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Lorenzo Pedrazzi (http://blog.screenweek.it/)
10.05.2016
La parabola di di En Sabah Nur non convince mai del tutto, poiché la sua filosofia è alquanto nebulosa: il villain cattura l'attenzione quando sconfessa i falsi dèi della politica e della tecnologia (in un'epoca dove gli equilibri internazionali si reggevano ancora sulle due superpotenze), ma in seguito non fa altro che predicare un generico "nuovo ordine" dominato dai più forti, senza approfondire la sua follia utipistica. Ne deriva un netto sbilanciamento di carattere narrativo: la sceneggiatura di Simon Kinberg è un lungo prologo che fatica moltissimo a raggiungere il suo punto nodale, arrancando fino all'ultimo "atto" per introdurre i mutanti e incrociarne i percorsi.

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4 X-Men: Apocalisse l'ho rivalutato un po' di giorni ...
4 X-Men: Apocalisse l'ho rivalutato un po' di giorni dopo averlo visto. La parte plasticosa a me non è piaciuta per niente, Apocalisse proprio era troppo uguale al cattivone di GOTG per spiccare e anche Mystica non è era la miglior Jennifer. Al di là della scena di Quicksilver veramente divertente era un po' un insomma, anche se Sansa/Fenice è un movento davvero commuovente, così come lo sono tanti momenti chiave dei vari personaggi. Alla fine però no, pensandoci è quasi un Cinecomics con la C maiuscola. #XMenFilm
apocalisse - sansa - stark - fenice - cinecomics - fico - plascicoso - mystica

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18.05.2016
Un po' come accade con i cinecomic dell'universo cinematografico Marvel, ormai anche la serie degli X-Men sembra aver finito da tempo le idee e si limita a riproporre trame e sviluppi sempre più uguali a se stesse. Perché lasciato da parte l'ovvio impianto visivo e spettacolare, a parte aggiungere altri e nuovi personaggi all'album cinematografico degli X-Men, Apocalisse appare come un'opera dal fiato corto che ribadisce nuovamente e in maniera quasi ossessiva da ormai tre film, il concetto della mutazione come grande metafora sulla diversità razziale. Ma a parte questo ennesimo tentativo di grossolana lettura politica e l'ambizione - un po' troppo alta per un prodotto d'intrattenimento e per un mestierante come Bryan Singer - di imbastire un discorso sull'inseguimento di falsi miti da parte dell'umanità, ci si trova di fronte a un mediocre blockbuster supereroistico. Un risultato autoreferenziale fatto di citazioni, dove i personaggi sembrano solo figurine messe ad hoc per accontentare i fan. Ed essendo un copia/incolla dei film precedenti (se ci si fa caso lo script procede analogamente ai capitoli predecessori), si arriva alle stesse conclusioni: X-Men: Apocalisse è un action non troppo appassionante e nemmeno così divertente, in cui si combatte per ciò che è giusto. Un banale scontro tra buoni e cattivi di turno.

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4 Ho dato il mio voto a X-Men: Apocalisse | #XMenFil...
4 Ho dato il mio voto a X-Men: Apocalisse | #XMenFilm : quanti falsi déi sono caduti in questo film? Alcuni temi sono stati presi sotto gamba, ma comunque.. #TeamQuicksilver ❤️

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Giuseppe Benincasa (www.widemovie.it)
18.05.2016
La regia di Bryan Singer è al servizio del film e non si concede virtuosismi inutili, molto bello il passaggio negli anni 70, una ricostruzione fedele nei costumi, nelle auto e persino nella tecnologia. È scontato, ma vanno assolutamente elogiati i membri del cast. Hugh Jackman in gran spolvero con un Wolverine sempre divertente e meno spaccone del solito. È un Logan responsabilizzato e conscio dell’importanza della missione. Patrick Stewart e Ian McKellen prestano le loro intense performance seppure non abbiamo scene d’azione. Si confermano in un momento di grazia Michael Fassbender, Jennifer Lawrence e Peter Dinklage credibilissimi e all’altezza della situazione. Finalmente una Mystique protagonista con belle scene d’azione. Bene gli altri anche se hanno delle parti minori. Di fatto, nonostante ci sia un foltissimo gruppo di mutanti, solamente in cinque reggono il film. Una nota speciale va al personaggio di Pietro (mai nominato Quicksilver) interpretato da Evan Peters che nonostante il basso minutaggio dedicatogli per il divertimento varrebbe da solo il prezzo del biglietto.

