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Lorenzo Pedrazzi (blog.screenweek.it)
23.10.2017
Il talento di Taika Waititi risuona anche in Thor: Ragnarok, avventura brillante che bilancia azione, commedia e riferimenti pop.

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4 Ho capito perché Thor: Ragnarok sta piacendo molto....
4 Ho capito perché Thor: Ragnarok sta piacendo molto. Perché finalmente i Marvel Studios hanno abbandonato le mezze misure e vogliono fare un po' come nei fumetti Ultimate facendo convivere anime profondamente diverse seppur collegate. Laddove i primi due film dovevano essere epici e invece risultavano "diversamente divertenti" qui fanno direttamente il giro con una cosa ultrapop che, no, coi Guardiani della Galassia (che è a suo modo un film molto serio) non c'entra una ceppa. Oltretutto, ha alcune delle migliori scene di combattimento di tutta la saga Marvel Studios (niente di che ma almeno, a differenza di molti altri, le mazzate si sentono).| #ThorRagnarok

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Joseph Crisafulli (www.moviestruckers.com)
23.10.2017
Intelligenti e furbi sono i richiami, scenici e verbali, ai film precedenti; ciò permette anche di mostrare la maturità di alcuni di questi personaggi, che nel corso delle varie pellicole si sono evoluti. Ottima è la colonna sonora: scelta facile ma vincente l’uso di Immigrant Song dei Led Zeppelin nei momenti di massima concitazione. Thor Ragnarok (qui il trailer italiano ufficiale) è un buon capitolo. Lo spettatore che cerca nei cinecomics il semplice divertimento sarà ripagato da botte e battute comiche senza molti giri di parole. Infuriati saranno invece quelli che dai cinefumetti pretendono molto di più, poiché Ragnarok toglie tutto il pathos dell’eroismo più romantico e sofferente.

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5 Il più divertente film Marvel mai prodotto fino ad ...
5 Il più divertente film Marvel mai prodotto fino ad ora. Cazzuto, travolgente, sentimentale. A mio parere, Il miglior film di Thor.

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Gabriele Niola (www.wired.it)
23.10.2017
Quest’idea di fare un film che stia al genere di supereroi come L’armata delle tenebre sta all’horror (fedelissimo eppure ironico) poteva essere un vero disastro, invece è chiaro da subito che la Marvel, ancora una volta, ha avuto ragione e ha aggiustato il suo eroe che funzionava meno.

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Patrizia Monaco (http://moviemagazine.it)
23.10.2017
Nel corso del film vedremo come non sempre la distruzione sia una cosa negativa. Si presenta piuttosto come un’opportunità per ricominciare da capo, su basi più solide. Thor:Ragnarok costruisce un dramma famigliare con i classici ritmi della commedia. La regia di Taika Waititi dona poi quel pizzico di movimento necessario a far sentire lo spettatore su una divertente e colorata montagna russa emotiva. Sul fronte del bene e del male, il “potere” è donna ed ha i volti di Hela e Valchiria. Quando però “Asgard” chiama, Thor risponde e allora sì, che non ce n’è per nessuno.

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23.10.2017
Preso singolarmente e non legato al contesto del MCU questo Thor può anche piacere, in fin dei conti diverte e intrattiene, ma per i veri fan che hanno seguito in tutti questi anni le vicende dei supereroi Marvel, Thor Ragnarok rimane un epilogo di trilogia incoerente.

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José De Arcangelo (www.cinespettacolo.it)
23.10.2017
Uno spettacolo godibile per tutti, segno che l’avventura e l’azione non devono per forza significare spensieratezza e superficialità, anche perché questi supereroi mettono ben in mostra il loro lato umano, fra debolezze e ingenuità, tanto che lo stesso Thor può sbagliare o inciampare in qualsiasi momento, come tutti noi.

