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Roberto Recchioni
12.05.2017
Nel suo complesso il film funziona, diverte e non annoia, ha una bella fotografia, ottimi costumi, una splendida colonna sonora e alcune immagini davvero belle e potenti.

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5 King Arthur: Il potere della spada | #KingArthur : ...
5 King Arthur: Il potere della spada | #KingArthur : Guy Ritchie questa volta si è superato, confezionando un film adrenalinico, frenetico, dai toni cupi. Regia, fotografia, montaggio e sonoro si amalgamano alla perfezione per creare un Blockbuster nuovo e tecnicamente originale, per non dire unico. Capisci che un film è effettivamente bello quando ti rapisce, ti fa suo e poi ti butta fuori dal suo mondo a calci per tornare alla normalità quotidiana. Questo è il cinema che mi piace: un cinema semplice, ma complesso che riesca ad innovare ad ogni scena. Il cinema dello stupore. Il cinema della bellezza.

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Emanuele Rauco (www.cinematografo.it)
12.05.2017
E così la super-produzione targata Warner, le battaglie, i combattimenti e i poderosi effetti speciali in bel 3D si sposano con il montaggio sincopato, il ritmo convulso e sovraccarico dei dialoghi, l’ironia sorniona e l’umorismo più greve, il cruccio di Jude Law ed Eric Bana si fonde con l’arroganza guascona di Hunnam. Peccato solo per un finale sottotono nella resa spettacolare e narrativa, ma gli amanti dello spettacolo senza pretese di Ritchie non si potranno non dire soddisfatti.

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Adriano Ercolani
11.05.2017
Dopo tanti (forse troppi) film passati a mostrare al pubblico le sue doti stilistiche e la sua divertita padronanza del mezzo cinema, finalmente Guy Ritchie ha deciso di fare sul serio.

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3 King Arthur: Il potere della spada è una rivisitazi...
3 King Arthur: Il potere della spada è una rivisitazione gamerock dei miti arturiani ben riuscita, divertente e di ottima fattura che diventa un po' troppo picchiaduro nella parte finale perdendo qualche punto, ma che nell'insieme è assolutamente una missione compiuta. Spero vada bene perché voglio assolutamente vedere i seguiti. L'universo di ispirazione mi piace anche in questa veste, ci sono dei personaggi che voglio assolutamente vedere come cresceranno.

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Davide Belardo (darumaview.it)
12.05.2017
Un film coatto e spaccone, di quelli fatti bene che ti sollazzano dall'inizio alla fine, che sanno trascinare con l'utilizzo di scene dal grande impatto visivo e con un commento sonoro azzeccato. Il coraggio di capovolgere e rivoluzionare il mito di Artù si scontra con la poca voglia, forse della produzione, di spingersi oltre la soglia del già visto. La base è solida, il successo non mancherà, ma ci aspettiamo dai prossimi capitoli più coraggio.

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4 Figo assai. Su una scala da 1 a Guy Ritchie direi c...
4 Figo assai. Su una scala da 1 a Guy Ritchie direi che tocca livelli decisamente alti. Regia e montaggio da Nobel del cinema, colonna sonora già salvata su Spotify e cast azzeccatissimo, incluso Beckham "sfregiato". Peccato solo per il finale un po' troppo da Playstation. #KingArthur

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Edoardo Becattini (quinlan.it)
12.05.2017
Charlie Hunnam si difende grazie a una fisicità massiccia e adatta a dare un animo proletario e picchiatore al futuro Re, ma tutti gli altri personaggi rimangono più ai margini senza acquisire il fascino necessario a voler proseguire il giro attorno a questa tavola rotonda formato giostra.

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Luca Paura (www.nerdplanet.it)
12.05.2017
King Arthur: Il potere della spada risulta un blockbuster d’intrattenimento nel vero senso della parola, con effetti visivi mozzafiato, scene d’azione memorabili, e una trama semplice ma articolata grazie alle scelte operate da Guy Ritchie nella regia e nel montaggio. I difetti ci sono, ma sono tranquillamente ignorabili grazie al grande divertimento che la pellicola offre. Una volta usciti dalla sala non riuscirete a trattenere l’entusiasmo.