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3 Ho dato il mio voto a X-Men: Apocalisse | #XMenFil...
3 Ho dato il mio voto a X-Men: Apocalisse | #XMenFilm : Quicksilver come al solito è il gioiellino del film

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Cecilia Strazza (www.vertigo24.net)
18.05.2016
Un film solido, non privo di difetti, ma complessivamente godibile. Lo scontro epico tra mutanti non tradisce le aspettative.

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4 Rinnova l'amore per la saga, come per il precedente...
4 Rinnova l'amore per la saga, come per il precedente #QuickSilver devastante! Ho dato il mio voto a X-Men: Apocalisse | #XMenFilm :

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18.05.2016
Che tanto, l'importante, da come abbiamo capito, alla fine, è accumulare risorse e metterle contro, arrabbiarsi e distruggere, in quello che sta diventando l'epilogo standard di un genere che, a questo punto, se così fosse, sta perdendo progressivamente di senso e di valore. Polverizzare città per infondere spettacolo non è un intuizione sempre vincente, soprattutto se rischia di farsi regola, così come non è vincente neppure ritoccare i piani temporali per andare a dribblare reboot macchinosi da escogitare. Diciamo che le cose per gli X-Men andavano meglio prima, quando avevano ancora un significato ed un appeal e - citando Deadpool - si riusciva a capir meglio sia episodi che circostanze. Qualcosa che, tra incroci di casting vecchi e nuovi, ora, risulta un tantino più frastornante e disordinata.

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4 X-Men ha sempre quella vena folle, drammatica e imp...
4 X-Men ha sempre quella vena folle, drammatica e improvvisamente divertente che te lo fa amare. Il salvataggio di "Quicksilver" sulle note di "Sweet Dreams" è la scena dell'anno | #XMenFilm

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Angelica Vianello (www.loudvision.it)
18.05.2016
Il film è consigliatissimo ai fan della saga, a chi vuole trovare conferma delle abilità di Fassbender e McAvoy su tutti, a chi vuole scoprire davvero come quella chioma fluente di Xavier sia sparita, e nel frattempo ammirare il Professor X che sostanzialmente è un cosplayer del James Crockett di Don Johnson in “Miami Vice” e da ultimo a chi vuole vedere Sansa Stark che finalmente ha il suo momento di gloria.

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4 Ho dato il mio voto a X-Men: Apocalisse | #XMenFil...
4 Ho dato il mio voto a X-Men: Apocalisse | #XMenFilm : film veramente molto piacevole. Non un capolavoro ma spettacolare ed appassionante a livelli elevati.

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Maria Cristina Caponi (www.taxidrivers.it)
18.05.2016
Nell’ennesimo capitolo di un’epopea nata nel lontano 2000 la membrana cerebrale dello spettatore non è sollecitata da nuovi stimoli, poiché tutto è già stato mostrato ed esplicitato. Per questo, il rischio di deludere i fans è molto molto alto. Neppure il ricorso al super villain Apocalisse, immortale e potente come un dio, riesce a sconfessare un latente senso di delusione, specie quando si capisce che il cattivo di turno non possiede il carisma che dovrebbe contraddistinguere un essere cosmico, temuto in quanto flagello divino sulla Terra. D’altronde, già l’iniziale prologo ambientato in un antico Egitto ricostruito in puro stile Stargate non lascia supporre nulla di buono all’orizzonte.

