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Lorenzo Pedrazzi (blog.screenweek.it)
27.02.2017
Mangold affronta i mutanti come se fossero persone reali, senza pose plastiche o costumi sgargianti, ma con la sofferenza che traccia solchi visibili sui volti dei personaggi. Hugh Jackman ha quindi modo di offrire la sua migliore interpretazione nell’universo degli X-Men, una performance dolente, estenuante, ricca di passività aggressiva che trova sfogo solo quando Wolverine cede al suo istinto ferino; e naturalmente le occasioni non mancano, perché Mangold gli permette di correre a briglie sciolte nelle sequenze più efferate. Poco importa, allora, che questo futuro distopico sia ritratto con scarsa precisione, o che gli antagonisti siano monodimensionali: al regista interessano i moti interiori dei personaggi e le manifestazioni esteriori dei loro conflitti, che peraltro consentono al grande Patrick Stewart di esprimersi al meglio in un’amarissima commistione di dramma e ironia.

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3 A me di Logan è veramente piaciuto solo Wolverine, ...
3 A me di Logan è veramente piaciuto solo Wolverine, quando viene fuori o sua parte selvaggia, quella troppo brutta per essere mai portata al cinema dove al massimo era un simpatico marpione un po' ai limiti. Per il resto non mi ha particolarmente convinto, a tratti sconnesso, i bambini alla fine insopportabilmente inutili se confrontati con X-23. Indimenticabile Charles, la sua notte felice, è bello il loro viaggiare come una famiglia parecchio disfunzionale. Ma al di là di questo il film nel suo complesso no.

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Andrea Facchin (www.bestmovie.it)
27.02.2017
Il capitolo conclusivo della trilogia con Hugh Jackman è un film commovente, violento e adulto che rimette in discussione il linguaggio dei cinecomic.

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5 Uno spartiacque. Riesce a far quello in cui quasi t...
5 Uno spartiacque. Riesce a far quello in cui quasi tutti hanno fallito. Destabilizzante e vero.

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Amedeo Davit (www.gamesoul.it)
27.02.2017
Logan – The Wolverine è un film con un’anima profonda e probabilmente uno dei cinecomic più riusciti mai prodotti da Hollywood, che qualunque amante del genere (ma non solo) dovrebbe vedere. Hugh Jackman non poteva lasciare il personaggio con una chiusura migliore, e siamo decisamente contenti che l’abbia fatto in questo modo crudo e violento: d’altronde Wolverine è il migliore in quello fa, nonostante ciò che fa non è mai piacevole.

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5 Uno spartiacque. Riesce a far quello in cui quasi t...
5 Uno spartiacque. Riesce a far quello in cui quasi tutti hanno fallito. Destabilizzante e vero.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
27.02.2017
In Logan, l’armatura cade completamente e l’umanità viene messa a nudo, il vero volto dell’eroe solitario e sofferente legato ai suoi simili, alla ricerca di un posto da chiamare casa. E in questo, Logan è a tutti gli effetti un film degli X-Men.

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5 Uno spartiacque. Riesce a far quello in cui quasi tutti hanno fallito. Destabilizzante e vero.

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Antonio Bracco (www.comingsoon.it)
27.02.2017
Il film di James Mangold ha un'anima nella quale Wolverine si specchia e appare come avrebbe dovuto essere fin dalla prima volta. Hugh Jackman è straordinario e mai come in questa circostanza è riuscito a dare al personaggio tanta profondità emotiva. È un ruvido animale, umano e mutante contemporaneamente, è un brutale assassino che diventa scudo per proteggere l'anziano Charles Xavier come se fosse un padre e la piccola messicana Laura come se fosse una figlia. Per questi due personaggi giustizia è resa altrettanto bene grazie alla toccante interpretazione di Patrick Stewart e all'impressionante esordio al cinema dell'undicenne Dafne Keen. Un esordio censurabile ai suoi stessi occhi.

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5 Uno spartiacque. Riesce a far quello in cui quasi t...
5 Uno spartiacque. Riesce a far quello in cui quasi tutti hanno fallito. Destabilizzante e vero.

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Lorenzo Colapietro (www.cinematographe.it)
27.02.2017
Logan – The Wolverine riesce nell’intento di portare ad un altro livello il personaggio interpretato da Hugh Jackman creando un dramma, più che un cinecomic, profondo ed amaro che poche volte abbiamo visto applicato ad un eroe.

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Emanuele Sacchi (www.mymovies.it)
27.02.2017
Mangold sceglie la via più facile con Wolverine: indebolendo i suoi poteri di rigenerazione ne aumenta la forza narrativa. Ma l'attitudine cinica e disillusa del Logan di Jackman - mai così intenso come nell'occasione speciale del congedo - permette di mantenere il giusto distacco dalla retorica sentimentale che tende a prevalere nell'ultimo segmento, in cui il rapporto tra Logan e Laura si fa più stretto. Nella rappresentazione della violenza prevale l'estetica del post-Deadpool: nessuna remora o quasi nell'eliminare i cattivi, con uccisioni di particolare truculenza. Il futuro degli X-Men cinematografici, se ce ne sarà uno, è tutto da scrivere, ma Logan riesce a far calare un complicato sipario su Wolverine nell'unica maniera possibile. Senza niente che sia totalmente imprevedibile, ma con una classicità che merita rispetto.

