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Adriano Ercolani (blog.screenweek.it)
24.02.2020
The Grudge è un horror capace di spaventare ma soprattutto di immergere lo spettatore in un universo desolato, autunnale, contaminato dalla presenza della morte. Questa nuova versione promette di resuscitare il franchise e al tempo stesso dotarlo di una profondità introspettiva prima soltanto a tratti esplorata.

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Francesco Milo Cordeschi (Film.it)
27.02.2020
Il risultato è un ibrido che, se da un lato convince per la sua identità editoriale, pecca di una costruzione scenica non particolarmente ricercata, rifugiandosi nel rassicurante territorio dell’horror commerciale.

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Marco Lucio Papaleo (cinetvlandia)
27.02.2020
Formato video sbagliato

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Walter Ferri (Fantasy Magazine)
27.02.2020
In The Grudge l’unica cosa veramente inquietante è l’assoluta assenza di creatività. Uno strazio che va ben oltre all’orrore.

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Lorenzo "Zeren" Damiano (Vigamus Magazine)
27.02.2020
The Grudge è un thriller horror che sa come dirigere una storia investigativa, ma non come spaventare lo spettatore.

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Massimo Lastrucci (CiakMagazine)
27.02.2020
Meglio quindi non sforzarsi di capire e sedersi sulla seggiola come si fosse su di un ottovolante non particolarmente vertiginoso.

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Giuliana Molteni (Eurogamer)
27.02.2020
Quindi ci si chiede: ma era il caso di andare a scomodare l'illustre franchise, giusto per fare vedere un po' di capelli bagnati a far da tendina a facce mostruose (e le originali erano più inquietanti) e citare un paio di dettagli (lo scricchiolio, la mano che lava la testa, la vasca da bagno)?

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Redazione (Tiscali)
27.02.2020
The Grudge cade in alcuni dei cliché appartenenti a alle pellicole di questo genere; ci si basa per la gran parte sui jumpscares finendo con il divenire, ad un certo punto, banale e ilare.

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Aurelio Vindigni Ricca (Everyeye cinema)
27.02.2020
The Grudge si candida a essere uno dei peggiori horror "mainstream" del 2020

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Davide Salvadori (www.staynerd.com)
26.02.2020
Apprezzabile il tentativo di fare qualcosa di non lineare, di sporcare un po’ l’immaginario di Ju-On e renderlo più grottesco, e di assestare qualche colpo ben piazzato sul piano dei “BUH!” improvvisi, però rimane un film sostanzialmente debole. L’originale di Shimizu, noostante i tempi erano diversi, era comunque un’altra cosa. Scorre via liscio per carità, ma dategli 24 ore e lo avrete cancellato dalla vostra memoria.

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26.02.2020
Una possibilità mancata quella di questo rilancio. The Grudge nel 2020 mostra quanto complicato possa essere trasportare in occidente la reale crudeltà che contraddistingue la cinematografia orientale. Il rancore Giapponese è più pressante e pregnante, più intenso e più violento di quanto non sia quello oltre oceano. E se a questo mix si unisce anche una trama confusa la pellicola mostra i suoi difetti. La bravura degli attori può compensare solo fino a un certo punto.

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Andrea Campagna (www.taxidrivers.it)
25.02.2020
Il nuovo The Grudge è un remake di cui non si sentiva assolutamente il bisogno.

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Luca Spina (pressview.it)
25.02.2020
La regia funzionale ma coinvolgente, le azzeccate sonorità e soprattutto una sceneggiatura ricca di situazioni terrificanti, rendono The Grudge un horror da prendere seriamente in considerazione.

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Sabrina Crivelli (www.ilcineocchio.it)
25.02.2020
A quasi 20 anni dal primo Ju-On, la longeva e spremutissima saga horror riparte da zero - di nuovo - a Hollywood con Andrea Riseborough, John Cho e Demian Bichir, ma il risultato è tragico.

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Marco Minniti (www.asburymovies.it)
24.02.2020
Di reale paura, ma soprattutto di quel senso di angoscia persistente che era capace di accompagnare lo spettatore ben oltre la visione, qui non troviamo neanche l’ombra; solo l’eco di un periodo irripetibile, e di un filone orrorifico che è stato rapidamente fagocitato – da oriente a occidente – dalle istanze della paura più di consumo.

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24.02.2020
Questo horror tiene incollati alla poltrona seppur con qualche sobbalzo. La musica, i rumori di sottofondo simili a cigolii e le apparizioni inquietanti improvvise sono degne di un buon horror. La scena finale del film poteva essere evitata dal momento che c’era stato già stato un finale, ma si sa che all’ultimo tutto può cambiare e lasciare aperti possibili scenari… forse per un sequel?!? Se vi piacciono gli horror è un film sicuramente promosso, non a pieni voti, ma almeno un bel 3,5 su 5 se lo merita.

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24.02.2020
Un horror funereo e dall'atmosfera malsana, popolato da personaggi che hanno conosciuto il dramma prima ancora del violento intervento del soprannaturale. Se non mancano alcuni tipici stilemi di "genere", il film è capace di rinvigorirlo partendo proprio dalle radici.

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Andrea D'Amely (www.pdvg.it)
24.02.2020
Il risultato è abbastanza deludente: la storia procede lentamente e in modo confuso, quei pochi momenti di paura vengono sminuiti dalla scarsa tensione che si percepisce e spesso l’esito finale (oltre ad essere prevedibile) è esilarante. Tutto il contrario di quello che teoricamente dovrebbe essere un horror. La cosa inquietante è che Pesce dice di essersi ispirato a quelli che veramente sono capolavori della settima arte: film come l’Esorcista o Changeling, ma con cui purtroppo The Grudge ha veramente ben poco a che vedere.

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Alessandro De Simone (www.cinematographe.it)
24.02.2020
Nicolas Pesce dirige con diligenza e non si lascia andare a facili spaventi, al contrario c’è molto non visto preceduto sempre dalla giusta tensione. A questo va aggiunto il valore di un cast composto da ottimi attori. [Il film] si distingue per una confezione intelligente e curata (bella la fotografia livida di Zach Galler) a fronte del budget relativamente basso, come è nella filosofia del Sam Raimi produttore.

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24.02.2020
Il risultato è, volutamente, molto cupo e chi non ha problemi a sottoporsi ad un’intensiva sessione di spaventi, non avrà rancore nei confronti del regista.

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Lorenzo Pietroletti (www.lascimmiapensa.com)
24.02.2020
Il risultato finale del film non esaurisce alla perfezione gli intenti di rilancio. Sebbene ci siano buone intuizioni visive, legate principalmente alla bravissima Lin Shayne, la medium di Insidious, The Grudge soffre fin troppo l’improbabile contaminazione noir e la forsennata alterazione dei vari piani temporali. Un’occasione persa in cui forse era meglio provare una nuova idea piuttosto che il rilancio di una saga che non ha mai avuto fortuna.

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Carlo Andriani (www.meteoweek.com)
24.02.2020
Riscrivendo la saga di Takashi Shimizu, Nicolas Pesce conserva tutti gli elementi horror che la rendono, ancora oggi, immortale. Tornano così la maledizione infernale, le presenze spettrali e l’urlo mortale di Kayako riscritti per un pubblico adulto che non si lascia più intimorire dai capelli tentacolari della villain nipponica. Incorniciato da una fotografia cupa e realistica, The Grudge dosa con intelligenza i cliché del franchise accompagnandoli con un fascino gore che, tra arti mozzati, corpi in putrefazioni e jumpscare, consacra un horror all’altezza dell’originale.

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