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12.05.2017
Insomma, se con “Sherlock Holmes” Guy Ritchie era riuscito a trovare un delicato equilibrio tra modernità ed elementi classici, qui l’esperimento funziona solo a metà. Complice una sceneggiatura fin troppo sterile, “King Arthur, il potere della spada” punta tutto sullo straordinario impatto visivo delle sue battaglie, senza mai prendersi troppo sul serio. Un film scatenato, irriverente e spaccone che attirerà gli amanti dell’azione pulp e i fan di Ritchie, ma lascerà indifferenti molti.

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Luca Marra (it.ibtimes.com)
12.05.2017
Questo Artù un po’ outsider, un po’ rockstar è decisamente una rilettura divertente, cinematograficamente ricca, meritevole di voti pieni e alti. Il Potere della Spada che innesca il potere del Cinema.

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Andrea D'Agostino (www.cinefusi.it)
12.05.2017
King Arthur: Il Potere della Spada è un esperimento riuscito solo a metà. Nonostante questo merita di essere visto grazie all’audacia e alla forte impronta autoriale del suo regista.

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12.05.2017
Non sarà il film epico che molti si aspettano di vedere ma è il giusto cult che i fun di Guy Ritchie vorrebbero vedere. Irriverente, sporco e bifolco, King Arthur: Il potere della spada è una divertente pellicola atipica per il genere action-fantasy e riscrive il mito di Re Artù, mettendolo sotto nuova luce. Piacerà sicuramente ai fan del regista e a chi cerca due ore di intrattenimento. Una piacevole sorpresa.

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Carolina Tocci (www.movielicious.it)
12.05.2017
Charlie Hunnam è un Artù un po’ troppo figo, col fisico scolpito e la gelatina nei capelli ed è richiesto un certo sforzo per accettare che a quell’epoca (che poi quale, non si sa bene, visto che parliamo di un periodo indefinito) potessero esistere certe armi, abiti, pettinature, figuriamoci i campioni di kung-fu. Mentre si nota l’assenza di personaggi chiave del ciclo bretone quali Merlino (spesso citato ma mai mostrato) o Lancillotto. Chissà, forse li vedremo nei prossimi film. Quello che salviamo, di questo King Arthur in versione coatta, rimane il villain, un perfetto Jude Law nei panni dello zio cattivo, perfetta e credibile controparte al legittimo possessore di Excalibur.

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Giulio Cicala (www.cinetvlandia.it)
12.05.2017
King Arthur - Il potere della spada è così un film fantasy decisamente atipico e riuscito, al tempo stesso divertente e raccontare una storia epica e cavalleresca con lo stile pop di Guy Ritchie. A suo modo coraggioso, eroico e vincente.

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Pierpaolo Festa (www.film.it)
12.05.2017
Due sono le trovate narrative vincenti: l'origine della roccia dalla quale Arthur sfila Excalibur e il fatto che la suddetta spada prenda il controllo sul suo cavaliere e non viceversa. Tutte le volte che l'eroe la impugna, lo vediamo come posseduto da una forza che lo rende invincibile. La parte più interessante arriva nel finale in cui abbiamo un assaggio del sovrano che Hunnam potrebbe incarnare nei sequel. Lui e i suoi cavalieri così tonti che non capiscono cosa sia una tavola rotonda (è una delle risate più forti del film): un manipolo di personaggi che sarebbe curioso seguire in futuro. Deciderà il box office.

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Paola Jacobbi (www.vanityfair.it)
11.05.2017
[...] vale la pena andarci anche solo per il cattivo interpretato da Jude Law in modo sublime, al punto da oscurare il pur bravo e prestante Charlie Hunnam nel ruolo del titolo (e dei possibili sequel). La sorpresina da non perdere è l’apparizione di David Beckham nel ruolo di un imbonitore tra i monti petrosi, proprio nella scena clou, quando il futuro Re sarà l’unico a cavare la spada, sì, avete capito, dalla roccia.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
10.05.2017
Sembra di essere davanti ad un film d’autore per l’audacia delle soluzioni e invece è un trionfo di cinema mainstream, Ritchie usa il montaggio per creare l’illusione che presente passato e futuro, a tratti, convivano nel medesimo momento. Riesce a rendere molto chiara una narrazione che fa avanti e indietro con il futuro, che si riavvolge con un flashback e subito dopo mostra qualcosa che verrà. La padronanza tecnica è mostruosa, il risultato esaltante e nel farlo riesce anche a non perdere di vista i dettagli che danno corpo alla storia, come ad esempio un design delle creature di straordinaria efficacia

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Marzia Gandolfi (www.mymovies.it)
10.05.2017
Un film ludico che offre svago e divertimento mentre rilegge e riscrive per il pubblico contemporaneo la cavalcata epica di Artù.