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Matteo Scannavini (www.vgnetwork.it)
18.05.2016
X-Men – Apocalisse risulta, con le sue poco più di due ore di durata, un film davvero molto valido. La sua caratteristica particolare è come manchi forse volutamente di grandeur à laCapitan America: Civil War per dirne una, ma anche à laX-Men 3: Conflitto Finale volendo, eccetto un paio di set-piece notevoli nel finale e una scena fantastica con protagonista Quicksilver. Bryan Singer – un uomo che decisamente sa quello che fa quando si tratta di mutanti – ha confezionato una storia forse meno appariscente ma più profonda e valevole dal punto di vista dello sviluppo dei personaggi, i quali, anche qui come nell’ultimo film della MCU, risultano il vero punto di forza del film, un cast ormai entrato di prepotenza nei cuori degli appassionati quanto e forse anche di più quello degli anni 2000 (Fassbender è davvero un fenomeno per esempio). In Apocalisse quindi c’è un cambio di attenzioni dello spettatore che passa dalla minaccia immane del villain di turno verso invece le motivazioni degli stessi X-Men e i rapporti che li legano indissolubilmente. Un’innovazione gradita, che funziona e intrattiene, sebbene innegabilmente faccia perdere un po’ di pathos alle vicende terribili per l’umanità che comunque accadono.

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Fabio Gabucci (www.cinemamente.com)
18.05.2016
X-Men Apocalisse è un film più che godibile con un villan di spessore che riesce a mettere in seria difficoltà i nostri protagonisti. Regia impeccabile con il suo punto cardine che si fonda nella scelta della trama dei meccanismi che resero popolare il fumetto nello scorso secolo. Rendendo i 143 minuti di visione esaltanti e in grado di riaccendere la voglia di supereroi in qualsiasi spettatore. Inoltre il perfetto equilibrio tra CG ed effetti speciali rende il film assolutamente lontano dal sembrare un videogioco come spesso accade quando si tratta di questo genere di pellicole.

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Emanuele Bianchi (leganerd.com)
18.05.2016
X-Men: Apocalisse è un film sicuramente da vedere poiché riesce a conquistare lo spettatore grazie ad una storia avvincente, ben raccontata, lineare e in cui ci si ritrova immersi grazie all’ottima regia di Bryan Singer.

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Marco Accordi Rickards (www.gamesvillage.it)
18.05.2016
X-Men: Apocalisse, insomma, scorre nelle sue oltre due ore che è un piacere, complice una divertentissima ambientazione Anni 80 da Guerra Fredda, con rimandi a Ronald Reagan e persino la citazione esplicita de Il Ritorno dello Jedi, mai come di questi tempi di strettissima attualità. La serie X-Men, grazie a questo brillante capitolo, esce in ottima forma, una rigenerante boccata d’aria dopo la combinazione, a noi assai indigesta, di Batman v Superman: Dawn of Justice sul fronte DC Comics e Captain America: Civil War su quello Marvel. Con una bella sceneggiatura dietro oltre a un cast come si deve, un film di supereroi può ancora appassionarci. Grazie, Bryan Singer… cominciavamo a disperare.

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Carlo Andriani (www.newscinema.it)
18.05.2016
X-Men: Apocalisse resta così un’opera che, strizzando l’occhio al caos distruttivo dei vari The Avengers, preferisce vincere facile piuttosto che dare nuova linfa a un cinema ormai esautorato di originalità.

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Andrea Alfano (spettacoli.leonardo.it)
18.05.2016
Non possiamo negarlo: lo spartito principale ha un sapore di storia già sentita, il susseguirsi degli eventi ricalca davvero troppo quelli degli altri capitoli della saga. Tuttavia, Bryan Singer (ormai vero e proprio architetto del mondo mutante) riesce a confezionare il tutto in modo talmente impeccabile che ci si può passare sopra: la trama è solida e i numerosi personaggi presenti sullo schermo vengono gestiti in modo piuttosto armonico. L’impressione che si ha è che questo X-Men: Apocalisse ricalchi molto di più lo stile dei Marvel Studios rispetto a quello cui ci aveva abituati la Fox nei capitoli precedenti. Ci sono molte scene umoristiche (assolutamente ben bilanciate con la trama principale, ovviamente più “seria”) ed è tutto molto coerente.

