivenza, nel quale la speranza è l’ultima a morire. Diversamente epico, Sopravvissuto – The Martian è una prova registica concreta, nella quale Watney è contemporaneamente mattatore, eroe e genio. Una fantascienza che non è mai stata così vicina alla realtà.

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Simona Santoni (www.panorama.it)
01.10.2015
Ma Mark è tutt'altro che defunto, è anzi pronto ad aggrapparsi alla vita facendo fondo a tutte le sue conoscenze botaniche, chimiche e ingegneristiche. E usando a man bassa ironia e senso dell'umorismo. È questo l'ingrendiente fortunato di Sopravvissuto - The Martian, che screzia il dramma di buonumore e lo differenzia da altre storie di sopravvivenza alla Cast Away.

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Stefano Dell'Unto (www.mangaforever.net)
01.10.2015
Un inno allo spirito pionieristico dell’uomo e la consueta celebrazione dei cervelloni della NASA che evita con furbizia di scadere nell’americanismo. Il programma spaziale cinese, infatti, gioca un ruolo fondamentale. Un prodotto su misura per il grande pubblico, che denota tanto mestiere, un pizzico di retorica e un bel po’ di ruffianeria. E va benissimo così. Due ore e venti che scivolano via piacevolmente e il biglietto d'ingresso è ampiamente ripagato daun cast in gran spolvero, una regia spigliata, dialoghi effervescenti, qualche risata e, una volta tanto, un 3D che funziona.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
01.10.2015
Il film, adattato per lo schermo da Drew Goddard, ha una dose fastidiosa di retorica ed enfasi tipica della Hollywood più banale, un’esaltazione della coolness intellettuale dei personaggi e un’epica spesso non necessaria. Qualsiasi svolta o idea è resa con un eccesso di grandezza come fossimo in un film di Michael Bay, ma senza la sua corrispettiva grandiosità visiva e il suo senso dinamico, anche l’ultimo degli scienziati NASA sa essere uno stereotipo di insubordinazione senza senso, se lo vuole, e anche la più semplice trovata viene spiegata con eccessiva enfasi.

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Bryan Bishop (www.theverge.com)
01.10.2015
E' come se Apollo 13 si fosse scontrato con Cast Away, e per molti versi The Martian si sviluppa come se includesse al suo interno due film completamente opposti. Il primo che segue il direttore NASA della missione su Marte, Vincent Kapoor (Chiwetel Ejiofor), mentre scopre che Watney è ancora vivo per poi cercare appoggio dal direttore dell'agenzia (Jeff Daniels - il compiaciuto Will McAvoy di Newsroom vive!) ed il capo delle relazioni con la stampa (una discreta Kristen Wiig). L'altro è il one-man show di Matt Damon che cerca di coltivare cibo, creare acqua potabile, abbattere ogni complicazione che sembra inevitabilmente nascere. Un film in gran parte sviluppato attraverso l'uso del diario di bordo che Watney crea con le numerose camere GoPro disseminate intorno al suo habitat marziano, e nonostante sia un espediente che sarebbe potuto risultare stantio molto velocemente, questo aspetto è in realtà la conferma del carisma dell'attore e dell'adattamento dello sceneggiatore Drew Goddard, che riesce a rendere le sequenze non solo interessanti ma anche irresistibili.

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Peter Travers (www.rollingstone.com)
01.10.2015
Non troverai altra epopea spaziale che ti galvanizzerà come The Martian. Il regista Ridley Scott riscopre il tocco leggero che gli è mancato negli ultimi fallimenti, da Prometheus a The Counselor fino a Exodus. Questa storia di sopravvivenza ricca di suspense, saccente fino al midollo, ti stampa un sorriso sulla faccia che indosserai fino al ritorno a casa. Matt Damon è un eccezionale attore, con un magnetismo che si riesce a trovare solo nelle vere star del cinema, e ti terrà incollato al film. Sei con lui fino alla fine.

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Aidan Monaghan (www.ew.com)
01.10.2015
Sembra volgare sottolineare i pochi difetti in un film che rappresenta un tale, emozionante testamento all'ingenuità umana. E' un raro esempio di blockbustser con un cervello grande quanto il suo budget. A-.

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01.10.2015
Ridley Scott crea una buona dose di suspense, ma il tono generale del film è dominato dall'umorismo collegiale dei personaggi, dal rispetto reciproco tra professionisti e da individui intelligenti che vengono testati da sfide senza precedenti. Il regista e lo sceneggiature minimizzano il convenzionale melodramma tipico della situazione, mettendo l'accento sull'importanza di come dei problemi pratici possano essere affrontati con risposte razionali, piuttosto che isteria, impulsivo patriottismo ed egocentrico opportunismo.

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Rachel Feltman (www.washingtonpost.com)
01.10.2015
Vi consiglio The Martian senza riserve. E' un gran divertimento [...], ma quello che mi emoziona di più del film è che riuscirà ad attrarre un vasto pubblico, e non ho dubbi che parecchi di quei nerd non avvezzi alla scienza lo apprezzeranno egualmente. E' un film dove la scienza la fa da padrona, e dove gli scienziati sono reali, spaventati ed incredibilmente coraggiosi.