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Sabrina Ranisi (www.newsart.org)
10.05.2017
King Arthur - Il potere della spada può essere definito come una reinterpretazione moderna del mito classico di Re Artù, affrontando la storia ampliamente trattata in passato in modo decisamente più dark e oscuro. Nel film predominano sequenze di azione e combattimenti spettacolari, tecnicamente ben realizzati e con belle e suggestive atmosfere, [...] Gli interpreti sono ben calati nei propri ruoli, e Charlie Hunnam e Jude Law sono riusciti a conferire ai loro personaggi un carattere nuovo e interessante rispetto a quelli tradizionali.

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10.05.2017
Dopo trenta minuti si tira un sospiro di sollievo, perché quello che nei trailer appariva un film di un trash mai visto, in realtà si sta rivelando essere più godibile del previsto. [...] c’è anche la dinamicità delle scene montate ad arte per raccontare antefatti o per mostrare eventi successivi nel momento in cui vengono pianificati. Una certa verve comico-realista che caratterizza i personaggi della banda di Artù che li rende molto più moderni rispetto al mito medioevale dei cavalieri della tavola rotonda. Tutti elementi classificabili tra i pregi di un film che sa intrattenere, è per gran parte scritto bene e quando sprofonda nel trash più trash che si può non pregiudica tutto il resto della pellicola.

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Luca Marchetti (www.sentieriselvaggi.it)
10.05.2017
A differenza delle altre opere, strette tra il fantasy e il cinecomic, King Arthur ha dalla sua il coraggio di correre senza tregue verso l’obiettivo entertainment, forte del carisma del proprio regista. Ritchie si conferma cosi uno dei pochi autori capace, visivamente e concettualmente, di piegare la sua autoreferenzialità e il suo arrogante linguaggio al bene del film, senza derive intellettualmente ipocrite o comicità stucchevoli. I suoi esiti saranno sì inflazionati e ripetitivi ma anche profondamente e sinceramente divertenti.

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Roberto Vicario (gamesurf.tiscali.it)
10.05.2017
Frenetico, caciarone, esagerato e a tratti quasi "maleducato". Il Re Artù di Guy Ritchie è tutto tranne che un film sulla leggenda classica di Artù. Una scelta azzardata, e non perfettamente equilibrata sullo schermo; allo stesso tempo però è un'idea coraggiosa e che merita di essere premiata per il coraggio e per riuscire a intrattennere per tutto il tempo della sua durata. Se siete giovani o amate i film particolarmente spinti sotto l'aspetto visivo, provate a dargli una chance.

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Gianluigi Crescenzi (www.gamelegends.it)
10.05.2017
King Arthur – il potere della spada non è un film da prendere alla leggera: la storia si insinuerà in voi piano piano, andando a germogliare dapprima come una piantina per rivelarsi poi come una solida base per la quercia che in realtà è. Il film non sarà un esperienza fine a se stessa, così come non lo è stato per Artù. Le persone non cambiano, si rivelano ed è per questo che, anche se hai perso amici, soldi, amori e passioni, anche se vieni dal niente, se sei destinato a grandi cose, non puoi sottrarti ad esse ma solo rivelarti per ciò che sei. Artù e Vortigern sono i due lati della stessa medaglia, sono l’est e l’ovest, anche se sta volta è stato il male a generare il bene che lo ha sconfitto.