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Giulio Cicala (www.cinetvlandia.it)
18.05.2016
X-Men Apocalisse è un cinecomics che non colpisce più di tanto e che rispetto ai film passati gira su se stesso senza mai entusiasmare lo spettatore con colpi di scena degni di nota o duelli veramente avvincenti e spettacolari. Visti i film passati era lecito aspettarsi qualcosa di più sostanzioso e apocalittico.

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Daniele Kinder Rea (www.nerdface.it)
18.05.2016
Nonostante un cast di alto livello, con Jennifer Lawrence, Michael Fassbender, James McAvoy e Nicholas Hoult, X-Men Apocalypse sembra non decollare mai, a causa di una trama molto superficiale e priva d'approfondimento dei personaggi. Anche gli effetti visivi lasciano un po' a desiderare, se paragonati agli standard di altri cinecomic recenti. La speranza è nei prossimi film.

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Elisa Torsiello (www.cinema4stelle.it)
18.05.2016
Dal punto di vista visivo X-Men: Apocalisse è un tripudio di emozioni. Singer si trova a suo agio nell'universo dei mutanti, lasciando correre a briglie sciolte la propria immaginazione e il proprio stile visionario. È un regista che sa bene come dosare gli effetti speciali e, allo stesso tempo, giocare con il ritmo dato al film dalle scelte di montaggio. Ralenti e accelerazioni sono i due concorrenti di un braccio di ferro continuo da cui a uscire vincitore è lo spettatore, ammaliato da quello spettacolo che vede scorrere veloce sullo schermo.

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Federico Cecere (www.cinematographe.it)
18.05.2016
X-Men: Apocalisse è un film ben riuscito, che supera di netto le prestazioni di Giorni di un Futuro Passato, grazie alla sua sceneggiatura che include spunti di misticismo uniti a un’azione che si fa sempre più avvincente, andando quasi alla pari con una pellicola dedicata agli Avengers.

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Matteo Illiano (www.darksidecinema.it)
18.05.2016
La saga degli X-Men è riuscita da sempre a trasportare i comportamenti e i problemi della società americana (di diversi periodi storici) in rapporto a temi complessi e spinosi come la diversità e l’accettazione dell’altro e di sé stessi. Questa volta tali riflessioni sono solo marginali e i personaggi compiono solo tante azioni spettacolari che fanno perdere alla pellicola tutto il suo possibile spessore. Non è un caso che il film funzioni al meglio esattamente nei momenti in cui queste tematiche occupano un piano rilevante: nelle sequenze dedicate a un giovane Ciclope (Tye Sheridan), viene riproposto il tema dell’accettazione e la paura verso un potere più grande e incontrollabile che risiede in ognuno di noi. Lo psicodramma dell’eroe, inteso come processo individuale e problema sociale e collettivo, è da sempre il punto di forza di X-Men: Captain America e la Marvel hanno imparato dal Professor X e Magneto, mentre quest’ultimi sembrano aver perso di vista il cuore stesso del loro conflitto.

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Simone Rampazzi (gamesurf.tiscali.it)
18.05.2016
Questa apocalisse marveliana diretta da Singer ci ha lasciato sicuramente molti punti interrogativi che ci fanno, come sempre, ben sperare su ciò che avverrà dopo. I nuovi personaggi hanno le carte giuste per darci il massimo in qualche nuova ed incredibile avventura, ma in ogni caso questa pellicola resta da vedere, perché ha preso il giusto spunto dal mondo fumettistico senza snaturare e riscrivere troppo le origini dei personaggi.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
18.05.2016
Bryan Singer completa la sua trilogia con X-Men Apocalypse, concludendo in un trionfo di CGI una storia che, pur facendone massiccio uso, non viene mai soffocata dagli effetti visivi.

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Marcello Lembo (www.geekshow.it)
18.05.2016
In sostanza Kinberg e Singer sembrano sempre più intenti a distillare la formula di un cinecomics inattaccabile. Ecco quindi che il racconto procede con il giusto ritmo, che le sequenze d’azione mescolano dinamismo, divertimento e il giusto pizzico di tensione. Saggia anche la gestione dei personaggi, forse grazie alla natura corale del concetto stesso degli X-Men, che ha evitato gli evidenti squilibri di film come Avengers: Age of Ultron o dell’ultimo Captain America: Civil War. Uno degli elementi di forza resta poi la chimica dei personaggi, anche quella forte di rapporti già assodati (quello tra McAvoy, Fassbender e la Lawrence, i sipari da commedia tra McAvoy e il personaggio interpretato da Rose Byrne, il legame tra Quicksilver e Magneto ecc.). 

