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04.04.2017
C’è sempre il timore che una nuova versione di un cartone che vedevo da piccola possa in qualche modo rovinare l’idea ed il ricordo che ho di quel cartone. In questo caso, posso dire senza alcun dubbio che il film è piaciuto molto alle mie bambine, ma è piaciuto tanto anche a me. Ci sono tanti riferimenti alle storie che guardavamo da bambini, tanti momenti in cui noi grandi ci siamo ritrovati a sorridere o a ridere per la storia, insieme ai bambini. Il momento in cui il gruppo di Puffetta incontra gli altri Puffi e provano a conoscersi sulle note di Blue degli Eiffel 65 è spettacolare. In generale la storia è bella ed alla fine anche emozionante.

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Karin Ebnet (www.movieforkids.it)
04.04.2017
Addio anche al regista Raja Gosnell, questa volta era necessario mettere al timone del film qualcuno che avesse lo spirito perfetto per ridare linfa vitale al brand e infondere il giusto humor. La scelta è caduta su Kelly Asbury, già dietro al successo di Shrek 2, Spirit cavallo selvaggio e Gnomeo e Giulietta, che ha restituito ai Puffi la forma originaria, quella creata da Peyo nel lontano 1958. Non solo il tratto dei Puffi richiama i disegni del fumettista belga, ma tutto il film è infarcito di ottimismo, leggerezza e spontaneità, proprio come lo erano le strisce di una volta.l film di Kelly Asbury infatti affronta una tematica importantissima e spiega ai bambini che ognuno può essere quello che vuole al di là di chi sono i propri genitori. Vero, da chi ti genera si prendono alcune caratteristiche e chi ti ha cresciuto ti da la sua impronta educativa, ma crescendo si ha la possibilità di diventare soltanto se stessi. Un insegnamento importante che però non resterà senza vittime: i piccoli spettatori (e probabilmente anche qualche adulto) a una scena clou sono chiamati a versare non poche lacrime aspettando il finale consolatorio.

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Roberto Leofrigio (talkymovie.it)
04.04.2017
I Puffi possono davvero ancora indicare la via giusta alle nuove generazioni per vivere in pace, mettendo da parte i numerosi Gargamella che infestano ancora il nostro pianeta. Di conseguenza il consiglio è non solo di andare a vedere i Puffi con figli, nipoti e cuginetti, ma anche per i più grandi di andare a vederli senza pregiudizi,con la propria compagna o compagno, ritrovando il bambino che è sempre in noi per godere di una storia davvero innovativa che lo stesso Peyo a quanto pare aveva abbozzato per raccontarla.

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Eugenio Fiumi (movies.gamesource.it)
04.04.2017
Con I Puffi: Viaggio nella Foresta Segreta, i personaggi nati nel lontano 1958 dalla fantasia del fumettista belga Peyo trovano la loro giusta dimensione nel cinema moderno. Questo lungometraggio rappresenta infatti un punto di partenza ed una ventata di freschezza per un franchise che può dare ancora molto.

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Titty Ricchiuti (www.lenuovemamme.it)
04.04.2017
Il film è emozionante un potente vortice di energia vitale che ci lascerà a bocca aperta. Il messaggio è positivo, educativo, stimolante.

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Francesco Paternesi (www.staynerd.com)
04.04.2017
Tirando le somme questo Viaggio nella Foresta Segreta è un tentativo solo parzialmente fallito di tenere in vita gli strani ometti blu, alti su per giù due mele o poco più. Un film che nonostante le solide fondamenta ed una premessa più che convincente, non riesce assolutamente ad essere all’altezza, depotenziandosi e dimostrandosi la solita operazione commerciale per bambini e nulla più, con buona pace dei poveri genitori o parenti costretti ad un’ora e mezza di pura noia, ma anche di chi è cresciuto da un po’ e vorrebbe tornare bambino per il tempo di una spensierata pellicola.

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Maria Grazia Bosu (www.ecodelcinema.com)
04.04.2017
Il racconto scorre veloce, in un caleidoscopio di personaggi coloratissimi e divertenti, la Foresta Proibita catapulta lo spettatore in un mondo diverso dal villaggio delle amate creaturine: una vegetazione lussureggiante e dai colori brillanti fa da cornice all'avventura dei quattro amici, che dovranno vedersela anche con animali sconosciuti e misteriosi. Gargamella e la sua fedele gatta saranno protagonisti di momenti di vero divertimento, che ridicolizzano come sempre il mago pasticcione.

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Francesco Lomuscio (cinema.everyeye.it)
04.04.2017
Supportato dal supervisore senior dell’animazione Alan Hawkins, il regista Kelly Asbury ha cercato di imprimere al suo I Puffi: Viaggio nella foresta segreta lo stile tipico dei cartoon risalenti al 1940, vivaci e allegri, oltre che ricchi di personaggi. Ma, se il miscuglio di CG e vecchia scuola può risultare tecnicamente interessante, l’elasticità e la dinamicità conferite al tutto non appaiono sufficienti a rendere l’insieme emotivamente coinvolgente anche agli occhi dello spettatore che ha superato i dieci anni di età, il quale può giusto divertirsi ad ascoltare la nuova canzone interpretata dalla nostra Cristina D'Avena durante i titoli di coda.

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