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Luca Marra (it.ibtimes.com)
24.06.2016
Non si fa a fatica a capire perchè sia stato un flop in america, in sostanza di Jem e le holograms rimane solo il nome ma la storia non mantiene nè lo spirito pop-rock battagliero dell’originale nè innova o diversifica in modo convincente il materiale di partenza. Nè nostalgia, nè novità. Decisamente un film non riuscito.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
24.06.2016
Incorporati i social all'interno del film stesso, con schermate Twitter e Instagram che si alternano a video Youtube che fanno letteralmente da colonna sonora alla pellicola nei momenti di maggiore 'tensione', Chu si è poi limitato a pennellare una patinatura videoludica sull'intera struttura, tanto digeribile quanto onestamente imperdonabile nell'aver volutamente e clamorosamente tradito la serie originale da cui è tratta.

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Eleonora Materazzo (www.filmforlife.org)
24.06.2016
Jem e le Holograms è da catalogarsi come un film per adolescenti, che seppur dovesse riuscire a catturare l’attenzione dei teenagers, di certo non appagherà gli spettatori più adulti che vedranno cadere un mito della loro giovinezza e che tra le tante cose si chiederanno: che fine hanno fatto le Misfits, le rivali di Jem che nella serie avevano fatto il loro ingresso a cavallo di improbabili moto a forma di chitarra? Relegate ad una scena alla fine dei titoli di coda, in vista di un sequel che probabilmente (o sicuramente, visto il flop negli Usa) non ci sarà mai.

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Andreina Di Sanzo (www.mymovies.it)
24.06.2016
Non bastano i glitter, Jem e le Holograms si riduce a raccontare la nascita di un idolo dei teenager che sceglie di non piegarsi ai compromessi dell'industria dello spettacolo, che non abbandona gli affetti e mantiene quella genuinità e quel candore di una provincia americana educata e virtuosa.

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Antonella Murolo (cinema.everyeye.it)
24.06.2016
Se questo film non si chiamasse Jem e le Holograms non ci sarebbero problemi: si tratterebbe di una scialba storia per teenager, con all’interno tutti gli elementi che tanto piacciono al target. Non troppo brillante, non troppo originale, nemmeno troppo straziante, ma qualcosa di già visto molte volte, con canzoni orecchiabili e scene musicali piacevoli da vedere, ma che non ti rimangono nella mente. Ma in questo Jem e le Holograms manca completamente Jem, la gemma che avrebbe portato tutto al successo... e scusate se è poco.

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Francesco Martino (www.abovetheline.it)
22.06.2016
Peccato che tutto ciò venga schiacciato dalla volontà di rendere il film un banale biopic non autorizzato su una popstar qualsiasi, nata su Youtube ed arrivata grazie a canzonette pop a veicolare messaggi di speranza e rispetto nell’umanità (succede davvero). Se poi a questo aggiungiamo delle sequenze musicali al limite dell’imbarazzante – passiamo dai personaggi che gorgheggiano all’improvviso durante i dialoghi alle attrici in evidente imbarazzo con uno strumento in mano – Jem e le Holograms ne esce decisamente con le ossa rotte.

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Letizia Rogolino (www.newscinema.it)
22.06.2016
Jem e le Holograms funziona come una commedia musicale di buoni sentimenti in salsa glamour per un pubblico teenagers. 

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Federica Rizzo (darumaview.it)
22.06.2016
La nuova versione di Jem che, divenuta protagonista di una teen story tutta musica e youtube, catturerà sicuramente l'attenzione delle nuove generazioni. Piacevole ed attuale, dal messaggio universale e dal target delineato.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
21.06.2016
Per Jem e le Holograms il cuore da non cambiare probabilmente sarebbe potuta essere la rivalità con un gruppo femminile uguale e complementare (cioè lo scontro tra due modelli di femminilità a confronto), la risoluzione di conflitti elementari in maniere complesse e autoassolutorie, come anche l’estetica camp, esagerata e barocca (anche per l’epoca). Tutto questo invece manca al film, sostituito da blandi modernismi che si trovano in tanti film simili e anche raccontati meglio. L’unico nocciolo che la Blumhouse sembra aver considerato indispensabile, l’unico punto fermo attorno al quale hanno cambiato tutto, è stato il titolo.

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Stefano Dell'Unto (www.mangaforever.net)
21.06.2016
Già colpevole del pessimo G.I. Joe – La Vendetta, sempre tratto da un franchise Hasbro, Jon M. Chu svuota Jem di gran parte del suo sense of wonder, la strappa al contesto multicolore del cartoon e della musica pop anni ’80, trascinandola in un mondo fin troppo concreto. La regia sembra infatti quella di un film indipendente uscito dal Sundance e ricorre a tutti gli espedienti per amplificare il realismo della storia con effetti da found footage. Si fa ricorso alla camera a mano, alla più semplice videocamera, registrazioni in vhs e al linguaggio visivo del web con i video di YouTube, le coordinate geografiche di Google Map, dialoghi in chat e quant’altro.

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