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Tiziana De Amicis (www.vertigo24.net)
18.01.2016
Un film con tutti i limiti della commedia americana per famiglie, ma che riesce a strappare due risate soprattutto grazie agli attori.

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Roberto Giacomelli (www.darksidecinema.it)
18.01.2016
Sean Anders si adatta perfettamente alla comicità di Ferrell mettendosi a disposizione dei suoi attori e se Daddy’s Home si può ritenere una commedia del tutto riuscita è proprio perché l’intero meccanismo funziona a perfezione, senza che una componente tenda a prevalere sulle altre.

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Luca Fiorucci (www.cinemamente.com)
18.01.2016
Il tutto, come ogni commedia americana che si rispetti, attraversato da una vena di sentimentalismo, in particolare sulla famiglia e gli affetti familiari, ma che non è eccessivo, e intervallato da situazioni grottesche e sketch che fanno spesso ridere. Will Ferrell riesce a calarsi bene nei panni di questo patrigno ormai non più giovanissimo, un po’ pigro e imbranato, che però ama sua moglie e si è affezionato tantissimo anche ai figli di questa, e teme che il loro vero padre, giovane e aitante, ben interpretato da Mark Wahlberg, una volta tornato quasi all’improvviso, possa prendere il suo posto nel cuore dei bambini e anche in quello di sua moglie.

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Francesco Lomuscio (cinema.everyeye.it)
18.01.2016
Daddy's Home è una commedia principalmente basata sull’esilarante contrasto che si genera tra un imbranato (come di consueto) Will Ferrell e un Mark Wahlberg duro e deciso proprio come i personaggi che incarna nei film d’azione. Un espediente che basta a garantire la sequela di divertenti situazioni volte a tempestare sufficientemente una oltre ora e mezza di visione in grado di strappare risate e di fornire l’immancabile, indispensabile messaggio positivo con morale annessa, tipico della celluloide a stelle e strisce.

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Serena Concato (www.cinefilos.it)
18.01.2016
Classica commedia americana che fa riflettere mentre intrattiene e fa ridere, a volte in modo troppo prevedibile.

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Gabriele Niola (www.badtaste.it)
18.01.2016
Coinvolto in una storia in cui ciò che viene messo in mostra è proprio il desiderio di vita borghese e piattezza, Ferrell anima tutta una storia composta di sole gag che lo mettono in condizione di subire umiliazioni e dimostrarsi sempre meno adeguato perchè troppo medio. Nulla di diverso dal solito ma con i tempi, il ritmo e l’inventiva del comico americano ogni gag risaputa diventa un momento di grande comicità vera, capace di far ridere con lo scopo di dire qualcosa.

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Daniela Catelli (www.comingsoon.it)
18.01.2016
Daddy's Home non è la commedia del secolo: a volte la comicità è di grana grossa, non tutti gli ingranaggi sono oliati alla perfezione, è un po' ripetitiva e e il product placemente della Ford è così smaccato che ricorda certi film di una volta, ma se vi piace la commedia americana che assomiglia a un cartone animato ma vuol bene ai suoi personaggi, se amate il genere e non lo guardate dall'alto in basso, sicuramente vi divertirete. 

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Gabriele Niola (www.mymovies.it)
13.01.2016
Contrariamente al solito c'è un team di sceneggiatori e un solo comico in Daddy's Home, commedia che ambisce alla quiete familiare e marcia al ritmo elevatissimo della sua star: Will Ferrell. Corpo comico capace di mutare l'ambiente intorno a sè creando il surreale anche dove non c'è attraverso gli strumenti dell'ordinario.

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Carlo Andriani (www.newscinema.it)
13.01.2016
Daddy’s Home invece, nonostante lo humour sopra le righe, presenta un’ironia fruibile per tutte le tipologie di pubblico, dagli amanti delle commedie dei Wayans agli appassionati del cinema di David Zucker. La pellicola infatti, affrontando un tema importante come la famiglia allargata e presentando un epilogo dissacrante, è una commedia che va al di là dell’umorismo facile; e il successo riscosso al box office mondiale è la prova che il pubblico, alla volgarità di Duri si diventa, preferisce il buon gusto e l’intelligenza di Daddy’s Home.

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Federico Boni (www.cineblog.it)
13.01.2016
Ingredienti ed ingranaggi visti e rivisti, ovviamente, che in questo caso si fanno ancor più ridondanti perché la 'sfida' tra Ferrell e Wahlberg, apparentemente impari, si gioca tutta o quasi su chi ce l'abbia più lungo. Letteralmente. Per il resto Anders annaspa in una sceneggiatura che non tiene la misera durata di un'ora e mezza, replicando ossessivamente inciampi e tranelli ideati dai due attori.

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