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Anna Maria De Luca (www.araldodellospettacolo.it)
01.12.2015
Credo che l’importanza di questo film-inchiesta consisterà non tanto nell’avvicinare ancora di più la gente al Papa (se mai fosse possibile) quanto nello sfondare il muro dell’oblio causato prima dalla politica e poi da un certo modo superficiale di fare scuola (difficilmente nelle classi si arriva a studiare gli anni Settanta). 

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Valentina Alfonsi (www.loudvision.it)
01.12.2015
Il livello artistico generale non di discosta mai da quello di una discreta fiction televisiva. Da vedere? No. O almeno non al cinema pagando un biglietto.

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Federico Pontiggia (www.cinematografo.it)
01.12.2015
Il problema di Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente, diretto da Daniele Luchetti e prodotto da Pietro Valsecchi di TaoDue, non è il suo essere un instant biopic, un film che cristallizza su schermo una vita ancora in corso: no, il problema è un altro. Anzi, sono due: primo, l’accuratezza storica, in certi casi la mera verosimiglianza di quanto viene raccontato di Jorge Bergoglio: le fonti, dichiarate dallo stesso Luchetti, sono quelle disponibili anche su Wikipedia e, per la sceneggiatura emotiva, le testimonianze di quanti l’hanno conosciuto di persona; secondo, e definitivamente più importante, il Bergoglio/Francesco che conosciamo in questo film è differente o superiore per profondità di sguardo e acutezza d’indagine a quello che ci rimbalza  a ogni ora del giorno sui nostri plurimi device, ovvero quello riconsegnatoci dalle news televisive e non? No, non lo è.

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Paola Casella (www.mymovies.it)
01.12.2015
La storia di Bergoglio diventa in Chiamatemi Francesco metafora di un mondo diviso fra chi distoglie lo sguardo e chi sceglie di vedere, e in questo è supremamente cinematografica.

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Alessia Laudati (www.film.it)
01.12.2015
Chiamatemi Francesco racconta quindi un Papa alieno, che con la propria semplicità e con la sua storia di guida spirituale fortemente connessa con il passato più oscuro del continente sudamericano, illumina il presente della Chiesa bisognosa di tornare a una certa umiltà. E c’è davvero del buono in questo lavoro che convince e nasconde il proprio cuore made in Italy con una storia dal respiro universale. 

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Francesco Lomuscio (cinema.everyeye.it)
01.12.2015
Chiamatemi Francesco di Daniele Luchetti svolge onestamente e senza eccellere il suo compito di fornire su schermo la biografia di un popolare uomo di fede battutosi per gli abitanti delle periferie, difendendoli dalle sopraffazioni del potere e promuovendone la crescita individuale e collettiva.

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Antonio Maria Abate (www.cineblog.it)
01.12.2015
A dispetto del tono anche troppo pacato, Chiamatemi Francesco - Il Papa della gente si pone quale naturale estensione cinematografica del mito Bergoglio, perciò celebrativo e inconsistente. Tanto nei contenuti quanto nella forma.

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Laura Siracusano (www.cinematographe.it)
01.12.2015
Il valore cinematografico è invece rappresentato dalla contrapposizione tra chi si impegna nella costante difesa degli ultimi e degli emarginati, chi capisce e comprende la situazione, e chi ne rimane vittima. Infatti sono state molte le persone che Jorge ha visto morire e scomparire. E questi fatti hanno segnato la persona che è oggi e le sue parole.

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