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Raffaella Mazzei (www.mondospettacolo.com)
27.02.2017
Le atmosfere del film sono le stesse assaporate nei precedenti capitoli della saga: la malinconia di Logan e la forza di Wolverine si fondono in un tutt’uno, mettendo perfettamente in scena la dualità del personaggio. Quello che è a tutti gli effetti la degna conclusione di un fortunato e longevo sodalizio diventa in Logan - The Wolverine una corsa verso la libertà ma anche verso la piena maturità del personaggio. Wolverine scoprirà finalmente quali sono i valori più autentici della vita, per chi è giusto sacrificarsi e cosa bisogna difendere. Divertente il suo rapporto con la specialissima Laura: lei ha bisogno di lui per imparare a sopravvivere e insieme infrangeranno quel muro fatto di solitudine e irritabilità. Proprio attraverso gli occhi impauriti ma impavidi di Laura il pubblico potrà vedere Wolverine sotto un’inedita luce: gli X-Men sono ormai un lontano ricordo e Logan apparirà più umano che mai.

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Claudio Scaccabarozzi (www.badcomics.it)
27.02.2017
Il film è potente, violento senza chiedere mai scusa. Da questo punto di vista, è il fratello maggiore, più cinico e arrabbiato, di Deadpool, che risulta sorpassato dalla brutalità della pellicola di James Mangold. Asciuttissimo, mette in scena un’azione tosta e frenetica, assolutamente terra terra e quasi sempre realistica. Le sensazioni che il secondo trailer regalava, con un po’ di amaro in bocca, sono del tutto smentite. Qui non si scherza, non c’è granché spazio per i fronzoli, la violenza fa male e colpisce duro.

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Andrea Bellusci (nerdmovieproductions.it)
27.02.2017
Il film funziona, emoziona e a tratti ha anche i suoi momenti comici (senza mai esagerare). Hugh Jackman sfoggia la sua migliore interpretazione del personaggio, in quello che sicuramente è il miglior film su Wolverine e forse anche il miglior film di tutto l’X-Universe di casa Marvel/Fox.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
27.02.2017
Western distopico che non rinuncia ai sentimenti. Logan è il mainstream che piace, quello fatto con criterio.

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Gabriella Giliberti (leganerd.com)
27.02.2017
Difficile credere che Logan sia un cinecomic. James Mangold non vuole cedere all’etichette e confeziona una pellicola di puro cinema action, fatta di personaggi, di storia, di azioni e sentimenti. Una pellicola non dettata unicamente dalla mera creazione dell’ennesimo sequel sul quale speculare, ma dentro la quale ci si legge molto di più. Un finale epico, commovente e incalzate. Il degno finale per un eroe come Wolverine. Il giusto saluto per un interprete che con quel personaggio, dopo quasi vent’anni di onorata carriera, è divenuto un tutt’uno. L’agrodolce e perfetta fine.

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Stefano Dell'Unto (www.mangaforever.net)
27.02.2017
L’elemento più interessante è la componente metanarrativa dell’opera. Nell’universo creato da Mangold, esistono i fumetti degli X-Men ad indicare la traslazione del protagonista nel mondo reale, quasi consapevole della propria condizione diegetica, personaggio in una storia di fiction. Non a caso, il film s’intitola Logan sottolineando la volontà di Wolverine di staccarsi dalla sua dimensione mitica e di vivere una vita normale. Dovrà quindi confrontarsi, in senso stretto, con la sua giovinezza, incarnazione di un passato che fatica a lasciarsi alle spalle. E non vi sveliamo altro. A colpi di artigliate, Wolverine si fa largo tra frattaglie e teste mozzate col sangue che schizza sulla macchina da presa, dritto in faccia al pubblico, fino alla resa dei conti conclusiva ancora di sapore western con tanto di pistolettate risolutive. Non vi riveleremo l’epilogo ma la sequenza conclusiva è certamente quella più emozionante ed iconica suggellando il compiersi del lungo arco narrativo di un eroe che, dopo diciassette anni, trova finalmente l’ideale punto d’incontro con la sua controparte fumettistica.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
27.02.2017
Finalmente la decisione di optare per una messa in scena meno ipocrita e più onesta con la violenza mette in scena il convitato di pietra del cinema di supereroi: la morte. Nonostante sia un tipo di cinema che trabocca di azione e violenza, e quindi di morte, ha necessariamente un piglio leggero che nell’esaltare l’azione ne oscura le conseguenze. Logan fa il contrario, ha un occhio quasi pornografico per la morte, il dolore, il sangue e la sofferenza di ognuno dei molti gesti violenti compiuti. Ed è davvero un cambio a lungo atteso, coerente con l’aria funerea che domina questo film arrivato al termine di ogni possibile epica. Logan non sarà certo l’ultimo dei cinefumetti, ma se lo fosse sarebbe più che appropriato per come sfronda la mitologia cinematografica dei supereroi di ogni retorica. Lasciando che il mito esista solo nelle pagine dei veri fumetti (finalmente in scena!), rinnegato dagli stessi protagonisti e disprezzato, questo film mette in scena quel che poi è sempre stata l’essenza dei cinefumetti, la propensione verso il sentirsi differenti e fare comunità, in un mondo per il quale si provano sentimenti ambivalenti di difesa e attacco, minaccia e protezione.

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Ilaria Martufi (www.justnerd.it)
27.02.2017
Un finale di trilogia perfetto, probabilmente il film migliore tra i tre usciti fino ad oggi e, dopo tanto penare, ci piace pensare che, forse, Logan è riuscito ad ottenere ciò che ha sempre voluto dopotutto.

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