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Stefano Dell'Unto (www.mangaforever.net)
18.05.2016
È un pacchetto fatto su misura per i fan e per divertire il pubblico generalista ma la sceneggiatura è troppo semplificata e raffazzonata, alcuni personaggi stanno troppo in disparte, la caratura attoriale di alcuni membri del cast è sprecata e la resa estetica è a dir poco discutibile. La sensazione sempre maggiore è quella di trovarsi di fronte ad una serie tv fatta col pilota automatico per il grande schermo. Si parlerà della continuity, della scena durante i titoli di coda, dei camei e dei riferimenti nascosti, si discuterà della fedeltà al fumetto originale, dei nuovi costumi degli X-Men e si faranno confronti con gli altri cinecomics usciti di recente. Forse bisognerebbe anche tornare a parlare di cinema.

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Eva Carducci (www.pianetadonna.it)
18.05.2016
Alcune trovate funzionali rendono scorrevole il film in tutta la sua durata, intrattenendo lo spettatore e raccontando una storia che non è fatta solo di visual effect.

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Verdiana Paolucci & Gianvito Di Muro (www.filmforlife.org)
18.05.2016
Tra i 4 cavalieri dell’Apocalisse, la fine del mondo, il Messia Apocalypse, e il Diluvio Universale, che qui diventa la voglia del potente mutante di distruggere l’umanità e ricostruire un mondo migliore, spazzando via il marcio ed esaltando la razza, X-Men Apocalypse dà la sensazione di voler dire molto al suo pubblico, ma di non riuscire a gestire al meglio ogni evento narrato. Quello che ne rimane è il “solito” film su tizi super-umani che cercano di salvare il mondo, minacciato dal “solito” cattivone onnipotente che vuole distruggerlo perché sì, svuotato perciò di quelle tematiche razziali e sociali che avevano profondamente elevato i primi due episodi. Nulla da fare, pensando al criticato e discusso X-Men: Conflitto finale che chiudeva la prima saga dei mutanti, il terzo episodio alla 20th Century Fox proprio non ne vuole sapere  di uscire bene.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
18.05.2016
Nella corsa alla filologia estrema, all’allargamento dell’universo e all’abbraccio di quanti più personaggi è possibile X-Men: Apocalisse sembra subire lo stesso destino di Captain America: Civil War, essere impeccabile eppur privo di personalità, un altro episodio autoconclusivo della grande serie dei mutanti che non aggiunge molto a quel che già avevamo ammirato ma ripete il piacere. Addirittura anche un campione della recitazione come Oscar Isaac (Apocalisse) non fa la differenza, un one man show come Michael Fassbender a cui vengono dedicati non pochi assolo non riesce a convincere “realmente” come fa negli altri film che interpreta e neppure una primatista dell’ottima recitazione in grandi blockbuster come Jennifer Lawrence è più tarata su standard da catena di montaggio.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
18.05.2016
Spettacolare dal punto di vista visivo e solido come una roccia in ambito recitativo, X-Men 6 paga evidentemente la troppa carne al fuoco da dover gestire in 'solo' 140 minuti, finendo così per bruciare i tempi di cottura di alcuni personaggi e divorare in un sol boccone alcune svolte di scrittura. Un titolo di 'passaggio' verso una nuova trilogia, fuori colossale ma all'interno privo di anima.

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Antonio Bracco (www.comingsoon.it)
18.05.2016
Siamo al terzo episodio della seconda trilogia prequel e in quanto a coerenza, produttiva e narrativa, bisogna complimentarsi per il risultato. I personaggi nelle rispettive versioni giovani hanno trovato i loro attori con un giusto equilibrio tra la somiglianza estetica e la ricostruzione del racconto, in un arco che tra futuro e passato sta lentamente allineandosi al presente.