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Simone Fabriziani (www.awardstoday.it)
23.10.2017
Esageratamente furioso ed implacabilmente divertente, Thor: Ragnarok è il giusto compromesso tra un'evoluzione inaspettata per il Dio del tuono in attesa del gran finale di "Infinity War" (e non mancheranno i colpi di scena) e il nuovo linguaggio della comicità dettato da Gunn, anima e corpo incorporeo di quella che caratterizzerà, con molta probabilità, anche la quarta fase. Che non è detto che sia poi una brutta cosa.

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Valerio Salvi (www.movietrainer.com)
23.10.2017
Il film è gradevolissimo e decisamente per tutti, la virata Marvel che ha spinto l’acceleratore sulla commedia, è servita essenzialmente ad allargare la forbice degli spettatori. I puristi storceranno il naso, ma tanto l’avrebbero fatto comunque visto quanto siamo lontani dal fumetto, ma sono una fetta che conta poco: si lamenterebbero comunque, ma saranno sempre in sala a dispetto di tutto. Quelli che si vogliono catturare sono gli altri spettatori, quelli che non sono attaccati al “canone”, che non hanno letto 300 albi e che non hanno idea di chi sia Beta Ray Bill, quelli che sono veramente numero si e che fanno levitare gli incassi.

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Roberto Semprebene (www.silenzioinsala.com)
23.10.2017
Situazioni surreali, fantascienza pop molto anni ’80, musica rock abusata e dialoghi con personaggi macchiettistici sono le cifre stilistiche di questo film.

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Andrea Prosperi (www.nerdplanet.it)
23.10.2017
Ottimo lavoro per quanto riguarda le scenografie e gli effetti speciali. La pellicola contiene in sé diversi stili, da quello più classicamente fantasy di Asgard alla fantascienza di Sakaar, in un grande impatto visivo che mostra tutta la competenza degli addetti ai lavori. Un effetto davvero notevole, accompagnato da una fotografia di buon livello.Thor: Ragnarok è un film da andare a vedere? Se siete alla ricerca di un prodotto autoriale, decisamente no. Al contrario, nel suo genere, questa produzione cinematografica brilla, eclissando i precedenti due film dedicati al personaggio, e rivelandosi uno dei film più appassionanti del Marvel Cinematic Universe.

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Eugenio Fiumi (movies.gamesource.it)
23.10.2017
Thor: Ragnarok è un film tutto azione e divertimento, che non riesce però ad andare oltre a questo. Cambiare pelle in maniera così radicale ad una saga che aveva una chiara impronta, per renderla coerente e conforme a qualcosa che somiglia sempre più ad un format, ha fatto perdere di vista quel segno indelebile che nel bene o nel male porta un film ad essere ricordato anche dopo una prima visione: l’autorialità, un fattore sempre più raro nei lungometraggi targati Marvel Studios.

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Nicolò Beretta (redcapes.it)
23.10.2017
Hulk è forse il personaggio che se ne esce meglio da questo film, Marc Ruffalo è sempre più nella parte sia del Gigante di Giada sia nei panni del fragile Bruce Banner, il primo sempre meno brutale e iracondo, il secondo protagonista di un momento tragico del film che colpisce molto.

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23.10.2017
Thor: Ragnarok è il film più insolito dei Marvel Studios, anche se si allontana totalmente dalla controparte cartacea: è del tutto folle, colorato e divertente, con delle trovate assolutamente geniali ed altre più demenziali (alcune si avvicinano al concetto di trash) ma comunque gradevoli. Il ritmo è dinamico, accompagnato da una colonna sonora perfettamente in linea con le scene, strettamente collegata e funzionale al racconto. E’ un film che avvicina molto la generazione degli anni ’80 per gli innumerevoli richiami che i nostalgici apprezzeranno tantissimo, e nonostante alcune scene troppo dilungate possano annoiare, la presenza di tantissima azione e l’umorismo smorzano questo problema rendendolo un film godibile.