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Elisa Giudici (www.mondofox.it)
10.05.2017
Riesce a restituire un respiro epico-fantastico e la dualità magica in cui a ogni terribile potere ne equivale uno uguale e contrario, ma il tutto è trattenuto e senza un vero e proprio climax, in attesa di un sequel. Questo non toglie che però King Arthur - Il Potere della Spada sia una pellicola action e fantastica splendidamente realizzata, chiaramente figlia della firma graffiante di Ritchie, che saprà di certo intrattenere il pubblico in sala, con vedute di ampio respiro.

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10.05.2017
[...] Ritchie non è un regista come gli altri, è particolare, raro, perciò gli basta un pizzico di tecnica e una manciata di umorismo spregiudicato per coprire piuttosto bene quasi tutte le magagne lasciate per strada, portando a casa una pellicola che, nonostante il suo altalenare e i suoi difetti indiscutibili, riesce a regalare discrete dosi di piacere e di risate e a superare di gran lunga la concorrenza media dei concorrenti surrogati.

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Francesco Martino (www.abovetheline.it)
10.05.2017
[...] una cura certosina per il lato estetico, riuscendo a creare una Camelot tanto classica quanto inedita, ma soprattutto riuscendo a far rendere al meglio il suo protagonista. Charlie Hunnam è una furia della natura, fisicamente imponente e pieno di carisma, porta su di se l’onere del nome Artù. Estrae la spada nella roccia con la forza che solo un re può avere, pronto a combattere contro i tanti che odieranno le sue gente in King Arthur – Il Potere della Spada.

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Irene Caltabiano (www.moviestruckers.com)
10.05.2017
Probabilmente i più affezionati alla saga tradizionale potrebbero storcere il naso di fronte a un prodotto, sicuramente di buon livello nel suo genere, ma che si distacca un po’ troppo dalla versione originale. I più giovani (forse con meno termini di paragone sulla saga arturiana) sicuramente apprezzeranno.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
10.05.2017
Dimenticato o quasi Merlino, che potrebbe trovare spazio negli annunciati sequel (se mai si faranno), King Arthur assume sempre più ormoni con il passare dei minuti, tanto da trasformarsi nella parte conclusiva in un trionfo testosteronico di poca qualità e sostanza. L'esoterismo prende inspiegabilmente il sopravvento, cedendo ad un muscoloso scontro finale fastidiosamente tutto realizzato in CG e smaccatamente videoludico, zavorrando un progetto che guarda ad un pubblico teen cresciuto a pane, Game of Thrones, Lo Hobbit e Warcraft, da conquistare attraverso i rielaborati passaggi di una storia nata nel 1485.

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Massimo Lastrucci (www.ciakmagazine.it)
10.05.2017
Due le cose veramente belle dello spettacolone, oltre al fatto di non prendersi troppo sul serio: un montaggio magistrale, modernissimo, che tiene la tensione accorciando i tempi di una trama potenzialmente ancor più lunga e una colonna sonora tonitruante e ritmata (addizionata di qualche ballata celtica) di sicura resa. Insomma, ci si diverte abbastanza e senza vergogna.

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Simone Fabriziani (www.awardstoday.it)
10.05.2017
Adrenalinico, violento, post-moderno, a tratto violento e e forse troppo poco fantasy di quanto ci si aspettasse, King Arthur: Il potere della spada non funziona però egregiamente come era successo per la rilettura di Sherlock Holmes, supportata da un irresistibile gusto steampunk e sorretto da una chimica perfetta tra gli effervescenti Robert Downey Jr. e Jude Law, qui totalmente assente se non addirittura priva di pathos nel rapporto tra il giovane ed irrequieto Artù di Charlie Hunnam e il malvagio zio Vortigern di Law.

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Valeria Brunori (www.ecodelcinema.com)
10.05.2017
"King Arthur - Il potere della spada" è, da questo punto di vista, un'ottimo prodotto: non c'è superfluo, non ci sono scene di 'riempimento', si prosegue dritti e concentrati con la storia, senza farsi distrarre da inutili sciocchezze. Visivamente spettacolare dunque, e anche con un tocco di identità tutta sua, divertenti i dialoghi (su questo Guy Ritchie raramente delude), azzeccati i personaggi e la storia: gli si potrebbe dare con onestà la corona di "Best Fantasy del 2017".