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Alonso Duralde (https://www.thewrap.com)
01.10.2015
[The Martian] finisce dritto tra le migliori interpretazioni di Matt Damon, permettendogli di essere sia dispettoso che intelligente nei suoi travagli, ma il film non è assolutamente un one-man show — Drew Goddard e Ridley Scott lo hanno circondato di un avvincente cast secondario, che sia lo staff della NASA o i compagni esploratori di Watney (interpretati da Jessica Chastain, Kate Mara, Michael Peña, Sebastian Stan e Askel Hennie), che rimangono cruciali per tutto il viaggio. The Martian è emozionante e divertente dall'inizio alla fine.

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Andrea Bettini (www.rainews.it)
01.10.2015
In effetti all’inizio la ricostruzione appare estremamente precisa, come nel libro best seller di Andy Weir da cui è tratto il film, con tanta scienza che finalmente torna al centro di un’opera di fantascienza. A voler essere pignoli, i picchi rocciosi mostrati dal film sono forse un po' improbabili nella sterminata pianura marziana di Acidalia Planitia dove si svolge buona parte della vicenda, ma gli ispirati panorami del Pianeta Rosso ricreati nel deserto della Giordania sono uno dei punti di forza dell’opera e si rivelano una scelta decisamente azzeccata.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
01.10.2015
L’azione passa in secondo piano e il racconto diventa una cronistoria piuttosto lineare, disinvolta e che progredisce in maniera classica e rassicurante con momenti di vera e propria ilarità. Un approccio scanzonato che riesce a essere avvincente.

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Giorgio Viaro (www.bestmovie.it)
01.10.2015
Il film fa un salto mortale poco dopo la metà della storia, quando la navicella spaziale con il resto dell’equipaggio scopre quel che è successo e decide di fare dietrofront. A questo punto la Nasa diventa il teatro di una specie di comedy televisiva alla Veep o alla West Wing, con i personaggi simili a marionette, espedienti di trama grossolani (siamo quasi ai livelli di Deep Impact), e injokesper nerd – per esempio la missione di salvataggio viene battezzata “Missione Elrond”, dal nome di un personaggio del Signore degli Anelli, e in scena in quel momento c’è Sean Bean, che aveva recitato nel primo film tratto dalla Saga… Cose così.

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Domenico Misciagna (www.comingsoon.it)
01.10.2015
Costa tuttavia una certa fatica lasciarsi andare a un vero entusiasmo, perché ci è sembrato che The Martian si trascini una certa freddezza emotiva. Innanzitutto la caratterizzazione del protagonista, interpretato da Matt Damon con l'usuale sicurezza, per buona parte della storia è poco simpatetica: essendo realisticamente esperto nel suo ramo, per troppo tempo Mark non sembra avere reali problemi, seppellendo lo spettatore in una marea di battute sarcastiche, in bocca anche a tanti altri personaggi.

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Simone Bracci (www.filmforlife.org)
01.10.2015
The Martian funziona, ha il tempo giusto, uno script frizzante in bilico tra sacro e profano che mette insieme, senza vergogna, una buona dose di immaginazione con la realtà della fisica.

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Francesco Lomuscio (cinema.everyeye.it)
01.10.2015
Opera sicuramente capace di deliziare gli appassionati di astronomia, ma che, impeccabile per quanto riguarda tutto il comparto tecnico, eccede in mezz'ora di troppo nella durata (siamo oltre le due ore e venti minuti); pur rivelandosi decisamente atipica a causa dell'inaspettato ricorso all'ironia.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
01.10.2015
Merito del testo originario, ma anche di Matt Damon. Capace, da solo, di tenere la scena principale. E di raccontarci in maniera credibile il percorso del 'Cast Away' interstellare da 'Colonizzatore' a "Space Pirate"; la sua solitudine, l'istinto di sopravvivenza e la sua ironia a tutti i costi, contro ogni disperazione. Non si tratta di una commedia, ma i toni le son spesso vicini, ché sarebbe stato duro presentare una prima parte tanto silenziosa e monotona agli spettatori cui il film è diretto.

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01.10.2015
Dopo i miracoli di “Alien”, “Blade Runner”, “Prometheus”, “Gravity” e “Interstellar”, non è ricevibile oggi la realizzazione approssimativa su cui si adagia “The Martian”, nonostante la musica dance anni ‘70 e la citazione de “La Compagnia dell’Anello” che il prezzo del biglietto lo valgono. Possiamo accettare un kolossal fantascientifico diretto da un grande regista buttato in caciara così?

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Emiliano Cecere (www.cinematographe.it)
01.10.2015
Sopravvissuto – The Martian si rivela per ciò che è, un prezioso e aulico stradivari che risuona la sua angelica melodia nel pauroso buio spaziale, riempiendo con quegli accessi aranci marziani il vuoto creato nell’animo del protagonista. Un film da vedere e rivedere fino a colorare di rosso i nostri pensieri.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
01.10.2015
Trasponendo del materiale interessante, moderatamente “commerciale”, senza snaturarne la freschezza, l’impeto e la complessità nel farsi marchingegno per veicolare una vicenda al limite e non viceversa. Si potrà sempre obiettare di tutto ma ci pare che un simile atteggiamento conti in maniera piuttosto marginale, dato che il film di Ridley Scott appaga su ogni fronte (o genere, che dir si voglia): fantascienza, avventura, humor, spettacolo.

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