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Chiara Guida (www.cinefilos.it)
23.10.2017
Le sonorità anni ’70/’80, i colori sgargianti anni ’90, il tono comico rendono Thor: Ragnarok un tripudio di risate, con buona pace delle aspettative e dei racconti di partenza dei fumetti. Perché se è giusto sperare sempre nel meglio, è altrettanto giusto per lo Studio pilotare le sue storie dove vogliono i propri fan, che la Marvel ha dimostrato di conoscere bene. Si compie così la trasformazione: l’epico e potente Thor diventa uno “spaccone” buffo e scavezzacollo, insieme a tutti i suoi “colleghi di lavoro”. Probabilmente si tratta della scelta migliore dei Marvel Studio dai tempi di Guardiani della Galassia.

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Christian Auricchio (www.fermataspettacolo.it)
23.10.2017
L’impressione finale è che i Marvel Studios abbiano voluto usare la ricetta di Guardiani della Galassia per confezionare un Thor di sicuro successo al botteghino: peccato che non bastino un brano dei Led Zepellin e colori psichedelici per portare a casa il risultato. Servirebbe come minimo anche un James Gunn sul ponte di comando. E Taika Waititi sicuramente non lo è. Nonostante ci provi. Pure troppo.

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Alessandro Cialli (www.gamelegends.it)
23.10.2017
Un film di supereroi divertente ed entusiasmante, ricco di azione e combattimenti. Thor, il Dio del tuono crescerà come persona riuscendo a controllare le proprie emozioni e il proprio istinto per essere pronto per una battaglia epica senza precedenti.

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Andrea Chirichelli (www.playersmagazine.it)
23.10.2017
Thor: Ragnarok funziona poi alla perfezione sia come film stand alone, visto che inizio,svolgimento e finale aprono e chiudono un cerchio perfetto, sia come volano per introdurre al meglio l’atto conclusivo del MCU, quell’Infinity War che alla fine di Ragnarok sarà atteso ancora più spasmodicamente (hint: restate fino alla fine dei credits…) . Da questo punto di vista, con buona pace dei detrattori, Thor: Ragnarok conferma la grande bravura che Marvel ha dimostrato nel corso degli anni nel dare vita ad un universo vivo e credibile, degno delle più grandi saghe cinematografiche di tutti i tempi. Certo, non tutti gli episodi sono stati impeccabili (i primi due episodi di Thor, ad esempio, spariscono di fronte a Ragnarok) ma raramente si è visto un così grande dispiegamento di talenti e una tale continuità nell’assicurare ai film valori produttivi eccelsi.

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Mario d'Angelo (www.gamesvillage.it)
23.10.2017
Thor: Ragnarok è tutto quello che un cinecomic dovrebbe essere: divertente, pieno di azione e sopra le righe, sul finale ho percepito un sapore amaro, un vago senso di fine.

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Martina Barone (www.cinematographe.it)
23.10.2017
Il film non mostra alcuna remora nel voler gettare al vento il concetto di infallibile supereroe intorno al fino ad ora prode Thor e ne dà conferma creando una sorta di anti-poetica eroica che per nulla ci si aspetterebbe da un simile protagonista, avvicinandosi sempre più a quella conformità di marchio Marvel Studios legato non necessariamente alla spettacolarità dei combattimenti, al confronto manicheo tra bene e male, ma al far divertire il pubblico, a volte anche con i più facili trucchetti. Una rinascita del Thor di Chris Hemsworth che è insieme, per quanto irragionevole possa sembrare, la sua forza e la sua debolezza: il voler suscitare vivamente l’ilarità del pubblico, rischiando però di rivelarsi soltanto un procedimento macchinoso e rasente il fastidio.

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Martina Morini (www.ilcineocchio.it)
23.10.2017
Il regista neozelandese va completamente fuori tema nel suo autoreferenzialismo e nel rendere Thor troppo fisico e poco introspettivo, togliendo il dramma e lo spessore psicologico che aveva in The Dark World (che certo non era privo di difetti …). Il Ragnarok sembrerebbe comunque segnare la fine del dio del tuono così come lo abbiamo conosciuto, visto che secondo alcuni rumor non smentiti dallo stesso Kevin Feige si starebbe pensando a una sua versione al femminile come nella controparte cartacea.

