Globe icon
Marita Toniolo (www.bestmovie.it)
16.06.2016
Tutti vogliono qualcosa è la naturale ultima tappa di un percorso cinematografico iniziato con La vita è un sogno (1993, di cui Everybody Wants Some è un po’ il sequel ideale)  dedicato a raccontare il tempo e il suo srotolarsi, a cogliere e immortalare l’attimo, anzi l’insieme di attimi – perché questa è ridotta all’osso l’essenza del suo cinema – in cui il ventaglio delle possibilità deve ancora aprirsi, a celebrare la magia e il potere della giovinezza, con tutta la nostalgia che inevitabilmente ne deriva. Linklater e i suoi film fatti apparentemente di nulla e invece pregni di tutto dovrebbero essere dichiarati patrimonio dell’umanità.

Globe icon
Pietro Masciullo (www.sentieriselvaggi.it)
15.06.2016
E allora: come in Boyhood ma con molta meno programmaticità, Linklater immerge i suoi ragazzi in ogni rito e mito del tempo: le sbronze e i giochi infantili, la disco music e il locale country, la festa intellettuale e il bigliardino con gli amici, i primi videogame e le prime Vhs, il flipper e il twister, i vinili e gli spinelli, in un filologico catalogo di ogni feticcio anni ‘70/’80 per far sentire a casa lo spettatore ancor prima dei suoi protagonisti. Cinema vintage? Ovviamente sì, ma la cosa più interessante dell’operazione è che qui percepiamo il tempo come sfumato (da questo punto di vista è un’operazione lontanissima da Boyhood), confinato in pochissimi giorni, quelli prima (dell’alba) del nuovo anno accademico, prima dell’inizio del tempo ufficiale del College, quindi in un limbo atemporale e onirico dove tutto è possibile. Dove l’unico orizzonte da concedere alla vita è l’essenza del divertimento privato di ogni struttura. Il film riesce a sfiorare quel sentimento della gioventù che dura solo pochi giorni, ma che ricorderai per sempre come inafferrabile immagine-cinematografica proiettata sui tuoi momenti difficili. Quando chiudendo gli occhi davanti a ogni nuovo inizio ricorderai solo che: “le frontiere sono dove le trovi”. Ecco, dal ricordo ingiallito di questo film – con i suoi pregi e i suoi difetti, le sue ovvietà e i suoi attimi di sincerità – non si vorrebbe proprio mai uscire.

Globe icon
Riccardo Muzi (www.ecodelcinema.com)
14.06.2016
Vittima felice di un contrappasso temporale innescato forse dalla sua stessa ossessione, il linguaggio di Linklater, narrando di frivolezza giovanili, raggiunge una maturità luminosa e seducente. La divertente semplicità dell’esposizione, la costruttiva interazione dei protagonisti tratteggiati con piccole ma sapienti pennellate e le musiche sempre azzeccate fanno di "Tutti vogliono qualcosa" una commedia godibile da molteplici punti di vista.

Globe icon
Christian Auricchio (www.freneek.it)
14.06.2016
Al di là della trama che muove da premesse non nuove al cinema americano, la sua estetica è una delle cose più interessanti: Linklater riesce infatti a ricreare perfettamente sul grande schermo l’atmosfera degli anni Ottanta con i suoi colori, i jeans (fin troppo) attillati e le camicie di poliestere. Ma soprattutto il film rende omaggio alla musica di quel periodo che non fu solo la disco, ma anche il rock, il funk, il punk e la musica country, all’epoca tornata in auge tra i giovani grazie al film Urban Cowboy che sarà uno degli ultimi grandi successi di quel trendsetter di John Travolta. D’altronde già il titolo del film, che non è altro che la citazione di una celebre canzone  del 1980 griffata Van Halen, la dice lunga sulle intenzioni di Linklater.