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Guglielmo De Gregori (www.gamesvillage.it)
10.05.2017
Artù e i suoi cavalieri non sono le figure nobiliari dell’immaginario con cui siamo, ma piuttosto una banda di sfigati, che il più delle volte contrasta il potere usando mezzi non convenzionali e quasi da guerriglia. È una destrutturazione molto interessante del canone arturiano, che punta a ricondurre in fondo alle storie di bande di criminali dalle quali Guy Ritchie è palesemente ossessionato. E quando Ritchie fa Ritchie, abbiamo i momenti migliori del film, come i montaggi anacronistici, con i personaggi che prevedono gli eventi mentre sullo sfondo la scena si manifesta di fronte agli occhi dello spettatore; e ancora, i movimenti di camera vorticosi, la colonna sonora anacronistica (con tanto di momento di brividino prima della resa dei conti finali che non fa mai male).

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Lorenzo Colapietro (www.cinematographe.it)
10.05.2017
King Arthur: Il Potere della Spada, nonostante sia incentrato sul personaggio di Arthur Pendragon ha una serie di bei personaggi (magnificamente interpretati da: Àstrid Bergès-Frisbey; Eric Bana, Djimon Hounsou, Aidan Gillen) ognuno nel puro stile Guy Ritchie, che perfettamente in sintonia si alternano sul grande schermo senza mai pestare i piedi al protagonista ma dando comunque un tocco personale alla storia.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
10.05.2017
[...] la pellicola è infusa di un senso di epica scanzonata e di eroismo moderno che Guy Ritchie cuce addosso ai suoi protagonisti con ogni mezzo possibile, passando dalle panoramiche tipiche del genere alla macchina a mano, fino ad appiccicarsi ai volti dei protagonisti con la go-pro. Partendo dal basso, come ha sempre fatto con i suoi protagonisti, il regista innalza l’ingegno e la furbizia, ancor prima che le virtù cavalleresche, costruendo un esagerato divertimento per il suo pubblico più affezionato.

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Cecilia Strazza (www.vertigo24.net)
10.05.2017
Elefanti, scazzottamenti in slow motion, montaggio frenetico e battute da pub: è Guy Ritchie al 100% leggermente incravattato dentro la confezione da blockbuster, dalla sguardo meno pungente del solito ma sempre caratterizzato da un grande senso dell’ umorismo.

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Federico Vascotto (www.mangaforever.net)
10.05.2017
Charlie Hunnam dà volto, muscoli e badassitudine a Artù – Art per gli amici, tocco di moderna bromance tipica di Ritchie – e lo fa in modo convincente, soprattutto nella parte comedy che caratterizza i personaggi del cineasta, che non si prendono mai troppo sul serio e questo li rende ancora più cool. Tutto è postmoderno e pop negli universi narrativi di Guy Ritchie: ogni cosa è dark eppure colorata, è introspettiva eppure non ha paura di mostrarsi, anzi ne ha bisogno. Con King Arthur – Il Potere della Spada Ritchie non vuole sottrarsi a dare spettacolo e soprattutto non vuole sottrarlo al proprio pubblico.

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Domenico Misciagna (www.comingsoon.it)
10.05.2017
Il King Arthur di Guy Ritchie è un film leggero su tutti i livelli di lettura, e mantiene un'impronta autoriale riconoscibile nell'ambito di una grande produzione: anche se tale impronta non è esente dalla maniera, è piacevole per una volta avvertire che la CGI, il 3D, il sound design e l'originale colonna sonora (di Daniel Pemberton) sono usati con un criterio.

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Davide Salvadori (www.staynerd.com)
10.05.2017
Con King Arthur: Il potere della spada, Guy Ritchie non recupera semplicemente una figura storica della letteratura anglosassone per approfondirla, bensì ne trae ispirazione per creare da zero un nuovo eroe del cinema contemporaneo, regalando al pubblico un film autoriale emozionante, divertente e inusuale. Un film capace di trascendere i generi, un cocktail delizioso i cui ingredienti principali sono uno scenario fantasy visivamente intrigante, azione, avventura, epicità e una punta di comicità irriverente, che trasformano la leggenda della Spada nella roccia in un pop-movie pregno di virtuosismi visivi in cui il regista tiene sempre ben salde le redini, non sfociando mai nella cafonata di bassa lega.