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Jacopo Iovannitti (imperodisney.com)
23.10.2017
Thor: Ragnarok è dunque un film che vuole compiacere la massa snaturando la natura stessa del Dio del Tuono, portando una tavolozza di colori, dell’ironia e dei personaggi che oscurano la magia e il pathos che la mitologia nordica poteva offrire e che in questo film restano solo accennati. Tecnicamente impeccabile come ogni film dell’universo narrativo dei Marvel Studios, la pellicola risulterà, però, un assemblaggio di un qualcosa già visto, per quanto bene possa esser stato fatto.

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Giulio Cicala (www.cinetvlandia.it)
23.10.2017
[...] il film lascia da parte i muscoli di Thor per puntare tutto su l'umorismo demenziale con un convincente Chris Hemsworth che si dimostra capace anche nel far ridere come visto in piccola parte nel Ghostbusters tutta al femminile. Dall'inizio alla fine assistiamo ad un entertainment cinematografico rumoroso, esagerato e caciarone che per oltre 2 ore si lascia guardare con gusto e strappa diverse risate, senza però risultare una replica di Guardiani della galassia: i film di James Gunn sono in tutti i sensi di "un altro pianeta" per scrittura, regia, il sottotesto emozionale e culturale, oltre che per le musiche.

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Paola Caronni (www.nerdburger.it)
23.10.2017
Il giudizio finale è che Thor Ragnarok è sicuramente il migliore film con Thor protagonista e uno dei migliori capitoli in assoluto dedicati ad un singolo vendicatore. Se non avrete problemi con l’aver virato quasi alla pura commedia, allora vi assicuro che vi divertirete tantissimo. Se al contrario non vi sono piaciuti i film sui Guardiani, lasciate pure perdere Thor Ragnarok, non avrete miglior fortuna stavolta.

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Davide Colli (darumaview.it)
23.10.2017
La decisione intrapresa dalla Marvel di cambiare direzione artistica era evidente fin dai primi trailer: la scelta di affidare la regia ad un semi sconosciuto come Taika Waititi e l’approccio decisamente meno dark nei confronti del prodotto destavano molta curiosità riguardo alle future sorti di questa saga. Per fortuna, tutte queste mutazioni si sono rivelate prevalentamente vincenti: Thor Ragnarok è un autentico carnevale, sia per il piglio estremamente spensierato che caratterizza il prodotto, che per i caleidoscopici colori che dipingono l’interessante setting fotografico, riprendendo situazioni visive molto simili a quelle adottate in Doctor Strange.

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Redazione (www.longtake.it)
23.10.2017
Il tocco shakespeariano di Kenneth Branagh nel primo Thor (2011), ma anche le tonalità più dark del capitolo successivo, sono completamente rinnegate per virare sulla baracconata pura e semplice: la vena pop è lasciata andare a briglia sciolta fino a lambire il ridicolo, abbondano gli injoke alimentari e le apparizioni fini a stesse legate all’universo Marvel e il tutto sembra soltanto uno scialbo tentativo di emulazione del successo dei Guardiani della Galassia, che restano però lontani anni luce nonostante lo scatenato utilizzo di Immigrant Song dei Led Zeppelin.

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Gian Luca Pisacane (www.cinematografo.it)
23.10.2017
Addio all’anima shakespeariana dei capitoli precedenti a favore di una comicità quasi demenziale: l'ingresso nell'Universo Marvel del neozelandese Taika Waititi passerà inosservato.

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Simone Martinelli (www.lascimmiapensa.com)
23.10.2017
Il film potrebbe completamente dividere in due lo spettatore. Non è tutto oro quello che luccica, ma Thor: Ragnarok è sicuramente migliore dei suoi precedenti.

