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Federico Salvan (www.mangaforever.net)
19.08.2015
Quando C’era Marnie è un anime splendidamente animato e disegnato (stupendi gli sfondi di Yohei Taneda, la laguna sembra viva e muta aspetto con l’alternarsi di notte e giorno e le fasi della marea), con una storia profonda e coinvolgente, dei personaggi ben riusciti e una regia decisamente migliore di quella di Arrietty.

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Federico Gironi (www.comingsoon.it)
19.08.2015
Yonebayashi pensa chiaramente al suo film come a un'opera in live action: tanto dal punto di vista narrativo (non c'è mai quella magia totalmente fantastica, e il confine tra sogno e realtà è ben chiaro alla stessa Anna) quanto da quello formale, con una serie di scelte che traducono letteralmente in animazione inquadrature e sequenze perfettamente replicabili e utilizzabili in un film “vero”. Ciò non significa, ovviamente, che la qualità dell'animazione non sia perfettamente in linea con gli standard della Ghibli, o che i tratti non siano riconoscibili: a impressionare, più di ogni cosa, è l'accuratezza pittorica dei fondali, realizzati con una tecnica quasi impressionista, e la cura maniacale per ogni dettaglio scenografico, specie se naturale.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
19.08.2015
Quando c'era Marnie mette da parte la magia 'visiva' dei titoli precedenti per parlare direttamente al cuore e all'animo dello spettatore con un'opera che sprizza comunque magia da ogni poro.

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Emanuele Sacchi (www.mymovies.it)
19.08.2015
In Marnie vivono un po' di Cenerentola e un po' della sua omonima hitchcockiana, nella sua famiglia la Belle Époque spettrale di Shining e il gotico delle sorelle Brontë; ma per quanti riferimenti cinematografici o letterari si possano cogliere Quando c'era Marnie è soprattutto Studio Ghibli, bildungsroman di una ragazzina più difficile di Chihiro e Kiki, più sola e malinconica di Kaguya. E, benché si avverta in qualche momento l'assenza della supervisione dei due maestri, segreto dell'imprescindibilità di ogni singolo frame delle opere Ghibli, il film di Yonebayashi lascia intuire che vuoto incolmabile sarebbe quello di un mondo senza più Ghibli.

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Eleonora Materazzo (www.filmforlife.org)
19.08.2015
I paesaggi ricreati, ispirati da luoghi reali con contaminazioni fantastiche, sono davvero ammirevoli, e acquistano un gran fascino sia le campagne sia la laguna ai piedi della residenza in cui Marnie abita e con cui Anna avverte avere un legame. Ma ciò che più della grafica colpisce lo spettatore sono i contenuti del film racchiusi nei sentimenti che Anna è in grado di provare

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