Globe icon
Martina Ponziani (www.vertigo24.net)
14.06.2016
Tutti Vogliono Qualcosa è sopratutto un film divertente. La musica, la gestualità, i dialoghi sono esilaranti e leggeri, come solo possono essere quelli dei veri ventenni. Le situazioni escludono qualsiasi forma di straordinarietà, si adagiano con estrema disinvoltura nell’ordinarietà che è sempre ciò che riesce a creare la migliore empatia. La fascinazione per un decennio di cui si sono perse le tracce aiuta ad innamorarsi di una semplice canzone fatta di immagini di cui vorremo sentire ancora le note per dieci, venti volte. Purtroppo il film finisce troppo presto e si può solo aspettare che Linklater decida di suonare ancora.

Globe icon
Simone Tricarico (www.linkinmovies.it)
14.06.2016
Tutti vogliono qualcosa è la conferma dell’abilità di Richard Linklater nel mettere in scena con disarmante semplicità storie in grado di coinvolgere intimamente il pubblico, regalando emozioni senza cedere mai alla retorica dei sentimenti. Un ulteriore passo verso una maturità artistica che si accompagna all’evoluzione dei suoi stessi soggetti.

Globe icon
Domenico Misciagna (www.comingsoon.it)
14.06.2016
Tutti vogliono qualcosa è una commedia scatenata che, per tradizione del regista, cerca le sue unità narrative non negli schemi tradizionali ma nella capacità narrativa della vita stessa: più che prologhi, atti e risoluzioni, a Linklater interessano giornate, notti, ore, anni, mesi, settimane. Siccome la nostra esistenza è scandita da questi ultimi e non da un'occulta registica mano del destino che ci sceneggia, spetta ai personaggi (e a noi, insieme a loro) popolare di pensieri e opinioni ogni occasione potenzialmente simbolica: d'altra parte, se Jesse e Celine in Prima dell'alba non avessero costruito qualcosa su quell'incontro fortuito in treno, il "loro film" non esisterebbe. Il fato conta anche in questo caso, perché Jake incrocia la passionalità romantica di Beverly per puro caso, ma spetta a lui e solo a lui riconoscerla e non perderla di vista, rendere speciale il proprio tempo e quello di lei.

Globe icon
Cecilia Strazza (www.cinefilos.it)
14.06.2016
“Trovare l’essenza all’interno della struttura, questa è l’arte”. Richard Linklater ci è riuscito, un’altra volta.

Globe icon
Riccardo D'Angeli (www.filmforlife.org)
14.06.2016
Tutti vogliono qualcosa è bello, coinvolgente e suggestivo. Agli spettatori che frequentano ancora il liceo, questo film, farà sognare e desiderare la vita universitaria. Agli studenti universitari verrà voglia di chiamare i loro amici per andarsi a prendere una birra insieme. Mentre ai più anziani (si fa per dire) farà venire una leggera nostalgia per quell’età ingenuamente vivace, ormai passata. É una commedia piena di energia, spesso comica e divertente, e assolutamente piacevole da vedere. Consigliata a tutti!

Globe icon
Gabriele Capolino (www.cineblog.it)
14.06.2016
Non un semplice film sulla nostalgia degli anni 80, bensì un’opera rilassata, divertentissima e limpida che ancora una volta ci dice qualcosa sul tempo. Tutti vogliono qualcosa è più il sequel spirituale di Boyhood che di La vita è un sogno, e Linklater conferma la sua definitiva maturità di autore.

Globe icon
Serena Catalano (cinema.everyeye.it)
14.06.2016
Un gruppo di ragazzi ed un weekend di tempo prima di iniziare il college: Tutti vogliono qualcosa è tutto qui, e riesce a richiudere il mondo in una casa negli occhi di una sgangherata squadra di baseball pronta a conquistare il mondo. Musiche e atmosfere anni ottanta, feeling nostalgico, e la voglia che quel weekend non finisca mai: Richard Linklater riesce ancora a giocare con la quotidianità del passato traendo lezioni sul presente, collezionando una serie di attimi che fanno la vita, quella vera, quella che solo lui riesce a raccontare con tanta efficacia semplicità una volta ancora.

Globe icon
Francesco Alò (www.badtaste.it)
14.06.2016

Lascia anche tu una recensione o un commento su questo film!
12
Recensioni
Totali
0%
Positive
0%
Negative