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Anthony Buscemi (supereroi-news.com)
23.10.2017
Un film del MCU che va visto (così d’altronde come tutti gli altri) non solo perché rappresenta un forte punto d’aggancio a ciò che ci aspetta nel prossimo futuro, ma anche perché rappresenta un punto di svolta cinematografico per il personaggio Thor, più dinamico rispetto al passato, e per la sua trilogia, con questo capitolo resa più fresca dall’uso sapiente, forse troppo, dell’umorismo.

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Raffaele Giasi (www.staynerd.com)
23.10.2017
Thor: Ragnarok è un film diviso tra la psidechelia degli anni ’80 (ed in parte ’70), la fascinazione per il cinema fantascientifico in stile Lucas, e il più ovvio gusto per il mito norreno e la sua cosmogonia. Taika Waititi avrà forse raggiunto il suo scopo: ossia quello di creare un film completamente diverso da qualunque altro film Marvel precedete a questo, scollando quasi del tutto i suoi personaggi dall’ormai ingombrante MCU, il punto è che per quanto l’obiettivo in sé sia raggiunto, questo non declama automaticamente il successo dell’opera.

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Mattia Ferrari (nerdmovieproductions.it)
23.10.2017
Non mancano certamente le sorprese, questo bisogna ammetterlo, e nel complesso Thor: Ragnarok non è un brutto film, ma per quanto mi riguarda non è nè uno dei migliori cinecomic dell’anno, nè tantomeno uno dei migliori tra quelli del Marvel Cinematic Universe, perchè si basa anche più del solito sulla forma, accantonando la sostanza.

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Costanza Mauro (www.pianetadonna.it)
23.10.2017
Cate Blanchett si rivela un'ottima scelta come villain di turno. Nel caso di Hela autoironia proprio no, ma è un personaggio spietato e tosto che convince, con un look metal che non è niente male. E' chiaro che non è questo il "ruolo della vita" della Blanchett (che peraltro ne ha già avuti due o tre), ma quello che deve fare lo fa con dignità e siccome bravissima lo è davvero, il personaggio è credibile e non stupidamente perfido come sarebbe potuto accadere.

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Luca Pinchiroli (gamesurf.tiscali.it)
23.10.2017
Il terzo capitolo di Thor risulta il migliore delle tre pellicole che vedono Thor come protagonista (anche se ci voleva davvero poco visti i precedenti…) e conferma la bontà del connubio Disney/ Marvel nel confezionare prodotti di qualità per il grande pubblico. Divertente, ricco di azione esplosiva e capace di intrattenere per tutta la sua durata Thor: Ragnarok è un eccellente prodotto d'intrattenimento per famiglie. La corsa per Infinity War continua, ora è il turno di Black Panther

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Gabriele Barducci (www.thegamesmachine.it)
23.10.2017
Come già sottolineato, il cambio di direzione narrativa consente di apprezzare meglio l’aria da cinecomic che non si prende troppo sul serio e di godere pienamente delle ottime scene action – lo scontro nell’arena tra Thor e Hulk è favoloso, come anche la battaglia finale – ma a perderne è il carisma dei personaggi, principali e non.

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Mattia Pasquini (www.film.it)
23.10.2017
Che resti un unicum - considerate anche alcune delle conseguenze a breve/medio termine di quel che vedrete accadere sullo schermo - nella timeline dell'eroe norreno o meno, il film resta comunque un Marvel a tutti gli effetti, con la immancabile dose di buone sequenze e citazionismo (dagli easter eggs del pianeta Sakaar al cameo nel teatrino 'amletico' iniziale): divertente, insomma.

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Emanuele Sacchi (www.mymovies.it)
23.10.2017
Forti dosi di kitsch da primi anni 80 in un blockbuster supereroistico minore che funziona e fa ridere spesso.