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Costanza Mauro (www.pianetadonna.it)
10.05.2017
Guy Ritchie mantiene intatto lo spirito british della leggenda di Artù, grazie allo humour, alla presenza del sovrannaturale, alla natura aspra, al cast e al cameo di David Beckham.

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Thomas Cardinali (talkymovie.it)
10.05.2017
Il pubblico giovane e gli appassionati di Guy Ritchie adoreranno questo King Arthur in cui non mancano i momenti di humour. Un buon film, ma non è un film su re Artù e spetterà al pubblico in sala l’ultima parola con la certezza che Guy Ritchie è ancora una volta destinato a dividere.

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Maria Teresa Ruggiero (www.universalmovies.it)
10.05.2017
Una storia che viene caricata emozionalmente da un montaggio veloce e da ottime sequenze d’azione. King Arthur- IL potere della spada risulta un film leggero che ha il pregio di mantenere un’impronta autoriale ben identificabile senza eccessive sbavature.

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Alessandro Gamma (www.ilcineocchio.it)
10.05.2017
La vera star del film è comunque Hunnam, che, dopo parecchie false partenze, sembra essersi finalmente riuscito a ritagliare un ruolo da protagonista credibile. Il suo Artù è un valoroso guerriero con dei saldi princìpi, ma è anche ferito e dubbioso, a disagio con la prospettiva di capeggiare una rivolta e ancora di più di diventare il Re d’Inghilterra. Un compito non facile, che l’attore nato a Newcastle porta a casa in modo convincente, connotando il suo personaggio della giusta spavalderia e realismo (i pettorali da soli non possono fare miracoli d’altra parte).

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Davide Stanzione (www.bestmovie.it)
10.05.2017
King Arthur è un divertissement d’azione che si concede tutto e il contrario di tutto, tra sequenze di combattimento a dir poco pachidermiche con armi affilate che sembrano spade laser e strizzate d’occhio piuttosto vistose all’iconografia de Il signore degli anelli, un modello ancora oggi insuperato per il genere. Dal canto suo il 3D, che punta tutto su delle coreografie impazzite e dal sapore videoludico, è uno strumento in più al servizio della spettacolarità generale, del montaggio sincopato, di una puntuale e comicissima sospensione dell’incredulità.

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Gabriella Giliberti (leganerd.com)
10.05.2017
Appagando le più rosee previsioni, Ritchie porta il suo cinema a un livello ancora più alto. Non si limita a dare una rappresentazione di un genere, come per Sherlock Holmes, o a dare una sua visione di un prodotto già esistente, come Operazione U.N.C.L.E., ma mette il suo mondo, la sua passione all’interno di una terra sacra come Camelot.

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Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it)
10.05.2017
Fedele al suo stile, Guy Ritchie confeziona quindi un film dotato di una forza impressionante, visivamente splendido e dai ritmi sempre altissimi, non tralasciando comunque la mitologia che sorregge la leggenda che tutti conosciamo.

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Valentina Mazzella (www.napolisera.it)
09.05.2017
Andiamo subito dritti al sodo: troppo spettacolare e troppo poco epico il “King Arthur – Il potere della spada” di Guy Ritchie. Davvero esigua è la poesia che si percepisce. Poco epico nel significato più autentico della parola: trasuda solo in minima parte l’essenza lirica del ciclo bretone. [...] Non è assolutamente la pellicola adatta a chi cerca l’eco celtico della mitologia bretone, ma la si consiglia allo spettatore amante del genere d’azione e delle novità in chiave moderna.

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Lilly Leone (www.cubemagazine.it)
09.05.2017
Molto coinvolgenti sono le musiche che sono l'unico elemento che ancora presenta un sentimento veramente epico. Il tessuto narrativo è particolarmente intricato e richiede una particolare attenzione da parte dello spettatore che non vedrà molti dei personaggi protagonisti del mondo celtico: niente Merlino, niente Lancillotto, niente Morgana. Forse li troveremo degli episodi successivi. Nel complesso comunque è un film godibile soprattuto per chi ama i film d'azione ed è pronto ad una visione del racconto epico in chiave moderna.

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