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Emanuele Sacchi (www.mymovies.it)
18.05.2016
Dove X-Men: Apocalisse invece convince è nel tentativo di trovare un gancio con la realtà o con altri media, senza abbandonarsi totalmente al delirio di esplosioni e scomposizioni della materia da über-disaster-movie digitalizzato. Ad esempio, la scelta di Raven/Mystique come oggetto di fandom, idolo invisibile e inarrivabile per masse di teenager mutati e disagiati, è un richiamo diretto al fatto che Jennifer Lawrence sia uno dei pochi volti realmente iconici per le nuove generazioni (e ogni riferimento a Hunger Games è tutt'altro che casuale); e questo elemento, anziché allontanare lo spettatore dall'universo narrativo, finisce per coinvolgerlo maggiormente nel plot. D'altronde, esaurito l'effetto prequel e rimandata a data da destinarsi la riscrittura di un finale che non ha convinto nessuno (X-Men - Conflitto finale), il futuro della saga vive nel suo riavvicinamento con il suo pubblico e con la dimensione adolescenziale (una delle scene più riuscite è quella in cui un timido Scott/Cyclops conosce una giovane Jean). Il futuro è (ancora) nel sociale: vince la connessione (mentale) migliore, perde chi rimane solo. Più X-men guarda al suo lato di romance e teen movie, sganciandosi dal puro disaster, e più chance avrà di sopravvivere alla malattia da gigantismo che rischia di far collassare il dominio, fin qui incontrastato, dei blockbuster di supereroi.

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Emanuele Zambon (www.mondofox.it)
18.05.2016
X-Men: Apocalisse è uno spettacolo per gli occhi e un'inaspettata pausa per le menti degli spettatori, invitati a godersi lo spettacolo senza essere costretti a risolvere complicati rebus spazio-temporali.

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Marco Lucio Papaleo (cinema.everyeye.it)
17.05.2016
C'è Singer, con la sua consumata bravura nel costruire situazioni fantastiche ad effetto e nel gestire con destrezza numerosi personaggi in contemporanea. C'è un carnet di attori in parte che sa essere puntuale e bucare lo schermo al momento giusto. E, soprattutto, c'è una buona dose di epica ed estetica da fumetto, che non dovrebbe mai mancare in questo genere di pellicole e, invece, spesso latita. Al netto dei problemi 'strutturali' derivanti dalla saga tutta, ad ogni modo, Apocalisse è il miglior X-Movie dai tempi di X2.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
17.05.2016
Tutto quello che c'è di buono, insomma, è già stato visto, anche se con qualche variante, nei film precedenti e, quello che rimane non stupisce mai, non avvince, non ti fa mai desiderare che ce ne sia ancora o di più. Anche la trama, che negli ultimi capitoli era stata fin troppo complessa ma anche per questo stimolante, qui è fin troppo banale e lineare.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
17.05.2016
Una delusione. Profonda e netta. Sicuramente non era facile inserirsi in una saga nata nel 2000 e che tra balzi in avanti e all'indietro ha raccontato l'esplodere del fenomeno mutante - e della relativa paura - nei primi anni '70, ma la sospensione dell'incredulità richiesta inizia a chiedere il conto, come anche la pazienza nell'accontentarsi del grande sfoggio di superpoteri da parte di un numero di eroi secondo solo a quello di Conflitto finale del 2006.

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Andrea Facchin (www.bestmovie.it)
17.05.2016
Benché funzioni meglio preso singolarmente che in una visione d’insieme, di pregi X-Men: Apocalisse ne ha più di uno, tradotti nel buon equilibrio tra i tanti personaggi, che riserva a ognuno il giusto spazio; la caratterizzazione di Magneto, sempre più tormentato e sofferente dopo l’ennesima ferita; il cameo-omaggio di Wolverine, mai così fuori controllo e animalesco, e – dulcis in fundo – Quicksilver, la cui scena a tutta velocità (ma in slow motion, ambientata nella scuola di Xavier in fiamme) non solo supera quella di Giorni di un futuro passato, ma si rivela tra le più belle regalate dal genere quest’anno.

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