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Matteo Bonassi (www.bestmovie.it)
23.10.2017
Thor: Ragnarok è un altro, solido tassello con cui Marvel può puntellare il futuro del suo universo cinematografico, una forma di entertainment ormai ben omologata ma difficilmente replicabile che è riuscita, almeno finora, a divertire senza ripetersi, alzando sempre l’asticella quel tanto che basta. Cosa non da poco, considerando anche che tutto l’ingombrante circus dei suoi cinecomic deve sempre muoversi tra gli angusti paletti di un colosso come Disney, con tutti i pro e i contro del caso.

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23.10.2017
Ancora una volta la Marvel riesce a coinvolgere e ad appassionare anche chi, negli ultimi tempi, ha intravisto ridondanza e appiattimento nelle trame degli ultimi film: Thor Ragnarok diventa quasi un punto di arrivo del percorso dei singoli protagonisti che abbiamo finora incontrato. Un percorso che giungerà a compimento con Infinity War, che aprirà a una nuova e diversa visione del Marvel Cinematic Universe.

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Aurelio Vindigni Ricca (cinema.everyeye.it)
23.10.2017
Il bilanciamento chirurgico visto con i Guardiani della Galassia, per quanto riguarda i toni, in Thor: Ragnarok è venuto totalmente a mancare e questo ha determinato un calo generale del valore dell'opera. Un peccato alla luce degli ottimi personaggi, caratterizzati per gran parte in maniera eccellente. Tutti, o quasi, compiono un percorso di accettazione e di crescita: i figli smettono di dipendere dai genitori, i Bruce Banner riescono a dominare gli Hulk, mentre i tempi per le vendette personali si fanno maturi. Chi ha voglia di ridere, di prendere ciò che accade sullo schermo poco sul serio, uscirà dalla sala soddisfatto, chi invece cerca qualcosa di più oltre la risata spicciola dovrà scavare per trovare qualcosa di buono.

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Luca Liguori (movieplayer.it)
23.10.2017
Alla fine a brillare sono come sempre i soliti: il Loki di Tom Hiddleston, qui forse meno ambiguo ma senza perdere nulla del suo carisma, ed un Anthony Hopkins che alterna momenti intensi ad alcuni molto più leggeri ma irresistibili, aiutato anche all'inizio del film da un cameo eccellente e sorprendente che preferiamo non svelarvi. Sempre a proposito di leggerezza non si può non citare Jeff Goldblum ormai destinato a recitare in parti sempre più bizzarre ma con cui si trova perfettamente a suo agio: il suo Gran Maestro è eccessivo e caricaturale come richiesto dalla parte, ma assolutamente delizioso.

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Claudio Scaccabarozzi (www.badcomics.it)
23.10.2017
Thor: Ragnarok è un film coraggioso, ben congegnato, che ci ha emozionati in alcuni momenti. Se avete pensato dal trailer che sarebbe stato spettacolare, che sarebbe stato divertente, avevate ragione. Così come siete tutt’altro che nel torto a pensare, se lo avete pensato, che ci sia un sostanziale cambiamento di passo rispetto ai precedenti capitoli della saga cinematografica del Dio del Tuono. Perché Thor: Ragnarok è una parodia, sostanzialmente.

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Alberto Brambilla (www.fumettologica.it)
23.10.2017
In tutta onestà, due cose si salvano del film. La prima è il coraggio della produzione di eliminare un po’ di personaggi secondari. È vero, sarebbero probabilmente stati ingombranti o completamente inutili nei prossimi sovraffollati capitoli di Avengers, ma è anche un caso davvero raro nella telenovela Marvel, quella in cui nemmeno Phil Coulson può morire. La seconda è la scenetta – quella sì quasi shakespeariana – della recita ad Asgard con le guest star Matt Damon, Liam Hemsworth e Sam Neill. Ecco, quella è davvero divertente.

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Elisa Giudici (www.mondofox.it)
23.10.2017
Il vero peccato mortale di Ragnarok, quello che gli impedisce di esprimere appieno il suo potenziale, è invece da imputarsi ancora una volta allo schema produttivo Marvel. Si mette sì nelle mani di un nome estraneo a Hollywood un blockbuster, ma poi gli si chiede di realizzare una copia carbone di un successo altrui, che poco ha a che vedere con il Dio del Tuono. Lo si era capito sin dalla campagna promozionale e purtroppo se ne trova conferma nella visione: Ragnarok è anche il tentativo di avvicinare Thor al mondo fluo e anni '80 dei Guardiani della Galassia, alla loro ironia sopra le righe.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
23.10.2017
Quasi che per restare in vita, per dire qualcosa, alla Marvel non resti che parlarsi addosso, o quantomeno delegare più del lecito a ciò che è venuto prima, generando la percezione che d’ora in avanti ci si debba aspettare non più lungometraggi autoconclusivi, per quanto appartenenti chiaramente ad un’impresa più grande e articolata, bensì frammenti di questo insieme. Allora non resta che buttarla in caciara, per ricorre ad un’espressione idiomatica quintessenzialmente nostrana; non tanto perché Ragnarok sia solo spari, scontri ed esplosioni, quanto perché tra le varie fasi non vi è armonia alcuna, non importa quanto una singola o più sequenze isolate possano far sorridere e/o intrattenere.

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Marcello Paolillo (www.spaziogames.it)
23.10.2017
Thor: Ragnarok è il sequel che non ti aspetti: vibrante, visivamente straordinario e con alcuni momenti di pura azione che rimanderanno alla memoria alcune celebri pellicole d'azione degli anni 80 e 90. Attenzione però: se cercate coerenza narrativa e personaggi sobri e con un background convincente, questo non è il film che fa per voi. Siate pronti ad abbandonarvi a un turbinio di colori, battutine (forse anche troppe) e un ritmo generale che - nonostante il film duri ben oltre le due ore - non annoia mai. L'importante è che non prendiate il tutto troppo sul serio. Perché per le lacrime e i toni grevi, ci penserà il prossimo Avengers: Infinity War.

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Daniela Catelli (www.comingsoon.it)
23.10.2017
[...] come potremmo non amare un film dove risuonano a palla le note di Immigrant Song dei Led Zeppelin e la soave musichetta di Willy Wonka (il primo), con un Jeff Goldblum colorato e bizzarro, un dio che impreca come uno scaricatore di porto e un wormhole chiamato L'Ano del Diavolo? Per non parlare della t-shirt vintage che Bruce Banner prende in prestito da Tony Stark. Sono anche i piccoli particolari che fanno di questi film quello che dovrebbero essere: un'evasione collettiva da un mondo triste e grigio in un universo multicolore e pieno di stimoli sensoriali, in cui non si debba per forza, per godersi lo spettacolo, spegnere il cervello.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
23.10.2017
In Thor: Ragnarok c’è una secondo intreccio, quello che tiene impegnato Thor "altrove", lontano dai suoi doveri, intrappolato in un altro mondo. Lì il film si separa dai luoghi fisici e dai luoghi comuni della serie, usa tutti altri colori, cambia capelli all’eroe, lo dipinge in faccia, gli cambia abiti (cioè costume), di fatto trasformando quel che sappiamo di lui. Se Asgard e ciò che lì accade sembra fare riferimento esplicito a Il Signore Degli Anelli, specie per il rapporto personaggio/paesaggio (il momento in cui il popolo si sposta sembra davvero ricalcato stacco per stacco dalla compagnia dell’anello sulle Montagne Nebbiose), invece la trama centrale sull’altro pianeta è un pasticcio colorato in cui ogni regola che credevamo ferrea nel mondo di Thor può essere disattesa. È una vacanza, utile a tirare fuori il personaggio da quello che sembra ora evidente era per la Marvel un pantano, e dargli un’altra storia che si chiuderà dopo 1 ora e 40 (a dimostrazione di quanto sia un film a sé).

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